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Nuovo no a Boeri da parte del governo sul taglio delle pensioni più alte

A scaldare il dibattito sulle pensioni c’è anche un altro elemento, destinato ad accendere una nuova polemica tra Boeri e il governo: un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. Una proposta che trova il suo input nelle tabelle dell’Inps dove emerge che in Italia ci sono quasi 500mila pensioni liquidate prima del 1980, quindi in vigore da oltre 36 anni. Il numero uno dell’Istituto nazionale di previdenza è stato netto: “Siccome sono state fatte delle concessioni eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti, credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidarietà per i più giovani e anche per facilitare e rendere più facile anche a livello europeo questa uscita flessibile”. La proposta di Boeri è stata rispedita al mittente dal Governo. Prima Nannicini e poi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno stroncato sul nascere questa ipotesi: “Su questo versante non c’è nulla”, ha affermato il titolare del dicastero di via Veneto, sottolineando che “questi terreni vanno valutati concretamente se e quando ci sono le condizioni, altrimenti facciamo atti che preoccupano le persone senza poi produrre nulla, producono solo incertezza”.

Parole dure, quelle di Poletti, che rendono evidente come le proposte di Boeri, sempre respinte, creino un certo fastidio all’esecutivo. A palazzo Chigi c’è chi bolla quello del presidente dell’Inps come “un protagonismo eccessivo”, come rivela una fonte. Il governo vuole tirare dritto da solo: né Boeri né le manifestazioni di Cgil, Cisl e Uil hanno scalfito questa intenzione. Tempi e misure si decidono in casa propria

Tag(s) : #POLITICA

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