Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog  di Caranas

Miracolo a Lampedusa - una poesia di Elle Kappa

31 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

099

Miracolo a Lampedusa

 

Sorridi Lampedusa,

sono arrivato io,

colui che non riposa,

per farvi star da dio

 

Vi porto il paradiso

lo giuro sui miei figli

ormai tutto è deciso

vi coprirò di gigli!

 

Migranti tutti via

su love-boat piombati

profumo e pulizia

vialetti colorati

 

Vi copro tutti d'oro

caviale a profusione

verranno tutti in coro

turisti in processione

 

Né tasse né gabelle

il sole tutto l'anno

casette a cinque stelle

mai più ombra d'affanno

 

Il nobel per la pace

rigiuro sui miei figli

sull'isola, rapace,

ci ho messo già gli artigli

 

Pur l'Africa vi sposto

per farvi più felici

ed anche a ferragosto

non sbarcano i fenici

 

Scusatemi un momento

mi trilla il cellulare

Alfano un grande evento

mi vuol comunicare

 

Gente di Lampedusa

good news dal Parlamento

la Camera ossequiosa

or ora mi ha redento

 

La prescrizione breve

le mie promesse finte

fa scioglier come neve

smontate pur le quinte

 

Lo show è terminato! (30 marzo 2011)

 

da Repubblica.it

Mostra altro

PREPARATEVI, IL 6 APRILE STA PER ARRIVARE

30 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

6 aprile 2011, esilarante video

 

Mostra altro

Elezioni, no a talk show Rai

29 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

      FONTE : L' UNITA'

Scatta la censura di maggioranza

Flores.jpg

  Niente talk show sulle reti Rai durante il periodo di par condicio in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Questo pianifica la maggioranza in commissione di Vigilanza Rai che - secondo indiscrezioni rilanciate dalle agenzie - ha presentato oggi un emendamento alla bozza di regolamento per le trasmissioni radiotelevisive predisposta dal presidente Sergio Zavoli.

 

I talk show verrebbero equiparati alle tribune politiche. L'emendamento porta la firma di Pdl, Lega Nord e Responsabili e sarà discusso in commissione, chiamata nel giro di pochi giorni a predisporre il regolamento definitivo. La proposta della maggioranza riproporrebbe il meccanismo dello scorso anno in occasione della tornata elettorale per le regionali, quando il regolamento della par condicio fermò i talk show sulle reti Rai.

 

Indiscrezioni dicono che contrariamente al testo Zavoli, che tiene conto della frammentazione del voto (si tratta di amministrative che coinvolgono meno di un quarto dell'elettorato) e dunque affida alle testate regionali Rai i programmi di comunicazione politica, la maggioranza vorrebbe 'trasferirè in chiave nazionale l'intera materia,

 

«Tutti i programmi di informazione – riferisce un'agenzia citando una fonte dell'opposizione in commissione - ad eccezione dei telegiornali, per par condicio dovranno avere tutti i candidati sindaci o i candidati presidenti provinciali, e via dicendo. Significa di fatto non realizzare il programma, perché appare impensabile riuscire a mettere tutti insieme. E questo si tradurrebbe nel 'silenziare' i talk show, così come accaduto un anno fa».

 

In sostanza, il timore è che la maggioranza voglia dare una stretta ai talk show in campagna elettorale. Una norma del regolamento della Vigilanza che prevedeva di estendere le regole delle tribune politiche ai programmi di informazione fu alla base dello stop ai talk show deciso per le regionali dello scorso anno. La maggioranza avrebbe presentato poco meno di una decina di emendamenti.

 

Mostra altro

Frattini : che figura di mer@@ !

29 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA


Testina  : a noi migliaia di profughi, ai Grandi il petrolio. Roba da far rimpiangere il Craxi di Sigonella !

 frattini-berlusconi.jpg

estratto da : IL MESSAGGERO

Berlino intanto smentisce una strategia italo-tedesca. La Germania «è in costante contatto con tutti i suoi partner internazionali, anche con l'Italia, ma non solo». Così un portavoce del ministero degli Esteri tedesco ha respinto l'ipotesi di una strategia italo-tedesca per una via di uscita dal conflitto in Libia. Notizia alla quale si somma in serata l'annuncio di una videoconferenza Obama-Sarkozy-Cameron-Merkel che taglia di fatto l'Italia fuori dalle sfera delle decisioni. 

Schiaffo all'Italia. Questa sera, il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello americano Barack Obama, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno avuto un incontro in videoconferenza sulla Libia. La notizia è stata data dall'Eliseo.

Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Germania hanno discusso della crisi in Libia e dell'applicazione della risoluzione 1973 dopo il trasferimento da parte degli Stati Uniti del comando delle operazioni alla Nato, ha reso noto l'Eliseo. Il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, il presidente americano Barack Obama, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel - riferisce un comunicato - hanno anche «espresso sostegno alla conferenza che si svolge domani a Londra e che deve riunire la comunità internazionale a sostegno della transizione politica in Libia». Nell'incontro in videoconferenza si è parlato anche «del sostegno al processo di transizione in Egitto e della necessità di rilanciare il processo di negoziato israelo-palestinese».

Il Pd: credibilità Italia in caduta libera. «Purtroppo dobbiamo rilevare che effettivamente, come dice il ministro La Russa, l'Italia sta pensando al dopo-Libia. Tanto pensa al dopo che oggi c'è stata una video conferenza Sarkozy-Obama-Cameron-Merkel alla quale, con tutta evidenza, Berlusconi non è stato chiamato a partecipare - afferma Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato - Ce ne dispiace per il nostro Paese ma dobbiamo tuttavia osservare nuovamente che la credibilità dell'Italia è in caduta libera. Anche lo sbandierato asse italo-tedesco fa parte della propaganda vuota e irresponsabile di questo governo. A furia di continuare a pensare al dopo e a furia di inventarsi rapporti preferenziali che non esistono l'autorevolezza del nostro Paese non esisterà più».

Fli: «È semplicemente imbarazzante ascoltare Franco Frattini che, alla trasmissione Otto e mezzo, tenta di giustificarsi, in maniera goffa e sconclusionata, per l'esclusione dell'Italia dalla videoconferenza fra i grandi della Terra sulla crisi libica, in corso proprio mentre il nostro ministro degli Esteri se ne sta accomodato in poltrona, dinanzi a Lilli Gruber - dice Nino Lo Presti, segretario amministrativo di Futuro e libertà - Il responsabile della Farnesina in televisione sta offrendo, in tutta la sua crudezza, l'immagine del fallimento della politica estera italiana, con il nostro Paese ridotto ad un ruolo assolutamente marginale nelle vicende della Libia, a causa delle innumerevoli contraddizioni e dei ridicoli protagonismi personali, che hanno mandato in fumo la credibilità della nostra classe di governo. E, purtroppo della diplomazia italiana. Cosa farà l'esecutivo Berlusconi per affrontare il conflitto libico e il dopo-Gheddafi? Chiederà aiuto alle truppe cammellate degli Irresponsabili di Scilipoti?». 

Mostra altro

E l'Italia resta fuori dal tavolo dei Grandi

29 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

da il Riformista

 Frattini.jpg

di Paolo Iorio

Videoconferenza a quattro. Cameron, Sarkozy, Merkel e Obama. Per Frattini «Non è uno schiaffo, lì non si decide nulla». Oggi il gruppo di contatto a Londra

Bruxelles. I grandi del mondo si confrontano in video-conferenza sulla missione in Libia e l’Italia non viene nemmeno convocata.

Il ministro degli esteri Franco Frattini prova a far buon viso a cattivo gioco: «Non si sta decidendo niente e l’Italia non soffre affatto da sindrome di esclusione». Più che lecito nutrire qualche dubbio, perché

alla videoconferenza partecipano oltre al “nemico” Nicolas Sarkozy e al co-belligerante David Cameron anche Barack Obama e perfino l’astensionista Angela Merkel. Noi no. E mentre il tandem franco-britannico dovrebbe presentarsi compatto oggi alla prima riunione del “Gruppo di Contatto” a Londra, l’asse Roma-Berlino dura il tempo di un titolo. Quello lanciato da Repubblica domenica su un’intervista a Franco Frattini e poi sgonfiato con il passare delle ore. «Non c’è una posizione comunque, ci sono contatti e scambi di informazioni», ricalibrano dalla Farnesina. Una precisazione determinata da un fatto molto semplice: da Berlino erano caduti tutti dalle nuvole. La Germania, dice un portavoce del ministero degli Esteri tedesco, «è in costante contatto con tutti i suoi partner internazionali, anche con l’Italia, ma non solo». Niente piano comune, quindi. «Ci sono stati degli scambi di opinioni in vista della riunione di Londra (di oggi del gruppo di contatto sulla Libia, ndr) - continuano dal ministero degli Esteri italiano - c’è vicinanza tra noi e la Germania, ma non c’è una posizione comune». Anche perché, se su una via diplomatica Roma e Berlino potrebbero pure trovarsi d’accordo, restano ancora assai lontane su altre questioni relazionate al caos libico, come quella della ripartizione nella Ue dei migranti che stanno arrivando a migliaia a Lampedusa. Se l’Italia potrebbe quindi avere tutto l’interesse ad agganciare la Germania per recuperare il terreno diplomatico perso di fronte all’irruenza di Sarkozy e preparare un terreno propizio a una condivisione dell’onere migratorio, il discorso inverso non sembra funzionare.

E così Parigi e Londra continuano di comune accordo a premere sull’acceleratore, Berlino continua a frenare e Roma, penalizzata a livello diplomatico da un governo che non ha le idee proprio chiarissime - soprattutto in Berlusconi e Maroni - sull’utilità dell’intervento militare a cui partecipa, cerca di giocare di sponda, senza però avvisare la sponda di turno. «Ci sono stati scambi di lettere con i direttori politici di altri paesi - dicono sempre dalla Farnesina - in questo quadro l’Italia cerca una soluzione che passi per il cessate il fuoco. Prematuro invece dire che cosa sarà di Gheddafi in futuro». Frattini insiste sull’idea dell’esilio: «Vi sono paesi africani - ha detto ieri - che potrebbero offrirgli ospitalità», anche se al momento «non ci sono proposte formali. Gheddafi deve comprendere che da parte sua sarebbe un gesto di coraggio dire “me ne devo andare”».

Sarkozy e Cameron hanno anticipato la riunione di Londra con una decisa dichiarazione congiunta. «Gheddafi se ne deve andare immediatamente», il diktat rivolto dai due leader europei al Colonnello e girato anche ai suoi accoliti: «Arrendetevi, prima che sia troppo tardi». «Ci appelliamo a tutti i libici che ritengono che Gheddafi stia portando il paese alla catastrofe a mobilitarsi subito per dar vita a un processo di transizione», si legge ancora. Sarkozy e Cameron sponsorizzano il Consiglio nazionale di Bengasi (riconosciuto da Parigi e ieri anche dal Qatar), di cui lodano il «ruolo pionieristico» nella rivolta, ma poi allargano l’invito a scendere in politica anche «ai rappresentanti della società civile e a tutti quanti vogliono partecipare a un processo di transizione verso la democrazia». «Li esortiamo - insistono Sarkozy e Cameron - a instaurare un dialogo politico nazionale che porti a un processo di transizione rappresentativo, a una riforma costituzionale e all’organizzazione di elezioni libere e regolari». Intanto continuano a bombardare il suolo libico, in attesa che da giovedì il comando delle operazioni belliche passi definitivamente alla Nato.

Oggi a Londra verranno messe sul tavolo delle opzioni diplomatiche da far convergere in un piano da attuare, presumibilmente, solo dopo che l’aviazione franco-britannica avrà completato la sua opera. Parigi, spalleggiata da Londra, ha le idee chiare e le porta avanti. Frattini meno, e probabilmente cercherà di recuperare il terreno perduto sul campo, tessendo contatti con altri paesi meno decisionisti e puntando anche sull’incontro di domani a Washington con Hillary Clinton.

 

 

Mostra altro

SILVIO BERLUSCONI E I DIRITTI DELLE PROSTITUTE

28 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Mostra altro

Giochiamo a pallone con Berlusconi, ma non è lui che ha portato il pallone.

28 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

berlusconi-e-franca1-copia-1

 

Mi è venuto un dubbio : gli stiamo facendo propaganda ?

Temo proprio che il problema non sia Berlusconi.

Non siamo più bambini che giocano a calcio nel campo di cemento vicino alla chiesa, e Berlusconi non è quello che ha portato il pallone. Non ha diritto a decidere le squadre, e tantomeno a prendere il pallone e di punto in bianco dire “il pallone è mio e ci gioco io”.

Siamo noi a guardarlo come se il pallone fosse suo, e non solo il pallone, il campetto da calcio, le nostre divise, la strada vicina e oltre.

Questo perché la nostra vita segue senza chiedersi un perché i binari costruiti dal modello berlusconiano.

Il modello berlusconiano è ovunque. Tutto intorno a te. Lo avrete già sentito dire una miriade di volte: Berlusconi è un venditore, sarebbe capace anche di vendere due scarpe spaiate, entrambe destre, diceva Dario Fo.

Anche la merda sarebbe capace di vendere, continuava. E’ proprio questo il punto: la riduzione del rapporto sociale e politico in rapporto di compravendita.

 

Mostra altro

SENZA LA LEGA BERLUSCONI NON VA DA NESSUNA PARTE

27 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Bossi: “Berlusconi non fa niente senza la Lega”

“Senza il contributo fondamentale del Partito Democratico, il federalismo fiscale non sarebbe uscito dalla bicamerale. Vi ringraziamo”. E’ il leader della Lega Umberto Bossi a elogiare pubblicamente il primo partito dell’opposizione. L’occasione è un convengo su Carlo Cattaneo e il federalismo organizzato a Besozzo (Varese) al quale è intervenuto anche il parlamentare del Pd Daniele Marantelli, varesino e buon amico di Bobo Maroni. Considerato un uomo di collegamento con il Carroccio, Marantelli incassa gli apprezzamenti del Senatùr: “Fa piacere vedere che c’è coscienza anche a sinistra – ha detto Bossi – quando si tratta del bene del Paese”. E’ andata peggio a Berlusconi, l’alleato principale della Lega. “Il prossimo passo è il decentramento – ha proseguito il leader leghista – e se proponiamo il Senato delle Regioni, Berlusconi non ha motivo di dirci di no. Del resto, cosa fa Berlusconi senza la Lega? Niente”. Incalzato dai cronisti, Bossi chiarisce ancora una volta: “Non siamo noi ad avere bisogno di lui”. Video di Franz Baraggino

FONTE : Il fatto quotidiano

Mostra altro

IO QUI IN LOMBARDIA, ACCANTO AI LEGHISTI, NON CI VOGLIO PIU' VIVERE

26 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Fuori i calabresi ? No, Castelli. Fuori lei e il suo sporco razzismo !

 la-padania.jpg

 

Sul quotidiano La Padania, organo di stampa della Lega Nord, appare a caratteri cubitali un titolo inquietante: “Expo, Castelli: fuori i calabresi”. Il Ministro dice di essere preoccupato per le infiltrazioni di stampo mafioso all’interno dei lavori dell’Expo 2015. Quindi, si appresta, “efficiente e solerte” a chiedere un decreto ad hoc per evitare che tali lavori possano vedere la partecipazione di aziende collegate con la ‘ndrangheta. E fin qui sembrerebbe tutto normale (anche se a dirla tutta non si capisce perché solo la ‘drangheta. La camorra è forse consentita? Non sarebbe stato meglio usare un termine generico come mafia o criminalità organizzata?). E’ il seguito che appare ingiurioso e inquietante: “In poche parole, escludiamo le ditte calabresi”. 

Ma Bravo Castelli! Fa bene! Non sia mai detto che anche per l’Expo accada quanto successo per i lavori della Salerno-Reggio Calabria. Ricorda Ministro come si chiamavano i tre azionisti chiave di Impregilo che allegramente elargivano alla ‘drangheta il 3% del valore dell’appalto (e non erano bruscolini!) a titolo di “tassa di sicurezza”? Quelli che mascheravano questo “esborso” illecito di soldi pubblici con donazioni ambientali o a onlus per il contrasto alla fame e alla miseria nei Paesi del Terzo Mondo? Non lo ricorda? Le rinfreschiamo noi la memoria: Zeffirio Benetton, Lavio e Ligresti. Se questi “signori” abbiano o meno antenati calabresi non possiamo saperlo. Di certo sappiamo che sono di Bruzzano un quartiere della periferia nord di Milano. Ops!!

E vogliamo anche parlare delle centinaia ditte del Nord che per anni hanno foraggiato la camorra nell’affare rifiuti, per liberarsi della loro “monnezza” tossica e no, facendo diventare la Campania la pattumiera d’Italia?

Si risente il Ministro perché da “da Saviano a Gratteri a Vendola, ormai sembra diventata un’abitudine sparare sul Nord”. Non ci provi Ministro! Non si azzardi nemmeno ad alimentare odi fratricidi. Al Nord e al Sud ci sono tante persone perbene, che lavorano e vivono degnamente  nonostante lei e i suoi colleghi cerchino in tutti i modi di rendere loro la vita un’erta invalicabile. Se si parla di malaffare al Nord è perché dalla mega “Operazione Arca“, ai tanti dossier fino alle numerose inchieste, i fatti dicono che questo è un “fatto” reale. Così come esiste al Sud. La criminalità organizzata in tutta Italia è una piaga in cui i politici come lei si divertono a rigirare il coltello per tenerla sempre sanguinante e aperta. 

Lei non è preoccupato delle infiltrazioni camorristiche, senza le quali, molti dei suoi colleghi non occuperebbero la poltrona dove si sono fin troppo comodamente seduti. In piena sintonia con la Lega da lei “degnamente” rappresentata, porta avanti un becero, incivile e pure ignorante, tentativo di scatenare un conflitto razziale atto a spaccare il nostro Paese.

 

No. Non fuori i calabresi. Fuori lei, ministro Castelli e quelli come lei. Fuori non solo dal posto che “immeritatamente” occupate, ma anche dall’Italia perché solo così il nostro Paese avrebbe speranza di risalire il precipizio in cui l’avete, irresponsabilmente, gettata.

 

Mostra altro

Nella casa dei RESPONSABILI arriva la disinfestazione ?

26 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Responsabili, tutti contro tutti per 8300 € (oltre i normali 20.000 )

E' uno stipendio da sottosegretario

  Romano-e-Pepe.jpg                                            

di Mario Ajello

ROMA - Fra i Responsabili, l’unico che parrebbe un po’ responsabile è Silvano Moffa: «Basta con questa corsa alle poltrone. Stiamo dando un pessimo spettacolo di noi stessi». Fra i Responsabili, impegnati in una acerrima lotta di tutti contro tutti a caccia di una poltrona da sottosegretario o da vice-ministro (e in palio ce ne sono per ora cinque e poi almeno altre cinque), l’unico paciere e mediatore, sennò s’arriverebbe al reciproco sterminio, è Mario Pepe. Il berlusconiano in prestito al nuovo e assai rissoso gruppo, che già quasi minaccia la crisi di governo, se non viene ricompensato dal Cavaliere.

«Vogliamo almeno un terzo dei sottosegretari del governo Berlusconi!», minaccia Francesco Pionati a nome del suo micro-partitellino, l’Alleanza di Centro, una delle componenti (sono cinque: cinque!) della ”terza gamba” della maggioranza. Pionati spara a zero su Saverio Romano, che è appena diventato ministro: «Ha avuto troppo!». Ossia un dicastero, l’Agricoltura, più la segreteria di presidenza della Camere, con Pisacane.

Antonio Razzi, l’ex dipietrista che doveva avere il mutuo pagato e invece avrebbe incassato per ora la promessa di pubblicare la propria autobiografia con Mondadori e la possibilità d’indicare il candidato sindaco di Francavilla (Abruzzo), ce l’ha con quelli della sua ex componente «Noi Sud» (capeggiata da Enzo Scotti, sottosegretario), perchè pur di avere la presidenza dei Responsabili, con Sardelli, sembrano aver rinunciato, ma non è detto, ad altre poltrone importanti di cui una sarebbe potuta finire sotto il suo popò. Intanto, anche quelli di «Noi Sud» sono invidiosi di Romano, che è già ministro e loro non o non ancora, perchè anche il suo Partito (il Pid) pesca nel medesimo elettorato, meridionale ex democristiano, dei colleghi-rivali.

In Campania, dove «Noi Sud» è forte con Scotti e Milo, Romano ha piazzato Pisacane, che è una vera macchina da voti: se ne porta appresso a decine di migliaia in qualunque partito egli stia, prima l’Udeur, poi l’Udc, poi il Pdl e ora «Noi Sud». E in uno di questi passaggi è anche riuscito a far eleggere la moglie, Vessella Pisacane, con ventimila preferenze al consiglio regionale campano.[...]

Qualcuno non vuole niente: Pepe poteva essere ministro, in ricompensa dei servigi resi al Cavaliere durante la crisi di governo, ma a lui non interessa diventarlo. Grassano, ex leghista e ex diniano, propone: «Rinunciamo a tutte le poltrone! Non possiamo dare dei Responsabili l’immagine di una sporca dozzina». Ma si tratta di casi isolati.

A Montecitorio, si fanno questi scenari o fanta-scenari. Razzi vorrebbe il sottosegretariato agli Italiani nel mondo. Pionati aspirerebbe a diventare vice-ministro della Comunicazione (ma i ”romaniani”: «Non se lo merita, rappresenta solo se stesso!»). Mentre Scilipoti, che gira con auto blu e scorta, e produce cinque o sei comunicati al giorno, ormai viene chiamato l’Oracolo. «Che cosa dobbiamo fare sulla Libia? Guardate il mio comunicato e troverete la risposta ai vostri problemi!». Ormai è in questa dimensione ”oltrista”, rispetto a quella di una poltrona.

 

«Noi Sud» punta a due sottosegretariati, per Milo e Belcastro. Cesario e Calearo: uno all’Economia, l’altro al Commercio estero. Moffa aspirerebbe a prendere il posto di Sardelli come capogruppo. La Siliquini e la Polidori, ex finiane, avrebbero l’assicurazione del premier che le vede a loro volta come sottosegretarie a

qualche cosa. Ecco, sottosegretariati che lievitano, si moltiplicano, si sdoppiano, si triplicano, si spacchettano e vengono mantecati con tanto lievito. Resta però da chiedersi. Visto che un posto da sottosegretario costa ai cittadini 8.300 euro netti al mese, esiste fra i Responsabili qualcuno che merita tanto?

Mostra altro
1 2 3 4 5 6 > >>