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Augusto Minzolini condannato per peculato: ora rischia la decadenza come Berlusconi

La Cassazione conferma la condanna a due anni e sei mesi al giornalista e senatore azzurro. Tutta colpa di pranzi e le cene pagati con la carta di credito Rai. Aveva pagato pranzi e cene in qualità di direttore del Tg1 (65 mila euro in 14 mesi)

Augusto Minzolini è stato condannato in via definitiva per abuso di carta di credito. Ora rischia di decadere da senatore, causa meccanismi della Legge Severino, come accadde due anni fa a Silvio Berlusconi.

L’accusa è quella di aver usato, ai tempi in cui era direttore Rai, la carta di credito aziendale in maniera impropria, cumulando in un anno e due mesi 65 mila euro di spese in pranzi e cene. Soldi (poi restituiti) per i quali aveva consegnato alla Rai le ricevute, ma non i giustificativi.

Dal processo, nato su iniziativa dell’Italia dei valori, Minzolini era uscito assolto, in primo grado. Nel febbraio 2013 i giudici avevano infatti sentenziato che l’allora direttore non avesse consapevolezza di star spendendo impropriamente denaro pubblico: non aveva chiari i meccanismi di utilizzo, e comunque credeva che la carta di credito della Rai gli fosse stata messa a disposizione come compensazione per l’esclusiva, ossia il divieto di altre collaborazioni giornalistiche, inserita nel contratto con la tv pubblica.

Un verdetto che la Corte d’Appello ha poi capovolto.

La reazione di Minzolini : “Sono allibito. In appello sono stato condannato da un giudice che è stato sottosegretario con i governi Prodi e D’Alema. E’ come se Prodi o D’Alema dopo aver militato in politica per anni giudicassero Berlusconi, evidentemente c’è qualcuno che mi vuole vedere fuori dal Parlamento”.

Sarà il Senato a deliberare il suo destino.

Tag(s) : #POLITICA

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