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Blog  di Caranas

NO MENSA condannato

23 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS

Condannato il sindaco leghista che affamava i bambini

di Diego Novelli

Come definirlo tale Oscar Lancini, sindaco leghista di Adro, provincia di Brescia, che ha perso in tribunale la causa che lo vedeva imputato per avere negato la mensa scolastica ad un gruppo di bambini i cui genitori non erano in grado di pagare regolarmente la retta?

«Stupido, egoista, razzista?» sono gli aggettivi usati dalla presidente dell'Associazione che gestiva la mensa nei confronti del suo sindaco durante la trasmissione Annozero.
Ci sarebbe solo che sbizzarrirsi per aggiungere altri aggettivi per qualificare lo squalificato sindaco: «Becero, troglodita, immondo, ignorante, crudele, etc. etc.».

Ma non vogliamo infierire sul poveretto, educato all'università di Bossi e di Borghezio.
Quella diretta televisiva, dove l'arrogante Lancini aveva anche avuto la sfacciataggine di difendere quell'infame provvedimento, ci aveva mostrato un gruppo di donne di Adro scatenate contro le madri dei bambini morosi.
Vale la pena ricordare che quel branco di iene, tutte madri di famiglia, insultavano altre donne, più che per il mancato pagamento della retta, perché portavano in testa un fazzoletto (Hijab islamico) segno della loro appartenenza alla religione mussulmana.

Il sindaco era e rimarrà un povero mentecatto, alla ricerca di un po' di pubblicità tra il popolo leghista.
Ciò che ci rattrista e ci preoccupa invece sono i bambini di quelle madri urlanti contro il diverso.
Possiamo immaginare quale tipo di educazione riceveranno da vipere di tale risma che troviamo difficile definire madri.

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L'ammazza blog - free bloggers

21 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS

Intercettazioni - per i blog il pericolo resta

                                                                                      di Caranas

 

 

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Non ho nessuna voglia di gridare vittoria sulle intercettazioni .Quello che più mi riguarda da vicino, ovvero l’ammazza-blog  è rimasto, nonostante l’emendamento truffa del governo. Il “bavaglio “ c'è ancora e si vede . Il comma 29 non è cambiato. E Fini lo sa bene. Chi ci smenerà di più alla fine sarà la rete , unico organo d’informazione ancora veramente  libero.

 

Inutile girarci intorno, per i  blogger che non rettificheranno  un post entro 48 ore dalla richiesta, si profileranno  multe fino a 12.500 euro. Sul mio blog non c’è pubblicità  quindi nessuna entrata e allora  quale reddito potrà garantire la massima libertà? E se non voglio rettificare una cosa vera? E se la chiavetta a Fuscaldo non mi funziona come rettifico in 48 ore?  Bel deterrente! Grazie a Fini e a tutto il PdL. Infine,  non ho nessuna voglia di registrare la mia testata in tribunale perché questo limita la mia possibilità di colloquiare su temi politici e di attualità  con una cerchia (se pur ristretta)  di amici.

 

Con questa  norma che  non esiste in nessun Paese libero , ogni blog muore. Già oggi ciascun blogger è penalmente e civilmente responsabile di quello che scrive  ma , per fortuna o diritto, non esistono vincoli  burocratici finalizzati a scoraggiare le comunicazioni non professionali  in rete. Non siamo mica imprenditori!

 

La penna continuerà a scrivere. Un modo lo troverò.

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LA CASA BRUCIA...CANTA CHE TI PASSA

18 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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La casa brucia

Berlusconi sotto assedio, Pdl dilaniato dalle inchieste. I giornali "amici": clima da '92. Militanti in rivolta. Si evocano i tempi della fine del craxismo

 

Il partito è “sotto assedio”. Come i socialisti nel 1992. “L’aria che si respira nei palazzi della politica è simile, preoccupantemente simile a quella di diciotto anni fa”. Il parallelo lo fa Libero. Allora il “clima infame” accerchiava il Psi di Bettino Craxi: avvisi di garanzia quotidiani e lanci di monetine. Oggi, è nel “partitone” voluto da Silvio Berlusconi che “si sfascia tutto”. Finché lo dicevamo noi, nulla di strano, ma se lo scrivono perfino i giornali amici significa che qualcosa è cambiato. Annuncia Maurizio Belpietro che l’aria che tira non gli piace: c’è “un clima da fine regime, con i gerarchi vicini al capo che si danno da fare per mettersi al riparo prima che grandini”. Anche Vittorio Feltri vede che “il Pdl sfoggia in vetrina una quantità di deficienti superiore alla media giudicata fisiologica, con l’aggiunta di alcuni ladri, autentici o aspiranti tali”.

Nel fortino
Il paragone con il ’92, in realtà, regge fino a un certo punto. All’epoca la magistratura aveva scoperto il giro di tangenti che teneva in vita i partiti provocando rabbia e sdegno nell’opinione pubblica. Il Pdl del 2010, invece, è dilaniato anche – verrebbe da dire soprattutto – dall’interno. Berlusconi lo sa bene: basta vedere come ha deciso di passare i prossimi mesi. L’estate scorsa era quella delle feste a Villa Certosa, questa è quelle delle vacanze al Castello di Tor Crescenza. Meglio restare alle porte di Roma, che non si sa mai.

E a conferma della sensazione di accerchiamento che impensierisce le giornate del premier c’è pure la “taglia” su chi si azzarda a spifferare i resoconti del Consiglio dei ministri. Dare tutta la colpa a Gianfranco Fini, ormai non basta più. Perchè c’è un fronte aperto anche con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. C’è la Lega che ha minacciato di andarsene se solo verrà tirata fuori un’altra volta l’ipotesi di far entrare nel governo l’Udc di Casini. Ci sono le dimissioni del sottosegretario Cosentino. E presto, si fanno già scommesse, ci saranno da parare i colpi di altre tegole in procinto di caduta. C’è il coordinatore del partito Verdini, che troppi personaggi ambigui chiamano affettuosamente “Denis”. Spunta nell’inchiesta sulla presunta P3 anche il nome del sottosegretario Giacomo Caliendo. C’è il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, finito nel girone dei sospetti per la nomina di Alfonso Marra a capo della corte d’Appello di Milano. E pure un altro governatore, il sardo Ugo Cappellacci, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per l’eolico. Prima di loro, non dimentichiamo, c’è stata l’uscita dal governo dei ministri Scajola e Brancher. E poi ci sono i sondaggi, che lo danno al suo minimo storico di gradimento.

“Troppi Carboni e Verdini”
Nemmeno la scusa delle toghe rosse fa più breccia nei cuori dell’elettori. E loro, i suoi fedelissimi, non sanno più come difendersi dall’irresistibile fascino della verità. “Noi semplici elettori abbiamo bisogno di argomenti con cui contrastare le accuse che ci vengono rivolte ogni qualvolta si parla di politica”, scrive la signora Silvia sul Forum delle Libertà. Il suo, tutto sommato, è un appello ancora velato di speranza. Ma sono tanti i sostenitori di Silvio Berlusconi che cominciano ad ammettere che la misura è colma. “Tra gaffes e pessimi consiglieri, ogni volta che la destra vince le elezioni sembra far di tutto per farle riperdere (ed è già accaduto)”, avverte Lucatramil sullo stesso sito internet. Commenta un post intitolato “Il Pdl è finito. Prendiamone atto”, che è già tutto dire. Perchè è fallito il partito del predellino? Ale78 lo spiega così: “La politica si comincia a fare da ragazzini, attaccando manifesti durante le campagne elettorali, crescendo nelle sezioni giovanili e poi cominciando dalle consulte ai consigli comunali, questo si chiama senso di appartenenza. Ora purtroppo si prende gente, seppure eccelsa nelle proprie professioni, e si porta in Parlamento, ma con quali risultati?”. Andreana un risultato lo vede eccome: “Sembra di rivedere il vecchio film del 1992: ma proprio perché di personaggi tipo Carboni in giro ce ne sono anche troppi, non si vede a che cosa serva frequentarli!”. “Davvero non si capisce da dove siano saltati fuori certi elementi – si domanda Ignazio – Cioè.. questo Verdini.. da nulla ad essere uno dei coordinatori del Pdl, insieme a Bondi e La Russa. Ok per La Russa e Bondi.. dei quali conosciamo la storia e la lunga, fedele e convinta militanza, ma questo Verdini come ha fatto ad acquisire una posizione del genere nel partito, in così poco tempo? Da dove è saltato fuori? Chi lo ha voluto?

“Mele ultramarce”
Cosa ne pensa Berlusconi?”. Anche sul “muro parlante” del “Silvio Berlusconi fan club” c’è chi non ne può più delle “mele ultramarce”. Matteo avverte che “non si dà una bella immagine agli elettori delusi. Purtroppo si è arrivati a questo per un leccaculismo pauroso nei confronti del premier e per aver dato potere, da Nord a Sud, a gente poco raccomandabile, piena di intrallazzi. Ed ora si cerca di salvarli…..Silvio, scaricali tutti e poi si vedrà”. Lunedì Berlusconi verrà premiato dal sindaco Moratti sulle guglie del Duomo di Milano e si esibirà insieme a Charles Aznavour. Vittorio Feltri gliel’ha già detto: “Canta che ti passa”.

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L'abusino del morattino

15 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

da "Il fatto quotidiano"

 

L’abusino del morattino

Il figlio del sindaco di Milano a processo perché si rifiuta di pagare la ristrutturazione (illecita) della casa: piscina, palestra, poligono di tiro e parcheggio auto a scomparsa stile Batman

Se a fare un abuso edilizio è il figlio del sindaco, una piccola storia metropolitana diventa un caso politico. Se poi il figlio è Gabriele Moratti, trentaduenne rampollo di Letizia, primo cittadino di Milano, e di Gianmarco, petroliere, allora la storia diventa gustosa. Anche perché ha come sfondo la Bat-caverna. E come esito un processo, causato dal fatto che il rampollo si rifiuta di pagare la ristrutturazione (abusiva).
Andiamo con ordine. È un giornalista del Giornale a scoprire, girando per il Palazzo di Giustizia milanese, che è in corso una causa civile intentata da un’azienda che vuole essere pagata per i lavori realizzati in uno stabile di via Cesare Ajraghi, zona Certosa. L’azienda è la Hilite, specializzata in domotica, ossia in alta tecnologia applicata alle abitazioni. Sono quelli che realizzano le case del futuro, piene di elettronica e altre meraviglie. La Hilite è intervenuta in uno spazio che un tempo era un laboratorio e ora è una dimora avveniristica, con zone soggiorno, cucina, area party, camere padronali e per gli ospiti, servizi, giardino, piscina, palestra, poligono di tiro, parcheggio auto a scomparsa. “Il modello sembrava la caverna di Batman”, dice uno dei testimoni sentiti dal cronista del Giornale.
I problemi nascono quando la Hilite emette fattura, ma non riceve il pagamento. Il giovane cliente non salda, perché sostiene che i lavori sono stati eseguiti male. La contesa finisce davanti al giudice che, a metà marzo, decide: decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo per l’importo di 127 mila euro. Il Robin della Bat-caverna continua a far finta di niente. Il 25 maggio, scatta il pignoramento: bloccati il conto di Moratti Gabriele presso la banca Monte dei Paschi di Siena (poca roba: 2 mila euro) e un dossier titoli (per circa 6 mila euro). Allora si aggiunge il sequestro del quinto dello stipendio: 1.242 euro al mese che l’azienda petrolifera paterna, la Saras, paga a Gabriele come compenso per le sue prestazioni di amministratore.
Segue ricorso e i giudici in futuro decideranno come procedere. Ma intanto la causa giudiziaria fa scoprire il vero problema di questa piccola storia metropolitana: l’abuso edilizio. Sì, perché le quattro unità di via Ajraghi, accorpate in un’unica dimora e trasformate nella Bat-caverna del Morattino, sono spazi a uso non abitativo. Sono accatastati sotto la sigla C3, ovvero “laboratori per arti e mestieri”. Ma sono stati trasformati in residenza di superlusso. Lo dimostrano i documenti del Comune di Milano, pratica numero 5890 del 4 agosto 2009. Certificano che Moratti Gabriele ha avanzato all’amministrazione del sindaco Moratti Letizia domanda di “ampliamento, ristrutturazione edilizia” con “ampliamento di unità ad uso laboratorio, accorpamento di quattro unità in unico laboratorio, formazione di piano cantina, chiusura di patio”. Invece la ristrutturazione, realizzata dall’impresa Cle sas di Maldi Ezio & C., direttore lavori Fabrizio Santuccio, e completata dai miracoli domotici della Hilite, ha trasformato uno spazio laboratorio in residenza di lusso. Non ha niente da dire Moratti Letizia, in quanto mamma di Gabriele, ma soprattutto in quanto sindaco dei milanesi?

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E noi “sinistri” stiamo ad aspettare qualcosa in sentimento comune o quasi, che non succede mai, circoscritti ed incasellati nell’esistenza ad orario delle metropoli nordiche

14 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Sono partigiano e odio chi non parteggia

 

                                                    di Caranas

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E’ un dato di fatto : mister B. sta ormai diventando l’emblema di una superiore realtà che, inutile nasconderlo, opprime tutti, anche i suoi accoliti. Nella sua solitudine disperata, esprime impotenza nel governare e frustrazione ostacolata e permanente sua e forse anche di tutti noi incapaci di reagire incisivamente davanti a un potere che assume giorno dopo giorno le forme più stravaganti e scoraggianti della burocrazia fatta di leggi e leggine ad personam. Eppure è ancora osannato l’italiota della gente comune. Te ne accorgi subito, anche qui su una spiaggia ligure, ore 15, leggo “Il fatto quotidiano” tra decine  e decine di “Libero”, “Padania” e “Il Giornale” sotto gli ombrelloni. Ti  osservano come se fossi una mosca bianca. In questo momento qualcuno ha anche   spostato più in là la propria sdraio , in mano “L’Eco di Bergamo” .

Ci aspettiamo che mister B cada giù dalla fortezza luogo di insensata e maligna  perversione megalomanica  onnipotente. E noi “sinistri” stiamo ad aspettare qualcosa in sentimento comune o quasi, che non succede mai, circoscritti ed incasellati nell’esistenza ad orario delle metropoli nordiche , non ancora abituati, da buoni calabresi , nonostante i 30-40 anni di falsa integrazione.

La nostra adolescenza adorna di libertà se ne sta andando sempre più repressa nel transito verso l’età matura. Non era questo il nostro orizzonte proiettato nella città futura salendo a Paola o in qualsiasi altra stazione ferroviaria del sud  sul gradino del treno ladro. E ora? Che fare? Come scriveva Lenin ... Nel mio immaginario politico, anche dopo la caduta del muro, non posso e non voglio non sentirmi comunista ( e pensare che nel ’68 e dopo , quando tutti erano estremisti, ci tenevo a specificare che ero della FGCI guidata da D’Alema) , soprattutto non posso e non voglio non oppormi a questi non politici, uomini di malcostume e ladri, gente incapace di progettare un vero disegno di riforme adeguate alla gravità della crisi. Tutta la sinistra è in affanno (in realtà anche la destra) e dell’originario liberalismo di mister B non rimane traccia. Non ci sono più neanche le illusioni del passato. Le elezioni sono state vinte e il potere ci ha lisciato il pelo. Sappiamo tutti però che non si governa lisciando il pelo. Avrei preferito masochisticamente il contropelo , visto come vanno le cose, per veder accelerato il processo di declino della nostra società, come nel  : "tanto peggio, tanto meglio". In fondo ce lo meritiamo.

 

 PS : anch'io ho spostato la mia sdraio subito dopo! 

 

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Libertà è partecipazione

13 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

di Pino Cappadone 

 

Il governo appartiene al popolo. E il popolo è sovrano, ognuno di noi è sovrano.

E’ in questo doppio flusso interagente fra governante e governato che si realizza lo sviluppo di una comunità che ha la democrazia come substrato. Il diritto di partecipare alla soluzione di problemi, attraverso l’informazione, deve essere esercitato, senza remore, chiunque sia stato eletto. Bisogna togliersi la zavorra culturale della dipendenza dalle decisioni del monarca, che ci portiamo dietro da retaggi medioevali. E chi ha più capacità  di discernere ed estrapolare le soluzioni  nella dinamica politica, ha una responsabilità  più  grande di chi tira a campare perché non ha i mezzi per individuare percorsi che mirano alle soluzioni. Questa responsabilità  trova il suo sfogo nelle peculiari capacità  dell’attore democratico: il cittadino, che parla e scrive, che chiede, che denuncia e che si nobilizza col suo lavoro.  Questo significa partecipare, e partecipare è la premessa per conquistare la libertà . Ecco, internet può essere la tavolozza sulla quale possiamo dipingere con impegno e coraggio il nuovo quadro sociale, dipende solo da noi. La democrazia è attuabile se si ha la consapevolezza della comunione di intenti, diversamente poche voci per quanto urlate si disperdono nel deserto della polemica anche se documentata o erudita.

Un invito dunque a tutti coloro che credono alla giustezza delle loro rivendicazioni a dichiararle, su questo sito o in altri luoghi di dibattito, anche ostinatamente se è il caso, senza quella rassegnazione che contraddistingue chi non avverte la responsabilità civile che è alla base dello sviluppo sociale delle grandi democrazie.  Denunciamo senza lamentarci. Il lamento è segno di debolezza, la denuncia invece di forza. Il lamento rafforza il cattivo governo e genera commiserazione, la denuncia motivata lo responsabilizza e genera consensi. Terrorizziamo questa classe politica gridando, ma insieme, con un'unica e potente voce, la nostra voglia di libertà. Riprendiamoci anche le parole che ci hanno rubato, come appunto  “Libertà ” fino ad arrivare sfacciatamente alla mortificazione dell’Amore, svuotandole del loro significato e mascherandole con una  fanghiglia spruzzata sulla dignità . Vi sembra eccessivo? Basta leggere negli atti degli ultimi mesi, la legge sulle intercettazioni, il legittimo impedimento, le varie cricche di faccendieri e ministri stranamente ingenui, basta leggere fra le riga  ed è impossibile non notare  una deriva antidemocratica, che non scaturisce solo da questo governo (che pur ne ha responsabilità primaria) ma da un sistema  trasversale che si è impadronito della politica trasformandola in mezzo di potere anziché di servizio. Bisogna uscire dalla logica della contrapposizione e guardare le cose dall’alto della libertà di pensiero, e con fredda lucidità cogliere i flussi negativi che stanno soffocando le residue spinte evolutive dell’Italia più sana.

Ma qual è il valore a cui bisogna far riferimento, per essere sicuri di non sbagliare? Il metro è una cosa semplice, che viene tacciata da “chi ha capito” di essere impossibile da realizzarsi,  una utopia per ingenui. Ebbene il metro è il bene comune, la priorità  del sistema su una parte di esso. Una società è un organismo vivente dove tutto deve essere equilibrato, e se in un comparto c’è troppa energia inevitabilmente  questa verrà a mancare in altri che biologicamente si affaticheranno per riequilibrare il sistema. Ne scaturirà uno stress che dopo un relativo periodo porterà ad una malattia. Quindi sta’ alla capacità di ogni singola cellula che soffre ( ogni uomo) che rappresenta la più piccola unità funzionale a mandare messaggi riequilibranti, ma anche quantitativamente sufficienti, alle altre in modo da controbilanciare il sistema. E’ qui che si nobilizza la quantità in democrazia, quando il messaggio è sano, è soprattutto libero da dipendenze strumentali, da sclerotizzate ideologie, quando cioè è dettato dal bene comune. Il bene comune si identifica con l’equilibrio dinamico del sistema.  Qui è il compito del cittadino veramente libero da implicazioni personali, che si erge a giudice dei suoi eletti e rivendica il suo diritto di libertà . Votiamo pure chiunque ci convince, ma vigiliamo severamente sul suo operato che deve essere di servizio a tutto il sistema. Non essere consapevoli della malattia e, peggio non essere partecipi alla spinta riparatrice, potrà portare alla conseguenza nefasta dell’esaurimento della forza vitale, e nella migliore delle ipotesi alla perdita di potenziale umano. Non sprechiamo l’intelligenza delle giovani generazioni, il loro entusiasmo: è il crimine peggiore di cui si può macchiare un politico. Rousseau diceva che l’uomo è buono per natura, è la società  che lo corrompe. E la corruzione  può essere controllata principalmente da chi gestisce la società: il politico. Ecco perché ritengo la politica la più  nobile attività umana, e come tale deve essere protetta e nobilizzata. Solo noi possiamo fare questo, partecipando e prendendo coscienza che ci appartiene, che ne siamo i legittimi proprietari. Noi siamo la politica. Smettiamola di prendercela con questi scalzacani corrotti, marionette, nani, show girls, piazzisti, loro sono la nostra emanazione, sia di chi li ha votati sia di chi non li ha votati. Quest’ultimi evidentemente non riescono ad essere credibili.  Non sprechiamo le opportunità del web, partecipiamo: “Libertà  e’ partecipazione” diceva  giustamente Giorgio Gaber.

 

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Indovina con chi cena il cardinal Bertone

11 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Tra colpi di trans e libertà di stampa

 

alla Minzolini direi (un diritto non assoluto solo perché non ce l’abbiamo) , chiuso il salotto buono di Porta a Porta c’è sempre la casa del viscido insetto televisivo per un frugale pasto con vista su Trinità dei monti per tramare contro gli italiani ora che il pericolo Fini sta traducendosi in fini  più sensati.

Per un incontro cosi ben organizzato non poteva mancare la benedizione del Santo Padre che non controlla il suo Bertone in missione per la nostra agognata libertà di servi.

Una bell’accozzaglia di “amici” , mancava solo  Flavio Carboni ristretto in Hotel Regina Coeli.  A onorare il padrone di casa , maitre à penser , erano presenti : il gran Nano d’Italia, sua figlia Spiaggia,  Piercasinando , l’immancabile Letta con consorte , il banchiere Geronzi , il governatore Draghi e il gran ciambellano vaticano cardinal  Bertone. Una semplice festa tra amici, ma a chi cabit la volete raccontare?  Era solo una cena preparatoria al lancio del prossimo schifoso libro di Vespa? Non mi sembra , visto che Natale è ancora lontano!  Il fatto è che sentono il fuoco al culo, fuoco di paglia per noi purtroppo , il momento è grave e il premier si sa , utilizza tutti i mezzi dissuasivi per salvarsi.  Un puttanismo vis à vis , tanto a loro non è rimasto più nulla di cui vergognarsi. Finale della favola in satira : “ Pier ( come mi sta sul caBit sto nome ) , se ritorni con noi possiamo rifare un grande partito centrista, governeremo per i prossimi trenta anni ( che presuntuoso , crede di essere l’Eterno), gli italiani ci chiedono questo ( si riferiva forse a Giorgiomariacarlagiulietta )”.  E il Piercasinando : “ Non c’è spazio per i trasformismi, serve una politica nuova, io non posso sostituire Fini e vendermi per una poltrona . Devi passare alla fase due tramite una crisi per la nascita di un nuovo governo su base paritaria e di condivisione”.

Più cannibalismo di così !

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Carla e la polpetta del sisma

7 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS

 

Chiaro(a) Carla, visto che sul sito di Cariglio dopo l’opportuna ed esauriente risposta  di Mario,non scrivi più, vorrei invitarti qui a commentare il pezzo che segue. Sai, m’incuriosisce il capire fin dove arriva la tua vista non coperta da fette di salame. Non credo che tu abbia sempre ragione, anzi… certe volte fai venire voglia di calci in cul cul cul fa il tacchino; sai benissimo però che è solo una cosa virtuale , infatti non ne varrebbe la pena,  anche perché , a torto o ragione, rispettiamo "simpaticamente" le tue idee. Ed ecco il pezzo tratto da l’Espresso (sono in ferie ed in questo momento non ho voglia di impegnarmi troppo).

La polpetta di Bertolaso

di Gianluca Di Feo e Claudio Pappaianni

I fratelli De Luca (appena arrestati) puntavano al business in Abruzzo. E il capo della Protezione Civile li ha chiamati. Ma poi la Finanza ha fatto saltare tutto. Il ruolo del cardinale Angelini, di Lupi e Cosentino

(07 luglio 2010) La Prefettura dell'Aquila dopo il terremoto. Non gli bastavano gli appalti delle Ferrovie, volevano infilarsi nel piatto più ricco: le opere per la ricostruzione dell'Abruzzo ossia "la polpetta", come la chiamavano al telefono pochi giorni dopo il terremoto. E loro riescono a entrare direttamente in contatto con Guido Bertolaso grazie all'intercessione di un potente cardinale "che lo ha aiutato moltissimo".

 

Tutte le strade portano a Roma e agli stessi indirizzi della cricca: Vaticano, Protezione Civile, ministero delle Infrastrutture. Con diversi ruoli e con trattative che non giungono a conclusione perché si scopre l'esistenza dell'indagine della Procura di Napoli, che manda i finanzieri ad acquisire documenti negli uffici di Trenitalia.

 

Ma i fratelli Giovanni e Antonio De Luca, arrestati a Napoli con l'accusa di avere pagato tangenti sui contratti di manutenzione dei treni, avevano creato relazioni anche con altri personaggi, sfruttando soprattutto le entrature della sorella Anna. La donna infatti è la moglie di un giudice molto noto: Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone, membro del Consiglio superiore della Magistratura. È lei a procurare i contatti chiave nei palazzi romani, che i fratelli poi cercano di trasformare in affari.

 

Qui serve un prelato I fratelli De Luca quando cominciano a temere che l'attività delle Fiamme Gialle possa compromettere i rapporti con Trenitalia, già molto tesi per i forti ritardi nei pagamenti delle attività svolte, cercano in tutti i modi di arrivare al vertice delle Ferrovie e parlare con il numero uno Mauro Moretti.

 

Il loro principale referente romano è il cardinale Fiorenzo Angelini, un protagonista della zona grigia a metà strada tra politica e Santa Sede: vicinissimo a Giulio Andreotti, è stato per anni il "ministro della Sanità" del Vaticano.

 

Il cardinale Angelini consiglia agli imprenditori di non andare da Moretti ma di rivolgersi per i loro problemi a tale "Lupi" che gli investigatori identificano nell'onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, uno dei leader della corrente cattolica interna al Pdl.

 

E dalle intercettazioni sembra che il prelato riesca a fargli ottenere un colloquio con Lupi. Al telefono i De Luca discutono anche della possibilità di coinvolgere il cardinale di Napoli Angelo Sepe, del quale Anna dice: "Non è stimato ma però è ammanigliato". C'è un problema: non si può chiedere ad Angelini di intervenire su Sepe: "Quelli, i due cardinali, si odiano, si odiano a morte".

 

La lettera salvagente Di fronte alle attività della polizia giudiziaria che si interessa ai rapporti tra la loro azienda e Trenitalia, i fratelli De Luca si consultano con il cognato magistrato sui modi "per tutelare il nostro buon nome e l'azienda di famiglia".

 

In ballo c'è l'ipotesi di fare causa alle Ferrovie per ottenere i pagamenti bloccati da mesi. Ma Giovanni De Luca punta su una soluzione diversa: "Prima di fare una strada legale... io penso... se coinvolgere un politico forte del territorio per tutelare l'azienda...". Il giudice del Csm concorda: "Hai ragione tu. Sicuramente... insomma... non è questo il momento di agire legalmente, di fare un passaggio violento, diciamo di questo genere". Il cognato imprenditore ipotizza "una lettera di patronage, di un buon rappresentante, un autorevole rappresentante del territorio". E il magistrato conclude: "Certo, mò vediamo un attimino quando torna pure sua Eminenza... Se si apre qualche porta là".

 

Il primo personaggio politico a cui si rivolgono è Nicola Cosentino, il sottosegretario dell'Economia e leader campano del Pdl . Il contatto avviene tramite un loro amico d'infanzia, Giampaolo Paudice, funzionario della Regione Campania che la rappresenta nella Conferenza Stato-Regioni.

 

Siamo ad aprile: Cosentino però è alle prese con i suoi problemi giudiziari - l'ordine di arresto per camorra - e con la partita per le elezioni regionali. E i fratelli De Luca dopo un incontro mostrano di non credere che possa venire da lui la risposta ai loro problemi. 

 

Aggiungo un'altra ciliegina fresca fresca

 

IVA ZANICCHI : Gianfranco Fini fuori dalle palle

di Iannozzi Giuseppe

 

Si potrebbe controbattere : “ Iva Zanicchi fuori dalle palle "

La Zannicchi ha perso la bussola, la decenza invece da tempo immemorabile. Deputata del PdL , la Zanicchi urla : “ Fini vada fuori dalle palle . Non è del PdL . Se vuole andare vada” Lo fa nel corso della trasmissione di Radio 2 “ Un giorno da pecora” in trasferta da Strasburgo.

Una gaffe ?

La Zanicchi ha proprio invitato il presidente della Camera  a togliersi dalle “palle”, non c’è ombra di dubbio. Prosegue : “ Io stimo Berlusconi e mi auguro che ancora una volta con una delle sue zampate possa fare in modo che Fini poggi la sua testolina sulle Palle … “ 

Il linguaggio da bettola di quart’ordine adoperato dalla deputata del PdL Iva Zanicchi è oltremodo offensivo nei confronti della terza carica più importante dello Stato , del presidente della Camera Gianfranco Fini, ma getta anche fango sul governo e sull’immagine dell’Italia all’estero. Un atto inqualificabile quello della Zanicchi. ,

 

I due conduttori della trasmissione, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, allibiti e imbarazzati, senza parole, alla fine le chiedono : “ Ma cosa dice signora Zanicchi?” Imbarazzo apocalittico. La Zanicchi cerca indarno di metterci una pezza : “Voglio dire sulle spalle di Berlusconi”. Il danno oramai è bell’e fatto, non c’è pezza che tenga . Per le belle parole gliene sarà grato Fini e l’opinione pubblica tutta, italiana e non.

 

PS : non servirà a nulla , ma dovevo esternare 

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Guarda e rifletti !

7 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS

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L'immagine si commenta da sola !

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Mentre la gente si faceva le canne, io frequentavo le chiese

5 Luglio 2010 , Scritto da CARANAS

 

Brunori Sas   di Guardia Piemontese

 

da "L'Arena dei Rumori "

 

 

“Ginocchia sbucciate, palloni bucati e ragazzi di provincia. Il mare d’inverno e le cotte d’agosto. Pugili e fiorellini stracciati”. E’ l’oggetto sociale della Brunori Sas, impresa musicale guidata dal capo mastro Dario Brunori, laureato in ingegneria e votato alla musica cantautorale, quella nuova che s’affaccia sui palcoscenici di piazze, club e teatri, evitando con cura spettacoli televisi dal talento “mordi e fuggi”. E dire che Dario ha familiarità col mezzo televisivo: collabora con Rai Trade ed altre angezie per la realizzazione di sigle per telefilm. Avevo letto di lui sulle riviste musicali e pagine web più blasonate della nazione: XL Repubblica, Mucchio, Ondarock, Rockerilla e tanti altri. Poi arriva il consiglio d’una parente che quasi mi obbliga ad ascoltare il suo disco “Vol. 1”, specie perché persona conosciuta direttamente. Galeotta fu una vacanza al mare a Guardia Piemontese, un paese della provincia di Cosenza. Era l’estate del ‘92. Non ricordavo di averlo conosciuto (Dario è di Guardia) ma certo non lo scorderò ora che ho apprezzato il suo album, meritevole del premio Ciampi per il miglior disco d’esordio del 2009. Il paragone con Rino Gaetano prima o poi gli andrà stretto, nonostante i necessari riferimenti nel disco “Vol. 1″ a maestri come Gaetano e De Gregori (nella costruzione sarcastica dei testi ricorda Enzo Jannacci). Il ragazzo si farà grazie a quel suo modo di urlare le pubbliche virtù e i vizi privati degli italiani e di cantare la straordinarietà di un microcosmo altrimenti normale, in cui tutti riusciamo a identificarci. Parlando con lui in un’intervista telefonica, ho subito intuito l’ironia e l’intelligenza di un ragazzo di Calabria che scherza pure su un tema difficile come la fede in Dio, professando in maniera schietta la laicità del pensiero e della sua scrittura. La canzone “Paolo” sembra l’inno del maschio tipico italiano che prega Dio per avere una donna al suo servizio. Pure Padre Pio viene invocato per ricevere la grazia desiderata. E’ così? Il brano vive di piccoli scorci dei nostri luoghi e del nostro tempo. Come l’intero album “Vol.1”, si muove in varie direzioni. Esiste un vero Paolo, una persona da me conosciuta, semplice e pura, che con molta ingenuità mi parlava di questa sua preghiera continua a Dio per trovare moglie. Da lì è nata l’idea di scrivere la canzone e di dare alla storia una lettura diversa. In fondo credo che ci sia un Paolo in ognuno di noi, almeno per me. Nel book fotografico del tuo disco e nel video del primo singolo “Come stai” appaiono due simboli: uno è padre Pio; l’altro il mitico pallone rosso “Super Santos” che ha segnato generazioni d’incompiuti calciatori. Così hai riassunto 50 anni di storia culturale meridionale che invoca il santo di Pietrelcina mentre dà calci a un pallone. In realtà non c’è nulla di premeditato nei brani. Sono frutto di un momento particolare della mia vita e hanno avuto come denominatore comune una stesura molto rapida. Non ho meditato tanto su quello che volevo scrivere e poi comunicare. “Vol.1” è un album fotografico di stimoli che provenivano dal mondo. I brani sono la somma degli anni che sto vivendo adesso con quelli della mia giovinezza. Infatti, ho cercato di mettere in evidenza gli elementi in comune tra le esperienze giovanili e le mie esperienze da trentenne. Sicuramente l’aspetto della religione ha un suo peso, più che altro della religiosità, della tradizione popolare che mescola il sacro con il profano (lì dove le cose spesso si confondono). In un’altra canzone (Come Stai, ndr.) canto del calcio, la sola religione del mondo, a significare che spesso la fede religiosa e la fede calcistica, ma anche di altre passioni che noi del Sud viviamo, hanno una sorta di comune bizzarria. L’album “Vol. 1” nasce da un evento tragico: la scomparsa di tuo padre. Non manca, dunque, una lettura amara della vita, nonostante il sarcasmo che distingue la tua scrittura. Non c’è un tracciato drammatico nel disco, ma il fatto diventa doloroso nella misura in cui uno shock del genere cambia tutto. Per me sono cambiate molte cose sul piano esistenziale. La morte è schiaffo che ricevi e che ti sveglia dal sonno. Dopo uno shock così forte, guardi alla vita lucidamente e con occhi diversi. Fai una gerarchia delle cose che contano di più nella vita. Per cui l’ironia è inevitabile, necessaria, per evitare di chiudersi in pensieri da cui non si riuscirebbe altrimenti ad uscire. Sono convinto che l’ironia sia la chiave giusta per leggere, interpretare e far passare meglio certe verità ed esperienze. In “Guardia ‘82” canti “Scavavo nella sabbia a cercare tesori e vedevo la vita soltanto a colori”. L’esperienza della morte ti ha fatto scoprire sfumature in grigio della vita che prima non consideravi? Il brano “Guardia ‘82” in qualche modo racchiude una serie di elementi che sono presenti nel disco. Nasce dalla nostalgica visione di alcune fotografie dei miei anni ’80, di alcune istantanee sulla spiaggia di Guardia Piemontese. Nel booklet del disco, quasi tutte le immagini sono tratte dall’album fotografico di famiglia, ad indicare che la famiglia rimane e sarà una priorità assoluta per me. Un punto di riferimento fondamentale. In “Nanà” dici una cosa che mi diverte ogni volta che t’ascolto: “Mentre la gente si faceva le canne, io frequentavo le chiese”. Bazzichi ancora le sagrestie e le cattive compagnie? Credo che i miei amici si “fanno” frequentando le chiese! Questa è una bella domanda. La canzone riporta la verità: fino ai quindici anni d’età sono stato un assiduo frequentatore di chiese. Sono abbastanza preparato… e sapendo di questa intervista, ho ripreso i miei vecchi quaderni e guardato qualche appunto, per una eventuale interrogazione. Come se fossimo ad una lezione di Catechismo… Infatti, meglio prepararsi. Oggi non frequento più le chiese e non sono un credente. A riguardo potremmo fare lunghissime discussioni. Non ho una visione solo materiale della vita, ma ho percorso strade diverse dal punto di vista spirituale. Non sono più un frequentatore di chiese, però mi piace ancora parlare con i preti e l’intervista lo dimostra. Quanta Calabria canterai nel prossimo disco? Mah! Questa è una domanda a cui non sono in grado di dare una risposta. Sto scrivendo alcune cose nuove, ma non sono nelle condizioni di scrivere con la stessa forza con cui ho concepito “Vol. 1”. Prima di rimettermi al lavoro, vorrei essere in una situazione diversa, è necessario distaccarsi da tutto quello che sta accadendo alla mia attività artistica. Ora non ci sto capendo quasi nulla. Quando arriverà l’ispirazione, credo che canterò ancora tanta Calabria, perché comunque vivo in questa regione e mi piace descrivere situazioni che conosco. Ho ascoltato il tuo inedito “Con lo spray” non ancora pubblicato. Cosa ne dici quando quando canto “… e i preti fanno peggio”? Uhm… D’accordo, vuol dire che il prossimo album lo inizierò recitando l’Atto di Dolore! (Intervista andata in onda su RLB, in “Qui RLB… A voi la radio”, il 5 marzo 2010) Spiritual Lyrics

 

Non mi convince... quasi una lagna ! Anche musicalmente . Su youtube troverete tutti i pezzi dell'album. Voi che ne dite ?

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