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Lo è sempre stato, ma stavolta c’è qualcosa di nuovo e tremendo: gli annegati bambini. Piccoli corpi che scompaiono nella notte senza un grido, sfuggendo alle mani di chi li ama. Eppure ci siamo assuefatti anche a questo. I giornali evocano la pietà, ma la gente rumina pensieri ostili e razzisti. Anche ora, con gli ultimi arrivi, le carrette piene di siriani e afgani che affondano fra Turchia e Grecia, e i piccoli corpi, simili a quelli dei nostri figli o nipoti, riversi sulla battigia o in mano a un poliziotto affranto. Tanti, troppi europei li detestano, li temono, forse perché sentono oscuramente che saranno loro, gli stranieri, a vincere. Perché il mondo è sempre stato dei migranti, di quelli che camminano e cercano altre terre attraversando con tremore il mare nero. Darwin è la smentita più spietata delle illusioni delle piccole patrie arroccate in un’identità dietro alla quale non c’è che usurpazione del suolo.

Vinceranno loro, questi siriani che traversano l’Europa leggeri, con sacco a pelo e tendina, come per una gita fuoriporta, con i bambini al seguito. Non è Itaca la meta del loro viaggio. E intanto, coloro che usano patria e religione, continuano massacri e rapine nobilitando il regolamento biblico dei conti.

Paolo Rumiz

Tag(s) : #ATTUALITA'

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