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Blog  di Caranas

Il governo vara lo scudo fiscale

30 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

                                                                                            di Carmelo Anastasio 

 Lavoro inutile della Guardia di Finanza     
   
     
Ancora una volta Berlusconi & Tremonti al servizio degli evasori fiscali e delle associazioni mafiose. Secondo stime dell’Agenzia delle Entrate, sono quasi 300 i miliardi custoditi all’estero da industriali, imprenditori ,professionisti  e soprattutto da malavitosi italiani. Ancora una volta , questa gente che ha accumulato gruzzoli di decine di milioni di euro nascosti all’estero ( Svizzera, Panama, Liechtenstein) , la faranno franca alla faccia di tutti gli altri onesti ed operosi italiani che regolarmente pagano le tasse. Con questa nuova amnistia voluta fortemente dal ministro Giulio Tremonti  (aveva già prodotto due condoni fiscali nel 2001 e 2003 ), lo Stato si accinge a far cassa per un gettito stimato tra i 3 e 5 miliardi. Il tutto con un provvedimento che :

 

  • permette di rendere legali i capitali esportati illegalmente
  • sana i reati di evasione fiscale
  • sana i reati di falso in bilancio
  • copre con l’anonimato chi ha frodato lo Stato  (un vero scandalo)
  • tasserà con il solo 5% i capitali rientranti , mentre le tasse pagate dai contribuenti italiani sui loro redditi superano anche il 50%
  • rende onesto (per ora) chi è stato disonesto guadagnando molto di più degli onesti
  • permetterà alla mafia nuovi riciclaggi di proventi neri d’attività criminale
  • rende vano il lavoro della Guardia di Finanza.

 

Che dire ... una vera pacchia per gli evasori. Se “Rossi” ha 1 milione di euro non dichiarato, ora potrà legalizzare questi soldi senza neanche riportarli in Italia ( se depositati in un paese UE)  o facendoli rientrare versandoli su un suo conto e pagando solo l’1% al fisco per ogni anno di possesso della somma. La sanatoria vale sino a 5 anni fa , quindi ci sarà ,per l’esempio, un’aliquota del 5% e Rossi verserà 50.000 € all’erario al posto dei 500.000€ che avrebbe dovuto versare dichiarandoli regolarmente. Certamente un bel guadagno. Perché allora uno che i soldi li ha dovrebbe dichiararli?

Bisogna essere proprio fessi; tanto Berlusconi viene eletto quasi sempre.

E che dire del lavoro della Guardia di Finanza ? Lo scudo bloccherà le indagini se non c’è stata udienza preliminare e sono molti quelli che ne trarranno vantaggio . Si pensi ad esempio agli evasori arrestati alla Malpensa il 18 marzo scorso. Il nuovo scudo fiscale farà risparmiare anche il carcere agli evasori che faranno rientrare il capitale , salvo  poi farlo tornar fuori illegalmente ritornando a nasconderne i reali profitti e così pagare meno tasse e meno dividendi agli azionisti (falso in bilancio). Con l’amnistia , il Fisco non saprà neanche i nomi degli evasori, al contrario di ciò che avviene in altri paesi (USA, Francia e Gran Bretagna ) dove invece lo scudo non è anonimo e per usarlo devi spiegare come hai evaso, e quindi , da noi dopo il rientro dei soldi, l’anno successivo il Fisco  non potrà controllare l’evasore e chi l’ha aiutato. Una vera merde!  


                                                                              Carmelo Anastasio  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nave dei veleni: il governo se ne frega e noi stiamo col naso all'insù

30 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

Le settimane scorrono e nessuna nuova da Roma e da Reggio Calabria. Aspettiamo, vediamo, speriamo sono le parole che ormai vengono pronunciate quotidianamente dai politici che ci rappresentano.E intanto l'inchiesta viene "tolta" molto italianamente  al coraggioso procuratore Giordano che andrà avanti  sulle indagini interessanti il territorio di Amantea (fino a quando?) ma non potrà più seguire quelle di Cetraro a causa della richiesta di protezione del pentito Fonti. E quindi ritorna la competenza all'Antimafia. E la nostra fiducia cala, d'altronde non potrebbe essere altrimenti rileggendo i ruoli che certi personaggi hanno avuto nelle storie delle stragi di via d'Amelio e Capaci.
Di seguito riporto una lettera scritta a Calabria Ora che per il suo contenuto non so se verrà pubblicata.La delusione per come viene affrontato l'affaire c'è e resta . Vedrete che tra un mese tutto cadrà nell'oblio.

Salve Sig. Cangemi,
stavo leggendo il suo articolo su CO  e sinceramente mi stavo annoiando ; sempre le stesse notizie che con qualche modifica vengono riportate quotidianamente.Il governatore  Loiero secondo me non ha la minima competenza sui pericoli che corriamo noi cittadini di Fuscaldo Guardia e Cetraro (ma anche di molti altri comuni limitrofi se non di tutta la Calabria), a causa della presenza della Cunsky. E sbaglia due volte perchè oltre all'incompetenza aggiunge nella sua quotidiana intervista, dati sbagliati . La nave infatti ,non è a 500 mt dalla costa .Poi ci si mette anche lei con le sue correzioni ... errate anche queste . ...   Un miglio marino, se i miei studi  non mi tradiscono, è pari a 1852 mt , ossia quasi due Km per cui, trovandosi la nave a 11,8 miglia dalla costa ciò significa che i Km sono ben 21, 853. Ma questo non vuol dire nulla davanti alla presenza in loco di radiazioni (come ci insegna la  storia di Chernobyl).  Siamo stufi di questa disinformazione e di tali chiacchiere. La settimana di cui parla il Sig. Greco ( assessore regionale all'ambiente) quanto è lunga? E se i parlamentari calabresi dormono in parlamento , i politici della regione cosa hanno fatto in precedenza visto che delle navi veleno si sapeva parecchio e da un pezzo? Scusi lo sfogo... però anche voi giornalisti professionisti non contribuite a fare l'informazione necessaria al momento . Intendo quella che più i calabresi si aspettano : a) l'acqua del mare , frena le radiazioni? - b) il pesce è contaminato? (ci vuole tando per fare due esami di laboratorio ?)- c) con quali tecniche si può riportare in superficie la Cunsky? - d) il robot sarà in grado di legare i palloni (eventuali) alla nave?- e) come potranno essere recuperati i bidoni dallo squarcio della stiva ?- f) C'è un disegnatore in CO capace di illustrare tutta la tecnica?- g) come sono stati fatti i carotaggi (?) che hanno permesso di accertare la presenza di materiale radioattivo a Serra d'Aiello?- h) Nell'insicurezza , visto che i pescatori prenderanno un sussidio dalla regione, gli amministratori locali , provincialie regionali (cui spetta la competenza), hanno emesso un'ordinanza per vietare il consumo del pescato nella zona?- I) Cosa si aspetta ad organizzare una manifestazione di massa che blocchi tutta Roma (come è stato fatto in altre occasioni per l'inquinamento dell'Adriatico) e perchè CO non la promuove?-
 
Le mie domande sono le stesse che si pone ogni cittadino che ama la sua terra anche se vive a 1200 Km di distanza . Penso che occorre muoversi ecco, non se la prenda , ma fatelo anche voi che potete meglio  attraverso la carta stampata.Grazie per l'attenzione
 
cordialmente  Carmelo Anastasio

risposta del sig. Cangemi ( ore 12.10 del30.09.2009) :
 

Caro sig. Carmelo,
non ho nessun motivo di prendermela per l'opinione di un lettore anzi è un contributo al lavoro che facciamo. Per quanto riguarda la mia correzione Le devo dire che mi sono attenuto a quanto dichiarato da tecnici della Regione e della Procura di Paola che hanno stabilito che la distanza fra costa e relitto è di 12 km però sicuramente terrò ben presente la sua analisi sull'esatta distanza e la farò presente. Per quanto riguarda le manifestazioni di protesta io concordo con Lei e mi viene da fare una riflessione ovvero quei pescatori dovrebbero ribellarsi nei confronti di chi quella nave ha fatto in modo che fosse lì ovvero il clan Muto, il cui capo è definito proprio il "re del pesce" in quel di Cetraro e purtroppo credo che questa cosa non avverrà mai. Ahi noi. Temo però che le sue domande non siano quelle di ogni calabrese perché lettere come la sua, accorate e sincere, se ne sono contate sulla punta delle dita. Noi non demordiamo, abbiamo fatto molto per smuovere le coscienze ma evidentemente non è ancora abbastanza, i suoi dubbi diventeranno anche i nostri. Per quanto riguarda il mio breve pezzo riportante le dichiarazioni di Loiero non ho potuto fare altro, visto che la circostanza si è verificata a margine di un convegno sui fondi Por, che registrare l'intervento del governatore in merito alla vicenda e "passarla" ai colleghi che si occupano della vicenda.
Attendo, se vorrà, altri punti di vista da parte sua.
La saluto

Francesco Cangemi

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RUBENS SANTORO pittore

29 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

                                         di Carmelo Anastasio

 

Premessa                                                            

 

Nell’accingermi a tracciare il profilo di Rubens Santoro, non posso non provare un’ emozione intensa e sincera ricordando che la sua famiglia , secondo le ricerche da me effettuate, visse per diverso tempo nella Via Piana Artistica a Fuscaldo (CS) , così chiamata grazie ai Maestri Santoro che qui abitarono e lavorarono nel loro Stabilimento Fotografico , proprio dove estivo nei mesi d’agosto. I Santoro furono artisti che segnarono il tempo vivendo momenti di gloria ma forse anche protagonisti dimenticati rispetto ad altri illustri calabresi come U.Boccioni e M.Preti.

La ricerca di notizie non è stata facile non avendo ricevuto riscontro ad alcune mie richieste per il reperimento di materiale per cui, il profilo tracciato non è quindi da considerarsi esaustivo soprattutto dal punto di vista biografico ( alcuni dati noti sono tra l’altro discordanti). Dal lato artistico, per quanto ho potuto, ho tentato un minimo discorso “critico” per alcune opere più famose o altre che  hanno destato il mio particolare interesse. Ma sono solo mie riflessioni.

 

Rubens Santoro  Grande Ufficiale della Corona d’Italia

 

A Napoli, intorno al 1860, nel Vico Corigliano alla Salute, la casa al civico numero otto, fu per lungo tempo un cenacolo di artisti nel quale si radunavano diversi Santoro di Fuscaldo, parenti di quel Filinto Santoro padrone di casa, dottore in lettere e professore di letteratura italiana nel Collegio Militare dell’Annunziatella successore del più celebre Francesco De Santis.

In quella casa, Rubens vi arrivò nel 1870 a 11 anni, carico di entusiasmo per i suoi progetti che incominciò a realizzare subito frequentando l’Istituto delle Belle Arti di Napoli e diventando parte attiva di quella che poi si chiamerà “scuola del Morelli”.

 

Di famiglia fuscaldese ( Fuscaldo centro sul tirreno Cosentino), nacque a Mongrassano il 26 ottobre 1859. In questo paese, il padre Carlo scultore in legno , si trasferì dalla via Piana di  Fuscaldo per mettersi sotto la protezione della stimata famiglia Sarri. Figlio d’arte quindi. Per la chiesa di Mongrassano, il padre aveva realizzato importanti opere scultoree in legno come le statue di San Francesco di Paola, di Santa Caterina d’Alessandria, della Madonna del Carmine e dell’Immacolata, bellissime opere quasi “vive” insieme a un crocifisso ligneo.

 

Le prime opere napoletane di Rubens, furono quadretti piccoli ma molto belli e significativi : la “Fanciulla che ride” e “Macchiette” che segnarono l’inizio del grande successo della sua produzione,  in quanto vennero esposte alla “Promotrice” e acquistate dal maestro Domenico Morelli il primo e da  Domenico Gaggiano il secondo.

La Promotrice fu una tappa importante per il pittore che dipingeva dal vero. La sua prima uscita pubblica, gli guadagnò l’incoraggiamento del pittore spagnolo Mariano Fortuny (1838-1874) che lo elogiò : « Tu hai cominciato dove altri finiscono» e gli suggerì di continuare a studiare dal vero e di guardare solo due o tre antichi pittori .

Alla scuola del Morelli, Rubens diventò amico dell’inseparabile artista Mancini col quale collaborava e spesso faceva da modello per lo studio dei ritratti.

Nel 1877 vi fu il “salto” solo dopo sette anni dal suo arrivo a Napoli .Infatti, non ancora diciottenne, espose con i maggiori artisti alla Mostra Nazionale presentando piccole tele ispirate a centri della costiera amalfitana. Queste opere risentono dell’influenza del paese natio e sono spoglie completamente della furbizia tipica del mondo artistico che lo circondava. In esse, caratteristica comune è il sentimento, quello tipico di un calabrese che attraverso le sue pennellate luminose e trasparenti, dialoga con la natura trasformando il suo lavoro in poesia pura.

Insofferente alla disciplina scolastica dell’Istituto delle Belle Arti, per scaricare  tutta l’energia  che lo spingeva  a conoscere e quindi a viaggiare per perfezionare la sua arte, Rubens si trasferì a  Venezia, poi a Verona e poi a Chioggia. A Venezia abitò in una casa sul Canal Grande , canale che ispirò molti dei suoi quadri. Qui  liberò la sua vena inesauribile producendo diverse tele con nuova tecnica pittorica votata a forti esiti luministici e ad assolate pitture di scene veneziane . Queste nuove opere sono caratterizzate dalla finezza con cui vengono disegnati i marmi, le colonne, i gradini nell’acqua e l’acqua stessa con i suoi riflessi. Il gioco delle ombre fa risaltare la solidità delle pietre dei frontoni delle chiese e il tutto è avvolto da un’esplosione di luce che trasmette tutto l’ottimismo del giovane artista. Dal 1874 , con queste e altre opere , s’impose alla critica anche con lavori che sono a parere dello scrivente, fotografie calde di verismo, di vita quotidiana come ad esempio : “Senza famiglia” , “ Grotta degli zingari”, “Un sorriso” , “La zingara e la vecchiezza” e quella che mi piace di più “ un sugnu chiù bona”che ha come soggetto una vecchietta che non riesce a infilare l’ago.

Le assolate vedute di Capri e Venezia entusiasmarono il mercante francese Goupil, che aprì a Rubens la strada del collezionismo francese ed inglese.  A Parigi e Londra soggiornò frequentemente e le sue opere veneziane furono molto apprezzate non solo in Inghilterra ma in tutta l’Europa. Del periodo veneziano sono noti i quadri :

·        La salute

·        Rio Menuo

·        Rio della salute

·        Fondamenta tre porte

·        Sottoportico

·        San Vior

·        Piccolo calle

·        Bottega al sole

·        Rio Barbaro

 

Dei suoi successi approfittò il cugino Raffaele Francesco Santoro , pittore minore che firmava le sue opere con R.Santoro utilizzando quindi la prima lettera del suo primo nome di battesimo , fatto che infastidiva molto Rubens in quanto creava confusione negli acquirenti. L’ira fu tanta che Rubens lo sfidò a duello ai Portici ; duello che non ebbe luogo per l’intervento pacificatore dello zio Filinto Santoro.

 

Altre opere :

  • La grotte des bohémiens (1876 Parigi Esposizione Universale)
  • Dopo la pioggia (1876 Genova )
  • Grotta degli zingari ( 1877 Napoli )
  • Casa del sole ( 1878 Milano Mostra di Brera)
  • Un sorriso  (1879 Torino )
  • Idillio  (1879 Torino )
  • San Zeno – Adigetto -  Via Scala - Stallo  ( 1884 Verona)
  • Interno – Pescarenico ( 1892 Palermo – medaglia d’oro – opere acquistate da Re Umberto I)
  • Nella baia di Napoli  (1893 Chicago)
  • Zingari  (1898 Pietroburgo )
  • Verona antica (1906 Milano)
  • Verona   ( 1911 Barcellona – medaglia d’argento )
  • 46 opere esposte alla Mostra Fiamma a Roma nel 1930 tra cui :Verso sera, Agerola, Coste veneziane, San Marco, Interno di San Gregorio, San Giovanni e Paolo.

 

 

Dal 1910 al 1924, Rubens partecipò a ben 6 biennali a Venezia. Ormai famoso , non dimenticò la sua Calabria  dove  dal 1922 al 1931 fu presente alle  biennali di Reggio esponendo numerosi quadri tra i quali : L’ultimo gradino- Beduina- Sans Famille- Ischia,-Le due bambole e il ritratto di Francesco Jerace.

Alcune opere di Rubens Santoro si possono ammirare nel Museo Civico di Torino, nei Musei di Napoli ( Bottega dell’antiquario) , nella Galleria d’Arte Moderna a Milano ,  a Reggio Calabria presso la Biblioteca Comunale ( "Senza famiglia" – olio su tela di 106x61 cm).

 

Ritratti

 

Importante è il suo “Autoritratto” (1876) in cui risalta la sua calda fisionomia tipicamente calabrese , riccioluta e con occhi di ardore.

Altri ritratti sono quelli del "Maestro Cilea "  e dello scultore  "Francesco Jerace".

Il ritratto più carico di fervore d’arte è : "Ritratto della signora Santoro " ( 1930) , che ritrae appunto la moglie dell’artista . Non esiste un’opera che ritrae la madre del pittore.

 

A Fuscaldo si conserva (non si sa se ancora presente nella cittadina) il ritratto dello zio letterato Filinto Santoro (1883  tavoletta olio 15x25);  a Mongrassano nella sala del Sindaco : "Paesaggio ideale" ( che ricorda luoghi fuscaldesi per la presenza del mare – secondo lo scrivente, la zona del “Bombinello” vista da nord).

 

Un’altra opera  (prima a Fuscaldo), “La lettera”, finì in Brasile.

 

Rubens Santoro morì a Napoli nel 1942.

 

Quotazioni oggi : da 30.000 € per le opere più piccole  a oltre 70.000 €.

                                                        …….. ° ……..

 

                                                                 © Carmelo Anastasio diritti riservati

 

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GABBIE SALARIALI E LEGGENDE METROPOLITANE

23 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

                                                                                                        di Carmelo Anastasio

 

In questo mese di settembre , sempre più martellante si è fatta la verde  campagna  della Lega sulle “gabbie salariali” e su altri vecchi temi quali il federalismo e l’inno nazionale. Il leader del Carroccio approfittando  del malcontento creato dalla crisi , ripete il concetto già espresso più volte nelle ultime settimane introducendo una nuova sfumatura nel tema. Parla ora di “salari territorializzati” sponsorizzando quella falsa leggenda metropolitana che vorrebbe la vita al sud meno costosa rispetto al nord (salvo poi affermare  : “ una garza costa cento volte di più al sud che al nord – Bossi - ). E  un servizio del telegiornale della prima rete gli da man forte confermando tale asserto diffondendo notizie non vere e rinsaldando quei luoghi comuni fin troppo adusi come quello che vorrebbe il sud come un gran contenitore di nullafacenti, fannulloni, e imbroglioni, la cui unica preoccupazione è quella di trovare compiacenti complicità che assicurino alla vecchia maniera democristiana ,  indennità di invalidità e di disoccupazione. Il discorso di Bossi fa presa anche su quei  meridionali  della diaspora  da anni ormai  radicati nel territorio al nord, solo perché qualcuno  di questi,  ha un parente che a lavorare a Milano non ci vuole venire. Non si può negare che esistono tipi del genere, con la presenza della mafia poi la voglia di lavorare giù al sud non è che ti passa, non ti viene proprio. E’ dunque vero, il fenomeno esiste. Certamente però le percentuali afferenti queste tipologie umane ,non sono troppo discostanti tra una regione e l’altra. E’ difficile uscire da quella mentalità assistenzialista acquisita nel dna con l’atavico potere democristiano. Il gap vero tra nord e sud è da ricercarsi nella realizzazione delle opere pubbliche, soprattutto nelle infrastrutture , che al nord ci sono e si continua (per fortuna) a costruire e a potenziare nel giro di tempi  ragionevoli, al sud invece sono merce più unica che rara e spesso se si realizza qualcosa è per secondi fini (si pensi agli ospedali costruiti e mai messi in funzione). Incuria e trascuratezza caratterizza queste opere una volta costruite . Chi doveva provvedere non ha provveduto perché? Perché protetto nelle alte sfere della politica.

Bene, se questa è la realtà, allora si potrebbe accettare la rozza sfida del leghismo  : proporzionare la busta-paga al costo della vita nelle singole realtà prendendo a base  le macroregioni . All’Istat il compito delle necessarie rilevazioni? Fin qui troppo semplice. E dunque l’altra parte della medaglia per un’Italia più seria e più giusta:  proporzionare le tasse da pagare ai servizi ed alle infrastrutture che lo Stato e la Pubblica Amministrazione avranno erogato ed erogano e mettono a disposizione dei cittadini. Chiunque, ad esempio, sarà felice di pagare un pedaggio per transitare sulla Salerno-Reggio Calabria se questa sarà strutturata in sicurezza come le altre autostrade del nord.

Ed io pago ! Che pago ? Laddove si facessero  al momento dei calcoli veramente esatti riferiti ad es. a realtà come la Calabria, i cittadini avrebbero diritto a cospicui rimborsi soprattutto se si pensa alla malasanità calabrese degli ultimi tempi. Un rimborso simile potrebbe aiutare le famiglie ad uscire dalla crisi in atto. Bisogna muoversi allora non inneggiando al libero mercato ma percorrendo la strada  che garantisce tutte le categorie del mondo produttivo  e non solo chi il capitale ce l’ha e se ne frega  dei rischi reali di povertà cui sono assoggettati i lavoratori. I sindacati questo lo devono capire e quindi non dare via ad alcuna contrattazione in merito come auspica Bossi.

Nel governo poi c’è chi sostiene che le proposte di Bossi siano frutto del sole di agosto ( La Russa) . Ma che maggioranza è? Qui ognuno si sente autorizzato a spararla più grossa e ad offendere attraverso i giornali i colleghi di partito e di governo. Il Senatur infatti ha replicato a La Russa : “ E’ brutto quando non si fanno le ferie nei posti giusti”. Per la cronaca , La Russa era a Napoli.

Altra leggenda metropolitana “Il dialetto” . Bossi lo ha rilanciato sperando che lo studio a scuola sia reso obbligatorio , “ me lo ha spiegato mia moglie che insegna e di queste cose se ne intende”. Meglio tacere. Per l’inno nazionale credo che l’Italia veramente unita solo durante le partite della nazionale di calcio, si dividerebbe in due davanti a una scelta. Per la secessione sarebbe veramente interessante un referendum. Perché non provare?

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NON SOLO ‘NDRANGHETA PER I RIFIUTI TOSSICI IN MARE

18 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

      

                                                                                           di Carmelo Anastasio



L’inabissamento, da parte delle organizzazioni mafiose delle “navi a perdere” e dei rifiuti nocivi in esse stivati, era ormai noto sin dal 1992. La notizia del ritrovamento , al largo ma non tanto della costa di Cetraro,   di un relitto carico di bidoni schiacciati dalla pressione a 480 metri di profondità, fa riflettere e sulla lucrosa attività criminale del traffico di rifiuti tossici che la ‘ndrangheta esercita ormai da lungo tempo con protezioni (sembra) di apparati statali, sia sulle conseguenze per le popolazioni e le attività di quella terra  dimenticata da Dio, ma non  dagli uomini politici  a cui frutta enormi ricchezze. Chi scrive può sperare solo che nel caso in cui i fusti dovessero veramente contenere rifiuti tossici, non vi sia stata contaminazione e non vi sia pericolo per l’uomo e per la fauna marina  tenuto conto  che non esiste un trattamento che consenta di invertire gli effetti delle radiazioni.

Silenzi e collusioni eccellenti sembrano accompagnare questi “affari”. Ma anche morti. E in questo momento penso a Ilaria Alpi uccisa in Somalia nel 1994 (cosa aveva scoperto?) col suo cameramen e a Natale De Grazia funzionario della Repubblica a Reggio Calabria , morto mentre indagava sulla Yolly Rosso.

Le dichiarazioni del pentito Francesco FONTI , ex boss della ‘ndrangheta appaiono sconcertanti e di una gravità eccezionale soprattutto se si pensa che già nel 2005 un dossier (pubblicato da L’Espresso) depositato alla Direzione Nazionale Antimafia, informava l’Organo dello Stato sui fatti dell’affondamento al largo di Cetraro della Cunski e di quello della Yvonne A nel mare di Maratea. Una terza nave, la Voriais Sporadais con 75 bidoni di sostanze tossiche, si sa oggi dal Fonti che è stata affondata al largo di Melito Porto Salvo.

Parla il pentito Fonti e racconta i fatti con dovizie di particolari. E molti politici di destra e di sinistra , incominciano a preoccuparsi.  Ora il Fonti viene chiamato anche dal consigliere della Direzione nazionale antimafia Vincenzo Macrì. I nuovi particolari non ancora resi noti, ma che potranno essere letti sull’Espresso di domani sabato 19, faccio fatica a riportarli e sinceramente creano, data la loro pericolosità anche una certa preoccupazione, visto che puntano a colpire molto in alto nel quadro delle istituzioni e in quello della malavita internazionale. Riportarli non è facile, non per me che in quanto a “fare cronaca” sono solo un principiante. Pensate ai nomi dei personaggi implicati nell’affaire : Guido Giannettini, Riccardo Misasi, Ciriaco De Mita, Vladimir Putin – al tempo agente del KGB-, un fantomatico “Pino” agente del SISMI, Gianni De Michelis e  Craxi (“La spazzatura deve essere buttata in Somalia”) . Sempreché le “gocce” del pentito Fonti, che vengono fuori attraverso i giornali,  siano veramente attendibili visto che oggi (venerdì) non c’è stato tempo sufficiente per una verifica ( i particolari si sapranno domani su L’Espresso).

Storia veramente incredibile e allucinante . E da domani sarà soprattutto imbarazzante per diversi politici, visto che il pentito Fonti, che riceveva il 20% del totale per ogni operazione (si partiva da 4 miliardi di vecchie lire sino a un massimo di 30), per salvarsi la vita si segnò il tipo di macchine “fornite direttamente dal SISMI “ e col tipo anche le matricole di tali autovetture diplomatiche usate per non subire controlli alle frontiere.

A quanto pare, il ritrovamento della Cunski  non è la fine della storia ma l’inizio di una scia di conseguenze imprevedibili tra segreti inconfessabili della nostra nazione.

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Secessione, perchè non ci contiamo?

15 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 
Bossi rilancia l'indipendenza della "Padania". E un lettore di Milano propone provocatoriamente un referendum in quelle regioni. Per far vedere a tutta Italia che a volersi staccare dal resto del Paese è solo una minoranza rumorosa. Anche nel nord Italia .

"Cari amici de L'espresso, sono un piccolo imprenditore di 38 anni e abito a Milano, dove sono nato e ho sempre vissuto. Amo la mia città, le sue tradizioni, il suo dialetto e anche le sue nebbie (sempre più rare, purtroppo). Mi piace questo autunno già fresco, così come mi piace d'estate prendere la bicicletta e andare in campagna, cercare osterie, dividere vino e salame con amici improvvisati del posto, bagnarmi i piedi nelle rogge e poi pedalare sotto il cielo di Lombardia, "così bello quando è bello": tra i campi di "melgun" (granturco) quando la giornata è limpida vedo lontano le Grigne, il Resegone, perfino il Monte Rosa. Perché vi dico tutto questo? Per dire che sono un milanese "vero" - come direbbero i leghisti. E come tutti milanesi veri, quando nella mia azienda viene a cercare lavoro un immigrato - dal Sud Italia o dall'estero - non gli chiedo mai "da dove vieni?", bensì "che cosa sai fare?". Bene. Per lavoro, da diversi anni, mi reco spesso a Roma e a Napoli, Dove tutti sono convinti che "su al nord" siamo tutti leghisti. Ma perché ce l'avete tanto con noi, mi chiedono. E io a spiegare che i leghisti sono alcuni, non tutti. Anzi, sono una minoranza. E che mio padre ha creato l'azienda di famiglia anche grazie al lavoro di tanti meridionali, che oggi peraltro sono milanesi come me. Gente che ha lavorato sodo tutta la vita, altro che fannulloni. Tutto questo per dire che ogni volta che sento parlare di secessione, come ha 
fatto Bossi l'altro giorno, mi viene il voltastomaco. E vorrei tanto che davvero su questa secessione si votasse. Un bel referendum consultivo, qui al nord. Tutti i cittadini della Lombardia, del Veneto, del Piemonte e delle altre regioni di questa fantomatica "Padania" vadano alle urne a scegliere: lo volete davvero questo ridicolo staterello? Se lo volete, votate Sì. Per Bossi sarebbe la disfatta. A stento raggiungerebbe il 30-35 per cento. Da quel giorno dovrebbe tacere per sempre. E io potrei andare nel Sud Italia senza che nessuno mi chieda perché "su al nord" siamo tutti leghisti".
 
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PER FUSCALDO, OLTRE FUSCALDO

11 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

 

 

Un grande laboratorio di innovazione è quello che occorre.

 

Fuscaldo è il paese più bello della costa del medio tirreno cosentino. Senza presunzione. Potrebbe chiamarsi Ethos, sarebbe la stessa cosa. Con le sue straordinarie attrattive , punte d’eccellenza  paesaggistiche , continua ad ammaliare chiunque vi ponga piede per la prima volta  arricchendolo di pathos . Un    territorio che non ha dimenticato generosità, solidarietà , cooperazione e le sue radici ataviche. In altra occasione, provocatoriamente invitavo a non estivarvi, perché a Fuscaldo i problemi ci sono e non bisogna nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Occorre risolverli , ed io  volevo e voglio contribuire ,  con l’aiuto di chi ancora non lo so. Eppure occorre crescere, necessitando un’azione programmata, incisiva e vincente  schiva di difese sterili del territorio di chi ci abita perché Fuscaldo è di tutti e tutti dobbiamo operare per Fuscaldo , oltre Fuscaldo. Si può  ripartire  dall’ambiente combattendo quegli insospettabili suoi  nemici , perché non ci sono solo i grandi inquinatori, ne esistono anche di piccoli, quasi inconsapevoli della loro mancanza di rispetto per la natura e l’ambiente tra nuovi e vecchi vizi. Pascal nei suoi Pensieri ,  di fronte alla bellezza e alla stravaganza del creato dichiarava : “ La natura ha delle perfezioni per mostrare che è l’immagine di Dio, ma ha anche dei difetti per mostrare che ne è solo l’immagine “. E dunque,  rispettarla ed amarla nel suo mistero, ma anche conoscerla, coltivarla e custodirla. Tutti dobbiamo cooperare per sconfiggere l’ecomafia , partendo dal piccolo,  operando e denunciando per azzerare quel 30 % di reati contro l’ambiente che è concentrato in Calabria. Siamo quasi all’emergenza rifiuti in questa terra, di piani criminali per accaparrarsi risorse pubbliche legate al ciclo del cemento e dei rifiuti , sono piene le pagine delle inchieste delle Direzioni distrettuali antimafia.  Se poi sono vere le ipotesi di inquinamento radioattivo in mare ( non troppo lontano da Fuscaldo) e su alcune colline vicine ai nostri fuscaldesi monti, tutti dovranno preoccuparsi dell’azione di quei fini predatori… Predatori per i quali esiste solo il presente. Nuovi Barbari che ricordano gli alieni di Indipendence Day. Della natura sembra non interessarsene nessuno, o meglio : molti denunciano lo scarso rispetto per l’ambiente  ma poi , nei fatti , i comportamenti non cambiano o cambiano poco. Vedi ad esempio gli incendi dolosi (?) di agosto in montagna . E’ cosi bella la terra di Fuscaldo e perché  non ripartire proprio da questa? Quanti nel paese sono disposti a lavorare un pezzo di terreno per produrre oltre il fabbisogno personale sì che creando una cooperativa centro di raccolta e lavorazione del prodotto si possa poi generare reddito per se e per gli altri esportando oltre il paese. Pensiamo ad esempio ai fichi e alla loro lavorazione  (nocchette, crocette, paddruni, crapiceddre ecc.) .Ci vogliono soldi certo, ma forse è più facile comprare all’asta la vecchia struttura del mercato e trasformarla nell’ennesimo palazzo opprimente ma capace di produrre più immediato reddito che non costruirvi un piccolo stabilimento per la lavorazione dei prodotti locali. Se non sbaglio l’edificio è stato messo all’asta per 300.000 €.  Tra gli imprenditori locali chi sarebbe disposto a realizzare il progetto de quo , magari con la partecipazione del comune e della provincia? Pensiamo anche ai  posti di lavoro che si creerebbero. Cosa ne pensa l’Amministrazione comunale? Si dirà : “ ma questo dove vive? Ha dimenticato che in tutta la Calabria comandano pochi individui?” Sarò un ottimista ma l’idea mi sembra buona e così anche per l’acquisto di tutte le altre strutture messe all’asta dal comune (ex scuola di Serriceddra ecc.). Non ci sono solo i fichi a Fuscaldo. Pensiamo alle fragole, agli insaccati, ai cinghiali,  alle diverse forme di pane che una volta arrivavano anche nel grande ipermercato di Vimodrone (MI) dove vivo, al limoncello, all’anice, al milazzo (vin cotto) , alle olive e all’olio, alla seta ( fino agli anni 50 Fuscaldo ne produceva parecchia), ai pomodori , alla lavorazione della pietra locale (tufo , ma credo sia arenaria), ai canestri, alle sculture in legno, alle sedie impagliate, ai recipienti in rame, ai presepi , alla produzione di legname (una volta ricca con buona esportazione) ecc.ecc.  Che fine ha fatto l’Accademia dei mestieri con i fondi guadagnati in TV? E ancora : “questo sogna o è desto?”. Bisognerebbe inoltre riportare le scuole industriali locali all’antica crescita. Non dimentichiamo che all’ITIS ed all’IPSIA vi erano negli anni ‘60 iscritti provenienti da Santa Eufemia e da Sapri. Quanti di noi hanno potuto insegnare grazie a quel diploma? Ora a Fuscaldo Paese non c'è più neanche la scuola media ( nata nel 1962, morta con l'Amministrazione Gravina pur facendo parte Fuscaldo di una Comunità Montana, sic!).E poi occorre rivalorizzare tutte le chiese del territorio magari giungendo anche a soluzioni drastiche (ora provoco! La butto li) buttando giù ad esempio quelle due/tre case che non permettono la vista della facciata frontale della Chiesa Matrice e quella laterale della Chiesa di Scarcelli  (mo’ s’incazzano e incominciano a bestemmiare )…

In quale cassetto è rimasto il progetto del " porticciolo turistico"?

In quale altro cassetto è rimasto il progetto della "metropolitana leggera"?  Le due proposte mi sembravano buone ( beh ,  se legate  ad altri progetti per Fuscaldo). Peccato , un’occasione persa (spero rimandata) per l’Amministrazione. Non si legga in queste note un “appunto” a chi ci amministra, tutti cerchiamo di metterci buona volontà ( alcuni penseranno :  troppo buono!) ma a volte gli ostacoli sono veramente tanti e quindi uno stimolo può essere utile affinché si possa uscire da un’ottica  che ci divide semplicemente,  a danno dell’intera comunità. Divide cosa ? Divide chi critica da chi lavora in buona o cattiva (?) fede , divide da chi fa chiacchiera improduttiva, divide da chi pensa che quando si fa una cosa , la si fa perché si è in cerca di visibilità.

Una volta ( anni settanta e precedenti) per un pezzo di terra da lavorare si faceva a gara. Ebbene, a Fuscaldo la terra non la si vuole nemmeno “ a gratis”. Qualcuno penserà : “ perché non vai a zappare tu?”. Messa così certo, nessuno avrà voglia, se uno si deve rompere la schiena per una lattuga! Ma non è quello l’obiettivo. Pensiamo alle cooperative di cui sopra, alle piccole e medie aziende, alle società , a tutto quello che da una semplice idea imprenditoriale può generare reddito per tutto il territorio. E pensare che qui dove vivo, occorre entrare in una graduatoria per la concessione di un orto (a pagamento). Perché non si progetta e realizza un centro di primo soccorso e analisi nel capoluogo ? Non è utile? Perché in zona “ l’acquiceddra “ o più su “’mbaro di Valenza” non si costruisce un ospedale geriatrico o anche un semplice sanatorio? Perché al “laghicello” l’area non viene sfruttata (in accordo col Comune di San Benedetto) per il turismo , con uno/ due alberghetti (con materiali locali) e magari piste innevate, o anche giochi d’acqua o pesca sportiva? E la vecchia funivia “mare-monti” prevista già nel progetto del Sangrilà? Come si può notare,  non ci sono solo “critiche” ( se pur ridotte all’osso) ma anche proposte. E ne avrei tante altre da fare. Uniti (tutti) si vince e se si vince,  nessuno partirà più dal paese per il nord in cerca di lavoro. Ad occhio e croce, occorrerebbero diversi milioni di euro per realizzare una parte se pur piccola di quanto sopra. E chi te li da? Certo, se ragioniamo così, se ognuno tira acqua per il suo orticello, non si arriverà da nessuna parte. In Calabria poi non dimentichiamoci  del mare sporco, ma per quello occorre un’azione sinergica e forte di tutti i sindaci calabresi.

Fino a che punto una linea divide inesorabilmente un «di qua» e un «di là» ? Quanto potente è quel filo che marca la distinzione tra «noi» e «loro» intendendo con «noi» la parte buona che c’è in ciascuno e con « loro» gli indifferenti o semplicemente gli «altri» e con essi i “predoni” ? E’ possibile avviare,  o se vogliamo,  anche accelerare e consolidare il processo di rinascita della nostra cittadina? E’ possibile andare oltre e proiettarci in un futuro radioso per tutta la comunità? 

 

foto di G.Giglio




                     
                         

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La crisi morde soprattutto la scuola

7 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

  
E l’autunno sarà ancora più caldo.

 

La crisi morde ancora nonostante l’ottimismo paventato nel cielo terso di Villa d’Este a Como.

“Non c’è nessuna guerra con i precari , rispettiamo anzi le posizioni di coloro che si trovano a non avere certezze”. Così si è espressa Maria Stella Gelmini Ministro della Pubblica istruzione. Evidentemente non si rende conto dei disastri combinati insieme a Tremonti. O meglio,  ne è pienamente cosciente,  ma prevale l’interesse personale e quello del governo Berlusconi con buona responsabilità  anche dei precedenti recenti governi. Nel caravanserraglio si ripete, alla faccia dei lavoratori italiani, il solito refrain “è una piaga sociale ereditata “. Che cavolo se ne fa dell’indennità di disoccupazione, chi dopo anni e anni di sacrifici,  sicuro di aver maturato una buona posizione in graduatoria aspettando l’agognato ruolo? Oddio meglio di niente. Certo che passare dalla sicurezza (l’anno scorso ho lavorato tutto l’anno, anche adesso dovrei farcela , sono quindicesimo arriverà il ruolo…) al nulla o quasi, se si  pensa alla via preferenziale (tutta da sperimentare) per le supplenze brevi, può gettare nello sconforto più nero parecchi padri di famiglia. “E adesso che dico a mia moglie?”. Ricomincerò con le lezioni private in nero?

Ed ecco la scuola “essenziale” della Gelmini : in tre anni quasi 90 mila docenti e 44 mila ausiliari in meno. Si comincia da subito : 42 mila insegnanti tagliati a partire da  settembre che equivale a un risparmio di otto miliardi di euro che la scuola pagherà in questi tre anni alla faccia di chi si è fatto un mutuo per pagarsi i corsi SSIS. I soldi vengono spremuti dal Ministero della Pubblica Istruzione con grande facilità (nessuno, al governo, si preoccupa della ricaduta negativa diretta) riducendo il personale : 87.000 docenti e 44.500 ausiliari, tecnici ed amministrativi nell’arco del triennio ( fonte Flc Cgil – Rassegna Sindacale). Tremonti impone, Gelmini obbedisce. Gli strumenti tecnici sono stati preparati meticolosamente per tutte le riforme della Ministra e nessuna di queste prevede un vero ed efficace progetto di scuola   finalizzato alla qualificazione e al miglioramento. L’obiettivo risparmio si contorna dello scempio  rappresentato dalla diminuzione dell’offerta formativa per gli studenti italiani e della funzionalità organizzativa delle scuole. Ed è proprio questa crisi che genera anche la corsa a un posto di preside ( ci vuole parecchio coraggio) eludendo per necessità tutti gli ostacoli posti in essere da tutte queste nuove riforme che hanno invaso la scuola a partire dall’epoca del ministro Berlinguer.

Perché un mea culpa bisognerebbe recitarlo : dov’è la valutazione dell’operato dei presidi? E quella dei docenti? Dove sono finiti i fondi ad hoc previsti da Berlinguer ? Com’è cambiata di conseguenza la qualità dell’insegnamento?

La qualità didattica ha già sofferto e soffrirà di più con i nuovi tagli che  in questa fase , o subito dopo (con l’aria che tira ), provocherà ancora effetti più devastanti con le famigerate “gabbie salariali” invocate da molti : “perché io che insegno al nord in una classe di scuola primaria con  26 alunni, piena di extracomunitari, senza copresenze , devo guadagnare - a parità di anni di ruolo - e pagarmi l’affitto o il mutuo,  come una collega che invece lavora al sud in una classe tranquilla di 9 alunni in un’anonima scuola di un paesino vicino al mare e con l’aria buona?” Questo è quanto si raccoglie ormai durante gli intervalli delle riunioni sindacali della scuola. E ancora : “tu almeno il posto ce l’hai, pensa a me che ho 58 anni e sono ancora precario !” e così via. Le conseguenze dei tagli, in Calabria saranno ancora più disastrose e i docenti o aspiranti tali saranno messi a dura prova. Con quale spirito, quei pochi fortunati che avranno la nomina , affronteranno la loro giornata lavorativa sapendo che dovranno percorrere in macchina centinaia di chilometri per raggiungere il posto di lavoro ? Si continua a “ridurre”, questa è la parola d’ordine : ore d’insegnamento, ore frontali per alcune materie, seconda lingua straniera, impossibilità di poter garantire la continuità didattica, soppressione di classi per insufficienza di alunni nei paesini capoluogo e conseguente riempimento di quelle nei luoghi frazione di marina , luoghi più facili da raggiungere. Per cui, ad esempio, le famiglie di realtà come Fuscaldo Paese (CS) dovranno arrangiarsi.

E pensare che gli investimenti nei settori della conoscenza possono essere il motore indispensabile per una ripresa dello sviluppo equilibrata. E’ un dato acquisito ormai la stretta correlazione che esiste tra la qualità dei sistemi d’istruzione/formazione/ ricerca e il livello di sviluppo di un paese. La classe politica che ci governa però non assume come impegni prioritari per il nostro futuro , i comparti della conoscenza.

Il presidente Giorgio Napolitano ha ricordato che  “la crisi provocherà serie conseguenze sul mercato del lavoro”. A perdere il lavoro sono soprattutto cinquantenni che hanno vissuto già un autunno caldo e se non si inverte la rotta con politiche di assistenza alla disoccupazione, il prossimo autunno sarà ancora più caldo.

 

                                                                                           Carmelo Anastasio

                                                                                         

 

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