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Blog  di Caranas

Sesso eccitazione e disgusto

30 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #CURIOSITA'

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Pensateci bene. Durante il sesso ci sono talmente tanti fattori che, in altri contesti, provocherebbero il nostro disgusto: il sudore, l'alito, la saliva e tutto il resto che potrete facilmente immaginare. Eppure in quei momenti il disgusto è quanto di più lontano dai nostri pensieri. Anzi, certi fattori contribuiscono ad aumentare l'eccitazione e il desiderio sessuale. Possibile? Sì, lo è. E lo hanno dimostrato scientificamente due psicologi olandesi, Charmaine Borg e Peter J. de Jong, dell'Università di Groningen.

Lo studio

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica "Plos One", è stata condotta su un campione di 90 persone, soltanto donne, suddivise in tre gruppi: il primo, a cui sono state sottoposte immagini erotiche specifiche per un pubblico femminile; il secondo, che non è stato condotto invece a uno stato di eccitazione sessuale; un terzo gruppo, con la sola funzione "di controllo". Alle donne è stato chiesto di pulirsi le mani con un fazzoletto usato, lubrificare un vibratore, toccare profilattici usati e bere un sorso di succo di frutta all’interno del quale era ben visibile un grosso insetto.

I risultati

I due esperti olandesi hanno scoperto che le donne eccitate trovavano meno disgustoso portare a termine i compiti collegati al sesso rispetto al gruppo di donne non sottoposte a stimoli eccitanti.


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Zingales: “Monti? Non parlatemi di bis. Rottamiamo i banchieri come Bazoli”

29 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Secondo l'economista, bocconiano come il premier e titolare di una cattedra alla Chicago University, il Presidente del Consiglio ha contenuto i danni ma "non ha mandato popolare". Su D'Alema e il centrosinistra: "E' il leader di quella parte politica che sta lì per fare inciuci col mondo delle imprese"

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“Mario Monti ha contenuto i danni sull’orlo della bancarotta, ma non parlatemi di bis. Non ha mandato popolare ed è il Bondi della politica: chiamato a salvare un’azienda al collasso, come Enrico Bondi a Montedison e Parmalat, taglia ma non rilancia. E i naufraghi della politica si aggrappano al Monti bis come a una scialuppa”. Luigi Zingales, padovano di 49 anni, bocconiano come Monti, non ha bisogno di pesare le parole. Con quella cattedra di economia alla Chicago University, dove insegnava il padre del neoliberismo Milton Friedman, può dire ciò che vuole. È tornato in Italia per lanciare un libro che nel titolo dice tutto: “Manifesto capitalista – Una rivoluzione liberale contro un’economia corrotta”. E già che c’era, è andato alla Banca d’Italia a insolentire il patriarca dei banchieri italiani, Giovanni Bazoli. La sua voglia di rottamazione parte dal potere economico.

 

Oltre al presidente di Intesa Sanpaolo, chi deve andare a casa?

Tutta l’oligarchia del capitalismo, vecchia, inadeguata, incapace di riformarsi.

 

Questa oligarchia distrugge la ricchezza o se ne appropria in modo ingiusto?

Entrambe le cose. Per appropriarsi della ricchezza la distrugge. Molti dicono che il capitalismo di relazione, dove non conta il merito ma vincono i favori tra amici, qualche vantaggio ce l’ha. Non ci credo, ma vorrei discuterne: ho chiesto a Bazoli perché dice che la sua banca cerca l’interesse generale prima del profitto, ma non mi ha voluto rispondere. Il suo culto del profitto non è molto popolare in Italia. Lo so, c’è un’antica cultura anticapitalistica, e quindi diffidenza. Il mio libro in America è intitolato “Un capitalismo per il popolo”, ma qui sarebbe stato tacciato di populismo.

 

I liberisti sono considerati i teorici dell’ingiustizia.

Certo, se il liberismo è praticato come in Italia hanno ragione. Ma il libero mercato, quello vero, è l’antidoto più efficace contro l’ingiustizia sociale. Quando dico meritocrazia, penso che i primi a negarla sono gli oligarchi del capitalismo. Hanno un sistema di intrecci azionari, patti e accordi, per cui sono tutti legati e nessuno giudica nessuno. Io oggi non licenzio te, tu domani non licenzi mia figlia.

 

Capitalismo delle figlie, come quelle di Ligresti?

La Fonsai sarà mica andata a rotoli per colpa dei dipendenti?

 

La figlia di Bazoli che entra nel consiglio di Ubi Banca quando ne esce il padre per incompatibilità, come la spiega ai suoi studenti?

Parto da Alessandro Borgia. È la tradizione cattolica, il potere che si tramanda senza possedere azioni. Episodi del genere dimostrano mancanza di sensibilità, perché il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutamente, come diceva lord Acton.

 

Insegnava a Chicago?

No, storico inglese dell’Ottocento, nato a Napoli.

 

Però è comodo venire qui a sparare a zero con la cattedra a Chicago.

Ah sì, anche perché siamo provinciali. Uno arriva dall’America e tutti stanno a sentirlo.

 

E i colleghi italiani non la chiamano mai per dirle beato te che puoi parlare?

Gli economisti no, ma molti manager e imprenditori mi dicono che tacciono per paura.

 

Paura fa rima con omertà.

Nelle scuole americane ai miei figli insegnano a battersi contro l’ingiustizia, ad avere fiducia in se stessi, a credere che tu puoi fare la differenza. Qui ti insegnano che è tutto inutile, e l’omertà è un obbligo morale.

 

Battersi per la legalità è roba da rompiscatole.

Sì, e mi ribello. Le regole sono essenziali per l’economia. Non c’è liberismo senza legalità. Il mio libro parte da Enrico Berlinguer, che ha sollevato la questione morale. La sinistra è stata l’unica parte politica a battersi contro le porcherie. Mentre la borghesia, per paura dei comunisti, ha difeso l’illegalità.

 

Ma allora c’è il Pd già pronto. Perché il movimento “Fermare il declino”?

Per rompere il legame tra sinistra anticapitalista e sinistra liberale. Se Matteo Renzi vince le primarie sto con lui, naturalmente a patto che cacci gente come D’Alema.

 

Ma D’Alema è un vecchio tifoso del liberismo…

No, è il leader di quella parte del Pd che sta lì per fare inciuci con il mondo delle imprese.

 

Marchionne che definisce “folklore locale” la sentenza sulla discriminazione a Pomigliano, come sta nella classifica liberismo-legalità?

Se ha detto questo dell’applicazione di una legge europea ha sbagliato. Si sta esagerando. I sindacati hanno abusato della giustizia troppo tutelante, ma non si può dare sempre la colpa a chi lavora. All’economia italiana fanno più male gli oligarchi che mantengono il loro potere in un sistema senza regole.

 

Ma lei che ci fa in America, l’ha scelto o non l’hanno voluta alla Bocconi?

A Chicago mi pagavano e mi facevano fare ricerca. In Italia avrei dovuto chiedere soldi ai miei. Lei che avrebbe fatto?

 

Ma adesso che viene a fare? Ci sarà qualcuno che le chiede che vuole, no?

Vengo a cercare qualcuno con cui discutere del futuro del Paese: se un popolo non è in grado di mettere in galera i corrotti non saprà neppure scegliere le tecnologie su cui investire.

 

(da Il Fatto Quotidiano del 29 settembre 2012)

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Ecco la valigetta di Borsellino . La conserva il maggiore Canale

29 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Conteneva la famosa agenda rossa del magistrato, ma all'interno non c'è

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La valigetta di Borsellino nella foto Luigi Sarullo

PALERMO - L'agenda rossa dentro non c'è. Ma c'è la borsa del giudice Paolo Borsellino, la borsa di cuoio al centro di una enigmatica spy story perché compare, sparisce e ricompare vuota sul teatro della strage di via D'Amelio. Eccola vent'anni dopo in una teca, custodita dal collaboratore più fidato di Borsellino, l'allora maresciallo Carmelo Canale, oggi maggiore, ufficiale chiave alla Legione dei carabinieri di Palermo, dopo dieci anni di sospetti e processi, pronto a mostrarla sforacchiata com'è dall'effetto bomba.

Ecco la valigetta di Borsellino

                    

Qualcuno sarà incuriosito da questo scoop oggi in edicola con «S» il magazine del gruppo «I love Sicilia» anche perché pochi avrebbero immaginato che a conservare il prezioso cimelio fosse l'ufficiale incriminato dalla Procura di Palermo e poi sempre assolto, nonostante venti pentiti abbiano tentato di trasformare Canale in un'ombra inquietante del giudice ucciso meno di due mesi dopo il massacro di Giovanni Falcone.

 

«Me la diede la signora Agnese Borsellino...», rivela Canale mentre il fotoreporter Luigi Sarullo inquadra il fronte della borsa devastato dall'esplosione, al contrario della parte posteriore e dell'interno, perfettamente intatti. E questo significa che doveva essere integra l'agenda rossa contenuta in uno degli scomparti con gli appunti di Paolo Borsellino.

 

«Dissi subito che nell'agenda c'erano i numeri di telefono delle persone contattate, che le ragioni della strage andavano cercate nel filone mafia appalti, parlai dell'importanza dell'agenda rossa, ma si cominciò a indagare su tutto questo troppo tempo dopo», rivela Canale allo scrittore Aldo Sarullo che ne raccolse il primo disappunto. «Aveva chiesto di essere interrogato su Capaci, sulle notizie che lui aveva in relazione agli appalti, ma i magistrati di Caltanissetta non lo convocarono mai, come si lamentò...».

 

Il j'accuse di Canale è una ragione in più per riaccendere i riflettori su questa introvabile agenda e sui sospetti rovesciati contro il capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli, inquisito e prosciolto dopo che erano state trovate delle foto in cui figurava a due passi dall'auto di Borsellino mentre si allontana dalla scena del delitto con la borsa in mano.

 

Nessuno ha mai spiegato come quella stessa borsa sia ricomparsa vuota, repertata dall'allora capo della Mobile Arnaldo La Barbera, consegnata agli uffici giudiziari e, dopo qualche tempo, restituita alla signora Borsellino e ai suoi figli, compreso Manfredi, oggi funzionario di polizia.

 

Fonte : Felice Cavallaro Corriere.it

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Un nuovo slogan di partito per Berlusconi

29 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Come farà con gli ex AN ?

Il Corriere della Sera pubblica la notizia senza darle tanta evidenza, e spiega che questo potrebbe essere il nuovo nome e il nuovo simbolo per il suo PdL da rifondare.

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Nulla di definitivo, ma lo slogan che campeggerebbe sarebbe «Per un nuovo centrodestra Italiano», con la parola Italiano scritta in grande. Un modo per evitare di tornare a quella Forza Italia che a lui tanto piacerebbe riesumare, ma che se gli ex An continueranno a rimanere nel partito non sarebbe carino usare. Un modo però per tenere vivo l’aggettivo che, a suo giudizio, serve per coinvolgere gli elettori, ovvero il richiamo diretto al Belpaese. Non è un mistero d’altronde che al Cavaliere non dispiacerebbe presentare una federazione di liste che preveda anche un posto d’onore per gli ex An, e in questa chiave il richiamo al centrodestra e all’Italia sarebbe l’ideale.

Bisognerà vedere se l’idea resisterà ai prossimi sei mesi di scandali annunciati.

f. Giornalettismo

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Monti tentato dal bis (vignetta)

28 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Reazioni contrastanti all'ipotesi di un bis del premier Mario Monti. Al sì convinto dell'Udc, si affianca un Pdl tentato e un Pd  tendenzialmente schierato sul no. Contraria la Cgil, mentre un sì convinto arriva dall'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e dal giornale dei vescovi avvenire.

 

 

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Poesie del ca

28 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

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MI MANCHI

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi.....

.....ma che cazzo di mira c' hai?

 

Ti-amo-vignetta 

AMANTI

Noi amanti perduti nella tempesta

noi amanti battuti dal vento

noi amanti frustati dall'uragano

amore: ma vaffanculo te e il picnic!

 

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HO VISTO

Ho visto gente vivere in baracche

ho visto gente nutrirsi di rifiuti

ho visto gente morire per strada:

vacanze di merda che ho fatto quest'anno!

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NOTTE

E' notte

Un gufo mi guarda

la luna mi sorride

le stelle mi parlano

e le nuvole creano disegni di ogni tipo:

la devo smettere di farmi le canne...

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AVREI VOLUTO

...Avrei voluto avere il tempo di parlarti,

avrei voluto avere il tempo di conoscerti,

avrei voluto avere il tempo di capirti ma..

dopo due minuti me l' hai data!

 

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LETTO

Un profumo nell'aria

dello champagne sulla tavola

un vestito sul tappeto

e nel mio letto tu:

cane di merda!

 

 

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Testata di Zidane a Materazzi diventa statua

27 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

La celebre testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi durante i Mondiali di calcio di Germania 2006 diventa una statua di 5 metri nel cuore di Parigi. Da ieri, l’impressionante scultura in bronzo – del giovane artista algerino Abdel Abdessemed – è stata sistemata nella grande piazza del Centre Pompidou, il museo di arte moderna e contemporanea di Parigi, nel centro della capitale.

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Molti passanti, tra cui numerosi turisti italiani, si sono fatti ritrarre davanti all’opera, intitolata “Coup de tete” (Colpo di testa, ndr) e hanno ricordato la finalissima di 6 anni fa, quando la Francia si inchinò ai rigori davanti all’Italia Campione del mondo. A partire dalla prossima settimana, il Centre Pompidou dedica una grande mostra a Abdessemed, nuova star dell’arte contemporanea, che si ispira spesso a fatti storici.

 

fonte : Blitz

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REVOLUTION

26 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

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poesia di Caranas

 

Aspettando la revolution

 

Ora me ne vado a casa,non ne posso più.

basta con questi oracoli stronzi e ladri

di soldi e di potere.

Magnificat come per Maria ci vorrebbe,

liberiamo il popolo proletario.

Quello vero però,

non quello osannato da politicanti stolti

solo per racimolar voti.

 

E poi ,  trumba per le orecchie,

dicon tutti le stesse cose

in ogni show televisivo,

padrone nel padrone del padrone.

 

Anche le primarie dello schifo…

Che , dove sei ?

Vieni a farmi compagnia,

io non posso ancora venir lassù.

 

Devo ancora galleggiare

in questo mare di merda

dove i bei colori son spariti

e il grigio domina sul rosso.


È duro ritrovare

tra le mille e mille facce 

intestardite,  sorridenti ebeti,

calde stupite amorfe grigie facce.


Altro che molotov,

non più pensieri ma azioni vere.

Il popolo è stanco

stanco anche di aspettare.

Ma non ha coglioni

e subirà,

subirà,

subirà,

subirà fino all’estremo spasimo

 

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La Minetti non si dimette e sfila

25 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

 

La Minetti sfila con disinvoltura, Formigoni barcolla  (vignetta Caranas)

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Per accendere ulteriormente i riflettori sulle sfilate , Nicole Minetti, Melissa Satta ed Elisabetta Gregoraci, che hanno incantato il pubblico sfilando per tre diverse case di costumi da bagno.

Nicole Minetti è quella che ha suscitato più scalpore, dato il suo impegno politico che secondo molti non è congruente con le sfilate di moda, dati anche i recenti trascorsi della consigliera regionale della Lombardia, che più volte è stata esortata a rassegnare le dimissioni dall’incarico politico.

In passerella la Minetti è stata perfettamente a suo agio, indossando due creazioni della Parah che ne esaltavano le forme provocanti e sinuose, mettendo in risalto un fisico pressoché perfetto e un lato b di tutto rispetto. Di lei e della sua sfilata, ha parlato anche The Guardian, perché non è comune vedere un politico che sfila sulle passerelle, in costume da bagno, con tale disinvoltura.

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LA POLVERINI SI DIMETTE

24 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

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Tanto chiacchieriamo, chiacchieriamo...

E i ladri restano sempre al loro posto indisturbati !

Non sappiamo fare di più.

Anzi, c'è perfino chi ancora li difende.

 

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