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"La querelle che è stata sottoposta al vaglio dei due organi giudicanti (Tar e Consiglio di Stato), con questa ultima sentenza, mette una pietra tombale su uno squallido balletto che si è consumato, negli anni scorsi, sull'esistenza, o meno, del dissesto economico finanziario del Comune. Eravamo certi del risultato conseguito, per aver avuto la consapevolezza di aver interpretato atti e procedure nel modo più corretto, nel rispetto costante della trasparenza amministrativa, che ha rappresentato sempre e comunque il riferimento principe dell'amministrazione presieduta dal nostro primo cittadino, Gianfranco Ramundo. Oggi, chi ha responsabilità si metta l'anima in pace e la smetta di prendere in giro i cittadini ed anche se stessi. Da parte nostra, non abbiamo nulla da festeggiare. Amministrare un paese in dissesto non é facile ma, é evidente, che il risanamento dovrà continuare, anche per rispettare tutta la nostra comunità, costretta a subire spettacoli indegni e costretta a pagare le conseguenza di una pessima gestione dell'ente e delle risorse pubbliche, da parte di chi, in questi anni, ha persino tentato di vestire i panni della persona offesa. Ma il tempo si é rivelato galantuomo".

Per quel che concerne, infine, la sentenza del Consiglio di Stato (abbastanza precisa e molto illuminante), riprendiamo le ultime righe della stessa, che, "in sede giurisdizionale", oltre che a "respingere l'appello presentato da Davide Gravina, Settimio Trotta, Nicola Cariolo ed Ercole Petrone, condanna, gli stessi, al rimborso, al Comune di Fuscaldo, delle spese processuali".

Una vicenda che, per più di quattro anni, ha tenuto banco tra la cittadinanza, spesso confusa ed incapace di comprendere ciò che, ora, invece, è evidente e limpido.

fonte : Fuscaldo Notizie

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