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Blog  di Caranas

RUBY andrà in parlamento

8 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS

 

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8 febbraio 2011

No, purtroppo non sarà eletta. Ma ne è stata richiesta la convocazione alla Commissione per l’Infanzia 

Finalmente vedremo Ruby inParlamento. Purtroppo però non sarà eletta, ma soltanto chiamata a parlare, sempre che il presidente accolga la richiesta. “Karima El Mahrough, nota come Ruby, sia convocata ed ascoltata dalla Commissione bicamerale per l’infanzia”, è la richiesta, avanzata in una lettera alla presidente, Alessandra Mussolini giunta dal Pd e dall’Idv secondo un’agenzia di stampa Ansa.

La richiesta di audizione della ragazza, secondo i firmatari della lettera, rientrerebbe nell’ambito di un’indagine sulla prostituzione minorile che sta svolgendo la stessa Commissione. Ruby infatti, secondo l’accusa, sarebbe stata minorenne quando si sarebbero svolti i fatti per i quali e’ accusato il premier Silvio Berlusconi. “Sulla richiesta di Pd e Idv si esprimerà presto la commissione”, dice l’Ansa che cita la lettera. Un’ideona, proprio.

Edit: Il gruppo del Pd non ha mai fatto richiesta di audire Ruby in Commissione Infanzia. Le notizie diffuse in questi minuti sono destituite di ogni fondamento. E’ quanto precisa una nota dell’ufficio stampa del Pd smentendo voci che erano circolate oggi alla Camera. (ANSA, 15 e 45)

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Ma questo che ca@@o vuole ? Renzi :"Basta con l'anti berlusconismo di maniera"

8 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Alcuni precedenti di Renzi

Sull’ Università : “Il Ministro avebbe dovuto avere il coraggio di chiudere la metà delle Università italiane: servono più a mantenere i baroni che a soddisfare le esigenze degli studenti”

Non si fa scappare una battuta nemmeno su Bersani, sul quale ironizza: “…credo però che il luogo di chi viene pagato per fare politica siano le aule del parlamento, non i tetti“.
A questo punto probabilmente anche lui non dovrebbe mettere piede fuori da Palazzo Vecchio.
Sfortunatamente questo però limiterebbe anche la sua onnipresenza nei media, dove il nostro Matteo da sfoggio di “fiorentinità”, (risultando spesso simile a una caricatura comica di Pieraccioni).

Sulle accuse di inciucio con Berlusconi, invece, si difende così: “Come sindaco, se ritengo di avere bisogno di lui come presidente del consiglio, vado anche a pranzo a casa sua”.
Pare che questa sia la stessa difesa delle ragazze dell’ Olgettina.

Renzi: basta con l'anti berlusconismo di maniera 
"Ho fatto un fioretto e per sei mesi non parlo del Pd e del suo vertice" la premessa che il sindaco di Firenze Matteo Renzi affida alla sua intervista alla Stampa. Ma poi, a differenza di quanto affermato all'assemblea nazionale da D'Alema e Franceschini, spiega che a suo avviso "non si può parlare di emergenza democratica per il caso Ruby, ma al massimo di emergenza sessuale". Perché, dice, "fatico a capire cosa c'entri Ruby con la democrazia, anche se questo modo di fare è lontano anni luce dal mio modo di vivere che sono per definizione un 'anti bunga-bunga', accusato spesso di essere un bacchettone cattolico".


Sugli scontri di Arcore Renzi commenta: "Mi verrebbe da dire, 'meno male che Giorgio c'è', perché il Capo dello Stato, in questo momento di palude della vita politica, è un grande punto di riferimento. Separerei dunque il giudizio sugli esagitati che sono andati lì a cercare lo scontro, da quello su chi è andato lì a manifestare pacificamente con un po' d'ironia. Politicamente però credo che non basti la protesta, un problema che va avanti da 17 anni".

La piazza non ce la farà
"Non voglio fare tutte le volte il grillo parlante del Pd che dice 'ci vorrebbe ben altro' - dice Renzi -  ma sono convinto che non sarà la piazza a mandar via Berlusconi. Fermo restando che in un paese civile il premier si difende in tribunale e non in tv". E conclude: "Ho la convinzione che per sconfiggere Berlusconi de-fi-ni-ti-vamente non si deve cavalcare l'antiberlusconismo. Non ho i sondaggi, ma sono convinto che dopo gli scontri di Arcore, la popolarità del premier sia risalita di colpo.

Rispetto profondamente chi ci invita a cavalcare l'antiberlusconismo, ma penso
che può vincere solo una sinistra che esca dal muro contro muro. E credo che,
distinguendo bene i violenti andati li apposta, quindi senza fare d`ogni erba
un fascio, se vuoi mandare a casa Berlusconi non ti aiutano gli scontri di
piazza e non ti serve il ricorso alla magistratura".

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La caduta del Dux maximo.Per guarire da Berlusconi occorre una maggior dose di vaccino Berlusconi.

7 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Ora siamo entrati in un bel  pantano istituzionale. E certamente per la maggioranza assoluta degli italiani che hanno capito il vero fondamento delle accuse a Berlusconi, per salvare il Paese occorre andare a votare. Indro Montanelli (che non ho mai digerito) diceva che “per guarire da Berlusconi ci vuole una bella dose di vaccino Berlusconi” . Gli ultimi sondaggi di Renato Mannheimer (il più temuto dal premier dopo la Procura di Milano) , è più opportuno andare a votare subito  anziché    proseguire con l’attuale legislatura. E’ opinione comune anche nella base della Lega ormai stufa di far da stampella al premier per le sue malefatte schizofreniche. Solo una minoranza poco più del 10 per cento ritiene le accuse mosse a Berlusconi senza fondamento. Lo pensano in misura relativamente maggiore, ma pur sempre molto minoritaria, le persone più anziane, in particolare i pensionati, con titolo di studio più basso. Naturalmente, questa posizione è più frequente tra gli elettori del Pdl, ma anche tra costoro non arriva a superare un terzo (31 per cento).

C’è anche chi , pur riconoscendo  che gli episodi di cui Berlusconi è accusato sono probabilmente accaduti, ritiene che essi riguardino solo la sua vita privata e non inficino il suo status di presidente del Consiglio. Un’opinione espressa soprattutto dai giovani italiani. Tra i votanti per il Pdl, questa posizione è molto più frequente e raggiunge quasi due terzi (62 per cento), ma anche (il dato è sorprendente) tra i cattolici praticanti  sempre pronti ad assolvere il Cavaliere. Ma la maggioranza relativa degli elettori nel loro insieme risulta assai più severa con il Cavaliere. Quasi metà (44 per cento) afferma infatti che non solo Berlusconi è probabilmente colpevole di quanto accusato, ma che questo comporta inevitabilmente le dimissioni.

Solo il  45% dei  leghisti preferisce continuare mentre 55% è per le elezioni anticipate.

Il  56% degli italiani non riconosce più il governo guidato da Berlusconi e vuole cambiarlo, mentre solamente uno su dieci crede che le accuse rivolte al premier siano senza fondamento.  Una vera doccia fredda per il Cavaliere, ormai distante dal Paese e chiuso nel suo bunker a studiare strategie per evitare il tribunale a costo di lasciare sul campo il consenso rileggendo e rileggendo “Le mie prigioni”

Secondo il sondaggio di Mannheimer per il 78% del Paese il premier ha fatto ciò per cui è indagato dalla procura di Milano: concussione e prostituzione, minorile e non. Inoltre il 56% degli intervistati non vuole più l’attuale governo. Meglio andare a elezioni anticipate (30%), è comunque preferibile un esecutivo guidato da un esponente di centrodestra diverso da Berlusconi (7%) o da un’alta personalità istituzionale per formare un governo tecnico (19%). Soltanto il 31% degli elettori interpellati ritiene che Berlusconi debba continuare a governare il Paese ma la  difesa solitamente granitica dei berlusconiani si sta evidentemente sgretolando.

 

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Individuata una delle ultime tribù incontaminate in Amazzonia

7 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

 

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Scommetto che le prime persone pronte a disturbarli , saranno  un gruppo di cristiani missionari che li minacceranno col  fuoco eterno. Consente di mantenere le nostre credenze a noi stessi. Non hanno bisogno di noi per insegnare loro come vivere, essi sembrano fare bene.

Magari gli alieni stanno facendo la stessa cosa con noi.

 

 

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Il rimpastone vergogna, pieno di rinnegati al soldo del ducetto ma pagati anche da noi con le nostre tasse, si farà nei prossimi giorni.

6 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Potere a chi lavora si diceva una volta... macchè , questo ce lo dobbiamo tenere finchè non si spegne per autocombustione. 

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Sono solo previsioni ma non tanto lontane dalla realtà. Il rimpastone di governo ci sarà e sarà un’operazione a contagocce giusto per non far tornare indietro gli scontenti, i pendolari della politica italiota. C’è molto fermento ai vertici del PdL, notizie grosse girano nei corridoi del parlamento. La più importante riguarda il ministro Angelino Alfano che lascerà la poltrona della Giustizia per traslocare al partito come coordinatore unico. Una poltrona che al 90 % sarà occupata da un radicale (non Pannella) meno esposto e meno di parte nei rapporti col CSM.

I cosiddetti responsabili  dei fondelli del premier premono per essere “piazzati” ed i posti sono inverosimilmente aumentati  (19+ 8 poltrone), si sa , bisognerà accontentare tutti per arrivare ad una maggioranza di 320 deputati. Un minestrone di ministri e sottosegretari per rilanciare l’azione di governo ormai assente da molti mesi,

Vediamo la rosa delle nomination :

·         Romano (ex UdC)

·         Pionati (ex UDC)

·         Polidori (ex Fli )

·         Misiti (ex Mpa)

·         Calearo (ex PD)

·         Musumeci (Destra)

·         Scilipoti (ex IDV)

 

 

Altri papabili : Cesario (MRN) – Barbareschi (Fli)

Bertolaso rientra ( non riesce a star fermo senza terremoti ) all’Organizzazione territoriale del partito.

 

Sempre più nella melma quindi, altro che regime , qui è dittatura con un golpe al giorno.

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Berlusconi ladro di civiltà

5 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Una bella giornata a Lampugnano per liberarci del potere di Berlusconi

Lampugnano 5 febbraio '11 013 

 

Appuntamento alle 15.00 alla fermata del metrò di Lampugnano. Pensata inutile , all’interno del Palasharp c’erano già 10.000 persone ed i cancelli erano stati chiusi.Sul palco : Saviano, Lerner, Pisapia, Scalfaro, Zagrebelwsky. Fuori almeno altri 3000 appassionati della politica , una folla ordinata e civile intenta ad  ascoltare i vari interventi . Peccato, non c’era un maxischermo e dopo due ore e mezza all’impiedi la schiena indolenzita condizionava la nostra presenza in piazza.

Concita scrive : “ La platea e le tribune sono state occupate fin da un'ora prima delle 15, ora stabilita per l'inizio della manifestazione, da migliaia di cittadini, principalmente milanesi, di ogni età ed estrazione sociale, che hanno seguito con grande attenzione e partecipazione la dozzina di interventi che si sono susseguiti dal palco. Malgrado l'adesione delle principali sigle politiche dell'opposizione di sinistra, tra il pubblico si è vista sventolare solo qualche bandiera italiana, ma nessun simbolo di partito. Soddisfatti della «grande partecipazione» gli organizzatori dell'iniziativa.

Aperta dalle vignette di Ellekappa proiettate su grande schermo (all’interno), l'iniziativa ha preso il via con le parole del presidente di Leg, che ha spiegato che «oggi in Italia non c'è il fascismo ma c'è un regime». «Diranno che siamo un'elite - ha proseguito la Bonfanti - ma non è vero: siamo cittadini comuni, siamo l'Italia più informata, quella che non accetta ciò che accade e che si stringe attorno alla Costituzione». «Non chiediamo nulla per noi, ma chiediamo tutto per tutti, vogliamo voltare pagina, ci sarà un'onda che costringerà Berlusconi alle dimissioni anche se lui ora si chiude nel Palazzo, nelle sue ville, nelle sue serate oscene» ha concluso la Bonfanti, incalzata dal giurista Gustavo Zagrebelsky che ha chiesto che «cessi questo sistema di corruzione delle coscienze e di avvilimento della democrazia». «Ci rivolgiamo a maggioranza e opposizione , ha proseguito l'ex presidente della Corte Costituzionale - affinché raccolgano il malessere che sale sempre più forte da un Paese in cui il disgusto cresce nei confronti di chi e di come governa»”.

le foto ( grazie a Mario Selvaggio)

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Altre foto (no Caranas - scaricate dalla rete )

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Pala Sharp 4  Pala Sharp 1

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Masi copre le spese pazze di Minzolini . Evasione fiscale?

4 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

Masi assolve Minzolini:

Augusto Minzolini, in soli 14 mesi, aveva speso 86mila euro con la carta aziendale per viaggi, pranzi e cene. Ma Mauro Masi, direttore generale della RAI, sul quale tavolo giaceva da mesi la pratica relativa a queste spese pazze, ha chiuso il caso Minzolini dichiarando che la carta è un benefit concesso in cambio dell’esclusiva ceduta all’ex cronista de La Stampa, cosa mai avvenuta in RAI.

Masi ha dichiarato, senza volerlo, l’evazione fiscale del servizio pubblico, indicando come benefit le spese di rappresentanza e missioni speciali: 129 giorni in trasferta, 45 viaggi in mete esotiche senza motivi giornalistici, frequenti interviste ai dirigenti di Royal Caribbean e strani sconti in centri termali in seguito a un servizio del Tg1 sulla struttura alberghiera.

Il presidente Paolo Garimberti ha immediatamente smentito di conoscere i benefici di lusso di Minzolini.

 

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E alla fine il PD scarica Di Pietro per la "santa alleanza"

4 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Il Pd e la «santa alleanza» .......«Con Udc e Fli vinciamo»

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Nel progetto c’è Vendola ma non Di Pietro. D’accordo Veltroni Bersani e Casini (Ansa)

ROMA — E ora che Silvio Berlusconi per l’ennesima volta ce l’ha fatta, il Partito democratico si interroga sulla propria strategia. Che fare? Andare avanti così o cambiare linea? «Innanzitutto — osserva Beppe Fioroni — dovremmo smetterla di caricare di grandi significati politici i voti che vengono dati alla Camera, visto che il premier ha la maggioranza e che di fronte a tutte queste sconfitte parlamentari i nostri elettori si scoraggiano. Poi dovremmo smetterla di seguire pedissequamente il soviet supremo delle Procure» . Questo per l’oggi. Ma c’è il domani e la non ancora sopita speranza del Pd che si vada alle elezioni anticipate. Temute e demonizzate fino a un mesetto fa, ora le consultazioni sono diventate per i dirigenti del Partito democratico un oggetto del desiderio. Il cambio di passo nasce dai quasi quotidiani contatti con il terzo polo.

 

Negli ultimi tempi Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani si sono andati convincendo che la santa alleanza anti-Berlusconi non è più una chimera, né è soltanto lo spauracchio con cui fare pressioni sul presidente del Consiglio. Pier Ferdinando Casini questa volta ha lasciato aperta la porta e non ha detto di no all’ipotesi di andare assieme al Pd alle elezioni. È una strada percorribile, ha spiegato ai colleghi dell’Udc e agli ambasciatori del Partito democratico. Raccontano che la svolta del leader centrista sia nata dopo che, con l’esplodere del caso Ruby, la Conferenza episcopale ha cambiato atteggiamento su Berlusconi. Ora il primo obiettivo di Casini è quello di fare fuori— politicamente, s’intende— il Cavaliere. E se per questo bisogna imbarcarsi in un’avventura con il centrosinistra, il numero uno dell’Udc è disposto a farlo. «Vi avevo detto che piano piano Casini si sarebbe convinto» , è il ritornello che in questi giorni un Massimo D’Alema soddisfatto ripete nelle sue conversazioni con deputati e senatori del Pd. E Gianfranco Fini? Potrebbe mai l’ex leader di Alleanza nazionale finire in uno schieramento di questo tipo? Al Partito democratico sono convinti di sì: il presidente della Camera non si staccherà da Casini, farà quello che fa lui. Dunque la sortita di D’Alema, che ha rilanciato l’intesa con il terzo polo in un’intervista a Repubblica la settimana scorsa, non era un’uscita estemporanea. Era il frutto dei contatti che si sono intensificati in questi ultimi tempi. Da questa alleanza resterebbe fuori il solo Di Pietro: «C’è il rischio che prenda più voti, ma non è un problema» , ha spiegato il presidente del Copasir. Non è un problema perché nei due sondaggi commissionati di recente dal Partito democratico uno schieramento che va da Fini a Vendola, passando per Bersani e Casini, avrebbe ottime probabilità di successo sulla coalizione formata da Pdl e Lega.

 

Insomma, al Pd sono assolutamente sicuri che con la santa alleanza la vittoria sarebbe scontata. Tant’è vero che anche gli esponenti della minoranza interna, i cosiddetti Modem di Walter Veltroni, Paolo Gentiloni e Beppe Fioroni hanno deciso di non mettere i bastoni tra le ruote alla maggioranza. Pure loro sono pronti a giocare la partita politica secondo questo schema. «Del resto — spiegava l’altro giorno Gentiloni a un compagno di corrente— se andassimo alle elezioni con questa formazione Berlusconi perderebbe di sicuro. Ed è per questo motivo che lui non vuole assolutamente il voto anticipato. E per la stessa ragione non lo vuole più nemmeno la Lega» .

 

 

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In Bicamerale finisce in parità

3 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS

Respinto il parere sul decreto ma si va avanti

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Il decreto sul federalismo municipale ottiene 15 voti a favore e 15 contrari. Il Pdl: "Noi andiamo avanti comunque". Il Pd: "Bocciatura doppia, il governo ne tragga le conseguenze". Ma la vera incognita è l'atteggiamento della Lega dopo gli ultimatum dei giorni scorsi

Umberto Bossi

ROMA - E' finita 15 pari la votazione nella cosiddetta "bicameralina" sul federalismo municipale. Nonostante i tentativi del governo, che ha cercato di scongiurare fino all'ultimo momento questo risultato modificando il testo più volte, il risultato finale è che il parere formulato dal relatore è sostanzialmente respinto.

 

Un ultimo tentativo di salvare il decreto lo aveva fatto a pochi minuti dal voto la Lega, chiedendo di procedere per parti separate, ma il tentativo è stato bocciato dalle opposizioni. Per evitare il blitz, infatti, Massimo Barbolini e Felice Belisario (Idv) hanno ritirato le loro relazioni e quindi la Lega ha ritirato la propria proposta. La vittoria a maggioranza, infatti, era legata all'atteggiamento di un senatore di Fli, Mario Baldassarri. Il quale, iniziata la riunione, ha gelato i presenti, sillabando: "La mia valutazione del provvedimento non può essere positiva".

 

Le interpretazioni sul valore del pronunciamento della commissione sono però divergenti. "E' solo un parere consultivo, il governo può tranquillamente andare avanti con il decreto sul federalismo", sostiene il vicepresidente della Camera Antonio Leone (Pdl). "Niente elezioni, andiamo avanti con il decreto" ha rincarato il presidente della Bicamerale Enrico La Loggia, sostenendo che il voto in Bicamerale sancisce che "è come se il parere della bicamerale non fosse stato espresso: come prevede la legge si può fare benissimo il decreto, anche nella versione modificata sulla quale c'è il parere favorevole della commissione Bilancio del Senato". Ed ancora: "Troppi del Terzo polo, la commissione va rivista".

 

Di segno opposto il giudizio del Pd."Un vero federalismo è necessario e possibile. Quello che è stato respinto era un pasticcio. Adesso, ci si fermi. Non ci sono le condizioni nè giuridiche, nè politiche per andare avanti. Berlusconi e Bossi prendano atto della situazione" afferma Pier Luigi Bersani. "Il voto di oggi certifica l'inesistenza di una maggioranza in Parlamento. Bisogna restituire la parola ai cittadini e tornare alle urne" dice Antonio Di Pietro.

 

"No comment" dopo il voto invece da parte del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Subito dopo il pronunciamento il responsabile di Via XX Settembre si è recato a un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli insieme a Silvio Berlusconi e allo stato maggiore della Lega. Stando ad indiscrezioni, anche il Carroccio sarebbe d'accordo nell'andare avanti in aula malgrado la bocciatura della commissione.

 

Ancora ieri sera Umberto Bossi giurava però che un pareggio non sarebbe bastato a scongiurare l'interruzione anticipata della legislatura e il ricorso alle urne. Stamane il ministro delle riforme si era trincerato invece dietro ad un "Vediamo, vediamo", in attesa di vedere gli effetti pratici del suo incontro di qualche ora prima con Gianfranco Fini.

 

Eppure la giornata si era aperta con una buona notizia per la coalizione di governo: al Senato la Commissione Bilancio aveva approvato con 14 voti favorevoli e 11 contrari un parere favorevole con osservazioni sullo schema di decreto legislativo per il federalismo municipale. La senatrice Thaler Ausserhofer (Svp)aveva  votato a favore con la maggioranza, il senatore Candido De Angelis (Fli) contro.

 

Al di là delle schermaglie polemiche, il voto di oggi sembra avere un significato molto chiaro. Secondo l'articolo 7 del regolamento della Commissione, il decreto si intende respinto, almeno in commissione: "Le deliberazioni della commissioni sono adottate a maggioranza dei presenti, considerando presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario. In caso di parità di voti, la proposta si intende respinta".

(03 febbraio 2011)

 

 

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Trovati 6 nuovi pianeti extrasolari

3 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

Grazie al satellite Kepler della Nasa trovato primo sistema extrasolare con sei pianeti .Cinque sono tra i più piccoli finora noti, con dimensioni simili alla Terra, e hanno un'atmosfera.

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Un vero record la scoperta del satellite Kepler della Nasa. Il suo occhio ha trovato una stella con addirittura sei pianeti che le girano intorno. Quindi è quasi uguale al nostro sistema solare che di pianeti ne ha otto. Il nuovo astro battezzato Kepler-11 è praticamente nel circondario, essendo all’interno della nostra Galassia ben al di sotto del braccio più esterno Perseus.

TAGLIA - I primi cinque pianeti viaggiano molto vicino alla stella-madre in una formazione compatta tanto da compiere un intero giro intorno ad essa in un tempo che varia da 10 a 47 giorni. Il sesto, invece, si trova su un’orbita molto diversa, più allungata proiettandosi molto più lontano. Il gruppetto vicino dei cinque – racconta su Nature Jack Lissauer, uno degli scopritori - è formato da pianeti che sono tra i più piccoli finora rilevati con dimensioni analoghe alla Terra e la valutazione delle loro masse porta a concludere che siano avvolti da uno strato di gas leggeri, quindi una sorta di atmosfera. Dunque il risultato è un importante passo avanti verso la scoperta di mondi simili al nostro globo azzurro come sembrano essere quelli di Kepler-11.

SISTEMI E PIANETI - Finora sono stati individuati 258 sistemi planetari attorno a stelle analoghe al Sole, ma la maggior parte è costituita da uno o due pianeti. Qualcuno di tre, uno di quattro e solo uno di cinque attorno alla stella 55 rho-Cancri A. Complessivamente, finora i pianeti extrasolari sono 519 e alcuni di questi sono rocciosi come la Terra. Ma ci sono altre centinaia di candidati già avvistati che attendono conferma. La prova che qualcuno ospiti la vita non è stata tuttavia ancora raccolta. Per l’80 per cento si tratta di pianeti giganti e gassosi come il nostro Giove. Il lavoro da compiere è ancora arduo. Tanto per cominciare i pianeti extrasolari sono stati scoperti finora soprattutto misurando l’attenuazione della luce quando transitano davanti alla stella o perché inducono variazioni di comportamento sulla stella stessa. Il telescopio spaziale Hubble ne ha fotografato uno, ma è un debolissimo puntino di luce che non aiuta molto gli astronomi.

KEPLER - Il campione di queste ricerche è il satellite Kepler della Nasa che ha compiuto la scoperta odierna e che è stato costruito proprio per la caccia al gemello della Terra. Lanciato nel marzo del 2009 ora è arrivato alla metà della vita ed è stato concepito per controllare centomila stelle della nostra galassia nello spazio vicino. Finora ha rilevato oltre 700 potenziali pianeti extrasolari anche se quelli confermati sono per il momento intorno soltanto a undici stelle. I suoi risultati confermano però che i sistemi planetari non sono un’eccezione, ma sono abbastanza diffusi calcolando che nella nostra galassia il 10 per cento delle stelle analoghe al nostro Sole sia provvisto di un corredo planetario. Nonostante gli interessanti risultati, gli scienziati americani sono rammaricati che la Nasa abbia per il momento cancellato e rinviato il progetto del successore di Kepler le cui capacità ci avrebbero portato forse rapidamente a individuare il primo gemello della Terra.

 

 (fonte : corriere.it)

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