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Blog  di Caranas

UN NOBEL PER LA PACE AL GIGANTE OBAMA

10 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Obama : un Nobel contro

 

                                                                                                            di Carmelo Anastasio

Il premio Nobel 2009 per la pace è stato assegnato a sorpresa a Barack Obama. Pochi giorni fa il presidente americano era stato sconfitto a Copenhagen come sostenitore della candidatura di Chicago alle Olimpiadi del 2006, ora ad Oslo città vicina, si è preso la rivincita non voluta e non desiderata. E’ un premio che darà una formidabile carica di entusiasmo e passione a tutti gli uomini di buona volontà. Un premio sorprendente per lo stesso Obama  ( “non so se lo merito”) perché dato a un presidente USA in carica da soli nove mesi . Si è premiata quindi la serie degli intenti di Obama, considerato il tempo che ha avuto a disposizione per realizzarli. Eppure, in un periodo così breve, ha fatto cose che i politici italiani più avvezzi a dimostrazioni di politica virile e altri al gossip, non riuscirebbero  a portare a compimento neanche in nove anni. Già, anche perché in Italia,  politicamente oggi sto con te, domani ne dico di cotte e di crude e dopodomani ritorno ad abbracciarti come se nulla fosse,  dimentico di quanto pronunciato prima. Ma torniamo alle tappe di Obama : dall’accordo con la Russia sul disarmo nucleare alla mano tesa all’Iran - dal rilancio del negoziato tra israeliani e palestinesi alla strategia sociale ed economica per uscire dalla crisi- dall’apertura al mondo islamico alla nuova sensibilità sulla difesa dell’ambiente e così via, tutte iniziative ancora se vogliamo ,sul trampolino di lancio,  ma incisive e traccianti una vera svolta rispetto all’era Bush. Questo fa pensare che forse è proprio un premio contro Bush. Meno male, che ben venga ; il mondo intero ha bisogno di un nuovo spirito di dialogo. Vince il pragmatismo rispetto all’idealismo,  una strategia che aborrisce lo scontro tra civiltà. Ma proprio questa nuova diplomazia ora si troverà a superare quello scoglio di controsenso e di paradosso rappresentato dall’invio di altri 40.000 uomini in Afganistan , se pur nella prospettiva di un futuro disimpegno da Kabul. Questa regione infatti rischia di diventare per gli USA un nuovo Vietnam . I russi lo capirono già anni fa. D’altra parte,  come si fa a combattere il terrorismo? Per la democrazia forse è sufficiente una sinergica azione diplomatica ,  per il terrorismo no.Soprattutto per quello religioso che usa i kamikaze. Il Nobel potrebbe indebolire ulteriormente  Obama al suo interno ; la sua politica è già minata dal progetto di riforma sanitaria. Gli interessi contro sono tanti e non vorremmo che il presidente finisse come il suo predecessore J.F.K.

Speriamo invece che la figura di Barack  si ingigantisca nel suo pragmatismo e non deluda per il “Nobel sulla fiducia” e la sua statura di grande leader sia di beneficio non solo per l’America ma per il mondo intero.   

 

                                                                                         

                                                                                                                                               ©    Riproduzione riservata

 

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Rosy Bindi sistema il Cavaliere

9 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

"Più bella che intelligente"                                                     di Carmelo Anastasio



Tirando fuori tutto il carattere toscano  di donna matura, a Porta a Porta, Rosy Bindi sistema il Cavaliere con una replica folgorante. All’affondo berlusconiano : “ Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente”, la Bindi rispondeva : “Presidente, io non sono una donna a sua disposizione”. Tagliente e scaltra, con solo poche parole metteva Berlusconi  KO e con lui il gran maestro di cerimonie Vespa  bravo a bacchettare Odifreddi ma riverente davanti a Berlusconi.  Infatti ,dopo l’uscita trucidante per lui e per l’Italia, del suo “padrone”,  si è limitato a dire solo : “la prego”. Poco prima si era  già udito un piccolo ringraziamento  del premier : “tutte le trasmissioni Rai , da Anno Zero , Report e fino a Ballarò,  eccetto Porta a Porta, sono di sinistra” . Comuniste per intenderci.

L’ultima perla di Berlusconi, fa riflettere sulle sue reali condizioni di salute. Appare infatti sempre più in declino la sua capacità di giudizio. Non ha stile, non ha equilibrio e misura, offende finanche il Capo dello Stato e lo fa con rabbia accompagnata da autocelebrazione con icone sacrali inneggianti  la sua persona. Così riesce a stupire (ma non imbarazzare) anche i suoi colonnelli che però tacciono rispettosi verso il capo. Salvo poi, all’indomani, serrare le fila attorno a lui  , forse perché hanno sentito scricchiolare la loro poltrona.

I comportamenti del premier , sempre più da caserma, rivelano tutto lo squallore che gli sta attorno e anche una profonda solitudine. Quest’uomo che ha già superato la settantina ha la necessità vitale di credere, e di far credere, che delle donne più giovani di mezzo secolo lo desidererebbero per amore e non per soldi, per ricerca di lavoro, per richieste di favori. Una grande bugia da propinare a se stesso. Bugia che fa riflettere, visto il consenso giovanile di cui gode : quanti italiani vorrebbero essere come lui? Si fonda la relazione sessuale sul fascino del potere politico?

Da tempo ormai i comportamenti berlusconiani accreditano l’idea che in Italia si può fare carriera grazie a favori sessuali. Unico metro di misura : culetti e cervelletti impacchettati e ben addestrati a ripetere le cose a pappagallo. La sessualità diventa un evento politico su cui il premier è già inciampato con una visione malata e deformata nonché strumentale delle donne. Berlusconi forse odia le donne. Ma quello che più preoccupa  è  la mancanza di caratura istituzionale del presidente del Consiglio, in particolare quando tratta questioni al femminile o persone di sesso femminile. Tutte le battute pronunciate sono sempre più grevi rispetto alle donne. E quella sulla Bindi ne è l’ennesima dimostrazione. 

                                                                                       RIPRODUZIONE RISERVATA

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Intervista al Duce Benito Mussolini

6 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

                          Mussolini  tra ieri e oggi
                                                        
                                                 

Breve e immaginaria  intervista  al Duce
     di  Carmelo Anastasio 
                                                                                                                                                   Milano 6 ottobre 2009
  

 

                        

Duce, dopo più di 70 anni dalla fine della  guerra,  ripeterebbe   gli errori commessi ?

 

 Io non ho sbagliato nulla. Anzi, un errore lo feci, quello di fidarmi degli inetti che mi circondavano, gente assetata di potere con gola di guadagno. E il popolo andava  forgiato dopo secoli di invasioni, di miserie e di denutrizione. Noi abbiamo perso, ma abbiamo spaventato il mondo dei grandi speculatori , non abbiamo agito certo come fanno adesso Berlusconi e Tremonti che regalano soldi pubblici alla banche.Mi ricorda la moneta di occupazione, al nord i marchi di guerra che feci ritirare subito dopo che erano stati messi in circolazione . Ci saremmo trovati con miliardi di carta buona da bruciare. Al Sud invece accettarono le Am-lire , anche questa , carta senza alcun valore. Abbiamo perso ma il nostro obiettivo era enorme : la socializzazione mondiale con unica moneta e con frontiere esclusivamente a carattere storico,  con l’oro di tutto il mondo di proprietà comune e abolizione reale di ogni armamento.

 

Già , Duce, però avete perso e il vostro progetto di colonizzare e civilizzare per portare libertà di pensiero , di parola e di stampa , con la morale e i suoi diritti al di sopra d’ogni cosa e con una sola moneta,  alla fine è stato realizzato dall’Unione Europea  e in altri paesi - come anche nell’Europa stessa - ci stanno pensando gli Stati Uniti.

 

Ma non dica cazzate! Questa della morale poi , la vada a raccontare a Berlusconi . Con un premier che va a puttane… come le chiamate adesso? Ah già escort ! Non parliamo poi delle minorenni...

 

Duce, anche voi però… con Claretta Petacci tra le mille cose da fare ogni giorno per l’Italia - come per Berlusconi - il tempo di non annoiarvi lo trovavate lontano dalla signora Rachele e vicino vicino a Claretta…

 

Non le permetto! Ma cosa dice ? Che paragoni fa ? Mi consenta… Claretta ha perso la vita per seguirmi sino alla fine e voi comunisti  faceste scempio dei nostri corpi a Piazzale Loreto.

 

Come voi Duce, ricordate i 15 martiri di quella piazza?

 

ME NE FREGO ! Erano solo banditi!

 

Vorrei passare ad altro Duce . Avete sbagliato, avete perduto la testa e non solo per la Petacci.

 

Ancora… la smetta , mi sembra Travaglio…

Libertà di parola e di scritto… Ma lei crede davvero che gli italiani di oggi siano veramente così liberi? Crede veramente che il premier con le sue tv vi possa concedere libertà di stampa? O lo crede solo perchè mi sta intervistando? Parlate sempre voi , oppositori per natura … continuate con questa farsa dei sei milioni di ebrei morti, quanti sono i morti dovuti alle “ guerre di pace” volute dagli USA ? Non sono stati gli americani che in meno di un minuto mi hanno mandato 350.000 giapponesi a farmi compagnia nell’agosto del ’45 ?

 

Non avreste dovuto dichiarare guerra alla Francia e all’Inghilterra. Dovevate ritirarvi nel 1938.

 

Oggi è facile profetizzare il passato ma ai primi di giugno del 1940 le critiche riguardavano la neutralità  ridicola, impolitica, sorprendente. La Germania stava vincendo e noi, oltre a non avere alcun compenso, nel giro di poco tempo saremmo stati occupati e schiacciati. Un’occasione d’oro così , non si sarebbe più ripresentata .

 

Duce, ma voi subivate pressioni da parte di Hitler che aveva bisogno dell’Italia  e l’Italia era già forte, forse più della Germania. Quale necessità quindi di cedere al gioco del Fürer?

 

Non è così, la Germania in realtà aveva già vinto la partita continentale. Non aveva affatto bisogno di noi che invece dovevamo difendere la posizione di parità ottenuta. E i patti erano chiarissimi con Hitler di cui avevo la massima stima . Non c’erano con il Fürer minime divergenze di vedute né sul futuro aspetto dell’Europa, né su quello dell’Africa. Il nord e nord-est a influenza tedesca , il sud e sud-ovest  a influenza italiana. Un piano di pace e di benessere per tutti.

 

Chissà perché in questo momento mi vengono in mente i padani e la Lega con Bossi e Berlusconi.

 

Stia tranquillo... ho capito quello che vuole dire... ma le assicuro che finché la ‘ndrangheta e la mafia saranno forti, non ci sarà alcuna scissione in Italia. E poi avete le garanzie  Fini e Casini no?

 

Duce, il vostro disegno politico prevedeva  trecento milioni di europei  ma non quelli balcanici o delle vicinanze della Vistola…

 

Quelli non erano veri europei . Di quelli non ci si poteva fidare per creare una forza vera, solida, capace di combattere l’eventuale nemico asiatico o americano. Con tutti gli extracomunitari che avete adesso , dove volete andare… non c’è più una vera razza italiana. Se poi ci metti i rumeni… buoni quelli a stuprare . Ai miei tempi ciò non sarebbe successo. La Romania poi influì decisivamente  sulla nostra sconfitta, la mancanza della benzina fu la più terribile delle cause della perdita della supremazia aerea.

 

I rumeni con voi non avrebbero stuprato, però  coi vostri metodi , magari  ce li saremmo trovati in qualche modo italianizzati nelle camice nere... nelle squadracce... capisce quello che voglio dire?

 

Ma mi faccia il piacere… non dica fesserie…

 

Duce, è vero  che non ha fatto nulla per evitare l’espansione della Germania?

 

Non è vero . Dal ’33 al ’35, sono stato l’unico ad opporsi ai primi piani espansionistici di Hitler. Mandai anche divisioni al Brennero e nessun gabinetto europeo mi appoggiò . E con gli italiani, nei dialoghi che tante volte ho avuto con le moltitudini, avevo la convinzione che le grida che seguivano le mie domande fossero segno di coscienza, di comprensione, di evoluzione. Invece era isterismo collettivo. Ho sopravvalutato l’intelligenza delle masse.

 

La parte opposta però ottenne quello che voleva  con martiri e sacrificio e non faceva certo parte di quell’isterismo collettivo. I proletari, i bisognosi di tutto, alla fine seppero riscattarsi con onore fino alla vittoria.

 

Già… passando dalla parte dei plutocrati, degli affamatori del grande capitalismo. Ma vedrà che saranno gli uomini con le loro debolezze che imporranno l’Idea Fascista , e sarà l’Idea del XXI secolo. E gli italiani se vorranno essere ancora un Popolo e non un agglomerato di schiavi, dovranno farla propria e perseguirla con fede.

 

Pensa che la Chiesa avrà ancora un ruolo importante nella rinascita dell’Idea Fascista?

 

La Chiesa preferisce degli avversari deboli e degli amici forti . Avere da combattere un avversario che non la possa spaventare e che le permetta di avere a disposizione degli argomenti coi quali rafforzare l’espandersi della fede, è indubbiamente vantaggioso. Diplomazia abile, raffinata , non quella di Boffo e di Feltri per intenderci. A volte, fare i superfurbi provoca danni. Poi adesso c’è il discorso della pillola antiabortiva e Berlusconi non so se sarà capace di trovare una soluzione che aggrada tutti. Non è un uomo forte,  un vero statista… è solo un palazzinaro a cui non dispiacciono le veline. La Chiesa sembra oggi alleata più ai suoi acerrimi nemici nonostante l’anticlericalismo abbia ripreso in pieno il suo turpe lavoro. Non è come ai miei tempi , quando con i Patti Lateranensi  detti lustro , decoro e autorità… alla Chiesa … Romana.         


Non c'è più segnale dal satellite. Fine dell'intervista

 

 

                                                                                                                                              © Carmelo Anastasio 2009

 

 

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Piergiorgio Odifreddi intervista Hitler

3 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

                   Intervista a
               ADOLF HITLER
                                             Piergiorgio Odifreddi 2005


Adolf Hitler nacque in Austria il 20 aprile 1889, e dedicò la sua vita alla realizzazione del piano politico esposto nel 1924 nel Mein Kampf, "La mia battaglia'', scritto in prigione dopo un fallito tentativo di colpo di stato. Il suo regno di terrore potè iniziare legalmente nel 1933, grazie al 44% dei voti del Partito Nazionalsocialista, e all'8 % del Partito Nazionalista (20,5 milioni in tutto), ottenuti alle elezioni: a dimostrazione del paradosso che un dittatore può anche arrivare al potere democraticamente.

L'espansione del Terzo Reich iniziò nel 1938 con l'annessione dell'Austria, e raggiunse al suo massimo un'estensione da Capo Nord al Sahara, e dalla Normandia al Caspio. La contrazione iniziò nel 1942 con le sconfitte di Stalingrado e di El Alamein, e si concluse il 9 maggio 1945 con l'entrata dei russi a Berlino. Poco prima, il 30 aprile, Hitler si era ucciso con un colpo di pistola nel suo bunker.

Sessant'anni dopo, mentre nel mondo si sta organizzando un Quarto Reich che va dagli Stati Uniti al Mediterraneo, abbiamo parlato del Terzo col sanguinario vegetariano che l'ha comandato per dodici anni.

 

Fürer, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il suo nome è diventato sinonimo del male. Cosa ne pensa?

 

La storia è sempre stata scritta dai vincitori, e il bene è ciò che sta dalla loro parte. Se avessimo vinto noi, sinonimo del male sarebbe diventati i nomi di Churchill o di Roosevelt.

 

Non crede che ci siano motivazioni oggettive, oltre alla sconfitta? Stalin la guerra l'ha vinta, eppure anche il suo nome è diventato sinonimo del male.

 

Milioni di persone non l'hanno pensata così, su Stalin, prima e dopo la guerra: quanti russi hanno pianto, quando è morto? Temo che lei non sappia molto nè dello stalinismo, nè del nazismo, a parte ciò che le ammanniscono i Ministeri della Propaganda, del suo paese e di quello che lo comanda.

 

Ministeri della Propaganda? E quali sarebbero i nostri Goebbels?

 

Per parlarle in termini che lei può capire, se il nostro era il totalitarismo inumano del 1984 di Orwell, il vostro è oggi il totalitarismo dal volto umano del Mondo nuovo di Huxley. I suoi Ministeri della Propaganda sono dunque il cinema e la televisione: se vuole trovare i nuovi Goebbels, li cerchi fra gli Spielberg e gli Zeffirelli, o fra i Murdoch e i Berlusconi.

 

Cosa voleva insinuare, fra l'altro, con quel "paese che ci comanda''? Che l'Italia sarebbe una colonia degli Stati Uniti?

 

E non lo è, forse? Da quando siete stati occupati, nel 1944, non vi siete più liberati. A tutt'oggi ci sono 125 basi e 35.000 truppe statunitensi in Italia: è indipendenza questa? In Germania, poi, stiamo ancora peggio. Quella che voi chiamate liberazione, fu soltanto la sostituzione di un'occupazione militare a un'altra, meno esibita ma non meno effettiva.

 

Non vorrà negare, però, che il nazismo si è macchiato di crimini contro l'umanità mai visti prima.

 

Ah, sì? E quali?

 

Anzitutto, lo sterminio di sei milioni di ebrei.

 

Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l'analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell'America del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l'altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche.

 

Lei è proprio un senza Dio!

 

Senza il Dio degli ebrei, magari. Ma avevamo il vostro: non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che "tutti gli assassini dell'Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell'Europa cristiana''? Non senza motivo le mie SS portavano scritto Gott mit uns sulla fibbia della cintura.

 

La Chiesa non la pensa certo così!

 

Ma se, da quando Rolf Hochhuth ha rotto l'incantesimo con Il vicario nel 1963, non si fa che parlare del silenzio di Pio XII nei confronti di quello che voi chiamate Olocausto! E poi, lei non ha certo letto il mio Mein Kampf, che immagino non sia facile da trovare nelle vostre librerie: se l'avesse fatto, ricorderebbe però che il progetto per il trionfo del nazismo era modellato sulla tenace adesione ai dogmi e sulla fanatica intolleranza che hanno caratterizzato il passato della Chiesa cattolica.

 

In ogni caso, basterebbe a condannarvi il disprezzo per la vita umana di civili innocenti che avete dimostrato durante la guerra.

 

Questa la vada a raccontare agli abitanti di Amburgo e di Dresda, sui quali avete riversato le "tempeste di fuoco'' che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali sono stati inceneriti da due bombe atomiche: nessuna propaganda può cancellare il fatto che i "cattivi'' nazisti non hanno costruito queste armi di distruzione di massa, mentre i "buoni'' Stati Uniti le hanno non solo costruite, ma usate!

 

Almeno, non vorrà negare la sua aberrante politica eugenetica.

 

Perchè mai dovrei negarla? Era un mezzo per ottenere la purezza della razza. Ma non capisco cosa ci trovi di aberrante: la mia legge del 1933, per la prevenzione dei difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale noi demmo per questo motivo una laurea ad honorem nel 1936 a Heidelberg. Lo sa, lei, che la prima legge per la sterilizzazione di "criminali, idioti, stupratori e imbecilli'' fu promulgata nel 1907 dall'Indiana? Che fu poi imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corta Suprema? Che negli anni '30 furono sterilizzati 60.000 individui negli Stati Uniti, metà dei quali nella sola California? E che negli anni '50, dopo la guerra, furono castrati 50.000 omosessuali?

 

Non vorrà dire che gli Stati Uniti, il melting pot, sono un paese razzista!

 

Lei è proprio un ingenuo! Secondo lei, contro cosa manifestava Martin Luther King, ancora negli anni '60? E chi scrisse Il passaggio della Grande Razza nel 1916?

 

Chi?

 

Madison Grant, amico di Theodore Roosevelt. Quando il libro fu tradotto in tedesco, gli mandai una lettera entusiasta, di cui lui fu molto compiaciuto. E a proposito di Roosevelt, non dimentichi che Pierre van der Berghe, studioso della razza, l'ha messo insieme a me e a Hendrik Verwoerd, l'artefice dell'apartheid sudafricano, nella Trinità del Razzismo del Novecento.

 

Di questo passo, arriverà a dire che gli Stati Uniti furono anche un paese nazista!

 

Gli Stati Uniti non possono aver seguito il nazismo, perchè l'hanno preceduto e ispirato. In fondo, volevamo entrambi una cosa sola: come cantavano le mie SS, Morgen die ganze Welt. Purtroppo il mondo era quasi tutto nelle mani delle potenze coloniali, e bisognava toglierglielo con la forza. Il "male'' di cui ci hanno accusati era tutto qui: voler fare a loro ciò che essi avevano fatto ad altri. Noi abbiamo fallito, ma gli Stati Uniti stanno portando a termine quello che era il nostro vero progetto: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta.

 

E' questa, dunque, l'eredità del nazismo?

 

L'ha già dichiarato Otto Dietrich zur Linde, il giorno prima della sua esecuzione, nell'intervista rilasciata all'argentino Borges, poi pubblicata col titolo Deutsches Requiem: il nazismo era un'ideologia così ben congegnata, che l'unico modo per sconfiggerla era di abbracciarla. Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo, e il nostro scopo è stato pienamente raggiunto. Non abbiamo vissuto e non siamo morti invano.

 


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Dai Maya al catasrofismo tra fascino e realtà

3 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Apocalisse del 2012 . Non ci credo ma mi preparo

 

                                                                                                di Carmelo Anastasio

 

 

 

      Come se non bastasse la crisi che ci attanaglia , ecco le immancabili ciliegine sulla torta : le tematiche catastrofiche legate alla fatidica data del 21 dicembre 2012 che abbondano in rete e sulle tv.

Perché è importante questa data? Sembra che rappresenti la fine del mondo e appassionati studiosi (dilettanti e non ) di archeoastronomia , scienza nuova solo per l’Italia , ne discutono eludendo però gli approfondimenti scientifici necessari ; forse perché è più bello fantasticare ed esplorare l’ignoto facendo cadere nell’oblio quelle spiegazioni che la storia ci dà ad interpretazione esatta dell’enigma.

E’ noto infatti che le reazioni ‘folkloriche’  di panico, avvengono per l’assenza di una valutazione razionale di una particolare minaccia, stereotipo timore che veicola la discussione e funge da stimolo.

Bisogna infatti risalire al misterioso calendario della civiltà Maya per capire che il 21 dicembre 2012 rappresenta soltanto la fine di un ciclo non quella del mondo. Il nostro calendario è ciclico : si susseguono le ore con ciclicità giornaliera per dare origine a un nuovo giorno  , si susseguono ciclicamente i giorni e i mesi mentre  gli anni crescono sempre.

Per il calendario Maya la ciclicità era un po’ diversa dalla nostra , comprendeva le ere ( quella attuale è l’era cosmica) . Prevedeva infatti un ciclo lungo formato da 5200 anni  a sua volta composto da 13 cicli corti di 400 anni circa. Finito il ciclo lungo … si ricominciava! Nulla di catastrofico quindi. Il ciclo attuale è iniziato circa 3188 anni a.C. Il 21 dicembre 2012 è assimilabile per questo al nostro capodanno del 2000.

Questa della End of the world è una delle tante profezie che si sono aggiunte successivamente e l’amplificarsi della faccenda ha permesso l’aggiunta di altro che non ha alcun senso. E la storia assomiglia al millenarismo medioevale europeo, tipica di quel modo di pensare alla fine del millennium. Un nuovo elemento della vena catastrofica  che sommerge via media, tv, stampa e cinema con attacchi e invasioni aliene. A latere, qualcosa di vero c’è in realtà. Ad esempio, sulla correlata inversione del campo magnetico terrestre,  c’è un’ampia bibliografia che tratta anche la fine dell’era cosmica Maya.  Studiosi del settore , Maurice Cotterel e Adrian Gilbert, sostengono che l’inversione non ha nulla di soprannaturale , si tratta semplicemente di un fenomeno dovuto  allo spostamento dell’asse della terra ( e qui si ritorna alla ciclicità ) , cosa avvenuta più volte nel passato e che avverrà di nuovo. Quando , non si sa.

Il piano dell’ellittica del sistema solare vedrà lentamente una diversa inclinazione assiale della terra,  ma questo non comporta influenze ufologiche o archeoatrologiche  nonostante il tema del diluvio universale sia ancora oggi uno dei grandi misteri già appartenuto ad ogni cultura antica.

L’inversione del campo magnetico terrestre è oggi misurabile attraverso l’esame di alcune particelle contenute nelle rocce. Particelle che sono dotate  della capacità  di “registrare” il lento processo dell’inversione della polarità; attenzione però, viene misurato il processo di variazione ma non è possibile stabilire quando avverrà l’inversione. La conseguenza più immediata della variazione del campo magnetico è l’aumento lentissimo delle radiazioni che bombardano la terra , ma nulla di apprezzabile. L’altro bombardamento, quello delle notizie false,  provoca una psicosi che incomincia a generare business . Come negli anni settanta. Crescono infatti quelli che acquistano riviste specializzate ma anche provviste a lunga scadenza . Ci sono poi i più spinti, i fanatici, quelli  che si fanno costruire, o peggio si costruiscono “ fai da te “,  bunker della sopravvivenza come soprattutto sul territorio svizzero nel periodo della guerra fredda .

Credere all’apocalisse del 2012 è facile , come sostiene il Prof. G.Magli esperto in archeoastronomia : “l’uomo non accetta che qualcuno, in periodi storici diversi, abbia prodotto le stesse idee”. Eppure, civiltà che non si sono mai conosciute (o no?) costruirono piramidi a Giza mentre altre nello stesso tempo le costruivano a Caral (Perù) , ciclicità anche degli schemi mentali ?  Per approfondire , trovo interessanti  le teorie  di studiosi come Boval e Icke, ottimi professionisti che  agiscono in buona fede.

 

Se da un lato ci sono cose veramente inspiegabili, dall’altro c’è il rischio di cadere in drammatizzazioni dannose sia per i professionisti seri del settore, sia per coloro che subiscono l’onda del ‘panico morale’ non essendo preparati a ragionare con pensiero critico.

Le profezie ci sono sempre state nei secoli. Non ultima quella di Nostradamus, e tutte molto oscure nelle quali si può leggere ( ed è questo quello che affascina) ogni tipo di conclusione. A piacere, secondo l’interesse soggettivo,  ma anche di chi commercialmente può sfruttarle approfittando dell’onda. Si sa che libri di storie catastrofiche o di misteri sono molto venduti. Ognuno vede in questi scritti, nelle ‘Quartine’ profetiche , negli assunti ambigui e fumosi, quello che vi proietta la propria personalità, un riflesso di quello che si ha in mente. Salvo poi scoprire , come nel caso degli annunci di  Nostradamus, che con le date indicate ( 1732 e 1792) non ci aveva per niente azzeccato. Infatti in quegli anni, nulla di catastrofico avvenne. Come per il “mille e non più mille”  nell’avvento del 2000.

 

E’ tempo di crisi, di restrizione della libertà di stampa,  di disoccupazione ( “Per trovare lavoro bisogna non essere disoccupati “ – C. Pavese) , tempo di veleni in mare e di preoccupazione altissima, tempo speciale e terreno migliore per la proliferazione del “panico morale sociale”. E se la gente non sa più a cosa credere, alla fine finisce col credere a tutto  ( G.Chesterton ) perciò prevale il : “non ci credo, ma mi preparo”.

 

 

                                                            ©  Carmelo Anastasio 2009 

 

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