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Blog  di Caranas

L’immaginario occidentale e l’omosessualità nella cultura arabo-islamica

23 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #Sesso e religione

Molte magrebine preferiscono auto-escludersi dalla società e abbandonare la propria  religione. Altre si battono per un'interpretazione progressista dei testi religiosi.

di Caranas

Le primavere arabe non hanno sfatato alcuni concetti omofobi tipicamente occidentali. Non ci riuscì neanche Lawrence d’Arabia (che pure ebbe una sessualità molto discussa) con le sue controverse confessioni epistolari [ ne venne fuori che non era né gay né etero]. Non esiste un approccio islamico tipico e generalizzato nei confronti dell’omosessualità.

La foto postata qui sopra mi ha colpito molto perché non immaginavo che la motivazione della condanna fosse legata all’identità gay di questi due giovani (siamo in Iran). E sorprende ancora di più che proprio in questo Paese è permesso per legge il passaggio da un sesso all’altro con garanzia di assistenza psicologica e sanitaria. Una vera contraddizione.

Gli arabi che approdano a Lampedusa non sono tutti poveracci in cerca di lavoro. Diversi provengono dal mondo islamico dove l’omosessualità non solo è considerata peccato ma addirittura punita con pene pesanti fino a quella di morte. Qualche settimana fa mi è capitato di vedere in un video due gay arabi bruciati vivi, scene aberranti in cui colpisce la remissività dei ragazzi che affrontano la morte senza opporre alcuna resistenza pur non essendo legati. Eppure in alcuni Paesi islamici l’amore omosessuale è esplicitamente celebrato, tanto da diventare oggetto di satira, e le società musulmane , almeno in passato, sono state più tolleranti di ora.

La letteratura occidentale ha indagato finora soprattutto la sfera maschile mentre il rapporto/amore lesbico non viene quasi mai esplorato , come se non esistesse pur avendo la sua importanza essendo considerato anch’esso una “malattia occidentale”.

Non credo che l’omosessualità sia favorita dalla segregazione delle donne in quei Paesi, arabi o comunque islamici. Noi occidentali certamente abbiamo alimentato la fantasia dell’harem popolato da donne lesbiche per mancanza di contatti con uomini esterni, ma non è così. Questo tipo di segregazione non c’entra , le nostre sono solo paturnie che si concretizzano in una triplice discriminazione disprezzante : delle donne musulmane, della civiltà islamica in genere e dell’omosessualità ridotta ad una costrizione. La realtà viene fuori dal nostro immaginario collettivo ed è sicuramente condizionata dal non aver mai visitato quei luoghi . In una società come la nostra, i ruoli sono ben delineati e l’ambiguità sessuale è quasi sempre bandita perché mette in discussione il proprio valore. Come nelle società chiuse, nonostante le “primavere”, si va avanti per ipocrisia e si preferisce non parlarne. Tanto si sa , gay è peccato !

Leggi anche : http://foranastasis.over-blog.it/dopo-barilla-ecco-cosa-pensano-gli-italiani-dei-gay

 

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