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Blog  di Caranas

FUSCALDO : tre lavoratori uniti nella morte, differenziati negli assegni speciali alle famiglie.

16 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

               agli amici fuscaldesi  per non dimenticare ...

                                                                                                di Carmelo Anastasio 

 

 

                                     tartaruga.jpg            

Nel 1958, quando ancora sulla spiaggia di Fuscaldo si vedevano le cistonie ( piccole testuggini marine) , un grave e doloroso evento colpì la comunità fuscaldese a causa delle responsabilità ( sembra ) di un singolo assistente a lavori di sbancamento in località Coddemma. Doloroso ma purtroppo anche luttuoso perché costò la vita a tre operai  :  Antonio Luigi Zavatto,  Guglielmo Avolino e Francesco Vilardo . I nomi li ho trovati dopo lunga ricerca negli atti parlamentari dell’anno dopo.

L’infortunio , se così si può chiamare, avvenne a causa del crollo di una parte di terreno in via di sbancamento per la costruzione di una strada di accesso a lavori di scavo, che erano stati eseguiti per la sistemazione di due serbatoi in cemento armato destinati alla fornitura di acqua potabile agli abitanti della marina di Fuscaldo. Quella parete era stata ottenuta in terreno vegetale non privo di infiltrazioni di acqua e non inclinata, né armata in modo da impedire frane, per altro prevedibili. Non solo , vennero usate mine per demolire rocce granitiche adiacenti al posto del crollo e quindi uno spostamento di quella parete in terra doveva per forza essere previsto.

Ricordo che diversi carabinieri lavorarono tutta la notte per riportare alla luce quei poveri corpi. Tre anni dopo, quando accompagnai mio zio a chiudere le saracinesche per permettere il riempimento notturno delle vasche, mi prese un groppo alla gola. Non ci ritornai più.

 

Alle tre famiglie lo Stato elargì assegni speciali , non capisco il perché furono differenziati :

412.000 lire alla famiglia del primo, 250.000 lire  alla famiglia del secondo e 450.000 lire alla famiglia Vilardo. 
La morte li ha trattati allo stesso modo, lo Stato no!

 

 

Chissà se all’entrata della “Vasca”  c’è una lapide a ricordo con i nomi dei tre lavoratori ?

 

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ALFANO : "emergenza carceri"

16 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

...  ovvero  : ecco come ti spreco denaro pubblico

 

                                                                                                               di Caranas
                                                          alfano
                                                            
L’emergenza carceri diventa la nuova parola d’ordine nella propaganda del ministro . Ci sono 44.000 posti, ne occorrono altri  24.000. Il sovraffollamento c’è , ok,  non capisco però la necessità del nuovo piano di edilizia carceraria approntato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano,  dato che esistono già sul territorio nazionale ben 40 penitenziari pronti ma vuoti ( diversi già collaudati e arredati nonché dotati di accorgimenti tecnici all’avanguardia) .  Ė facile fare il bastian contrario direte voi ; e invece no, non è cosi , ed eccovi un elenco (da ricerca in rete) delle carceri vuote , costruite con spesa di moltissimi miliardi di lire e mai utilizzate . Perché ? Perché come i detenuti insegnano, queste strutture costano a tenerle aperte e funzionanti. Ma allora perché spendere altri soldi ? Non è più facile sfruttare l’esistente ?

A me sembra che questo governo si autoalimenti grazie alla propaganda, come per la riduzione dell'irpef. Non aumentano le tasse? Balle! Provate a fare la spesa ! Ormai i mercatini del sabato fanno affari d'oro. 

L’elenco (  incompleto )

  • Gela (Caltanisetta)
  • Busachi ( Oristano)
  • Licata (Agrigento)
  • Bovino (Foggia)
  • Miceto (Vibo Valentia)
  • Squillace (Catanzaro)
  • Orsara (Foggia)
  • Volturara Appula (Foggia)
  • Monopoli (Bari)
  • Altamura (Bari)
  • San Valentino (Pescara)
  • Arghilla (Reggio Calabria)
  • Revere (Mantova)
  • Gragnano (Napoli)
  • Minervino (Bari)
  • ecc. ecc.

Da : "Il Manifesto"  di sabato 16.1.2010  riporto l'articolo 
di Eleonora Martini - ROMA
Carceri troppo piene, Alfano allarga le celle
Dibattito alla Camera sul sistema carcerario. Il Guardasigilli annuncia il suo piano di edilizia giudiziaria e propone «lo stato d'emergenza» per ottenere da Tremonti almeno i 500 milioni di euro stanziati nell'ultima finanziaria. Per Antigone «è un bluff». Le associazioni chiedono misure alternative e la revisione delle leggi sull'immigrazione e le droghe Alfano allarga le celle Il ministro della Giustizia dichiara lo stato d'emergenza e presenta il suo piano: nuovi penitenziari e più agenti

 

Nelle carceri italiane è lo Stato ad essere illegale. Ma non è certo per contrastare questo tipo di illegalità che il guardasigilli Angelino Alfano ha annunciato ieri un nuovo Piano carceri che presenterà oggi in Consiglio dei ministri «assieme alla richiesta di stato d'emergenza». La «risposta organica» del governo al sovraffollamento carcerario ruota attorno ad un unico obiettivo: costruire nuove carceri o ampliare i 206 istituti di pena esistenti per incrementare «fino a 80 mila posti» la capienza detentiva stimata oggi attorno alle 43 mila unità (66 mila le presenze reali a fronte di una tollerabilità massima di 64 mila). Un Piano che il ministro della Giustizia ha descritto sommariamente intervenendo nell'Aula di Montecitorio durante il dibattito che ha preceduto l'approvazione senza batticuori di cinque mozioni (quattro dell'opposizione e una del Pdl) che «impegnano» il governo a cercare soluzioni ad un problema ormai oltre la soglia della decenza.

Per riuscire a far calendarizzare il dibattito e portare al voto le cinque mozioni, la deputata Rita Bernardini è stata in sciopero della fame per 16 giorni. Ma propriomentre la Camera si apprestava ad approvare dodici dei venti punti proposti nel suo documento sottoscritto da circa 90 parlamentari «per far rientrare le carceri nella legalità», e fuori dal palazzo, in piazza Montecitorio, i suoi compagni radicali insieme a Rifondazione comunista e alcuni sindacati di polizia penitenziaria davano vita a un sit-in di protesta, il ministro Alfano annunciava i «tre pilastri» del nuovo Piano, forse più realistico dell'ultimo proposto dal commissario straordinario Franco Ionta (coinvolgimento dei privati nella gestione carceraria)madi sicuro mosso dallo stesso anelito, secondo il giudizio di molte associazioni che ieri hanno partecipato alla conferenza stampa indetta da Antigone, Arci e Vic-Caritas volontariato in carcere per proporre soluzioni concrete. Tre pilastri,

dunque, secondo Alfano: «un piano di edilizia giudiziaria che ponga il nostro paese al livello delle sue necessità», portando il «livello di capienza attorno agli 80 mila posti»; «norme di accompagnamento che attenuino il sistema sanzionatorio per chi deve scontare un piccolissimo residuo di pena»; «una politica del personale permigliorare la condizione complessiva delle nostre carceri» che assicuri almeno l'assunzione di «2 mila nuovi agenti di polizia penitenziaria». Non certo le misure richieste dalle mozioni dei radicali, dell'Idv e (in parte) del Pd, o dalle associazioni di volontariato, come l'aumento delle misure alternative, la riduzione dei tempi di custodia cautelare, la revisione delle tre leggi criminogene, quella sulle droghe, sull'immigrazione e sulla recidiva (exCirielli), l'attuazione della legge Muraglia per il lavoro in carcere, lo stanziamento di fondi per l'assunzione di educatori e assistenti sociali, soluzioni alternative per le donne detenute con bambini e per la disastrosa condizione sanitaria.

Nonuna parola su come prevenire davvero la terribile sequela di suicidi che caratterizza la prigioni italiane (ieri dopo Altamura, Cagliari e Sulmona, è stata la volta di Verona: è il quarto detenuto che si toglie la vita dall'inizio dell'anno). Nulla di tutto ciò. Per ilministro Alfano invece la decretazione dello stato d'emergenza è unmodo come un altro di ottenere soldi dal ministro Tremonti (almeno la copertura dei 500 milioni di euro stanziati nell'ultima finanziaria) per il Piano di edilizia carceraria, e per soddisfare le richieste di maggiore libertà e operatività avanzategli dallo stesso Ionta. Sul modello di Bertolaso con il terremoto aquilano, per intenderci. Ma, sostiene Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, i numeri di Alfano «sono un bluff»: «Con 500 milioni in finanziaria, infatti, non riuscirà mai ad arrivare agli 80 mila posti letto promessi perché se ne dovrebbero aggiungere 37mila,mentre con 500 milioni al massimo si avranno 5mila nuovi posti letto dato che, secondo stime del Dap, un carcere di 200 posti letto costa inmedia 20milioni». Se si pensa poi che ogni mese la popolazione detenuta si incrementa di circa 800 unità, è chiaro che senza altri interventi la soluzione governativa è senza senso. «Con la sua politica di carcerazione di massa, il ministro Alfano dimostra solo di essere un pericoloso sovversivo», attacca Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e garante dei detenuti di Firenze che propone invece di commissariare il Dap, «divenuto un organo elefantiaco paralizzato di fronte ad un dramma quotidiano».È infuriato, Corleone, soprattutto perché vede nello stato d'emergenza di Alfano, ilmodo «per secretare, come si cerca da tempo, sia le gare che i risultati degli appalti per la costruzione dei nuovi penitenziari». Ricordate le carceri d'oro al tempo di tangentopoli? Per questo, secondo Corleone, bisogna «preparare una mozione di sfiducia individuale per cacciare Alfano, un ministro davvero inadeguato».

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Angela Maria Aieta madre coraggio fuscaldese, desaparecida da non dimenticare

14 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

  
Quei bastardi dicevano: "ti porto su un aereo e  ti butto giù. L’unica difficoltà che incontrerai è che dovrai continuare il volo con mezzi propri … "

                                                                                              
                                                                                                        di Carmelo Anastasio

                                                          angelamariaaieta
Angela Maria  Aieta era nata a Fuscaldo nel 1921 ed era una donna che non poteva accontentarsi dell’unica ricchezza che offriva il mare calabrese , l’emigrazione  in Argentina era quasi un obbligo in quell’anno. A Livorno era appena nato  il Partito Comunista d’Italia (soppresso 5 anni dopo dal regime fascista) e gli interessi dei lavoratori non erano difesi. Partì col  padre come tanti altri figli di Fuscaldo ( 18.674 dal 1870 al 1971) in cerca di lavoro in una terra lontana. Nessuno avrebbe mai immaginato che un’altra violenta dittatura l’avrebbe poi uccisa nel nuovo mondo. Nata in una casa rosa davanti al mare , in mare morì e il suo corpo non fu  mai restituito.

Donna coraggiosa e dal carattere forte , col suo silenzio salvò tantissime persone. Il coraggio è nel DNA di questa famiglia; a Fuscaldo , il 6 giugno 1942 , un suo parente , sfidando i fucili degli occupanti la casa rosa,  salvò 42 persone della nave Cagliari ( il relitto?) silurata dagli inglesi . Angela Maria  fu arrestata a Buenos Aires il 5 agosto 1976. Doňa Maria era una mamma coraggio che si mobilitò per creare un movimento di pressione per la liberazione dei detenuti politici. Prelevata dalla sua casa nella  calle Cachimayo da un commando di 15 militari ( di più non ce ne erano per una donna indifesa) fu imprigionata , torturata per mesi e assassinata. Dalla sala delle torture ( con la picana elettrica e manganello) tornava in posizione orizzontale legata e bendata , non lamentandosi diceva alle altre : “coraggio, siamo ancora vive”.Il figlio Dante, nel padiglione della morte del carcere di Serra Chica, apprese la notizia da una guardia carceraria. Non seppe più nulla, non c’era nessun contatto con altri carcerati. Solo dopo 19 anni ( anche se innocente, il giudice lo lasciò in carcere per salvargli la vita- fuori lo avrebbero ucciso) , nel 1995, attraverso testimonianze di ex detenuti (Norma Mediaz e Marta Alvares), venne a conoscenza del tragico epilogo. Un altro figlio di Angela , Jorge ( militante dei Montoneros e assomigliante molto a Che Guevara)  si salvò rifugiandosi nel 1978 nella casa rosa  a Fuscaldo dallo zio Peppino Pollola insieme alla sua compagna Nenè per circa tre mesi. Poi cercò l’aiuto di Pertini a Roma ma tutto fu inutile e decise di rientrare in Argentina. Nell’aprile del 1979 fu sequestrato per strada e da allora scomparso. Durante la prigionia , Angela fu spesso torturata, picchiata , denudata, pistola puntata alla tempia, in bocca… con un medico pronto a dire ai carnefici quando potevano riprendere con la picana elettrica sul lettino di ferro. Incatenata ai piedi ed ammanettata anche quando doveva mangiare , riusciva a portare conforto alle altre detenute anche se non si reggeva in piedi.

E nei primi giorni di ottobre del 1976,  arrivò il fatidico mercoledì (giorno dei trasferimenti , non in altro carcere ma all’altro mondo), come da  testimonianza di Marta Alvarez che voleva seguirla (alla stessa più tardi una guardia disse : “spero che tu mai e poi mai venga trasferita nel posto dove lei si trova in questo momento”). Il trasferimento consisteva in un volo della morte, portavano i prigionieri su un aereo e in volo li buttavano nell’oceano per un altro volo, quello con i propri mezzi.

 Dante Gullo, figlio di Angela Maria è deputato del Parlamento argentino dal 10.12.2007.

                                                                                 copyright© carmelo anastasio

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Oggi la mano te la leggo io

12 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #CHIROLOGIA E SOGNI

       un po' di chirologia come stacco

 

                                                                      di Caranas

                                                              1                

 

Negli anni ’70 non è che studiavamo, amoreggiavamo, manifestavamo e basta , spesso dopo cena ascoltavamo musica o cazzeggiavamo in lieta compagnia . Nel gruppo c’era un insegnante bizzarro, un tipo molto strano che però aveva una forte capacità di inventiva e quindi di farci divertire. Lo frequentavamo anche perché con lui si conoscevano belle ragazze alle quali , quando altri giochi iniziavano a stancare, leggeva la mano e loro , devo dire , si mettevano in coda. All’inizio mi sembrava una presa per i fondelli e , incuriosito, comprai un paio di libri di chirologia.

Beh, devo dire che ci azzeccava sempre! Imparai così a conoscere quest’arte.

 

( per continuare, clicca sullo stesso titolo nella colonna destra su pagine del blog )

 

 

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Schegge di storia economica dello Stato del Sud e di Fuscaldo

11 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

 

 

quel miracolo economico partenopeo distrutto dall’invasore sabaudo

                                                                                     di Carmelo Anastasio


Premessa : alcuni amici iscritti alla newsletter del blog, mi hanno scritto che i pezzi sono troppo

                  lunghi perciò questa volta tratterò l’argomento in schegge.

 

                                                  Ferdinando II
                                                                       Ferdinando II

Cinquant’anni prima della nascita della Breda e della Fiat, nel Regno del Sud c’era il più forte nucleo industriale della penisola riconosciuto anche alla Mostra di Parigi nel 1856.
Ferdinando II ( a me non molto simpatico per via della  repressione del 1848) , fu comunque un ottimo imprenditore ( non come "quello") ed il suo dinamismo permise lo sviluppo non solo dell’industria tessile ma anche del settore metalmeccanico, quest’ultimo primario e strategico per il Regno , avendo permesso la realizzazione del grandioso progetto ferroviario Napoli-Portici (prima ferrovia italiana ) che fece guadagnare il terzo posto di potenza industriale tra gli stati dell’Europa (1850). 
   
Per un breve periodo, alla guida del governo fu chiamato Gennaro Spinelli Marchese di Fuscaldo , importante figura politica avendo tra l’altro partecipato al Congresso di Vienna  nel 1815 ( per conto di G.Murat) e,  come premier, avendo respinto l’alleanza col Regno di Sardegna architettata da Cavour.


Le macchine a vapore venivano completamente costruite in casa ( fu istituito anche un Politecnico e una scuola per macchinisti ) e lo sviluppo industriale dal 1840 in poi creò moltissimi posti di lavoro in tutto il regno e quindi anche a Fuscaldo (v. più avanti). In diversi centri del sud era presente la Real Fonderia e la Real manifattura delle armi. Macchine tessili, macchine agricole, vagoni e locomotive, attrezzature per l’illuminazione a gas (Napoli prima città italiana) , erano i prodotti di questo fortunato periodo anche per la Calabria dove a Mongiana, Pazzano, Bigonci, Cardinale, erano presenti una dozzina di altiforni per la produzione di circa 22.000 qli/anno di ghisa e ferro.


Anche Fuscaldo (CS) si avvantaggiò del miracolo economico col suo centro siderurgico per la produzione di sbarre di ferro ( tra operai e tecnici circa una settantina di addetti in occupazione stabile), ma anche per la buona produzione della seta  ( l’opificio era situato nel palazzo che si trova sulla destra dopo il convento di San Francesco nella via intitolata al santo). In Calabria si contavano all’epoca 11.000 telai e l’industria serica occupava 3.000 unità di forza lavoro. A Fuscaldo veniva prodotto anche il caolino delle famose ceramiche di Capodimonte.

 

Poi arrivò il 1860 con  l’Unità d’Italia e  la ruspa sabauda distrusse tutto . Anche Fuscaldo subì la stessa sorte dei centri industriali del sud sgretolati dalla furia savoiarda con la stessa facilità con cui si frantuma l’omonimo biscotto. I "nostri " venivano chiamati briganti , in realtà  furono martiri.

 

 Fuscaldo M.

           veduta Marina di Fuscaldo -  foto fuscaldocity

                                                                                                          

                                                                                                              
© copyrigt by Carmelo Anastasio Vimodrone (MI)

 

 

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Le perfezioni provvisorie della Costituzione italiana

6 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

      

                                                         di Carmelo Anastasio

 


La  Costituzione (27.12.1947) primaria legge italiana nata nelle menti liberali contro tutti i
fascismi e strumento di ripudio dello stato autoritario, evidentemente sta molto stretta  al potere ( quello politico, quello fortemente finanziario) se è vero che da esso è considerata “filosovietica”. Sta stretta soprattutto al ministro Renato Brunetta (vera anomalia visto la taglia drop dell’onorevole) che vorrebbe addirittura cambiarne l’art. 1- “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”- che per la nostra democrazia è di vitale importanza e fondamento dell’intera Carta. Cosa vorrebbe? Che accettassimo “L’Italia è una Repubblica fondata sulla rendita finanziaria”?

Altre manovre (ad personam) vorrebbero per tale articolo la formulazione (On.Malan PdL novembre 2008) : “ L’Italia è una Repubblica fondata sui principi di libertà e responsabilità e sulla civiltà dei cittadini che la formano”. E già così non è più rafforzato il “principio della libertà individuale e quello della giustizia sociale” problema non duale ma unico , secondo il dizionario delle idee  di Carlo Rosselli. Volutamente non mi soffermo sulla “responsabilità” citata sopra; sappiamo tutti come la pensa Brunetta. Sulla “civiltà dei cittadini” che formano la repubblica, vedo invece un tentativo di stravolgimento del precedente ordinamento. Mi spiego meglio : dal concetto di «popolo» andrebbero tenuti distinti i concetti di «popolazione» e di «nazione». In particolare, secondo il dettato tradizionale, la “popolazione” è composta dall’insieme degli individui che si trovano in un certo momento nel territorio di uno Stato, un concetto quindi non giuridico ma demografico o statistico. “Nazione” è invece una nozione politica e sociologica che raggruppa gli individui in base a fattori di razza, religione ecc. E qui entra in ballo la prima perfezione provvisoria costituzionale che corregge il tiro con l’art. 6 : “ La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”. Nazione quindi come fattore di aggregazione. Ai miei alunni che si preparavano ad affrontare i lavori del “Consiglio comunale dei ragazzi” , spiegavo la differenza tra i due concetti : jus sanguinis  e jus soli. Gli studenti capivano bene che in base al primo,  è cittadino italiano  chi nasce da padre o da madre italiana e che invece in base al secondo è italiano chi nasce sul territorio italiano.  Altra perfezione provvisoria sancita anche dalla legge n. 91 del 1992 ( Berlusconi non era sceso ancora in campo contro gli "eredi comunisti ") con i requisiti di fatto e di diritto . Continuo a ripetere perfezione provvisoria perché secondo me, quei padri , all’epoca non potevano fare diversamente, ma una perfezione intrinseca c'era e c’è comunque . E non ho colpa se vedo nelle odierne manovre rischi di incostituzionalità della serie : caro PD, caro Bersani, caro Violante, non facciamoci fregare, stiamo molto attenti a quello che veramente desideriamo , non si sa mai, potremmo ottenerlo.

In parole povere eccovi i miei “lodi” :


1) Art. 1 della Carta – non si deve toccare  neanche una virgola

2)     Lodo Alfano costituzionalizzato – è una presa per il cubo ed è in chiaro contrasto con l’art.    3 della Costituzione che tra l’altro sancisce “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”

3)     Separazione delle carriere tra pm e giudici – ci sono due rischi: a) il governo può controllare l’attività delle procure con conseguente impedimento delle indagini e dei processi; b) puzza di persecuzione giudiziaria nei confronti della parte politicamente avversa (Di Pietro insegna)

4)     Art. 111 – riguarda i processi : “… la legge ne assicura una ragionevole durata “ – La giustizia cammina molto lentamente, quindi…

5)     Art. 68- riguarda l’immunità parlamentare – secondo me, questo articolo era già incostituzionale all’origine perché in contrasto con l’art. 3. Penso a Craxi e all’On. Nicola Cosentino salvati per l’immunità- ennesima perfezione provvisoria!

6)     Super premier – non abbiamo bisogno di un  Ras

7)     Modifica CSM in Alta Corte di Giustizia –  a chi si azzarderà a indagare o processare un Ras verrà fatto un cubo così!

8)     Lodo B – A Deo Optimo Maximo raccomandiamoci di salvarci da Gaetano   Quagliariello

9)     Legittimo impedimento – Mi turo il naso alla Montanelli- Ah Casi’… mangia anche tu alla “Carta” tranquillo

10)Bicameralismo con Senato delle regioni – non secondo la forma di Nicolò Ghedini ( potere legislativo solo al senato)

11)Riduzione numero parlamentari – OK ma anche lo stipendio , e inoltre eliminare gli enti inutili a partire dalle Comunità montane ( soprattutto quelle marine! Soprattutto quelle dell'alta Calabria)

12) Questo è il mio numero (ricordate l’esordio con “12 punti per non andare in ferie a Fuscaldo”?) quindi occorre una chiosa con un Lodo Anastasio : “legge intesa a proibire all’Onorevole Calderoli di indossare pantaloni color cucuzza quando viene intervistato dalla TV”.

 

    

                                                                 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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