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Docenti e studenti  diciottenni incavolati neri a causa delle procedure complesse per ottenere la registrazione ai  portali  per dotarsi di credenziali Spid (il Sistema pubblico di identità digitale, la cosiddetta carta d'identità elettronica).

In teoria ci sono 500 euro per gli studenti diciottenni e per gli insegnanti, soldi da spendere in un anno per il proprio aggiornamento culturale. In pratica, invece, ci sono una serie di procedure complesse che rendono tortuoso ai diretti interessati l'accesso a questi soldi.

In questi giorni, molti dei 750mila insegnanti ( ma anche studenti nati nel 1998) che aspettano il bonus di 500 € promesso da Renzi, si indignano a causa delle procedure richieste per registrarsi allo scopo di ottenere lo SPID. Per registrarsi ai portali bisogna infatti prima dotarsi di credenziali Spid che si ottiene se si dimostra di essere possesso di documento di riconoscimento, codice fiscale, indirizzo e-mail valido e un numero di telefono. Come? Andando personalmente con un'utenza telefonica valida in uno sportello dei quattro provider di identità digitale, scelti dall'Agid: Poste, Tim, Sielte e Infocert. Peccato che chi l'ha fatto, si è trovato di fronte ad addetti che gli avrebbero domandato: perché siete qui?

Non solo, conosco molti insegnanti che da giorni provano a iscriversi online senza ottenere risultati, per non parlare poi del numero verde messo a disposizione che continua a ripetere : se… premi uno, se… premi due, se… premi tre e così via fino a quando arrivati in cima arriva la solita voce registrata : “in questo momento la linea è sovraccarica a causa dell’intenso traffico, provare più tardi.” E giù bestemmie col calendario davanti.

Certo è che con questa procedura Renzi perderà parecchi voti al prossimo referendum.

Con il bonus si possono comprare libri, riviste, cd, corsi, software i biglietti d'ingresso per cinema, teatro, concerti, spettacoli di danza, musei, monumenti, parchi o aree archeologiche. Gli insegnanti hanno potuto utilizzarli ( lo scorso anno) anche per acquistare pc e tablet e da quest'anno pure per i moduli previsti dal piano nazionale di formazione obbligatorio. Anche se fa un po' sorridere la decisione del Miur di rimborsare i palmari, ma non gli smarthphone, il collegamento alla banda larga e i viaggi. Non è così però che si risolve il problema della formazione dei docenti e neanche quella degli studenti che non vedono incentivato il consumo culturale e soprattutto la lettura.

I portali : 18app.it o diciottenniapp.it , sono un po' borsellini elettronici e un po' market place dove comprare quello che serve, ma non sono app, da poter scaricare e utilizzare sugli smartphone, cioè i device più diffusi tra i giovanissimi. Inoltre sono funzionanti soltanto dall'inizio di novembre . L’intenzione era quella di abolire la carta e rendere più facili i controlli, ma a me sembra che tutta l’organizzazione delle procedure di registrazione e di spesa non fanno altro che produrre nuove file, perdite di tempo per le attese e lungaggini burocratiche complicatissime ( in posta aspettano ancora dal governo maggiori disposizioni per quest'attività).

Ecco perché nei corridoi delle scuole si sente spesso chiedere :D. “ tu hai già lo Spid?” R. “ , macché ! Neanche mio marito che è un esperto informatico è riuscito a registrarmi”.

Tutto sto bordello per un po’ di propaganda ! Sarebbe più utile sbloccare i contratti degli insegnanti che sono i più sottopagati d’europa.

Tag(s) : #SCUOLA

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