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Dopo le recenti  primarie e gazebarie , sembra finalmente giunto il momento di  mettere in piedi una normativa comune e generale che regoli questo importante passaggio della vita politica.

I 48.000  romani che avrebbero votato per queste  Gazebarie  targate Forza Italia , sono un risultato pur sempre  dignitoso dal punto di vista dell’affluenza, anzi decisamente buono, considerato che le primarie volute dal Pd , la cui macchina organizzativa non è paragonabile a quella del centrodestra ,  avrebbe portato al voto solo 44.500 elettori.

Affluenza buona , ma i dubbi sono eccellenti.  E’ venuta a mancareil dato più significativo e cioè la mancata registrazione dei singoli votanti. E non è poco, considerando il fatto che in tal modo la consultazione diviene manovrabile ed alterabile. Le primarie di Berlusconi, snobbate dalla Lega e dalla Destra e sostenute da parte di Fratelli d’Italia, avrebbero incoronato, senza alcuna ombra di dubbio, Bertolaso con quasi il 97% dei consensi. Le reazioni dalla coalizione della destra non sono, però, molto confortanti. Ad esternare le contrarietà, Giorgia Meloni che proprio mentre Bertolaso convoca la conferenza stampa con i numeri delle “sue” primarie se ne esce con delle dichiarazioni al vetriolo: “Chiedo un incontro risolutivo a Berlusconi e Salvini nella giornata di domani. Metto a disposizione anche la mia candidatura come gesto di amore e responsabilità. Mi aspetto amore e responsabilità anche dagli altri”. Ed infine aggiunge: “Guido Bertolaso può essere un buon candidato e un buon sindaco se riesce a unire le forze di centrodestra. Se riesce a farlo e a vincere le perplessità che ancora diverse persone hanno, Fdi sarà con lui come lealmente ha fatto dall’inizio”. E proseguendo dice: “Se Bertolaso si presta a strumentalizzazioni che forse sono utili a tutelare un partito ma che sicuramente danneggiano i romani, allora saremo costretti a fare scelte diverse. Abbiamo contribuito al risultato dei gazebo invitando i romani a votare con spirito unitario. Anche il nostro impegno è stato sfruttato per delegittimare me e il movimento che rappresento”. La Meloni, poi rimarca: “Poteva essere una festa per il centrodestra ed è servito come palchetto per decretare il funerale della coalizione. Potrei aggregarmi alla fiera della irresponsabilità collettiva, e assumere subito decisioni unilaterali, ma mi preoccupa il risultato finale per i romani più che mostrare i muscoli ai colleghi”. A provocare le reazioni della Meloni il fatto che queste consultazioni dovevano in pratica servire a notificare la candidatura di Bertolaso. Il vecchio  banana  aveva necessità di mettere in chiaro che non c’era nessuna intenzione di rimettere in discussione la candidatura. Aveva detto, in merito alle tensioni con Salvini e la Meloni: “Se c’è una rottura è quella tra gli uomini d’azione che fanno, e quelli che sono politici per professione. Nella giunta di Bertolaso ci sarà gente d’azione. I politici facciano i politici, facciano i convegni e parlino. Qui bisogna decidere e lavorare. E’ un cambiamento di prospettiva totale quello che sto proponendo a Roma, a Napoli e a Milano. E quando arriverà un politico che mi dice ‘voglio essere io al posto di Bertolaso’ lo guarderò e gli riderò in faccia. E gli dirò ‘mi vengono i brividi a pensare che tu possa immaginare, tu che non saresti capace di amministrare un’edicola, di fare il sindaco di una città come Roma'”. Un messaggio più che chiaro. E il diretto interessato acquista sicurezza: “Io sono il candidato del centrodestra, non di un singolo partito”, dice Bertolaso, e annuncia: “Non ho motivi di dovermi fermare, sono i romani che mi spingono a questo punto, non i partiti. E se i romani mi spingono, allora vado avanti come una ruspa fino alla fine”. 

Caranas

Tag(s) : #POLITICA

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