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 Francesco Rosi, il Guttuso del cinema italiano è morto.

Nei meravigliosi anni ’60 , quelli del boom economico , il regista Francesco Rosi, ci regalò due capolavori: “Salvatore Giuliano” e “Le mani sulla città”. Due film che gli costarono l’etichetta di regista/inchiesta al contatto con la realtà da cui non seppe , o forse non volle, allontanarsi . Grande protagonista di neorealismo e impegno civile non vinse mai l’oscar anche se ricevette un Leone d'oro alla carriera nel 2012 e un altro Leone d'oro per “Le mani sulla città”. A Cannes prese la Palma per “Il caso Mattei”, ricevette anche la Legion d'onore e tributi alla carriera a Locarno e Berlino, ma anche David e Nastri.

Al grande Rosi degli anni ’60 il suo pubblico impegnato in politica rimproverò di essersi imborghesito e impegnato negli ultimi anni solo nel cinema illustrativo e distante dalla realtà dei suoi primi capolavori.

E così a “ Uomini contro”, “ Il caso Mattei” e” Lucky Luciano”, seguirono opere “minori “ : “ Cadaveri eccellenti” , “ Cristo si è fermato a Eboli “ e “La tregua” grandi riduzioni letterarie, ritenute non sempre brillanti.

Dopo Pino Daniele, Napoli perde così un altro grande figlio protagonista di cultura che ci ha regalato tante emozioni. E penso che se per la scomparsa del cantante sono scesi in piazza per acclamarlo 100 mila persone, per Rosi ne dovrebbero scendere almeno un milione…

Tag(s) : #CRONACA

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