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blog di Carmelo Anastasio

 

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Wednesday 8 february 2012 3 08 /02 /Feb /2012 19:57

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Wednesday 8 february 2012 3 08 /02 /Feb /2012 19:54

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Wednesday 8 february 2012 3 08 /02 /Feb /2012 16:03

(isp. vecchia vignetta di Vauro)

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Community : SATIRANDO
Wednesday 8 february 2012 3 08 /02 /Feb /2012 13:13

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Wednesday 8 february 2012 3 08 /02 /Feb /2012 11:01

san Guisuga

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Community : ITALIA CHE RESISTE
Wednesday 8 february 2012 3 08 /02 /Feb /2012 10:40

Berlusconi aspira al Colle

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Tuesday 7 february 2012 2 07 /02 /Feb /2012 18:01

prete

Gli inverni di inizio novecento rispettavano appieno le caratteristiche della stagione : le temperature erano spesso basse ,la gelida aria di tramontana soffiava con notevole forza dal mare e molto frequentemente già ai primi giorni di dicembre la terra si ricopriva di neve, una spessa coltre bianca che in certi anni si conservava per due o tre mesi. I primi fiocchi cominciavano a posarsi su una terra brulla e spoglia, dove l'erba seccata dalle frequenti gelate aveva assunto un colore marrone, e lentamente, il cielo ed il mondo intorno assumevano la stessa tonalità di colore; la neve  era la gioia dei bambini, ma anche la disperazione dei genitori: essa  rappresentava certo l'inizio di un periodo di riposo dopo il lungo lavoro dei campi ma era anche fonte di preoccupazioni in quanto impediva i movimenti ed addirittura isolava per parecchi giorni i casolari sperduti nelle campagne. Allora le strade non erano asfaltate e nella peggiore delle ipotesi nemmeno imbrecciate , alcune avevano l'aspetto di veri e propri sentieri, pieni di buche , pozze d'acqua , e il servizio spartineve municipale era ancora di là da venire. Spostarsi da una casa colonica all'altra costituiva quindi un serio problema, soprattutto nel periodo di carnevale, quando si organizzavano le veglie nelle enormi cucine dei cascinali; i momenti di incontro e di allegria  non erano frequenti, quindi una nevicata inopportuna e soprattutto abbondante rischiava di rovinare quei pochi momenti di  spensieratezza che anche la famiglia Polidori si concedeva. Dalle finestre  si seguiva con una certa apprensione il crescere del manto nevoso, ogni ora che passava voleva dire più neve da spalare per poter uscire di casa e fare la "rotta", il sentiero cioè che permetteva di andare da una casa all'altra; in certi inverni la strada era totalmente  scavata tra alte muraglie di neve , e, cosa ancor più , fastidiosa, era il fatto che ad ogni nevicata occorreva aprirla di nuovo.  Durante le bufere più violente non era possibile scavare  il sentiero, allora si rimaneva tutti in casa , un poco a malincuore, e raccolti davanti al grande camino si discuteva o ci si impegnava in alcune piccole faccende, come intrecciare canestri o rammendare gli abiti. La sera era dedicata alle favole per i bambini, e queste  avevano sempre un lieto fine, quasi a voler riscattare la povertà che regnava sovrana nelle campagne del tempo; ecco quindi comparire per magia davanti alla fiamma scoppiettante le immagini di Pollicino che si perdeva nel bosco ma che ritrovava la strada con delle briciole di pane, oppure  maghi e fate che premiavano i bimbi buoni e castigavano i cattivi per punirli del fatto di aver disobbedito i genitori. La cucina era l'unico luogo veramente caldo della casa, non esistevano caldaie e termosifoni, e nemmeno stufette elettriche per riscaldare le stanze da letto, per questo  fu escogitato un modo economico e soprattutto salutare di riscaldare il letto: "il prete" . Intendiamoci, non era il curato della parrocchia che si prendeva la briga di scaldare tutti i letti della zona, ma un oggetto in legno , a forma di doppio arco, che serviva a tenere sollevate le coperte, ed al centro del quale si metteva "la suora", un recipiente in terracotta  dentro al quale era conservata della brace accuratamente coperta di cenere in modo che non facesse fumo e non si spegnesse troppo presto.   Sono certo che  la scelta dei nomi di quei due utilissimi oggetti, sia stata sicuramente dettata da un  pizzico di pungente ironia. In alcune famiglie si usava invece lo scaldaletto, un altro  recipiente in lamiera  con un lungo manico  anch'esso pieno di brace , ma con la sola differenza che era usato subito prima di coricarsi; il prete invece rimaneva a letto per parecchio tempo, e molte volte i bambini solevano addormentarsi senza toglierlo, perché il tepore che emanava era veramente gradevole. Chi possedeva un solo prete lo usava a turno: prima si scaldava il letto dei più piccoli che per primi andavano a dormire , poi dei giovani ed infine quello dei genitori che lasciavano la cucina dopo che tutti gli altri si erano coricati. Tra le altre funzioni di questo strano oggetto, c'era anche quella di favorire la lievitazione delle cresce e del pane, molte volte infatti, soprattutto in inverno , il freddo non permetteva   la normale panificazione e rallentava la crescita dei filoni; quindi si provvedeva a metterli sotto le coperte dove il calore accorciava di alcune ore il processo di lievitazione. A volte si commettevano errori veramente grossolani nel mettere il prete nel letto, come quello di porre poca cenere sotto la brace ardente, il troppo calore infatti poteva incrinare il vaso oppure in certi casi anche romperlo, con conseguente rovesciamento dei tizzoni sulle lenzuola. Così quando si entrava in camera si aveva la spiacevole sorpresa di trovarla invasa dal fumo delle lenzuola bruciate e dalla puzza della lana incenerita che riempiva il sottostante materasso. L'uso del prete rimase frequente anche negli anni sessanta: ricordo ancora  la piacevole sensazione di potersi mettere a letto tra le coperte caldissime, quando fuori imperversava il vento o la pioggia: ciò dava un forte senso di protezione, anche se la camera era completamente fredda  ed il respiro trasformandosi in nuvoletta si ghiacciava sui vetri della finestra.

 

(f. digilander.libero.it)

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Tuesday 7 february 2012 2 07 /02 /Feb /2012 17:17

 

pedofilia

Padre Aldo Nuvola, ex parroco nella chiesa Regina Pacis di Palermo, e’ stato condannato a un anno e sei mesi, pena sospesa, per avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 16 anni. Secondo il Pm Caterina Malagoli, che aveva chiesto due anni e otto mesi, don Nuvola nel 2008 avrebbe chiesto ripetutamente favori sessuali al garzone di un bar, presentandosi come un professore di filosofia di liceo. E’ stato il ragazzo a denunciare le molestie alla polizia. Il prete e’ stato difeso dagli avvocati Mario Zito e Nino Caleca.

(ANSA).

 

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Tuesday 7 february 2012 2 07 /02 /Feb /2012 16:49

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Community : POETICANDO
Tuesday 7 february 2012 2 07 /02 /Feb /2012 16:28

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Tuesday 7 february 2012 2 07 /02 /Feb /2012 10:44

 

 

cervello-maschile1Scovato un gene "spia" dell'ictus cerebrale: individuato da un gruppo internazionale di studiosi dell'International Stroke Genetics Consortium e del Wellcome Trust Case Control Consortium 2, il gene HDAC9 risulterebbe connesso all'ictus dei 'grossi vasi'. Lo studio, pubblicato su Nature Genetics, è stato condotto esaminando i dati genetici di oltre 50 mila persone di origine europea, delle quali circa 10.000 affetti da ictus ischemico.

 

Lo studio ha ricevuto un contributo dal gruppo Malattie Cerebrovascolari della Fondazione Istituto Neurologico “Carlo Besta” diretto da Eugenio Parati che, grazie alla comparazione con un gruppo di soggetti sani partecipanti allo studio Procardis presso il Dipartimento di Ricerca Cardiovascolare dell’Istituto Mario Negri di Milano diretto da Maria Grazia Franzosi, ha potuto confermare anche nella popolazione Italiana questo tratto genetico identificativo della patologia aterosclerotica dei grossi vasi.

"L’analisi dei risultati – sostiene Giorgio Boncoraglio, della Fondazione Istituto Neurologico 'Carlo Besta', responsabile per la parte italiana dello studio - ha permesso di identificare un nuovo polimorfismo, ovvero una differenziazione, nel gene HDAC9 sul cromosoma 7p21 associato all’ictus cerebrale ischemico, in particolare in quei soggetti che sviluppano infarti cerebrali dovuti alla stenosi o all’occlusione delle grosse arterie del collo e della testa (arterie carotidi, arterie vertebrali, arteria basilare)".

 

Nel mondo ogni 40 secondi un individuo viene colpito da ictus, patologia che rappresenta tutt’ora la terza causa di morte e la prima di invalidità permanente. "Questa scoperta - aggiunge Boncoraglio - apre una serie di possibilità applicative nella prevenzione dell’ictus cerebrale e nella personalizzazione della terapia. Per i soggetti sani, per i quali si parla di prevenzione primaria, la conoscenza di un tratto genetico predisponente impone una maggior attenzione nel controllo dei fattori di rischio come fumo, obesità, mancanza di esercizio fisico, pressione alta, diabete o  colesterolo elevato. La ricerca ha inoltre evidenziato una eterogeneità genetica nei diversi sottotipi di ictus ischemico che, con ulteriori studi, potrebbe portare all’identificazione di nuove e più mirate terapie per i soggetti malati, verso i quali va adottata una prevenzione secondaria".

 

"Ad oggi - afferma Maria Grazia Franzosi - l’ictus rappresenta un problema medico-sociale gravissimo e largamente irrisolto, nonostante i recenti progressi nell’ambito di diagnosi precoce, terapia trombolitica, creazione di stroke unit e riabilitazione. La sua incidenza, inoltre, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione è in continuo aumento".

 

(fonte : Il Sole 24 ore salute)

 

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Tuesday 7 february 2012 2 07 /02 /Feb /2012 10:10

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Sciolta

Sciolta la Giunta Sgarbi a Salemi.

Motivo : «Infiltrazioni mafiose!»

In Municipio tanti crisantemi

per certe relazioni scandalose.

 

 Vittorio Sgarbi non si fa problemi,

sulla questione una pietra pose,

dicendo :«Non conosco i sistemi

che stanno dietro le segrete cose!»

 

Brutta figura ! Sgarbi, l’onnisciente,

che anche per un pelo fa casotto,

non s’era accorto d’esser connivente

 

col capomafia  e con il picciotto!

Ultimo martire dell’Insaputa !

(Ma c’è qualcuno che se l’è bevuta ?).

 

VOX

 

COMUNE DI SALEMI: LA GIUNTA COMUNALE DI VITTORIO SGARBI SCIOLTA PER INFILTRAZIONE MAFIOSA

 

Sembra dunque che anche la giunta comunale di Vittorio Sgarbi presso il Comune di Salemi abbia destato sospetti.

Il comune di Salemi, di cui è sindaco Vittorio Sgarbi, infatti, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose sulla base della proposta  avanzata dagli ispettori commissariati dall’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni a seguito di una serie di accertamenti conseguiti nell’ambito della più ampia operazione sugli appalti e le nomine nel settore Sanità, che vedeva coinvolto in primo piano il deputato alla regione Giuseppe Giammarinaro e che aveva portato ad un maxi sequestro per 35 milioni.

Ricordiamo come il democristiano Giammarinaro è stato a lungo sottoposto a sorveglianza speciale quale soggetto coinvolto in un’indagine per mafia.

Nonostante Giuseppe Giammarinaro fosse uscito dall’indagine per mafia praticamente indenne, non ha mai smesso di rivestire un ruolo centrale nella vita amministrativa del Comune di Salemi – ora sciolto per mafia - tanto da prender parte alle riunioni di giunta privo di qualsivoglia titolo o ruolo.

La Magistratura accoglieva le testimonianze dell’assessore di Vittorio Sagarbi, il noto fotografo Oliviero Toscani, il quale si era poi dimesso, denunciando i forti condizionamenti esterni cui era soggetta l’Amministrazione Comunale di Salemi che infatti oggi viene sciolta per mafia.

In seguito a tali critiche circostanze il Viminale nominava una commissione finalizzata ad ottenere accesso agli atti della Giunta Comunale di Salemi, per verificarne l’effettivo coinvolgimento con controparti di stampo mafioso.

Nonostante il Sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, abbia poi tentato di garantire la sobrietà e l’estraneità dei vertici della Giunta, a qualsiasi forma di interferenza mafiosa, la commissione ha ad oggi finalizzato le operazioni di ispezione riportate in una relazione in cui si legge a chiare lettere che tanto la Giunta, quanto il Consiglio Comunale nonché gli stessi vertici della burocrazia hanno subito un condizionamento di stampo mafioso.

Sulla base di tali circostanze dunque la Giunta Comunale di Vittorio Sgarbi è stata destituita dall’incarico ed il Comune di Salemi sciolto per infiltrazione Mafiosa.

(Fonte : We-News.com)

 

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Community : Libera Informazione
Sunday 5 february 2012 7 05 /02 /Feb /2012 23:50

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Community : ITALIA CHE RESISTE
Sunday 5 february 2012 7 05 /02 /Feb /2012 20:27

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Sunday 5 february 2012 7 05 /02 /Feb /2012 18:38

A proposito della sentenza sullo stupro di gruppo

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                                                              °°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

C’era un tempo in cui nelle piazze delle “donne”, degli “operai” e degli “studenti” si conquistavano contemporaneamente tanti diritti. Non è un tempo lontano, vive ancora oggi nelle poche conquiste non ancora perse la più chiacchierata delle quali è l’articolo 18, articolo che andrebbe (per rispetto) chiamato con il suo vero nome: articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, senza dimenticare le iniziali maiuscole.

Il “tempo” che ha partorito lo Statuto dei Lavoratori era un tempo la cui spinta produsse la legge sul divorzio, quella sull’ aborto ma ha anche milioni di striscette incollate su altrettante pubblicità con su scritto “questa pubblicità offende la dignità delle donne”.

Le minigonne avevano lasciato spazio alle maxigonne a sottolineare il fatto che la Donna non fosse solo la ciccia che sta intorno alla …. e che a fare una battuta del genere si rischiavano seriamente e giustamente calci sugli ammennicoli maschili. Era un tempo in cui l’outing significava avere il coraggio (tanto)di gettare le basi dell’arcigay.

Era un tempo in cui oltre ai diritti dei lavoratori si scoprivano i pregi di quella “rivoluzione sessuale” propugnata dalla stessa persona che aveva messo in guardia il mondo contro la “psicologia di massa del fascismo” persona che fu ebreo comunista e tedesco nella Germania che scivolava verso il nazismo. Era il tempo in cui un’autrice italiana formava il proprio modo di pensare il sesso in quella stessa università di Trento dove tanti altri formavano il proprio modo di pensare la politica, autrice che ha regalato alle donne la consapevolezza di cosa c’è dietro le labbra e ai maschi la consapevolezza di cosa sia il nido da dove spicca il volo il loro uccello.

Era un tempo in cui si gridava “il personale è politico” un tempo in cui si credeva che la “Politica” con la P maiuscola riguardasse tutti, ma proprio tutti, gli aspetti della vita umana e per conseguenza i maschi che volevano essere qualcosa in più di tutto quello che sta attaccato al poteredelcazzo dovevano schierarsi dalla parte della dignità della donna anche dentro le proprie case, nel proprio privato.

Adesso fare politica, anche qui a sinistra, significa contrattare pezzetti di potere contro quelli che il potere lo creano e quindi lo conoscono meglio di noi.

Se fare Politica tornasse ad essere quel creare un punto di vista alternativo al neoliberismo (perché capitalismo non si può più dire), se ci ricordassimo che l’unico potere che ci piace è quello della fantasia e della solidarietà forse i diritti non ancora persi potrebbero essere riconfermati, e quelli che non abbiamo più riconquistati e l’umanità potrebbe ricominciare la sua marcia per il diritto ad una vita che vale la pena di vivere, una marcia contro l’imbecillità , la criminalità e la volgarità fisica morale e culturale del capitalismo e dei suoi derivati.

 

(Da un commento di Claudio su SEL.it)

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  • Comunista è una parola estremamente significativa nell'universo politico, una sorta di leit-motiv che compare frequentissimo anche nei miei scritti. Ma oggi, chi si può dire veramente comunista?

Presentazione

LETTURE e consigli

 
NOTA : Si potrebbe pensare che queste copertine siano inserite per pubblicità e quindi legate a un mio guadagno. Non è così. Con questo blog non guadagno assolutamente nulla ! E' una mia libera scelta per consigliare gli amici amanti della lettura e della scrittura.

STO LEGGENDO
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Una nuova intrigante storia dei quattro vecchietti ricoverati nel BarLume di Massimo con inquietanti retroscena su un delitto commesso nel 1990.

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Non è un granché rispetto alle oltre opere del maestro Camilleri. Sinceramente, stavolta , sono rimasto molto deluso. Trentatre racconti di 3 pagine ciascuno, di scarsissimo valore culturale. Sarà quello il limite. Continua ad indignarmi il fatto che Camilleri usi ancora la Mondadori. Non è che anche lui si è messo a fare cassa  come Monti ?

                °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
 STO RILEGGENDO    

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Una  appassionante ricerca di luoghi e di tempi lontani. Se è vero che il passato non è bello in quanto tale ma  che di esso  è bello solo il ricordo, è altrettanto vero che colori, sapori e luci di una terra antica come la Sicilia non possono che essere  quantomeno sorprendenti. Come per la mia Fuscaldo.

         °°°°°°°°°°°

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“Se la Bibbia è un’opera ispirata da Dio, non dovrebbe essere corretta, coerente, veritiera, intelligente, giusta e bella ?” Invece trabocca di assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, perversioni etiche e bruttezze letterarie “

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Una voce di ragazzo irriverente, racconta esperienze di umili affascinanti lavori presto vietati, di piccole e più o meno innocenti avventure istituzionali, di calde solidarietà giovanili, all'interno di una struttura educativa cattolica chiusa e repressiva... che già allude a un sistema di potere e storture, subalternità e divieti ben più diffuso e feroce.
        °°°°°°°°°°°°°°°°
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Come dal titolo, una rappresentazione in sequenza di fatti miracolosi. Come in pittura.
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Odifreddi ripercorre le tappe salienti del pensiero di Darwin, le sue ripercussioni nella cultura moderna  e le reazioni che ha scatenato di là e di qua del Tevere

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CARANAS Ra@@ontami

 

  Alcuni miei scritti

 


.

In questo "Quaderno" una silloge delle mie poesie , summa poetica della mia giovinezza e poi maturità. Alcune voci fotografano una certa vitalità polimorfa  ma anche intensità e varietà del discorso poetico.Almeno così si sono espressi quelli che dopo la lettura  , hanno elogiato la creatività lirica dei vari messaggi poetici della raccolta.  

.

Il romanzo


.

 

Una storia d’amore e d’eresia rinasce dall’ombra del passato in una cornice non sempre allegra, fatta di ricerca e di ricordi sviluppandosi in un racconto a volte visionario, a volte storico , inseguendo note di un destino ineluttabile sino a concludersi con la morte fortemente voluta da Gian Luigi Pascale , un valdese giunto da Ginevra nella terra di Fuscaldo . Un libro tumultuoso in cui le storie d’amore e di fede , s’intrecciano in pagine scritte spesso con  toni leggendari.  Ai personaggi principali , realmente vissuti, se ne  aggiungono altri tipicamente fuscaldesi scaturiti dalla fantasia dell’autore che rende con le loro gesta più gioiosa la lettura di una storia d’amore mai esistita, quella di Francesca , duchessa di Seminara e Gian Luigi Pascale di Cuneo, personaggi qui immersi in un universo di solitudini incrociate. Su tutti domina l’azione dell’Inquisizione che culmina in una strage realmente accaduta nel 1561 , che causò circa 6000 morti  e ancor oggi,  testimoniata dalla “Porta del sangue” in Guardia Piemontese (CS). 

 

Storie per bambini


.

 


La storia del ratto delle Sabine è narrata  in questo libretto in  modo semplice e illustrata dallo stesso autore con tratti elementari per rendere agevole la lettura degli alunni delle ultime classi della scuola primaria. Un racconto piacevole per l’introduzione alle storie mitologiche  che aiuta a far crescere facendo intuire quanto sia difficile andare d’accordo e convivere con spirito di fratellanza.

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ALCUNE IMMAGINI DI FUSCALDO

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VIGNETTE CARANAS

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Bossi di seppia

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