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Molti di noi italiani il 4 dicembre andranno a votare; la partita è troppo importante e lo spauracchio di un terzo dittatore dopo Mussolini e Berlusconi (ricordate quando i suoi lo acclamavano Cesare?), porterà sicuramente tanti NO nelle urne.

Ma cerchiamo di capire il valore del voto del 4 dicembre  in riferimento alla quantità dei voti dell’una e dell’altra parte ; un piccolo schema riepilogativo delle varie possibilità che in questo momento possono raffigurarci il futuro dell’Italia.

Il dato fondamentale sarà chi prende un voto più dell’altro e vince.

Il fronte del “Si “ parte in qualche modo “avvantaggiato” nel senso che se dovesse vincere anche di un solo voto, avrebbe superato la prova e invertito le previsioni , certificando  il PD come grande partito riformatore unico contro tutti. Ma basterebbe un 49% per riconfermare Renzi segretario premier.

L’appoggio mediatico senza precedenti a Renzi, farebbe pensare a valori elevati in percentuale del SI ,  comunque sotto la soglia del 60% e questo comporterebbe una vittoria morale del No , cioè una PERDITA, ma ci siamo abituati. Ma tutto è incerto finora.

IPOTESI :

Ma facciamo alcune ipotesi a scaglione:

 

  1. SI vincente oltre il 54% :  Renzi potrà gridare vittoria e della riforma dell’Italicum non se ne parlerà più con conseguente scissione del PD guidata da D’Alema, a parte Cuperlo che rientrerà tra i renziani con buona compagnia di Franceschini che ha già fatto scorta di lecca-lecca;

 

  1.  SI vincente di misura, dal 50,1 al 52%: Renzi uscirebbe rafforzato dalla prova, ma non del tutto padrone della situazione. Chi l’ha aiutato passerà a riscuotere. Si dovrà decidere poi sul come e quando andare a votare.

 

  1.  NO vincente di strettissima misura: Renzi incasserebbe il colpo dimettendosi nella notte stessa dei risultati, ma resterebbe segretario del partito, nonostante gli insoddisfatti Franceschini, Emiliano, Rossi e qualche piemontese. De Luca invece farebbe il lutto. Renzi , in caso di nuovo incarico, dovendo trovare una maggioranza per una nuova legge elettorale dovrebbe rivolgersi a Fi che detterebbe le sue condizioni. Il fronte del no, ovviamente si scomporrebbe subito. Il M5s chiederebbe le elezioni subito, ma senza l’aiuto degli altri partiti  resterebbe nuovamente isolato.

 

  1.   Vittoria netta del NO fra il 54 ed il 56%: secca sconfitta di Renzi che si troverebbe subito una sommossa nel partito. Probabile inoltre  una pronuncia sfavorevole della Corte sulla costituzionalità dell’Italicum. Sarà molto difficile in tal caso  trovare l’accordo su una nuova legge elettorale con conseguente possibilità di andare a votare in primavera. Fine del renzismo.

 

  1.  Vittoria travolgente del No oltre il 56%: sarebbe la fine del renzismo ma anche del Pd. Le elezioni sarebbero inevitabili, salvo attendere il giudizio della Corte ed andare a votare con quel che resta della legge dopo la sentenza. Potrebbe ciò giovare alla destra che potrebbe riorganizzarsi approfittando di un sistema semi proporzionale.

 

 

Tag(s) : #POLITICA

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