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Un corteo organizzato contro Matteo Salvini, atteso al Palacongressi di Napoli dopo le proteste di venerdì e il via libera finale della prefettura alla sua convention. Oltre duemila persone scendono in strada e sfilano contro il leader del Carroccio fino a quando inizia il lancio di sassi, petardi e bombe carta. E la polizia reagisce con cariche e idranti. Prima è stata un’operazione di contenimento, poi gli agenti sono avanzati per contenere gli assalti di “circa 200 persone”, come riferisce SkyTg24, in uno scenario da guerriglia urbana. Il corteo è iniziato pacificamente, poi sono spuntati caschi e passamontagna dietro i quali si sono nascoste decine di persone che, una volta che il corteo è arrivato nei pressi del Palacongressi, hanno iniziato a lanciare oggetti e pietre. Decine di cassonetti rovesciati e segnali stradali divelti da decine di giovani incappucciati, che avevano già lanciato fumogeni e petardi contro le forze dell’ordine che presidiavano l’ingresso dell’ente fieristico.

La manifestazione era partita nel pomeriggio da piazza Sannazaro senza il sindaco Luigi De Magistris, anche se sua moglie, l’avvocato Maria Teresa Dolce, era tra i partecipanti. E nel corteo organizzato dalla rete di movimenti napoletani contro Matteo Salvini era spuntata anche una ruspa con sopra un simbolico foglio di via da consegnare a Salvini. Per le strade di Napoli c’erano studenti, migranti e attivisti che tra bandiere, fumogeni e striscioni intonavano cori contro le politiche “razziste e xenofobe” del leader della Lega Nord. Nonostante il via libera al convegno, però, la polemica politica non si smorza. Pur sapendo che il sindaco non è alla manifestazione contro di lui, Salvini continua ad attaccare De Magistris, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di “non volere chi sparge odio”. “É scandaloso – ha detto il leader della Lega al suo arrivo al Palacongressi – che un ex magistrato sfortunatamente sindaco, spero ancora per poco, si permetta di decidere chi può e chi non può venire a Napoli”. E “quello che ha dichiarato in questi giorni – continua – verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no”.

 

tratto da Il Fatto

Tag(s) : #POLITICA

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