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Blog  di Caranas

Annozero, Santoro: "Aiuto! Mancano contratti e spot"

19 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

 

passaparola

 santoro_280xFree.jpg "Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto". Lo scrive sul sito di 'Annozero' Michele Santoro il cui ritorno in tv, con la nuova stagione del suo programma, è previsto per giovedì 23 settembre. Ma, spiega il giornalista, "la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del direttore generale".

Santoro si rivolge direttamente a quanti, solo con un passaparola, hanno decretato il successo dell'evento televisivo 'Rai per una notte'. "Se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo", ha detto il giornalista, "e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro. Vi prego, come avete fatto con 'Rai per una notte', di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data di inizio del programma. Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene".

 

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BERLUSCONI PERDE PEZZI

18 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 Un ennesimo partito alle porte! Gran bordello,  povera puttana Italiamicci--140x180dal Corriere della Pera 

Gianfranco Micciché lascia il Pdl per fondare un nuovo partito, quello del popolo siciliano. Un addio accompagnato dall’attacco ad uno dei coordinatori del Popolo delle libertà, Ignazio La Russa: «E’ volgare e violento. Un fascista autentico». Annuncio che lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio affida ad un’intervista al Corriere della Sera in edicola oggi. «Domani battezziamo il gruppo autonomo in Consiglio regionale», fa sapere, anticipando che a seguirlo nella nuova avventura sono «sei deputati regionali sicuri e stanno per diventare di più». Micciché è convinto che la nuova formazione alle prossime elezioni in Sicilia può «prendere il 20%: metà dell’elettorato Pdl, che era al 40». Micciché, che fu promotore di Forza Italia in Sicilia ed è stato l’artefice del trionfo siciliano del centrodestra sull’isola nel 2001 (61 seggi a 0), spiega di essere «più berlusconiano di Berlusconi: non lo tradirò mai». «Sto facendo un favore a Berlusconi e alla Lega», sostiene, spiegando che il suo progetto punta a far nascere «il vero partito del Sud», in modo da «levare a Fini e Casini la possibilità di pescare nel Mezzogiorno». Quanto al nuovo governo siciliano al quale sta lavorando Lombardo, Micciché dice: «Io col Pd né ora né mai». E ancora: «Lombardo probabilmente resterà fuori dalle inchieste giudiziarie, ma attorno a lui molti saranno coinvolti. A quel punto, Bersani che dirà?».

CHI E' - Gianfranco Micciché, 56 anni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, iniziò con Lotta continua. Un incontro con Dell'Utri lo portò in Publitalia. Dirigente di Publitalia '80 nel 1984, dieci anni dopo fu chiamato da Silvio Berlusconi a impegnarsi in Forza Italia. Nel 2001 è stato l'artefice del trionfo siciliano del centrodestra in Sicilia, con il 61 a zero nella sfida sui collegi uninominali. Nel 2009 ha creato il Pdl Sicilia, alleato del governatore Lombardo, contro le scelte del Pdl di Roma.

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Il mio nome è Silvio, Silvio Bond

17 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

      Milano 2 : pistola con pistola

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Si è' proprio lui e questa fotografia trovata in rete, ci racconta una verità in più mostrandoci un uomo scaltro e disposto a tutto. E non è per la pistola riposta nella fondina sopra la scrivania. Provate a guardare gli occhi  e la mano sinistra...

Risale agli anni '70 e l'aria del personaggio è più quella di un boss mafioso che quella di un commissario dal dito incontrollato. Una posa da duro, da uomo padrone di tutto. Lo stivaletto nero lucido a punta (v. foto seguente), gli occhiali stretti nella mano destra e la sinistra da uomo arraffa arraffa tutto. Questa foto rappresenta il pezzo mancante per capire meglio il personaggio e quello che è stato prima. Già nello sguardo dell'uomo si intravvede quello che sarebbe diventato dopo.

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IL FUOCO AMICO DEL PD

17 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Pd, scontro Veltroni-Bersani

Vittoria Aleandri

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In guerra lo chiamano friendly fire, fuoco amico; nel Pd lo chiamano dibattito interno. Per ora l’iniziativa del documento di Walter Veltroni e Beppe Fioroni ha come immediato risultato di spaccare in due gli ex popolari del partito, minacciare la leadership della minoranza di Dario Franceschini e irritare non poco il segretario Pierluigi Bersani. Facendo dunque salire la febbre del Pd a livelli da Pronto soccorso. Il documento nelle parole usate dagli estensori si prefigge non di dividere ma di unire e allargare il Pd, ma tutti ne chiedono il ritiro. I due promotori assicurano che non si vuole attaccare nessuno, anche se in privata sede qualcuno dei firmatari si lascia sfuggire che qualche obiettivo interno in effetti c’è. Innanzitutto il documento. Sei pagine fitte in cui si spiega che vista la crisi del centrodestra serve un forte partito riformatore per guidare l’alternanza. Ora invece il Pd «è senza bussola strategica». Dunque si propone il ritorno a un Pd con la «vocazione maggioritaria» senza nostalgie socialdemocratiche. Per fare questo lo strumento non è una corrente ma un Movimento, con la “M” maiuscola, che coinvolga «forze interne ed esterne al partito, tornando ad appassionare energie che si sono allontanate». Veltroni poi ha anche spiegato che «non ha senso unirsi in una barca che fa acqua da tutte le parti, bisogna rimettere la barca nella giusta direzione». E soprattutto ha lanciato definitivamente la campagna per le primarie di tutta la coalizione, affermando che il Pd deve essere “disponibile a candidare qualcuno che venga da fuori, come fu per Romano Prodi”. Perchè l’ex segretario ha intenzione di tirare dritto. E con lui Fioroni, che assicura che a nulla valgono «le parole intimidatorie» arrivate soprattutto dagli ex popolari.

Mentre Fioroni è soprattutto preoccupato per la competizione con l’Udc in un’eventuale grande alleanza, Veltroni sa benissimo che la sua battaglia dentro il Pd è minoritaria, ha già perso al congresso, e cerca la mossa del cavallo. Ecco perché il Movimento che si apre alla gente, ecco perché la candidatura a premier di un non-Pd. Molti pensano che Veltroni già voglia tentare Roberto Saviano, icona della sinistra, ma sono gli stessi che credevano fino a due giorni fa che pensasse al sindaco di Torino, Chiamparino. Molto dipenderà da quando si andrà a votare. Intanto si registra il malumore di Bersani, candidato del Pd alle primarie a rigore di statuto, che proprio poche ore prima aveva detto che se necessario si sarebbe candidato. «Veltroni dice che manca la bussola? Non è stata un’uscita simpatica – ha detto il segretario a Porta a porta -. È normale che in un partito ci sia una minoranza e una maggioranza. È meno normale il tono, il modo e il momento utilizzato. Non dobbiamo fare regali al Pdl. Perché questo non è il Pdl, ci sono tutti gli strumenti per partecipare: qui non si può stare dentro e fuori». Veleno puro invece sul “papa straniero”: prima ha ricordato che è stato Veltroni a volere nello statuto la coincidenza tra leader del Pd e della coalizione, poi ha fatto presente di non avere ambizioni personali.

Tanto basta per convincere Veltroni a replicare: «Se Bersani si è arrabbiato mi dispiace, e sbaglia perché non c’è nulla nei suoi confronti di offensivo, nulla di sgradevole».

Nella lista di quelli a cui Veltroni e Fioroni hanno pestato i calli, dopo Bersani c’è Franceschini. Ma, mentre di Bersani a parole non si mette in discussione la leadership, del capogruppo e leader di Area democratica qualcuno vorrebbe proprio la testa. «Eravamo minoranza e ad un tratto ci siamo trovati in maggioranza, se devo essere un bersaniano di complemento voglio almeno essere avvisato», spiegava Gero Grassi, popolare pugliese, per chiarire l’ acrimonia del duo Veltroni-Fioroni verso Franceschini. A scottare c’è l’annunciata nomina di Sergio D’Antoni all’organizzazione del partito. Un franceschiniano chiamato a un ruolo chiave, mentre finora i veltroniani sono rimasti a secco.

I promotori del documento non ci stanno più ad essere rappresentanti a tutti i tavoli di trattativa da chi, come Franceschini, ritengono faccia in realtà un gioco in proprio. Questo assalto alla leadership di Area dem ha fatto infuriare il capogruppo, tanto che un suo fedelissimo notava con lingua avvelenata: «Non voleva dividere? Diciamo che allora è un ingenuo alle prime armi… ». Ma in ballo c’e’ anche il testimone della cultura ex popolare, che Fioroni vorrebbe portare con sé. E questo ha fatto imbufalire Franco Marini, che dopo aver sputato fiele sull’iniziativa, insieme a Pierluigi Castagnetti, come lui ex segretario del Ppi, ha convocato una riunione di tutti gli ex popolari Pd. «Ci saranno anche Letta e Bindi, che da anni hanno seguito Bersani?», ha chiesto Fioroni con più di un pizzico di cattiveria.

In tutto ciò non poteva mancare la guerra dei numeri. Fioroni ha annunciato di aver raccolto 35 firme, circa la metà dei popolari del Pd, e assicura anche che ci sarà anche Parisi, che però, pur interessato, smentisce. I popolari di Franceschini sussurrano che invece il documento non avrebbe più di 15 firme “vere”. Una decina di firme dovrebbe raccoglierle l’ex rutelliano Gentiloni, mentre non c’è traccia per ora del numero di adesioni dei veltroniani.

 

 

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Non serve riaprire le case chiuse, in parlamento di prostituti ne trovi a bizzeffe con maitresse e parecchi badanti . Lo sponsor ? Naturalmente Berlusconi !

14 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ci sono i numeri o li danno?

                                                                                             di Caranas

avviso clientiLa pentita Napoli ci aveva azzeccato. Un’escalation cosi, nell’Italietta delle calze a rete, non poteva giustificarsi diversamente tra un’opportunità e l’altra , o meglio,  in pari opportunità. Non solo donne però (giustamente). E’ infatti pronta una lista di 20 papabili aspiranti al vecchio mestiere pronti a prostituirsi in nome (ironia della sorte) della “responsabilità nazionale”.

  

L’artefice del capolavoro “new entry” non poteva che essere un calabrese ( come quel Di Girolamo che comprò i voti all’estero con l’aiutino della ‘ndrangheta) e cioè Francesco Nucara che allo psiconano deve tutto.

Ora si spera che anche qualcuno di Futuro e Libertà viaggi verso il nuovo gruppo cosi il Casino sarà completo avendo noi una motivazione in più conoscendo chi stiamo pagando alla cassiera Sora Gemma per la doppietta (visto che siamo incazzati neri).

  

Chi sono i magnifici 20 che faranno vedere le stelle nel partito dell’amore e piacere? Nucara non si sbilancia .

Si sa solo che il sud si prostituisce meglio (lupanare docet ), si troveranno quindi 5 deputati della casa “NoiSud” , 3 della rinomata casa “Liberaldem” con  un re magio (Melchiorre)  e due dell’altra ossia la “Pri” conosciuta per le scorregge leggere . I professionisti più noti dell’antico mestiere provengono invece da una casa siciliana (nota come Gran bordello d’Italia) la “Udc” ossia per restare in tema : “Unione du cazzu”.



Piacere assicurato quindi .Pare anche che sul portale del Palazzo verrà sistemata una enorme targa rosa la cui scritta è stata dettata da Stracquadanio : “ E’ legittimo che per fare carriera ognuno utilizzi quello che ha “.

 

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AVE CESARE ! STIAMO MALUCCIO EH ?

12 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Quel Cesare chi era ?  

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                                                                                                                                           di Caranas

 

Si fa presto a dimenticare il presente. Nell’attualità c’è sempre qualcosa che sfugge , oltre che qualcuno che fugge, un premier ad esempio o un presidente della camera. La realtà sfugge soprattutto a Capezzone e Cicchitto ma per certi versi anche a Fini. L’abbiamo visto : non è facile comprendere con esattezza quello che succede. Troppi fattori inquinano la nostra percezione. Eppure, conoscere con la massima precisione possibile il presente è oltremodo fondamentale e ci serve per proiettarci sia in avanti, verso il futuro (che non è quello di Fini) , che indietro, alla ricerca delle origini dei problemi e delle motivazioni che hanno prodotto ciò che vediamo. Leggendo e vivendo il presente , dovremmo ricordarci che assistiamo in diretta a ciò che fra cento anni sarà considerato storia,  e noi, adesso ne facciamo parte. Di troppa consapevolezza non è mai morto nessuno e, male che vada , anche se non saremo più attivi, avremo sempre un bel dubbio frenante piantato nel cervello, dubbio che potrà perlomeno servire da deterrente per azioni sconsiderate ed irrazionali.

La reale comprensione dei fatti e della logica politica del mondo passa attraverso la conoscenza specifica dei rapporti tra alcuni potenti. Sono loro infatti che governano con il loro malsano agire influenzato da gruppi e strutture che nel caso specifico di Mr B. sono stati costruiti appositamente e controllate dallo stesso. Un esempio eclatante ? In questo caso : da dove sono arrivati i soldi che Berlusconi ha investito per costruire la Fininvest?

 

Perciò, cari amici, per completare il discorso, vi invito a leggere il seguente scritto tratto da “Il fatto quotidiano”  

Nuova P2: “Quel Cesare era Berlusconi”

Il Cavaliere potrebbe essere interrogato dai magistrati di Roma come testimone. Arcangelo Martino, uno dei tre arrestati, aveva confermato la volontà dell'associazione segreta di influenzare il processo politico italiano a favore del Pdl

La Procura di Roma vuole interrogare Silvio Berlusconi, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta associazione segreta. Il colpo di scena arriva dopo i nuovi elementi emersi dall’interrogatorio di Arcangelo Martino su alcuni incontri tra personaggi legati alla loggia per discutere di Mondadori e Lodo Alfano. La noptizia viene rilanciat oggi dal quotiano la Repubblica. Nel frattempo sempre Arcangelo Martino, uno degli arrestati conferma: Quel “Cesare” era proprio lui: Silvio Berlusconi.

E il “vice”, manco a farlo apposta, si riferiva a Marcello Dell’Utri. Fino a ieri un sospetto concreto. Da oggi una conferma certificata da un interrogatorio che dà un’inaspettata accelerazione all’inchiesta romana sulla nuova P2. Fatti, situazioni, argomenti sul tavolo stanno tutti nelle parole di Angelo Martino, militante di Cgil negli anni Ottanta, poi assessosore socialista al comune di Napoli, tra i condannati di Tangentopoli, oggi in carcere assieme a Flavio Carboni e Pasquale Lombardi. Sui tre l’accusa di aver costituito un’associazione segreta per influenzare il processo politico italiano. Stesse ombre su altri tre illustri indagati: gli esponenti del Pdl Denis Verdini, Marcello Dell’Utri, Nicola Cosentino e Giacomo Caliendo.

La notizia era stata rilanciata ieri dal Corriere della sera in un lungo articolo firmato da Giovanni Bianconi. Davanti al pm Giancarlo Capaldo, Martino disegna il suo ruolo nel “gruppo di potere occulto”, confermando un quadro per ora solo puntellato dalle intercettazioni. Nello stesso tempo però l’interlocutore di Lombardi per se stesso si ricava un ruolo di secondo piano all’interno dell’associazione. Motivo per cui i giudici non hanno dato l’ok alla richiesta degli avvocati per gli arresti domiciliari.

Nel lungo interrogatorio, Martino confessa il suo sogno di farsi eleggere senatore del Pdl. Per questo si dà da fare, elargisce favori, spende denaro per finanziare quei convegni con i magistrati voluti e organizzati da Flavio Carboni e Lombardi. Uno si svolge nel settembre 2009 in Sardegna. Per quello, scrive il Corriere, Martino sborsa 40.000 euro, compreso il costo dell’aereo privato per accompagnare il governatore della Campania Bassolino e quello della Lombardia Formigoni.

E poi ci sono le riunioni (ben tre) a casa di Verdini. Per parlare del lodo Alfano e su questo arriva la conferma di Martino che mette il sigillo di verità anche sull’affaire dell’eolico in Sardegna, con lo sponsor del presidente della Sardegna Cappellacci. Nel terzo appuntamento Martino ritorna sul lodo blocco-processi e sulle previsioni di un voto a favore di B. alla Corte costituzionale.

L’uomo della P3, annota Bianconi, torna indietro alla passata legislatura. Quando Berlusconi viene indagato (e poi archiviato) in un’inchiesta sulla compravendita di senatori. Di questo si parla nell’interrogatorio. E Martino tira in ballo anche Ernesto Sica, l’assessore della giunta Caldoro. E’ lui a confidare a Martino di un colloquio con Berlusconi in cui il premier gli confida di aver contattato un amico imprenditore che gli avrebbe messo a disposizione un bel tesoretto per convincere alcuni senatori a passare al centrodestra.

Al termine dell’interrogatorio, i magistrati restano scettici e annotano: “Le dichiarazioni di Martino sono solo parzialmente veritiere e in parte palesemente elusive” e quindi “non dimostrano una chiara volontà di rompere radicalmente i rapporti con l’ambiente in cui appaiono maturate le condotte delittuose” e ora la procura vuole sentire il premier

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Mamma son tanto felice...CITOFONARE BERLUSCONI

10 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Da "Il fatto quotidiano" 
 

 

CITOFONARE BERLUSCONI

 

 
Non solo Ibrahimovic e Robinho per i tifosi del Milan. Il Cavaliere spende e spande anche per garantire una degna dimora alle sue preferite. Investendo centinaia di migliaia di euro. Francesca Pascale (VIDEO trash da TeleCafone), già fondatrice, nel 2006, del comitato "Silvio ci manchi" e habituée di Villa La Certosa, occupa a Roma un mini appartamento del premier in zona Trionfale, pagato 470mila euro. Altri 380mila euro se ne sono andati, invece, per una casa sulla Cassia che, una volta ristrutturata, sarà abitata da Adriana Verdirosi, la ragazza che in tv diceva di essere raccomandata da un politico chiamato, in privato, "Cicci" (VIDEO). Non è finita. Oltre 2 milioni di euro è costato (nel 2006) l'immobile di Campo dei Fiori dove viveva l'annunciatrice Rai Virginia Sanjust. Mentre grazie a uno sconto del 50% nel 2004 una società di Silvio Berlusconi versò solo 900mila euro per un attico in cui ora risiede la conduttrice della tv di Stato, Sonia Grey (LEGGI). Insomma, avere buoni rapporti con il Capo conviene: se non si entra in politica ci scappa almeno un bilocale  di Marco Lillo
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PRIMO RADUNO FUSCARIGLIO

10 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

Lo so, vi ho fatto aspettare un po' (motivi tecnici), ecco i primi tre video :

 

"U ciuccio" - dal bravissimo "Trio fuscaldese" che ringrazio ancora una volta per aver allietato la serata in modo eccellente .

 

GRAZIE anche al cameraman Mario Selvaggio che ha "girato" senza fermarsi un attimo immortalando tutti i momenti più belli della serata!

 

Sapendo poi com'è difficile organizzare qualcosa , voglio  ringraziare ancora tutti quelli che hanno partecipato rendendomi il lavoro più che facile.

 

 

 
 
2° Video  - TRENINO
 

 

 

3° Video : "Quadriglia finale"

 

 

 

 

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L'ISOLA DEI CONFUSI

8 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

LA RABBIA DI LETTA: “SE CHIEDI IL VOTO E’ LA TUA FINE”, PISANU SI SCHIERA CON FINI, I MINISTRI DISPERATI

isolaLETTA CONSIDERA UN AUTOGOL LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DI FINI, SILVIO SI DIFENDE: “E’ UN’IDEA DI BOSSI”… PISANU SI SMARCA E DIVENTA “UN TRADITORE” ANCHE LUI…I MINISTRI: “SIAMO NEL CAOS TOTALE”… PASSANO CON FINI ALTRI DUE DEPUTATI E UN SENATORE

I resoconti giornalistici parlano di una lite tra il braccio destro del premier, Gianni Letta, e Silvio Berlusconi, con il primo che cerca di farlo ragionare sulla necessità di cedere a un accordo con Fini e il secondo che continua a ripetere che “Fini è un usurpatore”, fino al punto di far perdere la pazienza persino al notoriamente controllato sottosegretario: “Se chiedi il voto, sarà la tua fine, ricordatelo”.
Letta non ha apprezzato per nulla la richiesta di Berlusconi e Bossi di andare a chiedere a Napolitano le dimissioni da Presidente della Camera di Fini e ha rinunciato al ruolo di tramite, accusando Silvio di non capire la gravità dell’atto.
Il premier a quel punto si è difeso dicendo che “l’idea è di Bossi, ho dovuto dirgli di sì”, peggiorando la situazione.
Letta è da tempo che accusa Berlusconi di non capire che i veri nemici sono Bossi e Tremonti, non Fini, e di muoversi come un paggio della Lega.
Lo hanno capito tutti gli italiani ormai, salvo il diretto interessato.
Per Silvio conta solo che un suddito abbia osato ribellarsi al sovrano e quindi la deve pagare in ogni modo.
E’ bastato che ieri Pisanu abbia definito “irricevibile” la richiesta di far dimettere Fini, per indurre il premier a ritenerlo un traditore: “C’è un piano per farmi fuori, Pisanu vuole guidare un governo di transizione”.
Ieri Berlusconi non è neanche andato in Consiglio dei ministri per non vedere i finiani, siamo alla paranoia.
I ministri presenti erano amareggiati: “siamo nel caos più totale”, sono emerse decine di posizioni e alla fine un ministro ha usato il sarcasmo: “adesso faremo una brillante sintesi di queste 50 tesi diverse”.
In serata arriva un’altra bastonata da Fini, ospite di Mentana: nessun passo indietro, Berlusconi ha il dovere di governare, lo faccia.
E’ lui che mi ha cacciato , è lui che vuole fare di testa sua, è lui che sta sfasciando il centrodestra.
E sul caso Montecarlo Fini fa capire quello che già sa, una carta che si giocherà a tempo debito: “quando la magistratura appurerà i fatti, vedremo chi riderà e chi pagherà i danni”.
Fini sulla vicenda della casa ha giocato forte: se dava spiegazioni plausibili in prima persona, sarebbe stato ugualmente attaccato, perchè dall’altra parte c’è un disegno preciso di annientamento.
Ha allora rischiato di farsi massacrare, ma quando i giudici gli daranno ragione, moltiplicherà per due i punti persi e crescerà lo sdegno verso il mandante del killeraggio.
Come non vedere il diabolico cervello della Bongiorno dietro questa strategia?
Nel frattempo Napolitano ha fatto sapere in via informale che se il premier e Bossi vogliono udienza per parlare delle vicende politiche ben vengano, se devono parlargli delle dimissioni di Fini possono anche restare a casa.
Scoppia infine la polemica dei finiani contro Minzolini che ha raggiunto il massimo dell’umorismo domenica: non manda il discorso Fini a Mirabello, ma poi fa commnetare un discorso che nessuno ha potuto sentire su Rai1 a due opinionisti “super partes”, entrambi colonnelli di Berlusconi che sparano a zero su Fini.
E ieri ha fatto pure un editoriale con minaccia incorporata a Napolitano che “deve stare attento a non dar vita a ribaltoni”.
Parole e musica da Arcore.
Una vergogna per il servizio pubblico.
A proposito: ricomincia la campagna acquisti tra i deputati o almeno il tentativo di farla da parte del Pdl.
All’annuncio di Silvio “ogni deputato me ne porterà tre”, per una volta diamo atto a Bossi di aver fatto una grande battuta: “però i tre sono sempre gli stessi”.
In compenso i finiani annunciano che altri due deputati e un senatore stanno per aderire a Futuro e Libertà (altri “traditori” per cui i berluscones stanno per preparare la forca).
Speriamo non abbiano una cugina che batte o un bisnonno che toccava il culo alla badante, altrimenti finiscono in prima pagina anche loro.
D’altronde questo è il partito dell’amore: lasciate ogni speranza o voi che uscite…

dal blog: www.destradipopolo.net

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AVVISO : NUOVE FOTO SONO STATE INSERITE NEGLI ALBUM

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La caduta dello psiconano

8 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Bellissimo video ! L'incazzatura più grottesca della storia politica del secolo!
Manca la parte del suicidio, peccato!
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