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 Caro Renzi : sei sicuro che non avevi  altra scelta?

Il giorno dopo Renzi dice : “Non era il modo in cui lo sognavo. Ma non avevo altra scelta. Un nuovo governo Letta avrebbe significato prolungare la palude. Mi ero fatto un altro film: vincere le elezioni, prendere milioni di voti, battere la destra. Non è il consenso che mi manca: per me, sarebbe stato meglio andare a votare subito; ma non per il Paese. Non era possibile. Non senza legge elettorale: con il proporzionale avremmo avuto le larghe intese a vita. Non senza aver riformato il Senato”.

Cazzullo riferisce sul Corriere che Renzi era consapevole del fatto che Giorgio Napolitano non avrebbe mai concesso le elezioni anticipate, né adesso né durante il semestre europeo. Un nuovo governo Letta con qualche ministro renziano avrebbe significato prolungare per un altro anno quella che Renzi definisce “la palude”, cioè la merda (ndr) .

“Sarebbe stata la fossa del Pd. E sia ben chiaro che Enrico non si è mai dichiarato disponibile a un Letta bis, a un vero, nuovo governo nato attraverso una crisi, ma soltanto a un rimpasto. Noi non gli abbiamo mai fatto mancare un voto, neppure in passaggi su cui eravamo perplessi, tipo la fiducia alla Cancellieri. Ma non potevamo sostenere un governicchio per mesi e mesi”.

Renzi riconosce che avrebbe fatto meglio ad evitare “provocazioni tipo Enrico stai sereno”. Ma questa, spiega Cazzullo, è la sua natura, il suo stile, il suo linguaggio.

E c’era gia un segnale preoccupante : Roberto Speranza, aveva avvertito Renzi di non poter assicurare la tenuta del gruppo parlamentare PD sulla legge elettorale, con il voto segreto.

A quel punto il segretario ha accelerato, chiedendo un cambio, subito ben accolto (staremo a vedere visto che questi cambiano casacca facilmente) dal Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e da Scelta Civica, lieti di poter allontanare lo spettro delle elezioni anticipate.

La verità è che mille parlamentari non avevano alcuna intenzione di andare a casa (compresi i grillini che scaldano la sedia).

Ora , se in pochi mesi non si dimezzerà la pressione fiscale sulle imprese, non si taglierà la burocrazia, non si semplificheranno le norme sul lavoro con il contratto unico, non si creeranno nuovi incentivi all’export, moriamo, l’Italia sarà da seppellire. Ma a quello ci pensa già la natura.

Tag(s) : #POLITICA

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