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VOLEVA CANCELLARE TANTE POLTRONE, HA CANCELLATO LA SUA E QUELLA DEL GOVERNO.

E bravo il Renzi che se ne va con un ottimo bilancio della sua esperienza di governo. Lasciando un’Italia più povera, gravata di tasse, con un debito pubblico salito a oltre 2.200 miliardi, crescita zero, un sistema bancario al collasso. Bravo il Renzi che sognava di passare alla storia come l’artefice della grande riforma costituzionalista, che incolpava la Costituzione del fallimento di ogni tentativo di migliorare l’Italia e che è riuscito, invece, in pochissimo tempo, in un capolavoro: farsi odiare da oltre metà del popolo che doveva governare. Che nell’ultimo anno ha dedicato tutto il suo tempo e le sue migliori energie a questioni di ingegneria costituzionale, alle regole che la “casta” si vuole dare, anziché a ciò che interessa veramente agli italiani: meno tasse, lavoro, sostegno alle piccole imprese, sanità, migranti. Che è riuscito a distruggere il suo stesso partito, dando ascolto al suo ispiratore, Napolitano. L’allora capo dello Stato lo chiamò affidandogli compiti ben precisi: riforma del lavoro, legge elettorale, riforma costituzionale, della pubblica amministrazione e arginare i 5 Stelle. Il suo unico successo è stato il deprecato Jobs Act, per il resto missione fallita. Amen.

 

Tag(s) : #POLITICA

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