Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog  di Caranas

FINI INFAME ? Ce ne sono altri?

6 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS

Stasera vertice Berlusconi-Bossi, il Senatur: ''Voglio un patto elettorale''

''Infame sarai tu'': Il Giornale rispedisce al mittente le accuse di Fini. I sondaggi danno il Pdl in calo di 7-8 punti percentuali.

Franco Pennello
"Si vada al voto non c'è alternativa. Mi pare evidente che sia rinata Alleanza nazionale, un partito che assicura gli interessi del Sud più che quelli della Padania che per Fini non esiste ma per noi esiste'', parola del ministro dell'Interno Roberto Maroni. Appare ormai evidente che la Lega Nord spinge il premier Silvio Berlusconi verso le elezioni.
E stasera - nel vertice programmato tra Berlusconi e Bossi - il leader leghista è certo chde tornerà alla carica, sperando di trovare il premier più "sensibile" alle sue ragioni.
 

Bossi: "Voglio un patto elettorale"

E, infatti, l'ultima dichiarazione di Umberto Bossi, prima dell'incontro con presidente del Consiglio ad Arcore, insiste sul voto anticipato.
"Il patto che ci interessa - ribadisce il leader della Lega Nord - è quello elettorale. Non può essere diversamente".
"Una nuova legge elettorale non ci può essere - aggiunge Bossi - E' la lunga mano della sinistra. A me non interessa".
Poi il leader leghista torna sul discorso di Fini: "Se Berlusconi dava retta a me e andava alle elezioni, né Fini, né Casini, né la sinistra averebbero avuto spazio... Tutti quanti scomparivano".

 

Un grande solco dopo il discorso di Fini

Il discorso di Fini a Mirabello ha ormai tracciato un solco invalicabile con i "berlusconesi" e con gli uomini del Carroccio. E sembra proprio che, con Futuro e Libertà e il Pdl che si passano il cerino, sarà proprio la Lega Nord ad assumersi la responsabilità di porre fine al governo Berlusconi.
 
 

Il Giornale ribatte a Fini

“Infame sarà lui”: questa in sostanza la replica de Il Giornale alle accuse di Fini di ieri nel discorso di Mirabello alla kermesse di Futuro e Libertà per l’Italia, affidata a un corsivo del vicedirettore Alessandro Sallusti, non a caso, dal titolo: “Le infamie di Fini”. “Fini lascia le cose come stanno. Nel senso che adesso sono chiari e ufficiali i motivi della rottura” , scrive con chiarezza Il Giornale, mettendo in evidenza le contraddizioni nel discorso del presidente della Camera.

Fini ha fondato il partito dell’odio

Per il quotidiano di via Negri, infatti, il presidente della Camera, “dice alcune cose e il loro contrario. E tace su molto, troppo per essere credibile”. E “la politica non centra. Sempicemente Fini odia il Pdl, odia Silvio Berlusconi, odia Bossi, odia Tremonti e i suoi tagli orizzontali, disprezza i suoi ex colonnelli che non l'hanno seguito”, e “odia anche i giornali 'fogli d'ordine infami’, che hanno sollevato la questione della casa di Montecarlo e degli appalti Rai ai suoi familiari”.

 

“È da infami rimanere con chi ti fa schifo”

Così Fini “ha detto che il Popolo della Libertà non c'è più. Ma non ha annunciato la creazione di un nuovo, suo partito. È un pò da infami - rimarca il 'Giornale’  - rimanere con chi ti fa schifo per opportunismo contingente, per non avere il coraggio di andarsene e di affrontare le elezioni”.

 

“Dovrebbe dimettersi da presidente della Camera”

“E l'ultima infamia di Fini - insiste Sallusti - è non aver detto che, coerentemente con la sua analisi, domani mattina si dimetterà da presidente della Camera essendo diventato leader di uno schieramento politico ostile alla maggioranza che lo ha eletto in quella carica”.

 

Il Pdl arretra di 7-8 punti

Ma il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello è al centro del dibattito per il destino della legislatura. I falchi del Pdl, infatti, inisistono perché si vada al voto al più presto. Entro primavera. Anche a dicembre. Ma l'ala realista del Pdl, Gianni Letta e quelli che fanno capo alla fondazione Liberamente, consiglia al premier di non precipitare le cose. Si fa forte dei sondaggi, che illustrano una situazione non rosea per un Pdl arretrato di 7-8 punti.

 

Niente pensione se si va al voto

Ma c’è anche un motivo in più per non andare al voto. La riforma Bertinotti delle indennità dei parlamentari prevede che i deputati di prima e seconda nomina - visto che anche la precedente legislatura è stata interrotta prima del tempo - hanno bisogno di completare la legislatura per maturare il diritto alla pensione. Insomma, un ostacolo in più per chi pensa al voto anticipato.

 

La Russa: “Si va avanti, non abbocchiamo”

Non a caso anche il coordinatore del Pdl La Russa, in un’intervista a La Repubblica dice “andremo avanti pretendendo la massima chiarezza sugli atti parlamentari”. La kermesse di Futuro e Libertà, rimarca il coordinatore nazionale del Pdl, “è stato un prevedibile tentativo di mettere il cerino nelle mani di Berlusconi. Ma noi non abbocchiamo”.
Perciò dopo Mirabello “non cambia nulla, è tutto come ieri.

 

Gasparri: “Risponda piuttosto ai giornali”

“Noi non abbiamo cambiato le nostre idee; Fini invece sì, a partire dall'immigrazione e dalle coppie di fatto di cui non ha parlato. Fini ha fatto un frullatore tra Almirante e le bandiere di associazioni gay....”. Così, invece, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, commenta il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello. “La nostra coerenza - sostiene - è nei fatti. Fini parla di infami campagne di stampa ai suoi danni e di codice etico; ma risponda ai giornali che gli fanno domande su dei beni che appartengono a una storia e ad una comunità che rispettiamo. La gente giudicherà l'incoerenza delle sue affermazioni ridicole. Noi non cambiamo strategia e andremo sui fatti in Parlamento. La difesa dei valori e dell'etica prima di essere citata va praticata anche rispondendo ai giornali. In ogni caso, dopo i comizi a parlare saranno i voti in Parlamento”.
Mostra altro

Papà cos'è il coraggio? Ora te lo spiego con due foto

6 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS

Amburgo 13 giugno 1936 . Tutti salutano il Fuhrer tranne uno.

 

noheil-450x307.jpg

 

Firenze 1931. Nuovo stadio intitolato al "martire fascista Giovanni Berta" I giocatori della Fiorentina salutano romanamente tranne uno Bruno Neri.

 

viola-450x177.jpg

Mostra altro

Da qui Allah

2 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

Settembre , andiamo...

                                                                                 di Caranas

 settembre--1-.jpg

In questo inizio settembrino, dopo una lettura laica della bibbia, eccola puntuale una nuova mezza  crisi mistica. Mi mancava. Sarà l’effetto Gheddafi. Continuo a pensare che se Dio può uccidere l’uomo, non può cancellare il fatto dei fatti : che l’uomo ( e la donna) avendo violato il suo divieto e mangiato il frutto dell’albero della conoscenza , sono irrimediabilmente simili a lui. E da qui tutto il male della terra, soprattutto quello di Fuscaldo.  La mia è forse una visione distorta  delle cose, ancorata ad una ideologia troppo sinistrosa (o sinistra?) che non esiste più. L’approccio ad altre visioni è però vano nel circoscrivere la realtà. Assai più reali risultano gli infiniti e multiformi segni che si sprigionano da ogni parte in cui di malavoglia mi sono calato. Fuscaldo per me sta diventando un tarlo. Ognuno di questi segni con tanto nero intorno a rabbia tipicamente calabrese, ambisce a trasformarsi in discorso con scopo di rivelazione liberatrice che nel contesto fuscaldese assume declinazioni quasi antropologiche. Mi è però chiaro il fine : la parte non chiusa del passato vista con una lente necessariamente diversa da quella comune e  tipicamente fuscaldese , riaffiora con voglia  seminascosta di riscoprire una storia inedita proiettata in un futuro brillante per la “culla” denunciando svantaggi dell’isolamento e dell’indifferenza, come condizione unica per assicurarmi la sopravvivenza di quella gran parte di spirito che ha le sue radici in quella culla , in questa visione disincantata del presente. Facile a dirsi ora che ho vinto quasi per caso solo 91 € al superenalotto. E se avessi fatto 6? Starei ancora qua a scrivere queste cose? Non so.

Non sono passati molti giorni dal rientro ed ancora non riesco a cancellare quelle facce che mettevano a nudo la loro realtà sottocutanea.  Facce che hanno rotto l’uniforme , protette però da un campo magnetico che non fa filtrare fuori,  come da un buco nero,  la vergogna. Facce entrate in quel per loro vario che vario non è,  trincerandosi senza apparenti canali di congiunzione se non quello del servilismo schivo della solidarietà  altrui. Da Fuscaldo a Salimati , ripercorrendo quella strada tante volte itinerata  da adolescente in groppa ad un galletto Guzzi, nella canicola di agosto, tra campagne addomesticate , colture a tappetino, alberi a quadriglie e strade incanalate tra siepi e muretti, ogni anno mi lascio ricatturare da questi luoghi non sconosciuti dove il fuscarisi sta dentro le cose gravemente. E non c’è danza nel suo passo, assente nella sua  origine greca (più o meno). Ora osservi  e vedi che non rimane neanche quell’identità  pastorizia generosa che tanto mi rallegrava a 10 anni con panari pieni delle migliori cose della terra lavorata. Che pace ora alla Serricella non più trafficata come allora. Positivo o negativo? Segno dei tempi. Ombre, uomini, soltanto uomini soli. Occorrerebbe un passo più lungo da qui Allah …

Mostra altro

La tragedia di un uomo ridicolo

1 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

La tragedia di un uomo ridicolo

di Marco Travaglio

toto_sceicco_10.jpg 

Questo Gheddafi è proprio adorabile. Da anni fa la caricatura di B. per farci capire la ridicolaggine dell’ometto che ci governa. Ma noi niente, continuiamo a prenderlo sul serio. Arriva in Italia più truccato e pittato di lui, coi capelli più incatramati di lui, addobbato da abiti più comici dei suoi, tipo il principe De Curtis in Totò sceicco. Se lui sfoggia dieci o venti ragazze alla volta, il Colonnello ne recluta 600 in una botta sola, sempre a pagamento. Porge a B. la mano da baciare, ben sapendo che lui bacia chiunque gli capiti a tiro, purché provvisto di pecunia. Anche i 30 cavalli berberi sono un perfido messaggio subliminale contro un tipetto che si fa chiamare Cavaliere ma ha sempre maneggiato stallieri: i cavalli preferisce farli senatori, deputati e ministri (i 32 denti bianchissimi del maggiordomo Frattini Dry col sorriso prestampato, tipo paresi, parlano da soli). Il discorso-fiume di un paio d’ore al galoppatoio dei carabinieri, poi, è un’altra citazione comica, stavolta da Totò a colori, dove il maestro Antonio Scannagatti e la sua banda attaccano una marcetta infinita mandando in bestia il boss italoamericano Joe Pellecchia che tenta di arringare dal balcone la folla del paesello natìo.

Tra qualche anno, quando sulla tragedia di quest’uomo ridicolo (non Gheddafi, l’altro) sarà calato il sipario, gli storici s’interrogheranno sull’epidemia che contagiò un’intera nazione, accecandola al punto di non farle vedere la comicità involontaria di chi la governava. Un po’ come in Cecità, il romanzo di Saramago, dove gli abitanti di una città immaginaria cadono vittime di un misterioso virus e diventano tutti ciechi. Immaginiamo un elettore del mitico Nord-Est, con la sua bella partita Iva, la sua villetta, il suo capannone, i suoi chiavistelli anti-rapina, la sua ronda padana anti-negher, il suo fazzoletto verde al collo o nella pochette, i suoi poster di Calderoli e Borghezio, insomma le sue radici cristiane. E proviamo a immedesimarci nei suoi pensieri alla vista del beduino travestito da dittatore dello Stato libero di Bananas che insegnava la storia del colonialismo e la teologia islamica e pure cristiana a ministri imbalsamati, noti prenditori e banchieri con le pezze al culo e al suo omologo italiota, accasciato e assopito sul trono imperiale mentre persino i cavalli berberi, per non parlare di quelli dei carabinieri, davano segni di impazienza. Avrà pensato, sentendolo chiedere altri 5 miliardi all’anno dall’Europa e minacciare in caso contrario l’invasione islamica, di essere stato preso per i fondelli dal Pdl? Avrà deciso di smettere di votare per questi impostori? Avrà provato un fugace desiderio di una destra normale, presentabile, sobria, allergica a certe sceneggiate? Macché.

Chi dovrebbe informare e far riflettere questa brava gente, cioè i giornali di centrodestra, è troppo impegnato a giustificare persino il Berlusgheddafi Show. Titoli deIl Giornale: “Gheddafi? Per la sinistra era un fratello”, “Perché bisogna fare affari con il Colonnello”, “Berlusconi: Con la Libia si è chiusa una ferita”. Titoli di Libero: “Silvio nella tenda: Sto lavorando per l’Italia”, “La Libia è meno terrorista per merito dell’Italia” (il concetto di “meno terrorista” ricorda quella fanciulla “un po’ incinta”), “È un’alleanza necessaria per uscire dalla morsa cinese” (sic). Dunque, malgrado gli sforzi delCammelliere, ci terremo il Cavaliere senza nemmeno riderci su. E lui si prepara a nuovi e decisivi appuntamenti politici: il lancio del nuovo album scritto a quattro piedi con Apicella (13 canzoni d’amore in napoletano, titolo ancora coperto da segreto di Stato) e il “processo breve” per non finire in galera. “Voglio andare in tv – annuncia – e spiegare agli italiani la mia odissea giudiziaria, non voglio fare la fine di Craxi”. Tanto per farci capire che anche lui è colpevole. Grazie, l’avevamo intuito.

 

Mostra altro
<< < 1 2 3 4