blog di Carmelo Anastasio
"Il passato è bello perchè noi lo ricordiamo bello, la bellezza è però solo nel ricordo"
Non sopporto l’incoerenza e mi fanno incazzare i voltafaccia!
di Caranas
Il capezzone è un attrezzo per il lavoro alla corda, tecnica per l’addestramento del cavallo propedeutica e integrativa al lavoro montato. È applicato alla testa del cavallo e ne consente il controllo senza usare una pressione sulla sua bocca .
Leggete un po’ cosa pensava Capezzone di Berlusconi e riflettete come la voglia di protagonismo (o danaro?) e il potere ti cambiano in cinque minuti!
Berlusconi ha pagato magistrati:
“In nessun paese al mondo avremmo un premier così. Per essere chiaro, voglio prescindere dall’esito dei processi di ieri e di oggi, e perfino, se possibile, dalla
rilevanza penale dei fatti che sono emersi. Ma è però incontrovertibile che Silvio Berlusconi, prescrizione o no, abbia pagato o fatto pagare magistrati. Così come da Palermo, quale che sia la
qualificazione giuridica di questi fatti, emergono fatti e comportamenti oscuri di cui qualcuno, Berlusconi in testa, dovrà assumersi la responsabilità politica”. Lo ha dichiarato Daniele
Capezzone a proposito della sentenza di condanna nei confronti di Marcello Dell’Utri.
11 dicembre 2004
Berlusconi più ricco grazie alla
politica.
Cosa è cambiato in 12 anni di Governo Berlusconi? Nel suo intervento alle assise radicali, il segretario Daniele Capezzone risponde a questa domanda così: “Silvio
Berlusconi è entrato in politica con 5mila miliardi di debiti (di lire, o del vecchio conio, come direbbe Bonolis), e con le banche che – indegnamente, lo sottolineo – tentavano di strozzarlo;
oggi (essendosi misurato con…come si chiama? Ah sì, il perfido regime comunista…), vanta 29mila miliardi di
attivo (sempre in lire), ed è entrato nel G7 dei sette uomini, appunto, più ricchi del pianeta. Ecco questa è una cosa che è cambiata in questi 12 anni.Il resto – conclude riferendosi alle
riforme promesse dal premier – un po’ meno”.
29 ottobre 2005
Da Berlusconi solo leggi ad
personam
“Tre anni fa – ha detto Daniele Capezzone, segretario dei Radicali Italiani -i Radicali proposero tre referendum che avrebbero cambiato il sistema giudiziario. Ci
fu chi si oppose legittimamente, ma Berlusconi invitò a non votare perché tanto lui avrebbe fatto le riforme. In questi tre anni non è stato fatto nulla, solo leggi di interesse personale, che
non funzioneranno e che molto
probabilmente verranno dichiarate incostituzionali”.
14 novembre 2003
L’Italia non può avere altri cinque anni di Berlusconi
“L’Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero
“ecosostenibili” Lo ha detto nella sua relazione introduttiva al Congresso dei Radicali Italiani il segretario Daniele Capezzone “In questa legislatura – ha aggiunto Capezzone – Berlusconi ha
avuto a disposizione una maggioranza parlamentare amplissima (“più 100″ deputati e “più 50″
senatori): eppure, le riforme non si sono viste. Dall’economia alla giustizia, è enorme il divario tra le promesse di cinque anni fa e le cose effettivamente realizzate. Per non parlare di ciò
che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un’autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve (eppure, anche tanti leader del centrodestra sono tutti
divorziati.), contro l’aborto, contro i pacs, contro La fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all’ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche
spinello”.
29 ottobre 2005
Il Premier a Vicenza? Lo ’sciancato di Arcore
‘Dopo la performance di Silvio Berlusconi al convegno di Confindustria il commento più velenoso è quello dell’editorialista di Markette, alias segretario dei
radicali Italiani, Daniele Capezzone: “Dopo la ‘cieca di Sorrento’, la ‘muta di Portici’, e lo “smemorato di Collegno’, arriva lo ’sciancato di Arcore’”.
18 marzo 2006
Berlusconi, altro che don Sturzo. E’ don
Lurio
“Silvio Berlusconi non è l’erede di don Sturzo, ma di don Lurio” Così Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani ha commentato le parole di oggi del
Presidente del Consiglio che in un discorso aveva rivendicato l’eredita del fondatore del Partito Popolare Italiano Don Luigi Sturzo.
12 novembre 2005
Berlusconi al Congresso Usa, come Totò e
Peppino
“Sto ascoltando l’esordio del discorso di Silvio Berlusconi al congresso Usa, pronunciato in lingua inglese, o almeno questa doveva essere l’intenzione… Torna alla
mente, ascoltandolo in questa che appare per lui un’improba fatica, l’immortale scena di Totò e Peppino a Milano col colbacco, che si rivolgono al vigile dicendo: ‘Noio volevàn savuar…’ Così
Daniele Capezzone, segretario dei Radicali Italiani ha commentato il discorso del Presidente del Consiglio italiano al Congresso USA.
1 marzo 2006
Berlusconi è Wanna Marchi e Tremonti il mago do
Nascimento
Sulle tasse
“Berlusconi è come Wanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento”. Lo afferma Daniele Capezzone, della direzione della Rosa nel Pugno. “Berlusconi aveva
detto: ‘Abolirò l’Irap e ridurrò a due le aliquote’. Non lo ha fatto, e invece – aggiunge Capezzone – ha aumentato tariffe, bolli, tasse sul gasolio. Tutte cose particolarmente odiose, perché
colpiscono anche la parte
più debole del paese”. “Dopo che, in queste ore, sono stati resi noti i dati della trimestrale di cassa, il paragone appare quanto mai calzante. Quello (il mago) dava ‘numeri personalizzati’ alle
sue televittime; Tremonti fa lo stesso con tutti gli italiani. Fuor di scherzo (anche perché c’è poco da scherzare), c’è da segnalare una specie di ‘taroccamento continuativo’ dei dati”.
1 aprile 2006
Berlusconi è Cetto La Qualunque
Berlusconi “mente per la gola”, perché si dovrebbe credere anche stavolta a “promesse tanto mirabolanti e irrealizzabili?” È il commento di Daniele Capezzone, della
segreteria della Rosa nel Pugno, all’impegno del premier sull’Ici. “Cinque anni fa disse che avrebbe ridotto le aliquote a due. Non l’ha fatto. Cinque anni fa disse che avrebbe abolito l’Irap.
Non l’ha fatto. Cinque anni fa disse che avrebbe ridotto la pressione fiscale, che è invece scesa solo dello 0,6. Ma, in compenso, ha tagliato i finanziamenti agli enti locali. E poi, in questo
quinquennio, c’è stato l’aumento di bolli, tariffe e della tassa sul gasolio: cioè tutte cose che incidono anche sugli strati più deboli della popolazione. Perché dovremmo credere anche stavolta
a promesse tanto mirabolanti e irrealizzabili? Ormai il premier – conclude Capezzone – è come Cetto La Qualunque di Antonio Albanese, che promette promette promette…”.
4 aprile 2006
Noi coglioni? È Berlusconi che si è fatto una canna
“Dopo l’ultima sortita di Berlusconi che pensa bene di trattare da ‘coglioni’ la maggioranza degli
italiani, mi sorge il dubbio che si sia fatto una canna”. È quanto afferma in una nota Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa nel pugno. “Ma forse una canna normale non avrebbe prodotto
effetti simili: e allora che gli ha dato lo spacciatore per fargli dire una cosa del genere?”.
4 aprile 2006
Berlusconi bollito nella sfida
tv
Commentando la sfida tv appena conclusa tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi, Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa nel pugno, ha dichiarato: “Non c’è
dubbio: il risultato della sfida è decisamente sfavorevole a Berlusconi, che ha perso e – calcisticamente parlando – non è stato capace di fare un solo tiro in porta pericoloso (parte la bufala
finale sull’Ici, completamente priva di copertura), ma è stato per due ore lagnoso, lamentoso, vittimista (e a tratti nervosissimo e arrogante), contro un Prodi più tonico e reattivo. Il
“bollito” sembra proprio il Presidente del Consiglio, ormai quasi ex. 7 “Quanto infine alla reiterata gaffe del Premier sulle ‘categorie’ (donne, giovani), sbagliare è umano, perseverare è
berlusconiano…” ha concluso Daniele Capezzone.
3 aprile 2006
Berlusconi ha finito i
tappeti
Meglio Prodi, mentre il “venditore di tappeti” Berlusconi ha dato l’impressione di aver esaurito la mercanzia: Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa nel
pugno, ritiene che sia stato il leader dell’Unione a vincere la sfida tv. “A mio avviso, è andato molto meglio Romano Prodi, che quindi, secondo me, ha vinto il confronto. La prima impressione è
che il grande venditore Berlusconi abbia esaurito la scorta dei suoi tappeti. E la piccola valanga di cifre sciorinate è sembrato un modo per non affrontare un tema reale, e cioè la situazione
difficile del Paese che gli italiani hanno sotto gli occhi”.
3 aprile 2006
Berlusconi in bandana, povero
Blair
“Esprimo tutta la mia solidarietà a Tony Blair e a sua moglie”. Lo ha affermato il segretario radicale Daniele Capezzone a proposito della festa organizzata in
Sardegna in onore del premier britannico e di sua moglie dal Presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Berlusconi fa una politica estera da quarta elementare”. Siamo alla trasposizione su scala
internazionale del ‘t’aspetto fuori’, che va bene, forse, per le liti in quarta elementare, ma funziona meno, temo, in contesti un po’ più articolati e complessi”. Lo ha detto oggi a Bruxelles il
segretario dei radicali italiani, Daniele Capezzone, riferendosi esplicitamente alla recente intervista concessa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al NewYork Times. Berlusconi – ha sostenuto il leader radicale – avrebbe parlato di “Comunità delle democrazie” riducendola “al meccanismo per cui se c’è un dittatore, prima lo si
minaccia e poi lo si picchia. Anzi, lo picchia il fratello americano, che è più grosso, mentre noi siamo gracilini”.
7 dicembre 2003
Berlusconi? Lo difenderanno Bondi, Cicchitto e
Cornacchione
“L’odierna performance televisiva del Cavaliere è francamente indifendibile, anche perché denota proprio l’atteggiamento
psicologico di chi non è più abituato a interloquire, a rispondere, a fronteggiare una domanda. Penso che a difenderlo resteranno in tre: Bondi, Cicchitto e Cornacchione…”. Lo afferma l’esponente
della segreteria della Rosa nel Pugno, Daniele Capezzone.
12 marzo 2006
Berlusconi complice di
Putin
“Si è presentato con questo nuovo abito, di avvocato e complice di Putin, Silvio Berlusconi, che giovedì scorso in occasione del vertice euro-russo ha parlato non
solo a proprio nome, ma a nome di tutta l’Europa. L’8 ottobre, un consiglio dei ministri europei aveva commentato le recenti elezioni-truffa in Cecenia (un solo candidato, tutti gli altri
obbligati a ritirarsi). Lo stesso consiglio europeo, presieduto dal governo italiano, aveva espresso viva preoccupazione per le condizioni in cui queste elezioni si sono tenute. Tutto questo
Berlusconi ha finto di ignorarlo, quando ha parlato della guerra cecena come di una “leggenda”
inventata da giornali ostili, quando ha messo sullo stesso piano le critiche che la stampa italiana rivolge a lui stesso e le
critiche che la stampa internazionale rivolge a Putin, quando ha difeso le elezioni in Cecenia o quando ha giudicato del tutto legittimo l’arresto di Chodorkovsky. Proprio lui, che si vanta
d’aver costruito una visione del mondo sulla lotta al comunismo e che sempre ricorda i disastri prodotti dal totalitarismo comunista, abbraccia oggi un regime che di quel disastro è figlio e
continuatore, e sul quale regna sempre più fortemente l’ex Kgb da cui Putin proviene”.
9 settembre 2003
Capezzone: con Putin Berlusconi dimentica il
comunismo
“Berlusconi vede ovunque comunisti, o, se non comunisti già in servizio, quanto meno possibili comunisti. Curiosamente,
però, il Premier dimentica la sua vena anticomunista solo quando incontra qualcuno che è nato e cresciuto all’interno del Kgb, e che questi metodi continua a usare per governare la Russia:
VladimirPutin”. Lo afferma Daniele Capezzone, membro della segreteria della Rosa nel Pugno. “Perciò – prosegue – ho due domande per Berlusconi. Ci dica qualcosa sia sulla tragedia cecena,
dove (purtroppo) al terrorismo indifendibile di tanta parte della resistenza si contrappone un’azione letteralmente nazicomunista delle truppe di Mosca, con veri e propri campi di concentramento,
mutilazioni ed eccidi orribili. E poi – sottolinea ancora – ci dica qualcosa sull’assassinio del giornalista, del radicale Antonio Russo, eliminato a sua volta con metodi da Kgb, mentre svolgeva
i suoi servizi informazione per Radio Radicale” “In qualche villa della Sardegna – conclude Capezzone – o in qualche dacia siberiana, nel corso dei prossimi incontri con l’amico Vladimir, sarebbe
bene che Berlusconi trovasse le convinzioni e il coraggio per porre qualche domanda”.
29 marzo 2006
Sono passati solo 4 anni , come si cambia in fretta cliente. Come le puttane ! Peccato che il canone l'ho già pagato!
Due versioni entrambe molto belle per il canto più popolare di Fuscaldo.
« GIRO GIRO TONDO, COM’ERA BELLO IL MONDO »
di Carmelo Anastasio
C’era anche un certo fascino nei modelli di latta e in legno ereditati da qualche bambino dal periodo fascista ( come non pensare alla “presa di
Macallè” di Camilleri!) , la stessa attrazione che si provava nei giocattoli di plastica durante il boom economico. Il cavallino di legno su rotelle, i trenini , le bambole di pezza delle bambine
( qui pigotte), gli aerei fatti strappando le pagine del quaderno con la cover nera e con bordi rossi …
Nostalgia? Era un po’ che volevo scrivere qualcosa sull’argomento ed ora che ho completato alcuni modelli, il lavoro si conclude con la descrizione dei giochi che facevamo da piccoli a Fuscaldo (CS) , giochi poveri ma divertentissimi.
« Il gioco è l’espressione del carattere dell’infanzia, l’atto spontaneo per cui il bambino si rivela. Il bambino fa quello che vede fare e gioisce» (non ricordo dove l’ho
letta).
Alcuni giochi (maschili) fuscaldesi
Monopattino e carro

Il carro povero era costruito con una tavola, due assi e 4 ruote di legno ( i timpagni usati per pressare nei vasetti le alici salate – sopra si metteva una pietra). Il monopattino era più figo e più funzionale perché venivano usati dei cuscinetti come ruote, inoltre
poteva esserci un’ulteriore tavola davanti e verticale con relativo sterzo in sommità. Un pezzo di gomma da spingere sul cuscinetto posteriore faceva da freno.
Fionda
“A ghjiunda” era la mia arma giocattolo preferita. Con essa si andava a caccia di lucertole ( la sensibilità verso questi animali era allora completamente opposta rispetto a quella attuale).
“Strumbulu” (trottola )
La trottola a Fuscaldo l’avevamo quasi tutti. Con essa si facevano veri e propri tornei che terminavano con il rito della “ciurlata” finale (lasciare uno o più segni con la punta metallica sullo strumbulo di chi aveva perso).
A sordi spicci o a buttuni
Venivano usate monete vecchie o bottoni. La moneta veniva sbattuta contro un muro in modo da farla rimbalzare e avvicinare il più possibile a quelle già a terra. La vincita era rappresentata dalla moneta toccata dall’altra lanciata contro il muro.
Ari stacci
Come per il gioco delle bocce. Venivano usate pietre piatte ( chiattonelle ) e lisce. Il boccino era rappresentato da un cutigno ( sasso rotondo ) bianco o nero.
Going
Era un gioco praticato di più dalle bambine ma anche da noi maschietti che mettevamo più forza nel far avanzare l’ovale. Era costituito da due cordicelle con maniglie alle estremità e da un ovale arancione infilato nelle corde. Allargando le maniglie, l’ovale si spostava dalla parte del secondo giocatore. (foto introvabile)
Battamuro
Venivano utilizzate delle figurine. Si tracciava un segno su un muro (a circa un metro dal suolo), si stabiliva il numero delle figurine da far cadere e l’ordine d’intervento dei giocatori. La figurina appoggiata al segno veniva rilasciata e se andava a coprire una figurina (dell’avversario che aveva tirato prima) già a terra, quest’ultima veniva vinta dal tiratore di turno.
Trampoli

Troppo alti, cadevo sempre sul selciato.
Variante : due latte grandi (quelle della conserva) tenute da uno spago che faceva anche da fermo per i piedi.
Telefono
Classico quello fatto con i barattoli del passato di pomodoro ( ce n’erano pochi in giro perché la conserva ognuno la faceva in casa ). Il telefono funzionava solo se il filo era ben teso.
Carrarmatu
Veniva costruito con un rocchetto del filo per cucire. Le basi del rocchetto venivano intagliate a denti di squalo. L’elastico interno , una volta caricato, permetteva il lento movimento.
I missili ( pericolosissimo – non provarci)
La capocchia di 3 fiammiferi (meglio cerini) veniva ricoperta con la carta stagnola dei pacchetti di sigarette (allora non esisteva la pellicola d’alluminio ). Un quarto fiammifero veniva usato per l’accensione da sotto. L’esplosione faceva alzare il missile anche fino a 2 metri d’altezza.
A musica a trumba
Si soffiava dentro la parte verde del cipollotto che presentava una zona centrale rigonfia. Il suono provocato era quello della tromba. Usavamo di più lo Zufolo a 3 buchi fatto con canne secche. I “maestri”, quelli più grandi, erano capaci di suonare il doppio zufolo a più fori ( due cannucce affiancate).
lo zufolo usato dai più bravi
Ari frecce ( pericolosissimo – non provare )
L’arco veniva costruito con due ferri di ombrello opportunamente legati con fil di rame (quello dei fili elettrici) alle estremità . Un terzo fil di ferro appuntito costituiva la freccia ( 'u colpu).
A chiancula ( a volte cacata )
Si costruiva per catturare uccelli ( ripeto non c’era un’educazione ambientale – per fortuna non prendevamo mai nulla ). La trappola veniva usata più che altro per far scherzi agli amici più grandi e più capaci nella cattura dei cardellini. Si andava sul posto, si facevano saltare gli stecchini a V che trattenevano la pietra e si defecava dentro ricoprendo poi con la chiattonella di arenaria.
A ra puzza
Come l’attuale “ ce l’hai !”
A scoppula figura
Col palmo della mano si batteva sulla figurina cercando di capovolgerla.
A ra rota
L’anima metallica di un copertone o quella di un vecchio braciere, veniva usata come ruota guidata tramite un bastoncino che serviva a farla accelerare ed a regolarne la direzione. Questo gioco era già usato nell’antica Roma come quello di cavalcare una canna.
A cucuwa
Le mani venivano unite lasciando una piccola apertura dove si soffiava per imitare il verso dei piccioni. Muovendo leggermente la mano destra , il suono veniva modulato.
A libero
Per fare questo gioco Berlusconi si spostava sino a Fuscaldo (ma perdeva sempre). Era un gioco di gruppo. I ragazzi del primo gruppo dovevano far prigionieri quelli del secondo gruppo individuati a vista nelle viuzze strette dove si nascondevano. Dell’Utri riusciva a nascondersi così bene che non veniva mai preso.
A toccammuccia
Tutti i bambini tranne uno ( Ghedini) che copriva gli occhi tenendo gli avambracci poggiati al muro, dovevano nascondersi per non farsi scoprire. Tempo per nascondersi : il bambino al muro doveva contare sino a 30 ( sta ancora contando!)
Ara ‘ndringhita ( gioco preferito da To.Re. e Si.Be.)
Non era un gioco mafioso, di bello tra noi c’era che non conoscevamo il gioco “a guardie e ladri” . Era un’altalena praticata con un tavolone lungo, quello usato per le impalcature.
A vocula
L’altalena , allora era arrangiata con pezzi di corda e una tavola.
°°°°°°
Ne mancano molti (es. biglie). Chi ne ha voglia potrà incrementare con altri giochi. Non ricordo bene come era quello popolare dei VARRILI. Chi se lo ricorda? (Scrivete!) C’era poi : “ Esce padre Girolamo” se non ricordo male , poi "A scribbia" ed infine lo schiaffo del soldato e tutti gli altri che si praticavano sulla spiaggia.
il nostro sciroppo rinforzante !
Incrocio delle mani per la piramide umana al mare

Non
farlo!
Gioco delle biglie sulla sabbia







Legittimo impedimento altra vignetta. Ovvero come si fa a lasciare per presentarsi ai processi …
LEGITTIMO IMPEDIMENTO OK DELLA CAMERA
di Caranas
vignetta Di Pietro e i Servizi segreti
Questa volta né Libero né il Giornale c’entrano. Ė il Corriere della Sera responsabile del new gossip. E te pareva! Ma come si dice a Roma « se famo du’ spaghi !»
Di Pietro paga il prezzo di fare opposizione da solo al governo Berlusconi e anche a quella pseudo PD-UDC. I politici non sono tutti corrotti come la stampa che conta vuole farci credere ; Di pietro è una delle poche mele non marce dell’Italia politica (spero di non prendere un’altra cantonata come nel caso di Casini – v. “Il governo dell’Italia futura” qui sul blog.
A cena con Contrada in una caserma la sera prima dell’avviso a Craxi : « E che ne sapevo io dell’identità di quelle persone invitate in una caserma dei carabinieri dal comandante del nucleo operativo?» Così si giustifica l’Antonio nazionale aggiungendo poi di non aver mai venduto Mani pulite.
E contrada presente alla cena ? « Stiamo parlando di un questore non di una escort, era un funzionario di Stato e nemmeno lo conoscevo… » … E il KSS americano ? «Guardi che con me è difficile parlare in americano». Lo sappiamo caro Di Pietro, è già difficile l’italiano !
Non me ne vorrà. Un po’ di satira non guasta.
Per me è sufficiente che abbia servito lo Stato come Magistrato dando
eccellente prova di integrità morale. Anche quando rifiutò le succulente offerte di poltrone e ministeri fatte da Silvio Berlusconi.
Il 2 febbraio la Chiesa (quella cattolica) celebra la presentazione al Tempio di
Gesù , popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di
Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme che
era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.
Le candele usate per la festa sono lunghe e di diametro inferiore a quelle normali. A
Fuscaldo le usavamo spesso ( in mancanza d'altro) quando andava via la luce per il vento forte. C'è anche l'usanza di accendere questa candela benedetta quando in casa sta per morire qualcuno. La
morte arriva allo spegnersi (naturale , visto il vento) della candela.Ma tocchiamo ferro e tuffiamoci invece nel passato per un flash su come eravamo. Il passato, come scritto in testata , è
bello perchè è bello il ricordo.
Ad un particolare 2 febbraio, quello del 1965( se la data dell'anno è riportata giusta nel mio vecchissimo quaderno di
poesia- si vede appena), è legato il ricordo di una nevicata fin sulla spiaggia. Il resto lo si può leggere nel testo che segue e che dedico ai miei compagni di scuola ed in particolare a N.B.
che ci segue sul blog.
Caranas
Candelora
Quel giorno la neve cadde anche sul mare
sciogliendosi al primo contatto.
Il primo che scese dalla barca
sulla spiaggia bianca
imprecò contro il sole scialbo e lontano.
Per freddo , per fame, per poca pesca,
nun sacciu.
Altri con la testa china a guardar giù,
segnavano con passi gravosi
il manto bianco
al confine con le onde
preparandosi a tirar su
le barche da rovesciare.
Più in là, i fimmini nivuri
vattendusi u pettu facevan ressa,
con occhi volti al convento,
lassù sull’eremo di San Francesco,
chiedendo grazia
per quelli ancora in mare
con promesse d’oli da ardere.
Su volti segnati dal tempo
si scioglievano malinconie disperate.
E Fiore, marinaio più giovane,
col suo sorridere così innocente:
jamu, jamu, ca c’havimu fatta!
Come un invito alla presenza,
sul manto bianco della spiaggia
i segni di quel travaglio umano,
ultima fatica prima di tornare a casa.
Il rintocco delle otto
accompagnato dal sibilo della sirena,
riportava all’impegno gli studenti,
curiosi spettatori infreddoliti
ripassavano sotto il ponte ferrato
e si avviavano a scuola
seguiti da lontano
da Pristufora con lingua fumante.
Lo spettacolo era finito.
2 febbraio 1965 Fuscaldo Marina (CS)
Carmelo Anastasio
UN CALABRESE VERO, UN GRANDE UOMO
di Caranas
Ė già trascorso un anno e anche lui è finito nell’oblio. Giovedì scorso infatti quasi nessuno ha ricordato il carissimo Mino Reitano.
Ho conosciuto personalmente Mino e posso garantirvi che sotto l’artista c’era un grande uomo. Un brav’uomo vinto a 64 anni dalla malattia sopportata con cristiana rassegnazione. Di Reitano, gli italiani e non solo , dovrebbero dimenticare in fretta gli ultimi anni perché , invischiato in quel filone teleberluska, secondo me si era ridotto quasi a una macchietta da trasmissioni tv pomeridiane, obbligato quasi (ma lui ci credeva) a cantare Italia, Italia … con quello sguardo da cagnone maltrattato. Faceva tenerezza, ma era una brutta televisione che non nascondeva diverse facce note divertite ( i soliti stronzi che pigliavano ppù culo!).
Mino lo voglio ricordare come quello che cantava nello stesso locale dove si esibivano John Lennon, George Harrison , Ringo Star e Paul McCartney. Lo voglio ricordare per l’amore verso la sua Calabria, per la bellissima melodia “ Era il tempo delle more” e tante altre tra cui la più nota “Una ragione di più”.
La sua è stata una storia vera, una storia che fa pensare, quella di un calabrese partito poverissimo. Ma noi calabresi
cos’altro abbiamo se non la nostra miseria che diventa oggetto d’attenzione solo al momento del voto? C’è anche un po’ di sfiga caro Mino, sfiga maledetta. Penso infatti ad altri artisti noti che
ti hanno preceduto : Mia Martini ( stupenda la sua" Cù mmè "con Murolo) e l’altro carissimo calabrese Rino Gaetano ancora attualissimo. Ciao Mino ![]()
Per ascoltare la musica di Reitano clicca su ">" qui sotto e dopo, se vuoi , clicca sull'immagine piccola del disco, potrai ascoltare tutta la musica di Mino Reitano, magari in cuffia
con effetto auditorium.
Un piatto povero ma buonissimo. Con poco più di due euro prepari un ottimo secondo . Il
connubio di sapori che si mescolano in questo piatto ne fa una pietanza particolarmente saporita, sicuramente da provare. Polpette adatte soprattutto per accompagnare un aperitivo, come una
"tapita" spagnola. Senza esagerare perché le sarde non vanno d’accordo con il colesterolo ( anche se il pesce azzurro contiene l’omega-3 . Quante cose si apprendono seguendo un corso di
volontariato A.V.O.).
Perché a beccafico ? Solo perché assomigliano all’uccello canoro tipo capinera ma senza calotta scura sul capo. I Re Normanni venivano invidiati dai poveri per il loro piatto : “Involtini di
rondinelle in padella”, fu così che i pescatori sostituirono le rondinelle con le sarde (allora la coda non veniva tagliata).
Occorrente : ¼ d’ora di pazienza e volontà, sarde (½ Kg circa) , 1 uovo, pane raffermo, menta , prezzemolo, formaggio grana o pecorino (meglio), poco aglio , sale, pepe nero.
Preparazione
Le sarde vanno squamate, decapitate, diliscate , lavate e aperte a libro. Si prepara poi il ripieno con il pane raffermo messo in ammollo in acqua ( 5 minuti), un uovo, una spruzzata di pecorino grattugiato , pochissimo aglio tritato, due/tre foglie di menta tritate, pepe nero e prezzemolo trito.
Le sarde aperte dovranno essere accoppiate una sull’altra , farcite col ripieno fuscaldese (diverso da quello siciliano per contenuto e forma finale della polpetta) e infarinate.
Le polpette vanno poi fritte in padella con olio di oliva a fuoco medio.

ORA TI FACCIO UN PO’ DI CONTI
di Caranas

Abbassare le tasse? La soluzione c’è , ma dovremmo sbarazzarci
politicamente di Tremonti per poterla applicare. E pensare che lo stesso Berlusconi vorrebbe ridurre le tasse.
In Francia con un reddito lordo di 30.000 € le tasse ammontano a soli 348 € , in Italia si va dai 2.842 a 5.010 €. Ė una vergogna! Sempre in Francia con un reddito lordo di 55.000 € si pagano 2.988 € , da noi si va, attenzione , da 10.530 a 15.898. Ma perché non
sono nato a Parigi!
Vuoi capirci un po’ di più? Leggi le tabelle e gli esempi che riporto sotto :
( tabella relativa al modello dichiarazione Unico 2008)
|
Scaglioni di reddito attuali |
Aliquote per scaglione |
Tassa percent. |
|
fino a 15.000 |
Sul max di 15.000 = 3.450 |
23% |
|
oltre 15.000 fino a 28.000 |
3.450 + 27 % sulla parte eccedente i 15.000= 6.960 sul totale di 28.000 |
27% |
|
oltre 28.000 fino a 55.000 |
6.960 + 38 % su parte eccedente i 28.000= 17.220 sul totale di 55.000 |
38 % |
|
oltre 55.000 fino a 75.000 |
17.220 + 41% su parte eccedente i 55.000 = 25.420 sul totale di 75.000 |
41% |
|
da oltre 75.000 |
25.420 + 43% su parte oltre i 75.000 |
43 % |
In partica
Esempio n° 1
Su un reddito lordo di € 120.000 /anno , vengono applicate le seguenti aliquote :
3.450 sui 15.000
3.510 sui 13.000 ecc.ti i 15.000 e sino a 28.000 ( 27%)
10.260 sui 27.000 ecc.ti i 28.000 e sino a 55.000 ( 38%)
8.200 sui 20.000 ecc.ti i 55.000 e sino a 75.000 ( 41%)
32.450 sui 45.000 ecc.ti i 75.000 e sino a 120.000 ( 43 %)
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57.870 € di tasse su un reddito di 120.000 € lordi/anno
Tabella Caranas che farebbe risparmiare parecchio ai ceti poveri e a quelli a reddito medio ( che sono quelli che reggono l’Italia)
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Scaglioni di reddito |
Aliquote per scaglione ipotizzate |
Tassa percent. |
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fino a 15.000 |
sul max di 15.000 = 1.500 |
10% |
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oltre 15.000 fino a 30.000 |
1.500 + 15 % sulla parte eccedente i 15.000= 3.750 sul totale di 30.000 |
15% |
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oltre 30.000 fino a 55.000 |
3.750 + 23 % su parte eccedente i 30.000= 9.500 sul totale di 55.000 |
23 % |
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oltre 55.000 fino a 75.000 |
9.500 + 30 % su parte eccedente i 55.000 = 15.500 sul totale di 75.000 |
30% |
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da oltre 75.000 |
15.500 + 38 % su parte oltre i 75.000 |
38% |
( salvo errori che eventualmente correggerò in seguito)
Esempio N° 2
Per un reddito di 120.000 € le tasse ammonterebbero in
totale a 32.600 €
Lo Stato dovrebbe quindi recuperare su ogni reddito di 120.000€ lordi /anno 23.270 €
( differenza tra il totale della prima tabella e quello della seconda ).
Come fare ?
Già nel 2002 i contribuenti non italiani che dichiararono un reddito superiore a 100.000 € furono ben 8.500.
Lo scorso anno in Italia sono state vendute ben 206.000 auto al prezzo medio di 103.000 €
e 76.000 italiani hanno dichiarato più di 200.000 € di reddito lordo, mentre quelli con un reddito lordo superiore a 100.000 € sono stati ben 382.000.
382.000 x 10.000 = 382.000.000 trovata quindi la soluzione!
Tassa di solidarietà una tantum di 10.000 € per tutti i redditi superiori a 100.000 € o in alternativa : tassa del 5% sui soldi rimpatriati e una tantum del 10 % sui redditi superiori a 100.000 € lordi/anno.
Ho perso poco più di un’ora a far conti? So che è pura fantasia ( i giochi di
potere sono forti), ma almeno questo lavoro servirà a chi non sa nulla di come viene calcolata l’IRPEF.
Magari per non farsi fregare.
... a window on the world of the left
di Caranas
La passione politica di Nichi Vendola vince e con essa il popolo. Al popolo di sinistra non piace il diktat di Casini, D’Alema e Bersani. Le primarie pugliesi bocciano gli accordi a tavolino che
sanno di tattica politica di vertice e che ricordano il centralismo democratico del vecchio P.C.I. che però aveva le sfere. Ė stata bocciata un’idea che anch’io nel mio piccolo , avevo
manifestato quasi come un ossimoro nell’articolo “Il nuovo governo per l’Italia futura”. Dovremmo prenderne atto, io per primo e sperare che anche il PD faccia altrettanto senza pressioni di
trasformismo nei confronti del vincitore onde evitare che questa di oggi, non diventi una vittoria di Pirro.
Vendola ci ha messo coraggiosamente la faccia e brillantemente ha evitato di diventare legna per i tre forni di cui si parla da ieri : PdL,PD,UDC.
Auguri Nichi !
di Caranas
foto : Hobbyfoto Fuscaldo"
“Ccù jurnu da candilora, a vernata è fora” recitava un vecchio detto fuscaldese.
L’inverno sulla costa tirrenica cosentina finiva il 2 febbraio. Negli anni 50 bisognava però aspettare la festa di San Giuseppe per i primi gelati.
Cono semplice al limone 10 lire, il “Moretto” costava invece 50 lire ed era favoloso quello prodotto dalla signora che gestiva il bar “ara cruci”.
I gelati di oggi non sono buoni come allora. Troppi additivi chimici. I “nostri” erano di produzione propria e noi bambini eravamo già felici sentendo il profumo del limone o del cioccolato che si espandeva nella via. “Assù, è pronto?” Il desiderio era grande, in tasca c’erano ancora gli spiccioli di Natale , la festa di San Giuseppe era arrivata e dovevamo aspettare le 11.30 per acquistare il primo gelato dell’anno.
Con questo felliniano amarcord, propongo una nuova ricetta :
MORETTO FUSCALDESE ICE CREAM
Occorrente : 250 gr di gelato, cialde , una manciata di arachidi tritate, cioccolato fondente.


"
i cudinuli "
di caranas
Dopo lunghe discussioni politiche tra amici, al venerdì sera durante le ore ormai piccole, c’è sempre qualcuno che si alza e dice : « Non so voi, ma a me è venuta fame , che ne dite di un piatto veloce di spaghetti?»
Eccovi allora una ricetta velocissima e ricca di tradizione :
“ spaghetti ‘ncudinuli calabresi “
NB : ‘ncudinuli = minutissimi pesci appena nati (neonata), a volte di consistenza gelatinosa.Quella usata in Calabria appartiene in genere a sarde e sardine. Il nome è una derivazione di “culi – nudi “ che si riferisce appunto ai neonati , con la variazione del “cudi” per riferimento ai pesci.
Occorrente : neonata ( quanto basta a seconda del numero delle persone), sale, prezzemolo fresco, aglio, olio di oliva extravergine , peperoncino calabrese, spaghetti (numero 3). Chi vuole, alla fine potrà aggiungere un pizzico di pan grattato.
foto 1 - preparazione ( questi cudinuli purtroppo sono giapponesi , ma rendono l'idea)
foto 2 - il piatto
Non si accontenteranno e allora tirerete fuori un aggiuntivo preparato in precedenza per l’emergenza : le polpettine di neonata (cudinuli in pastella con uova , farina e sale).
Il tutto bagnato con una bottiglia di “Aglianico del Vulture” ( che mi ricorda tante cose, ora sono astemio). Ė rosso lo so, ma in casa non avete altro e chi lo vuole , se lo beve!
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Autore di diverse foto presenti nel blog : MARIO ANASTASIO
Per altre immagini : Giorgio Giglio e Carmelo Anastasio


















VISITA www.fuscaldocity.it

FUSCALDO IMMAGINI E RICORDI
In questo libro riaffiorano attraverso le foto, suddivise per tema, frammenti di un passato ancora vivo: ogni angolo, la piazza, ogni portale, ogni
pietra, raccontano una storia stratificata e variegata che ci riporta ai periodi più antichi e poi a quelli più recenti fino a riconoscersi in alcune foto che impreziosiscono
questo volume.

dalle pietre di Fuscaldo, un irresistibile messaggio nei suoi cento portali


In questo "Quaderno" una silloge delle mie poesie , summa poetica della mia giovinezza e poi maturità. Alcune voci fotografano una certa vitalità polimorfa ma anche
intensità e varietà del discorso poetico.Almeno così si sono espressi quelli che dopo la lettura , hanno elogiato la creatività lirica dei vari messaggi poetici della
raccolta.

Il romanzo

Una storia d’amore e d’eresia rinasce dall’ombra del passato in una cornice non
sempre allegra, fatta di ricerca e di ricordi sviluppandosi in un racconto a volte visionario, a volte storico , inseguendo note di un destino ineluttabile sino a concludersi con la morte
fortemente voluta da Gian Luigi Pascale , un valdese giunto da Ginevra nella terra di Fuscaldo . Un libro tumultuoso in cui le storie d’amore e di fede , s’intrecciano in pagine scritte spesso
con toni leggendari. Ai personaggi principali , realmente vissuti, se ne aggiungono altri tipicamente fuscaldesi scaturiti dalla fantasia dell’autore che rende con le loro gesta più gioiosa la lettura di una storia d’amore mai
esistita, quella di Francesca , duchessa di Seminara e Gian Luigi Pascale di Cuneo, personaggi qui immersi in un universo di solitudini incrociate. Su tutti domina l’azione dell’Inquisizione che
culmina in una strage realmente accaduta nel 1561 , che causò circa 6000 morti e ancor oggi,
testimoniata dalla “Porta del sangue” in Guardia Piemontese (CS).

La storia del ratto delle Sabine è narrata in questo libretto in modo semplice e illustrata dallo stesso autore con tratti elementari per rendere agevole la lettura degli alunni delle ultime classi della scuola primaria. Un
racconto piacevole per l’introduzione alle storie mitologiche che aiuta a far crescere facendo intuire quanto sia difficile andare d’accordo e
convivere con spirito di fratellanza.
In questo libretto di Mario Anastasio tutte le date storiche di Fuscaldo

ALCUNE IMMAGINI DI FUSCALDO
NOTA
Non tutte le foto di questo blog sono di C.Anastasio;
diverse sono state gentilmente concesse dagli autori.
In caso di reclami scrivere a anastasio.c@alice.it










Bella iniziativa! Senza misure di sicurezza
Mah! Che testa avevamo!!!
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