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Quando l’Aviosuperficie di Scalea diventerà un vero aeroporto ?

L'aeroporto che non c'è

di Caranas

Navigando in rete oggi mi è capitato di leggere questo commento in un forum di chi vola per divertimento : “Atterrato oggi come tappa intermedia per rifornimento, la pista è lunga (1850mt) QFU 09/27 leggermente in salita se si atterra per 09, bisogna fare attenzione alle raffiche di vento provenienti dai monti circostanti, anche se l'ingresso sulla 09 è praticamente sulla spiaggia, ma oggi ho beccato belle raffiche in corto finale ma avendo 1850 metri di striscia d'asfalto davanti a me ho avuto piu' problemi nel controllare l'aereo mentre rullavo verso il parcheggio che nella fase finale dell'atterraggio! Hanno benzina verde, avgas e jetA1, aperti tutti i giorni, fate attenzione alla frequenza radio, non 130 come riportato sul Avioportolano ma 128.45...io non lo sapevo e mi sono beccato un gentile rimprovero da parte della persona presente in loco...certo che quando ha detto "Sa ci poteva essere del traffico in atterraggio" mi stavo quasi a mettere a ridere. Comunque ottimo posto x spezzare un volo lungo da nord a sud”.

A mio avviso un vero aeroporto per l’alto Tirreno cosentino occorrerebbe. Aeroporto, non una cattedrale nel deserto come spesso viene definito questo serpentone di cemento sul quale “a vista” , e cioè senza radar, dovrebbero atterrare piccoli aerei da turismo trasportanti un massimo di 8-9 persone per volta.

Pare infatti che l’aviosuperficie non possa trasformarsi in aeroporto perché la pista è troppo corta (1850 mt per una larghezza di 30 mt), ma non è vero se consideriamo in seguenti dati : gli aeroporti siciliani di Lampedusa e Pantelleria, hanno entrambi le piste lunghe 1.800 metri, proprio come Scalea. Nel primo scalo arrivano 200mila passeggeri ogni anno, nel secondo 170mila. Se lo stesso numero di viaggiatori arrivasse in Calabria sarebbe davvero la svolta, basta pensare anche ai nuovi posti di lavoro e quelli per il conseguente indotto. Come al solito quindi, manca la volontà politica di far crescere l’opera.

Leggo che il progetto venne approvato attraverso i Patti territoriali dell’Alto tirreno cosentino e fu presentato come utile agli aerei della protezione civile, al trasporto di merci di natura agricola, oltre che per lo sbarco di ben 74 mila passeggeri / anno . La struttura però non è contemplata nel “Piano Nazionale dei Trasporti” ed è appena accennata nel “Piano Regionale” il quale così riporta: “…Analogamente è prevista la realizzazione di un aeroporto d’interesse locale nell’area dell’Alto Tirreno Cosentino,in prossimità del Comune di Scalea”.

Mi chiedo cosa occorrerebbe fare per consentire la trasformazione da aviosuperficie ad aeroporto di terza categoria. Spazio per una seconda pista e per i servizi ce n’è a sufficienza ( nella foto sotto mi sono divertito ad immaginare come potrebbe trasformarsi l’area con una seconda pista di 2300 mt) . Certamente non è solo una questione esclusivamente di tipo tecnico o strutturale , è vero manca l’illuminazione notturna, una torre di controllo e il radar (possibile che privati ricchissimi non investano nel progetto?).

Rischi ce ne sono e non mi riferisco alle raffiche di vento, non bisogna dimenticare che siamo nella terra della ‘ndrangheta. Il mangia-mangia e la corruzione sono alle porte. Però in questo progetto ci credo e non tanto per una utilità personale [penso che impiegherei di più partendo da Scalea invece che da Lametia], il nuovo aeroporto potrebbe convincere soprattutto i giovani aiutandoli ad avere speranze di futuro e di sviluppo.

Quando l’Aviosuperficie di Scalea diventerà un vero aeroporto ?
Tag(s) : #CALABRIA

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