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Oggi voglio presentarvi tre poesie di un poeta libanese Khalil Gibran che da poco ho imparato ad apprezzare.

"Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani"

Una bella espressione di ringraziamento per i genitori di oggi e un bell'incoraggiamento per i genitori di domani. E' un buon punto di partenza per chi "mette al mondo" nuova vita.

 

La storia delle onde

Farò della mia anima uno scrigno

per la tua anima,

del mio cuore una dimora

per la tua bellezza,

del mio petto un sepolcro

per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera,

e vivrò in te la vita di un fiore

sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle

canta l'eco delle campane;

ascolterò il linguaggio della tua anima

come la spiaggia ascolta

la storia delle onde.

 

Il salvagente

La poesia è il salvagente

cui mi aggrappo

quando tutto sembra svanire.

Quando il mio cuore gronda

per lo strazio delle parole che feriscono,

dei silenzi che trascinano verso il precipizio.

Quando sono diventato così impenetrabile

che neanche l'aria

riesce a passare.

 

I tuoi figli non sono figli tuoi

 

I tuoi figli non sono figli tuoi

Sono i figli e le figlie della vita stessa.

Tu li metti al mondo ma non li crei.

Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.

Puoi dar loro tutto il tuo amore,

ma non le tue idee.

Perche’ loro hanno le proprie idee.

Tu puoi dare dimora al loro corpo,

non alla loro anima.

Perche’ la loro anima abita nella casa dell’avvenire,

dove a te non e’ dato di entrare,

neppure col sogno.

Puoi cercare di somigliare a loro

ma non volere che essi somiglino a te.

Perche’ la vita non ritorna indietro,

e non si ferma a ieri.

Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

 

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