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Blog  di Caranas

Un’editoria fatta per lo più da non professionisti diversamente onesti

22 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #LIBRI

una riflessione scaturita da telefonata di un amico

 

 

di Carmelo Anastasio

 

Se la lettura è il tuo pane e vino quotidiano, sarà inevitabile che il tuo narcisismo narrativo (chi non ce l’ha ?) si concretizzerà , prima o poi, con la pubblicazione di un tuo libro, possibilmente di carta.

Un desiderio, a volte una patologia. Un modo anche per uscire da quel paradigma di solitudine che ci circonda. E quando si concretizza prende il nome di “vanity press” , perché non è un fenomeno solo italiano. Gli “editori” (il virgolettato è necessario) pronti a cavalcare la situazione non sono pochi. Ma spesso non fanno per nulla questo mestiere: non fanno un serio lavoro di editing sui testi (l’ho vissuto in prima persona), non hanno un vero e proprio progetto editoriale (per esempio, la collana è un progetto, la grafica delle copertine sta in un progetto, ecc.) ma, soprattutto, non possono garantire una distribuzione , se non altro a livello nazionale.

I nuovi editori italiani e non, hanno da qualche anno fiutato il businnes , un asset da sfruttare in ogni potenzialità : stampano 500/900 copie, ne vendono la metà all’autore e recuperano abbondantemente i costi di stampa ma non hanno una rete per promuovere il libro, non hanno una distribuzione regolare e le copie sono destinate a restare invendute, in un magazzino. Il che, per la verità, succede anche a libri di editori illustri, ma qui c’è dolo, rappresentato dall’ immancabile promessa, esplicita o sottintesa, di visibilità, che allo scrittore interessa molto di più dell’idea di un guadagno.

Alle aspettative di chi crede di avere il capolavoro nel cassetto è quasi inutile cercare di porre un limite, spesso non serve consigliare pazienza e temperanza. Però ci sono strade per farsi “meno male”, da suggerire. Penso alla auto-pubblicazione in formato digitale. Il self-publishing può rappresentare una soluzione, anche se non è a costo zero e non è per chi non mastica nulla di informatica. Con questi lavori in e-book non si inquina un mercato già difficile di suo e si salvano alberi… E con il print on demand e (relativamente) pochi euro si possono stampare anche solo 10 copie da regalare ad amici e parenti . Ne vale la pena ?

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