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La scuola buona non c’era prima e non ci sarà neanche in futuro. Poveri Presidi

Se Renzi fa la destra, noi dobbiamo necessariamente fare la sinistra

 

                                                           di Caranas

 

In questo momento penso a quell’anarchico in carrozzella che si identifica con i Black bloc, difficile non dare completamente torto alle sue ragioni,chi non si ribella diventa complice.Ci stiamo avviando, tra le furbizie di Renzi verso una dittatura che , pensiamoci bene non è quella del proletariato auspicata negli anni settanta.

Non è un caso quello dell’influenza del potere attuale del PD, sui cespugli partitini che costellano la politica italiana ma che non hanno nessun potere di opposizione reale. Vendola giustamente pensa di sciogliere SEL per arrivare ad un partito di sinistra più incisivo contro la politica dell’attuale governo; la realtà è che solo adesso si rende conto che con la nuova legge elettorale appena approvata, sarà tagliato fuori. Poteva pensarci prima.

Intanto con lo sciopero di ieri sulla scuola, il messaggio è arrivato forte e chiaro: Renzi e Giannini non hanno il consenso né del mondo della scuola né nella società.

Ma torniamo alla ennesima riforma della scuola per fare alcune considerazioni.

Ogni nuovo governo ci prova ed il risultato è sempre lo stesso : più soldi alla scuola privata ( fatto incostituzionale) e sempre meno a quella pubblica che è allo sfascio.

Poteri del preside nella nuova riforma

Sinceramente , li avessero avuti questi nuovi poteri negli anni ’90-2007, molti Dirigenti scolastici, penso, non sarebbero andati in pensione. Ma c’è il rovescio della medaglia. Un preside manager, con questi neo poteri avrà la facoltà di sbarazzarsi di chiunque gli sia contro, chiunque che gli faccia una minima opposizione in collegio docenti o in altri organi deputati alle decisioni della scuola.

Ma pensiamo anche al povero preside che si deve tenere sul groppo quei tanti docenti e/o a.t.a. assunti osservando la legge, che si dimostrano incapaci, sin dal primo momento, e che lo costringono ad ore ed ore di sorveglianza personale nella classe (perché deve relazionare sull’operato) nel momento in cui questi docenti (che sono una minoranza) non sono neanche idonei a garantire la sicurezza dei minori nelle ore in cui vengono loro affidati. Le procedure burocratiche sono lunghissime e costano dispendio di energie, e mai la possibilità di licenziare. Nella migliore delle ipotesi è il preside che deve scervellarsi per inventarsi nuove mansioni per il dipendente non idoneo e non potrà mica metterli tutti a fare fotocopie! Poi oggi, con la possibilità di prendere un aereo che ti sposta da Milano in Sicilia, capita spesso che il dipendente appena assunto al venerdì (attraverso le  graduatorie : altra piaga – avete idea di quante telefonate deve fare alle 7 del mattino una applicata di segreteria?) , già al sabato si mette in malattia (in Sicilia o altra regione comunque distante da Milano) e spesso non lo vedi per mesi, protetto dai sindacati e dalle leggi in vigore (legge 104 ad es. di cui si abusa in alcune regioni italiane). Che fare? Penso che un minimo di potere in più ai presidi vada dato; non quello che vuole Renzi, però quello necessario per poter mandare avanti un istituto comprensivo (magari con cinque scuole, vista la razionalizzazione che costringe i presidi a non rifiutare le reggenze). E per quale stipendio poi ? Un preside che è andato in pensione nel 2007 con tantissimi anni di contributi versati, oggi prende meno del suo primo stipendio di pensione.

Renzi, pensaci !

Tag(s) : #SCUOLA

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