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La Calabria sempre più pattumiera d’Italia ed ora anche della Siria

Siria, armi chimiche nel porto di Gioia Tauro. L'ira del sindaco: "Non sapevo nulla. Stanchi di fare da pattumiera"

È il porto calabrese di Gioia Tauro lo scalo italiano scelto per il transito delle armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo della nave danese Ark Futura. "Il governo ha ritenuto che il porto più adatto" per il trasbordo delle armi chimiche siriane "sia Gioia Tauro", ha confermato il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Maurizio Lupi, in Parlamento. Perché? Perché si tratta di "un'eccellenza" italiana [...] specializzata in questo tipo di attività".

Il trasbordo delle armi chimiche da un cargo alla nave Usa Cape Ray avverrà "da nave a nave, mediante la movimentazione di 60 container con appositi rotabili e quindi "senza lo stoccaggio" dei container a terra, ha detto il ministro parlando di fronte alle commissioni congiunte Esteri e Difesa. "Per quanto pericolosi possano essere questi materiali - ha aggiunto - circa 560 tonnellate per 60 container, rientrano nei normali casi di pericolosità, gestibile e consueta per il porto in esame".

Non la pensa così il sindaco del comune calabrese, Renato Bellofiore, che ha minacciato di chiudere il porto. "Di sicuro faremo tutte le attività lecite e legali per impedire questa attività. Non so se è competenza nostra chiudere il porto, ma tutte le attività che un sindaco può fare sicuramente le attueremo, come forme democratiche di protesta. Non siamo assolutamente d'accordo".

Questa la nota diffusa da Palazzo Chigi:

Aderendo alle disposizioni contenute nella Risoluzione 2118 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 27 settembre 2013, il governo italiano, che ne ha informato il Parlamento, ha deciso di contribuire all’azione della comunità internazionale diretta alla distruzione di armi chimiche siriane impiegate nei mesi scorsi ai danni di popolazioni civili nel drammatico conflitto che ha luogo nel Paese.

In stretto raccordo con l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), l’Italia metterà a disposizione il porto di Gioia Tauro, ove il materiale proveniente dalla Siria sarà caricato su altra imbarcazione e trasportato al di fuori del territorio nazionale per le operazioni di distruzione. L’operazione, che verrà completata in breve tempo, sarà svolta secondo i più alti standard di sicurezza e di tutela dell’ambiente, presso strutture specificamente attrezzate. In linea con lo storico impegno del nostro Paese a sostegno della pace e della sicurezza internazionale, tale sforzo costituisce un contributo concreto e imprescindibile a garanzia della stabilità e della sicurezza nella regione mediterranea e mediorientale.

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