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Le istruzioni di Cagliostro nel suo Rituale della Massoneria Egiziana riguardo al processo di rigenerazione.

 

 

Tratto da : LIFE -  I segreti della ghiandola pineale di A.M. King - Arcangelo Miranda

1.1 Il rito dell’immortalità del Conte di Cagliostro

- Aspetta Neo, fidati di me!

- Perché?

- Perché quello che c’è la fuori già lo conosci;

è come quella strada: sai esattamente dove

porta e io so che non è qui che tu vuoi stare.

Trinity e Neo

in The Matrix

Quando il Conte di Cagliostro fu condannato a morte dall’Inquisizione, tutti gli oggetti

e i suoi manoscritti furono dati alle fiamme in Piazza della Minerva a Roma. Alcuni

testi si salvarono; uno di questi fu il testo del Rituale della Massoneria Egiziana di

cui Cagliostro, che ne aveva riesumato le sorti, si era proclamato Gran Maestro, più

precisamente Gran Cofto.

Questo testo si salvò poiché Cagliostro aveva prodotto copie per i suoi Studenti e le

aveva rese valide con il suo sigillo, il serpente trafitto da una freccia nell’atto di mordere una mela, rappresentanti la S (il serpente) e la I (la freccia) le iniziali in francese di Superiore Sconosciuto – Supérieur Inconnu – uno dei massimi gradi delle società segrete iniziatiche.

La cosa che più interessava del rito egiziano era la procedura della rigenerazione fisica e dell’immortalità psichica. Questo era un metodo segreto insegnato da Cagliostro ai suoi discepoli affinché ogni cinquant’anni potessero ringiovanire nel corpo e nello spirito, annullando i limiti umani.

Poiché gli alchimisti l’hanno sempre saputa lunga sulla questione dell’immortalità,

leggiamo dunque il rituale di Cagliostro per seguire il suo metodo di rigenerazione.

Preparazione e suggerimenti fino al 16° giorno

Bisogna essere accompagnati da un vero amico: la procedura di rigenerazione dovrà

essere eseguita in una casa di campagna che abbia le finestre rivolte a mezzogiorno e dovrà ospitare due letti, in un’area della stanza protetta dalle correnti d’aria.

L’adepto, colui che si sottopone alla rigenerazione, non potrà uscire dalla camera e il suo amico avrà cura di fare prima tutte le provviste necessarie, sia commestibili, sia oggetti, sia vestiti, sia delle sostanze necessarie alla preparazione della Materia Prima.

L’operazione inizierà nel periodo della luna piena di maggio.

Per i primi sedici giorni, il cibo di cui si alimenterà colui che si sottopone alla rigenerazione, consisterà in zuppe leggere, erbe tenere, rinfrescanti e lassative.

Si comincerà ogni pasto con un liquido e lo si finirà con un solido che dovrà essere un biscotto o una crosta di pane e il liquido dovrà essere dell’acqua distillata o, addirittura, pioggia di maggio.

L’acqua dovrà essere riposta in otri verniciati, preferibilmente se posti da ventiquattro a quarantotto ore in una ghiacciaia per impregnarli di parte nitrosa; quest’acqua servirà per fare zuppe, bevande ecc.

Il malato non si sforzerà mai di mangiare e si alzerà da tavola sempre con un po’ di

fame.

Per tutta la durata della rigenerazione è vietato alimentarsi con tutto ciò che è agro,

salato, riscaldato o troppo succulento, come i vini, gli acidi, le vivande fresche o salate, le erbe aromatiche ecc.

Dal 17° giorno al 32° giorno

Oggi l’adepto si farà togliere un mestolo di sangue e comincerà a prendere delle gocce bianche [vedi nota più avanti]in un cucchiaio d’acqua, cinque il mattino e sei la sera; l’indomani, sette il mattino e otto la sera e così di seguito aumentando sempre di una goccia mattino e sera fino al 32° giorno e cioè sino a quando si farà levare due mestoli di sangue al crepuscolo del Sole.

Il 33° giorno

L’adepto dovrà rimanere attento a seguire le prescrizioni precedenti e in questo giorno si metterà a letto e prenderà, sciolta in acqua, un granello di Materia Prima e si coprirà: il suo amico è a conoscenza che tre ore dopo l’adepto perderà conoscenza e la parola, che proverà una tremenda convulsione di nervi, che la sua traspirazione sarà molto abbondante e che avrà una evacuazione generale da tutte le parti del suo corpo.

Quando sarà rinvenuto dallo svenimento e non sentirà più debolezza l’amico lo aiuterà a scendere dal letto e prenderà le più grandi precauzioni per non fargli prendere aria, che è molto dannosa e severamente proibita, sia nel momento in cui si pulisce il malato, sia nel momento della sua traspirazione.

Il secondo letto, tenuto pronto all’uso sin dall’inizio, sarà provvisto di lenzuola e

coperte e servirà a collocare il malato sino a quando bisognerà cambiarlo.

L’amico lo metterà nel nuovo letto e gli darà un brodo che dovrà essere fatto da mezzo chilo di carne di manzo (senza grasso né ossa) e da erbe rinfrescanti o lassative alle quali si potrà aggiungere, del sedano, un pizzico di balsamo e qualche foglia di rosmarino.

Il 34° giorno

L’adepto sarà in buono stato e gli si somministrerà un secondo granello di Materia

Prima in una tazza di brodo: l’adepto perderà nuovamente conoscenza e le convulsioni saranno molto più forti delle precedenti, ma quando cesseranno cadrà per sei ore in un sonno dolce e tranquillo che gli procurerà una traspirazione molto abbondante.

Il suo amico sarà estremamente attento che non vi sia neanche un filo d’aria, perché la più leggera aria sarà per lui molto nociva; inoltre gli asciugherà di tanto in tanto il viso con un panno fine, gli toglierà ogni tanto la sua cuffia, tutto con la più grande delicatezza possibile.

Ad un certo punto si vedrà l’adepto muovere la bocca in modo strano: l’amico vi metterà all’interno le dita per facilitare l’espulsione dei denti che cadranno tutti e lo lascerà dormire, senza svegliarlo, per tutto il tempo che la natura richiederà.

[ Nota 1 Queste gocce sono un altro preparato che gli alchimisti utilizzano per trasformare la propria anima elevandola affinché possa sopportare il cambio fisico e vibrazionale determinato dall’azione finale della Procedura; questa fase è una preparazione atta a purificare prima della trasformazione e portava alla rigenerazione dell’essere, quale purificazione e aumento delle capacità extrasensoriali ].

Al risveglio, l’adepto sarà agitatissimo e avrà una febbre violentissima, come fosse in

fase di delirio: se avesse sete gli si darà dell’acqua, se avesse fame gli si darà del brodo.

Questa forma di delirio durerà circa sei ore e quando sarà cessata, lo si potrà cambiare e metterlo nell’altro letto già fresco e pronto all’uso.

Se il malato risentisse di forti dolori alle gengive, gli si potrà spalmare del balsamo

liquido.

Il 35° giorno

Al mattino, se l’adepto si trova in condizioni di sostenere un bagno, lo si aiuterà;

nell’acqua si potranno aggiungere erbe aromatiche e toniche e potrà rimanere in vasca per un’ora versandogli continuamente dell’acqua sulla testa per non fargli abbassare la temperatura: questo bagno sarà del calore del latte, né freddo né caldo.

Uscito dal bagno, l’adepto si metterà a letto e ci resterà per tutta la giornata.

Il 36° giorno

Non si farà nulla all’adepto che resterà a letto.

Il 37° giorno

Gli si farà bere una scodella di brodo o, se la natura lo comanda, una mezza scodella di eccellente vino vecchio, molto sfiammante per la bocca e quindi la terza e ultima presa o granello di Materia Prima che gli procurerà un sonno tranquillo e senza agitazione.

Si vedrà che all’adepto gli crescerà una nuova pelle e i suoi denti ricominceranno a

rispuntare: si dovrà stare molto attenti a non turbare il suo riposo e di lasciare che si

svegli da solo. Quando sarà sveglio, lo si aiuterà a prendere un secondo bagno aromatico di un’ora e poi lo si farà andare a letto; nel caso che il malato, dopo il bagno, abbia dell’appetito, si potrà dargli un po’ di zuppa.

Il 38° giorno

Gli si farà prendere un bagno di un’ora con acqua normale in cui sarà stato sciolto mezzo chilo di nitrato di potassio; dopo il bagno l’adepto malato potrà rivestirsi e, se lo desidera, potrà fare un po’ d’esercizio in camera, ma sempre senza prendere aria.

Il 39° giorno

Gli si potranno somministrare dieci gocce di balsamo liquido in due cucchiaiate di buon vino rosso e farlo finalmente passeggiare in giardino: dovrà fare ciò dolcemente, senza affaticarsi e senza fare assolutamente esercizi troppo violenti; ciò sino a quando non abbia ripreso le sue forze e non si sia riabituato all’aria aperta.

Ringrazierà Dio per la sua nuova creazione e il suo amico e lui si faranno reciprocamente la promessa di osservare il più profondo segreto sul mistero di questa rigenerazione.

Il 40° giorno

L’adepto lascerà la casa e prenderà la via più conveniente per propagare la verità, per annientare il vizio, per distruggere l’idolatria e per estendere la gloria dell’Eterno e ogni cinquanta anni potrà ripetere questa rigenerazione a quando a Dio piacerà di ritirarlo da questo mondo e di chiamarlo a Lui.

Amate Dio e il vostro prossimo con tutto il vostro cuore, rispettate e amate la mia legge, eseguite scrupolosamente i doveri che essa vi impone e che essi vi siano incessantemente presenti.

Alessandro, Conte di Cagliostro

………………………………………………………………………………….

Fin qui le istruzioni di Cagliostro nel suo Rituale della Massoneria Egiziana riguardo al

processo di rigenerazione. Ma che cos’è Ia famosa Materia Prima, dei cui grani ci si deve nutrire ben tre volte, nel corso del processo rigenerativo? Identifichiamo la Materia Prima come quel particolare genere di sostanza di cui è composta la Pietra Filosofale; in questo libro, pur non riuscendo a identificare quali sostanze compongono la Pietra Filosofale, saremo in grado di capire come è fatta la Materia Prima.

Nel frattempo possiamo leggere tra le righe in un documento elaborato da un discepolo di Cagliostro dove si parla della Materia Prima: “Sappiate che questa Materia Prima esiste sempre nelle mani degli eletti da Dio e che per arrivare a ottenerla non è necessario essere grandi, ricchi o potenti, ma bisogna ancora essere assolutamente amati e protetti da Dio. Per mezzo della verità che il mio maestro Cagliostro mi ha comunicato, io posso confermarvi che con un grano di questa materia preziosa si può fare una proiezione all’infinito”.

Dieci grammi di polvere di proiezione trasmutano venti grammi di metallo e se lavorato per altri tre mesi, il prodotto finale può trasmutare in oro dieci volte il suo peso.

Possiamo anticiparvi una cosa che vi dimostreremo “scientificamente & logicamente” più avanti: il nostro corpo produce normalmente Materia Prima e chi più elegge a propria guida il proprio Sé (colui che elegge il Sé a guida, diviene, a sua volta, eletto del Sé cioè eletto di Dio), più ne produce e il combustibile fisico per cui questo processo si attiva sono gli zuccheri contenuti nella frutta; ma per far sì che il nostro corpo possa utilizzare questi zuccheri, è importante che l’intestino sia posto, con mesi e forse anni di corretto approccio specialmente spirituale oltre che fisico, nella sua migliore condizione.

Ora una rivelazione basilare: un organismo possiede dai 50 ai 75 trilioni di cellule (1

trilione = 1 miliardo di miliardi), ma sembrerebbe poter ospitare anche fino a un numero di batteri pari a 10 o 20 per ogni cellula; la rivelazione è che nell’organismo chi produce la Materia Prima sono i batteri, a iniziare da quelli della flora intestinale che poi attivano tutti gli altri: se ingrandissimo un batterio a cinque centimetri, un uomo, in proporzione, sarebbe alto oltre ottomila metri.

Nell’organismo sono stati individuati 60.000 tipi di batteri appartenenti a 1.000 specie diverse e nel solo intestino vi sono oltre 400 specie di batteri per un peso, nell’adulto, di oltre un chilogrammo e ogni grammo di contenuto intestinale contiene diverse decine di miliardi di batteri: quindi la maggior densità di batteri del corpo è presente nell’intestino e questi batteri producono Materia Prima per mettere in moto la produzione di altra

Materia Prima da parte di altri batteri presenti in altre parti del corpo, ma solo se vengono  nutriti con gli zuccheri della frutta; questo è l’unico motivo per cui l’uomo appena postedenico è fruttariano. 

Tag(s) : #SCIENZA

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