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IL MIO NO AL REFERENDUM E’ MOTIVATO EPPURE NON TANTO CONVINTO

di Caranas

Non voglio farla lunga, non una sintesi vera e propria ma un piccolo ragionato endorsement di autodifesa democratica.

Preciso che i dubbi sulla convinzione del mio NO sono dovuti al solo fatto ( e l’esperienza insegna) che di solito vincono gli altri. Mi succede anche giocando a briscola.

  1. Voterò NO perché , pur piacendomi la logica della “semplificazione”, non mi va ad esempio l’avanti e indietro di un provvedimento di legge dalla Camera al Senato, ma non è questo il problema se penso che in passato in breve tempo sono state approvate riforme quali Il Servizio Sanitario Nazionale, lo Statuto dei Lavoratori ecc. Ma questo avveniva perché c’era una classe politica forte che sapeva anche mediare ed i politici di allora erano motivati ed arrivavano alle cariche dopo aver studiato ( ricordate la vecchia scuola del PCI stile Frattocchie ?) I politici di oggi mi sembrano più adatti a vendere pentole in tv.
  2. Il mio NO è dovuto anche alla limitazione della sovranità popolare e della rappresentanza. In pratica se il Senato deve far qualcosa se pur con meno senatori (perché non dimezziamo anche i deputati se si vuole risparmiare?) , voglio votarlo io in modo diretto e non altri.
  3. Disparità tra sindaci con doppia carica (loro territorio più senato) e quelli che invece non entreranno a Palazzo Madama. I primi avranno anche l’immunità senatoriale. C’è anche il rischio di trovare senatori diciottenni e deputati con età non inferiore ai 25 anni.
  4. Cosa è il risparmio di 50 milioni di fronte a quello annunciato da Renzi di un miliardo con l’abolizione dell’attuale Senato? Quei 50 milioni non basteranno neanche a soddisfare la richiesta di 35 €/g per tutti gli immigrati, Maremma maiala !
  5. NO perché l’articolo 72, detto anche del “voto a data certa”, prevede una corsia preferenziale per i disegni di legge del governo, che quindi avranno sempre la precedenza. In pratica, in una situazione di emergenza permanente, si potranno discutere solo leggi di iniziativa del governo saldamente in mano al futuro premier in carica che in poco più di due mesi potrà approvare una nuova legge elettorale se le orecchie fischiano anche alle dentiere brianzole o maremmane con i pipistrelli tra gli arti.
  6. Voterò NO anche per protesta contro Cuperlo e & che si son fatti fregare da un pischello approvando l’Italicum.
  7. NO perché diciamolo chiaro che è anche un NO per far cadere RENZI e le sue riforme che non condivido :
  • Il Jobs act (la legge sul lavoro, in italiano) ha prodotto qualche migliaio di nuovi posti di lavoro, parecchie stabilizzazioni e un profluvio di lavoro precario (voucher e compagnia brutta), ed è costata venti miliardi che, investiti in altro modo, avrebbero creato più lavoro;
  • La “buonascuola” ancora peggio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti;
  • velocità delle leggi, l’argomento è specioso e rasenta la malafede: la legge Fornero venne approvata in 18 giorni, il bail-in in 13, le banche pericolanti (anche quella del papà della ministra delle riforme) sono state salvate in due settimane. In sostanza, quando si toccano gli interessi del cittadino meno abbiente le leggi corrono assai.

Potrei continuare ma allungherei il brodo. Il terrorismo dialettico di Renzi non mi piace e non succederà nessun disastro se vincerà il No perché il disastro è lui arrogante e sbruffone con Verdini.

Per la cronaca, nel referendum costituzionale del 2006 Renzi votò No, come Rauti, discorso chiuso.

Tag(s) : #POLITICA

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