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 Cari Fassino e Fassina  scendete dal carro. Non vi appartiene

di Caranas

Piero Fassino non si aspetta tappeti rossi da Renzi che lo sbertucciò nel salotto di Bruno Vespa; Matteo lo liquidò come un vecchio bargogio il cui solo nome spedisce nel regno di Morfeo gli italiani. Tra i primi big a schierarsi con il sindaco di Firenze e pronto a trascinare dirigenti e amministratori a lui vicini sulle sponde dell’Arno, le parole di Matteo Renzi pronunciate a Porta a Porta furono un inatteso schiaffo. Ed ora l’annunako si vendica difendendo Orsoni.

Orsoni chi? Verrebbe da dire, e come fa notare Travaglio, Fassino invita i giudici ad assolvere Orsoni alla svelta perché “chi lo conosce non può dubitare della sua onestà e correttezza”, quindi la prossima volta i magistrati, prima di arrestare qualcuno, chiamino lui: “Scusi, Fassino, vorremmo arrestare Tizio: lei per caso ne conosce l’onestà e correttezza? No perché, nel caso, noi lasceremmo perdere”...

Leggete ora cosa dice l’altro, quello che si dimise da viceministro, il Fassina chi ?

Non è necessario che vi anticipi che solo ora, dopo il successo di Renzi, vuole salire sul carro:

"È l’uomo giusto al posto giusto", ammette ora in un'intervista a La Repubblica, "L’avevo sottovalutato, ha dimostrato grandi qualità. Matteo ha capito più e meglio di noi la fine di una stagione, intuendo che stava avvenendo un passaggio d’epoca: è un grande merito. Glielo riconosco". Vuol forse salire all'ultimo sul carro del vincitore? "No, non voglio poltrone", assicura, "E ragiono con la mia testa. Continuo, ad esempio, a pensare che puntare a consolidare il 40% con la Terza via di Blair vorrebbe dire andare a sbattere. Il Pd potrà rimanere così forte se rimane un partito plurale e non schiacciato su un’unica posizione e io continuerò a battermi per le idee nelle quali credo, ma onore a Matteo: ha
reso credibile una proposta di vero cambiamento". Quanto al fatto che Renzi abbia preso voti anche a destra, Stefano Fassina sostiene che "è stato percepito come estraneo al circuito consolidato che aveva dato vita al Pd". "E poi ci metta che Berlusconi non ha più nulla da dire e Grillo è un avventuriero", aggiunge, "Matteo dimostra una capacità drastica di cogliere i problemi: l’altra sera da Vespa l’ho visto proporre ricette keynesiane. Mi è piaciuto".

Tag(s) : #POLITICA

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