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Blog  di Caranas

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23 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #CURIOSITA'

 

ragazza-che-mangia-il-gelato.jpeg

In classe la maestra si rivolge a Gianni e gli chiede: «Ci sono cinque uccelli appollaiati su un ramo. Se spari a uno degli uccelli, quanti ne rimangono?' Gianni risponde: "Nessuno, perché con il rumore dello sparo voleranno via tutti". La maestra: "Beh, la risposta giusta era quattro, ma mi  piace come ragioni".

 Allora Gianni dice "Posso farle io una domanda adesso?" La maestra Va bene. "Ci sono

tre donne sedute su una panchina che mangiano il gelato. Una lo lecca delicatamente ai lati, la seconda lo ingoia tutto fino al cono, mentre la terza dà piccoli morsi in cima al gelato. Quale delle tre è sposata?" l'insegnante arrossisce e risponde: "Suppongo la seconda... quella che ingoia il gelato fino al cono" .

 Gianni: "Beh, la risposta corretta era quella che porta la fede, ma... mi piace come ragiona"!!!

Morale: Lasciate che prevalga sempre la ragione.

 

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23 settembre : San Marchionne

23 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

         Marchionne.. tu du du.. in cerca di guai..

Padre-Marchionne.jpg

La nuova scommessa di Marchionne: "Fiat, impegno a restare in Italia" D'altronde in Italia si mangia benissimo.

John Elkann: «Marchionne ha il sostegno della famiglia». Mafiat.

( battute da Twitter )

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Il vero motivo per cui la Polverini non si dimette

23 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Polverini-vignetta.jpg

Come previsto, dopo avere votato i tagli il Pd torna a chiedere le dimissioni della presidente della Regione Lazio Renata Polverini e, dopo avere già presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ora i gruppi di opposizione in consiglio, annuncia di avere iniziato una raccolta firma per le dimissioni dei propri esponenti da consiglieri regionali.

L'auspicio, come ha precisato ieri il capogruppo Esterino Montino, è che "l'iniziativa venga accolta anche da tutti i consiglieri di opposizione, da tutti coloro che non sopportano più  di assistere inermi alla deriva della Regione Lazio". Sel, Idv e Verdi hanno già idealmente aderito.

Potrebbero però non bastare, per porre la parola fine alla legislatura targata Polverini, servono le dimissioni di 36 membri, mentre le opposizioni ne contano 'solo' 27. Servirebbe dunque che si dimettesse anche qualcuno della maggioranza e, anche in questo caso, non basterebbe neanche l'abbandono dell'Udc, che pur aveva precisato di volere dare alla Polverini un appoggio "a tempo", perché anche così il totale sarebbe di 35.

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Mussolini - da disertore a Duce

21 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Mussolini e Nenni sotto le armi (nel '15)

 Mussolini.jpeg

Dopo un comizio socialista in piazza, la folla si diresse vociando verso la stazione ferroviaria dalla quale partivano le tradotte militari per la Libia. I treni erano carichi dei richiamati della classe '88, congedati solo 20 giorni prima. Alla testa dei manifestanti erano due giovani sindacalisti, Pietro Nenni (il repubblicano segretario della Federazione Braccianti della "Nuova Camera del Lavoro" di Forlì) e Benito Mussolini. Riunita una squadra di gente decisa, riuscirono a rovesciare un vagone facendo poi distendere sui binari donne e bambini.  I soldati venivano letteralmente strappati dal treno senza che i carabinieri e la cavalleria, arrivata in rinforzo, potesse farci nulla. Il brigadiere dei carabinieri intuì che se avesse colpito i capi dei rivoltosi forse avrebbe avuto partita vinta. Nenni si prese allora una sciabolata alla testa. Col ricovero di Nenni e la sparizione di Mussolini la manifestazione si sciolse. Il 14 ottobre (siamo nell'11) il governo li fa arrestare entrambi e mette dentro anche Aurelio Lolli, portiere della C.d.L. per attentato alla libertà di lavoro (picchettaggio), resistenza alla forza pubblica e incitamento all'odio di classe. Condannati in primo grado, sono trasferiti in carcere a Bologna ad attendere l’appello, dibattuto il 19 febbraio 1912: la sentenza infligge sette mesi e mezzo a Nenni, cinque mesi e mezzo a Mussolini.  Da dove veniva questo capopopolo 27enne antimilitarista chiamato dai socialisti Duce?. Il padre Alessandro gli impose il nome Benito il 29 luglio 1883 in memoria di Benito Juarez rivoluzionario americano. La madre maestra (Rosa Maltoni morta nel 1905) fu la sua prima insegnante e la sua sponsor dai salesiani dove prese, lui stesso, il diploma di maestro. La sua passione di arringare la folla, teneva incollato chiunque passasse durante le sue sfuriate oratorie, sia che fossero storiche sia politiche. Il primo incarico da maestro lo ha a Gualtieri di Reggio Emilia dove diventa anche segretario di sezione dei socialisti. La sua anima inquieta (e storie con donne del paese) lo conducono presto fuori dai confini nazionali, in Svizzera, dove oltre all'apprendimento del tedesco (insegnava già francese) e delle teorie di Pareto*, insegna  italiano agli emigranti per la licenza elementare

Il soggiorno di Mussolini in Svizzera si protrae dal 1902 al 1904, età in cui in Italia lui, dell'83, avrebbe dovuto fare il servizio militare. Il 30 aprile 1904 Mussolini viene dichiarato disertore per non aver risposto alla chiamata. Questa era la regola, ma difficilmente un emigrato definitivo ritornava. Ma Mussolini ritorna e viene spedito in caserma di punizione a Verona (è il 30 dicembre 1904). Una amnistia generale lo salva dalla condanna, ma non dal servizio al 10° bersaglieri.  Congedato ritorna a fare il maestro, qua e là (una esperienza definita negativa narrata a Tolmezzo. A Trento (Austria) conosce Cesare Battisti e Alcide De Gasperi (con cui ha spesso diverbi) e la polizia che lo mette alla porta. . Un po' scornato torna a Forlì dal padre, porto sicuro dopo ogni avventura. Il padre intanto, rimasto vedovo, gestisce un'osteria "Il bersagliere"  con la sua compagna, Anna Lombardi vedova Guidi, che si porta appresso una figlia, Rachele Guidi, frutto forse di una vecchia relazione. Fra Benito e Rachele (1908) c'erano 10 anni di differenza ma la scintilla vista anche la bellezza di lei non tarda a scoccare. Oggi agitatore, domani carcerato continua quella vita pericolosa con un'ispirazione in più che adesso gli viene  da Nietzsche. Il 9 gennaio 1910 gli arriva la nomina a segretario provinciale socialista e uno stipendio di 120 lire. Presa Rachele se ne va a vivere in una stanza in affitto dove nasce Edda. Il 14 ottobre 1911 Mussolini viene arrestato in relazione a quei moti di piazza detti all'inizio e incarcerato. ”se mi assolvete, mi fate un piacere, se mi condannate, mi fate un onore”. Lo condannarono ad un anno insieme a Nenni pena poi ridotta a 5 mesi e mezzo. Fu la sua fortuna. La carcerazione non fa che aumentare la sua popolarità. Il condannato Mussolini non faceva vita comune coi compagni, passava invece il suo tempo cercando di raggranellare qualche soldo traducendo dal tedesco un testo tecnico di tintoria  per un amico. Rachele, con la piccola Edda al collo, gli portava in carcere il pranzo che i titolari della tintoria fornivano per entrambi. Il 12 marzo 1912 è di nuovo libero. Alla vigilia della Grande Guerra dalle pagine dell'Avanti, di cui è diventato direttore, promuove un referendum pacifista. Ma passa solo un mese e lancia il suo appello interventista. Radiato dal partito e dal Giornale fonda a Milano il 15 novembre 1914 il Popolo d'Italia sovvenzionato dai grandi industriali del Nord (e si dice dai francesi ma anche degli Inglesi qualche anno dopo). Samuel Hoare (futuro ministro degli esteri) decise di finanziare Mussolini con 100 sterline alla settimana in cambio dell'impegno mantenere e sostenere la linea bellicista. La paura inglese era che l’Italia, dopo Caporetto, chiudesse con una pace separata il fronte. Tramite l'MI5 iniziò quindi a finanziare (fondi riservati) i gruppi interventisti (Mussolini) italiani. "Mobiliterò i mutilati di Milano, che spaccheranno la testa a ogni pacifista che tentasse di tenere una manifestazione di strada contro la guerra" gli rispose questi.

                                  FOGLIO MATRICOLARE DI MUSSOLINI 

matricolare1.jpg

Contrassegni personali, cognizioni speciali, matrimoni e vedovanze

Statura: m. 1,69      Torace: m. 0,89

Capelli - colore: Neri - forma: Liscia

Viso: Lungo

Colorito: roseo

Occhi: neri

Sopracciglia: nere

Fronte: bassa

Naso: grosso

Bocca: giusta

Dentatura: sana

Mento: sporgente

Segni particolari: Neo al collo

Nell'atto dell'arruolamento - sapeva leggere: Si - sapeva scrivere: Si -

Professione e mestiere: Studente

Grado di istruzione: Iscritto al primo anno Legge e scienze sociali.

ARRUOLAMENTO, SERVIZI, PROMOZIONI ED ALTRE VARIAZIONI MATRICOLARI

Soldato di leva Ia categoria classe 1883 Distretto Forli'

lasciato in congedo illimitato - Consolato di Bellinzona, li 25 giugno 1903

Designato per la ferma di due anni

Chiamato alle armi e non giunto, senza giustificato motivo il  27 Marzo 1904

Dichiarato disertore per non aver risposto alla chiamata

alle armi della sua classe,  li 30 aprile 1904

Denunciato lat. al tribunale Militare di Bologna, li 1 maggio 1904

Condannato in contumacia ad un anno di Reclusione

Militare per diserzione semplice  - sentenza del Tribunale

Militare di Bologna in data 2 agosto 1904.

Costituitosi al distretto suddetto, li 25 novembre 1904

matricolare2.jpg

Dichiarata prescritta l'azione penale per il reato di diserzione

da sentenza Tribunale Militare di Bologna in data 5dicembre 1904

Trasferito alla classe 1884 per interruzione della ferma di mesi 8, li 5 dicembre 1904

Rinviato in congedo illimitato provvisorio con l'obbligo di

presentarsi alle armi alla Chiamata Generale della classe 1884, li 5 dicembre 1904

Chiamato alle armi e' giunto 30 dicembre 1904

Tale nel 10° Reggimento Bersaglieri, li 9 gennaio 1905

Tale effettivo al Deposito Bersaglieri di Bologna inviato in congedo

illimitato, li 11 settembre 1906

Concessa dichiarazione di buona condotta

Chiamato alle armi per istruzione e non giunto, li 18 agosto 1909

Dispensato dall'istruzione perché  all'estero, con regolare nulla osta, li 18 agosto 1909

Tale nella Milizia Mobile in detto, li 31 dicembre 1913

Chiamato alle armi in base al R. Dt. 22 maggio 1915 ... circolare 370 - 660 del g. m.

e giunto al 12 Reggimento Bersaglieri, li 31 Agosto 1915

Tale nel 7° Reggimento Bersaglieri, li 3 settembre 1915

Tale nell'11° Reggimento Bersaglieri, li 13 settembre 1915

Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, li 13 settembre 1915

Caporale in detto, li 1 marzo 1916

Caporale maggiore in detto, li 31 agosto 1916

Ricoverato all'ospedale da Campo N. 46 per feriti, li 23 febbraio 1917

Sergente di squadra in detto, li 25 febbraio 1917

Ricoverato all'Ospedale Territoriale C. R. N. 3 in Milano, li 2 aprile 1917

Inviato in licenza di convalescenza della durata di un anno con

trasferta di 1° categoria, Destinazione Direzione Ospedale Militare Milano, li 1° agosto 1917

Partito da territorio dichiarato in stato di guerra per recarsi in licenza, li 1 agosto 1917

 

Rientrato all'ospedale Militare di Milano alla scadenza della licenza di convalescenza, li 1 agosto 1917

Rientrato in licenza di convalescenza di mesi sei con assegni con

determinazione della direzione del suddetto ospedale, li 1 settembre 1918

Considerato in licenza illimitata - Circ. 996 del g.m. 1918, li 28 dicembre 1918

Considerato in congedo illimitato - Circ. 424 - g.m. 1919, li 15 agosto 1919

Prosciolto definitivamente dal servizio - Circ 580 g. m. 1922, li 31 dicembre 1922

Liquidatogli un assegno temporaneo di 9° categoria pari all'importo della

pensione di Ottava categoria, riconosciuto idoneo al servizio sedentario,

dispaccio ministeriale n. 492136 - T - del 16 febbraio 1922.

matricolare3.jpg

CAMPAGNE, AZIONI DI MERITO, DECORAZIONI, ENCOMI, FERITE, LESIONI, FRATTURE, MUTILAZIONI IN GUERRA OD IN SERVIZIO

Il 23 - 2 - 917 mentre assisteva alle istruzioni del lancio delle Bombe con cannoncino

Ansen allo scoppio, inopinato dell'arma, rimaneva ferito alla faccia, alla

regione anteriore della spalla destra, alla regione sottoascellare destra ed

ad entrambi gli arti.

 

Campagna di guerra 1915 - 16 - 17-

 

Autorizzato a fregiarsi della Medaglia Commemorativa Nazionale della

guerra 1915 - 1918 istituita con R. Dt. N. 1.241 in data 20 luglio 920

ed apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di

Campagna 1915 - 16 - 17 -

 

Autorizzato a fregiarsi della medaglia inter Alleata  della Vittoria R. Dt. del Dicembre ... (?)

 

Autorizzato a fregiarsi della Medaglia ricordo dell'Unita' d'Italia di cui al R. Dt. 19 ottobre 1922 n.... (?)

 

L'UFFICIALE ADDETTO                  IL TENENTE COLONNELLO

..........................................(?)         CAPO UFFICIO RECLUTAMENTO

                                                      ………………………………………… (?).


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Meda, il sindaco zittisce in tv la Mussolini “per parlare dei problemi della gente”

21 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Nell'ultima puntata di Piazza Pulita Gianni Caimi si è guadagnato gli applausi del pubblico rispondendo in malo modo alla deputata del Pdl. La sua è una storia particolare: infermiere in pensione, è diventato primo cittadino della roccaforte leghista per un voto. "Mi hanno fatto incazzare, parlano di sprechi e non di come stanno male le persone"

Da Meda, il sindaco infermiere, con la sua fascia tricolore, è arrivato in televisione per colpire politici e giornalisti “che ricevono i finanziamenti statali”, conquistando in pochi minuti la celebrità. “Mi hanno fatto incazzare, non ce l’ho fatta più, questi ci stavano prendendo in giro: la gente è ridotta male, i Comuni non ce la fanno e Berlusconi sulla barchetta mi dice che vuole togliere l’Imu, se lo fa qui a Meda chiudo la saracinesca”, ha poi commentato telefonicamente al Fattoquotidiano.it. Gianni Caimi è uno che pensa e vive come i cittadini che rappresenta. Dopo 40 anni passati a lavorare come infermiere al Pronto soccorso, a sessant’anni, ormai in pensione si è dedicato alla sua grande passione: la montagna, iscrivendosi al Cai. La storia di molti nella Provincia monzese a ridosso della grande Milano. A fare il primo cittadino di Meda, una città roccaforte leghista da sempre, ci è arrivato quasi per caso. Mai un’esperienza politica, mai un incarico, solo un po’ di attivismo nei sindacati. Una storia quasi incredibile. Era iscritto al Partito democratico ed era uno vicino alla gente il ‘Gianni’.

Il ‘Gianni’ non le manda a dire e più di una volta anche in Consiglio comunale se l’è presa con i giornalisti “che scrivono sempre quello che vogliono”. E ieri sera a Piazza Pulita, ha fatto la stessa cosa. “Non sono mai stato diplomatico e non cambio nemmeno se faccio il sindaco”, ha spiegato. Fare sbrigativo e diretto ai limiti dell’improperio se l’è presa prima con il conduttore Corrado Formigli: “Non invitatemi più, è di una tristezza vedere questa classe politica e questi giornalisti giornalai”. E ha rimediato un applauso scrosciante dal pubblico.

Per Gianni Caimi i problemi sono altri. “Ricevo tutte le settimane cittadini di Meda che hanno perso il lavoro e la casa e mi dicono: ‘I miei figli mi sputano addosso e noi siamo qui a parlare di chi ci ha messo in questa situazione e arriva con la nave”, ha sbottato all’indirizzo di Silvio Berlusconi. E non appena la deputata Alessandra Mussolini ha cercato di interromperlo dicendo “Quello ha un nome e gli porti rispetto”, lui le ha risposto al limite dell’insulto, con quel modo che in Brianza si chiama ‘tagliato con la scure’: “Stai zitta per favore quando parlo io, a me non me ne frega se sei onorevole o nipote di qualcuno”. E si è rimediato un altro applauso dalla gente.

Tratto da Il Fatto quotidiano.it

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Le poesie di Caranas

20 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

Ritorno in apatia

 A-Ritorno.jpg

 

Ora vedo la pianura con filari d’alberi a confine

e vi affondo gli occhi catturandola

aderente alle pareti dello stomaco

come un guanto di trasparente lattice.

 

Stiamo arrivando, tra poco saremo in Centrale.

Incomincia a piovere  e quel verde si offusca .

Ci sta proprio bene  una lavata al cuore,

ed anche alla mente.

 

Tutu- tum,  tutu-tum,  mi è rimasto nelle orecchie

per tutta la notte, ora non lo sento più,

siamo in Lombardia.

Tutto scivola col niente da spiegare.

 

Allento piano  la presa d’appoggio

e cerco vie d’uscita.

No, non si può fumare .

 Il crampo torna con la realtà

oltre la lucida fibra dei sensi

col cielo  grigio in aria che palpita di brezza.

 

Solo venti minuti ancora,

poi quel buco scuro  ci ammanterà

e ricomincerà il trantran.

E’ passata la notte , ma non la stretta.


Tutti i diritti sono riservati by Carmelo Anastasio (2001)

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L'esca del cainano

19 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

L'esca del nano

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SPUNTA FUORI UN FRAMMENTO DI PAPIRO SBIADITO DEL IV SECOLO IN CUI SI LEGGE (A MALAPENA): “E GESÙ DISSE LORO: 'MIA MOGLIE...'”

19 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Il vangelo della moglie di Gesù

 papiro-prova-gesu-189805_tn.jpg

"E Gesù disse loro: 'mia moglie...'". Sono le inaspettate parole scritte in lingua copta su un frammento di papiro del IV secolo d. C. reso pubblico per la prima volta ieri a Roma al decimo Congresso internazionale di studi copti (ancora in corso) da Karen King, studiosa del primo Cristianesimo e docente presso la Harvard Divinity School. È la prima (e unica) volta, come sottolinea lo Smithsonian Magazine, che si viene a conoscenza di un testo antico in cui si accenna a una moglie di Gesù, identificabile con Maria Maddalena.

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Il frammento, vergato con inchiostro su papiro, è molto piccolo, appena 4x8 centimetri, circa le dimensioni di una carta di credito, e quasi completamente illeggibile: otto frasi sono intellegibili su uno dei due lati e appena poche parole sull'altro nel quale l'inchiostro è quasi completamente sbiadito. Trentatré parole in tutto.

 

Il testo è un dialogo tra Gesù e i suoi discepoli e apparterrebbe a quello che King ha battezzato Gospel of Jesus' wife, ovverosia il Vangelo della moglie di Gesù, scritto originariamente in greco. A causa della sua somiglianza con altri testi come il Vangelo di Tommaso e il Vangelo di Filippo, viene fatto risalire alla seconda metà del II secolo d.C.

 

"Non è certo una prova del fatto che Gesù avesse una moglie", specifica subito Karen King: "quanto di quello che nel II secolo d.C. qualcuno aveva la certezza che fosse sposato. Del resto - continua la storica statunitense - non vi sono neanche prove certe del fatto che Gesù non fosse sposato anche se la tradizione cristiana ha sostenuto questa posizione".

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È interessante, fa notare la studiosa, che è sempre nel II secolo d.C. che compaiono i primi testi che raffigurano Gesù come uomo celibe. Un periodo troppo lontano da quello in cui Gesù ha vissuto perché qualunque testo possa essere come una definitiva prova storica, in un senso o nell'altro. " Tuttavia, questa è la prova che l'intera questione sullo stato civile di Gesù è nata in quel periodo, più di un secolo dopo la sua morte, come parte del dibattito tra i primi cristiani sulla condotta più idonea in termini di sessualità e matrimonio".

 

Ma come fare a dire che questo frammento, che getta acqua su un fuoco antico quasi 2.000 anni, non è un falso? La stessa King era molto scettica riguardo l'originalità del frammento quando per la prima volta, nel 2010, venne contattata dal suo proprietario, un collezionista rimasto anonimo, perché lo studiasse: " Non credevo che si trattasse di un pezzo autentico e ho detto che non ero interessata a vederlo". Il proprietario però insistette e ottenne un colloquio nel marzo di quest'anno, durante il quale lasciò alla storica di Harvard il prezioso frammento.

Vederlo non bastò alla ricercatrice per convincerla a occuparsene sul serio, tuttavia fu sufficiente per chiedere l'intervento di due esperti. I primi a essere contattati, come racconta il New York Times, sono stati Roger Bagnall, papirologo e direttore dell' Institute for the Study of the Ancient World della New York University e AnneMarie Luijendijk docente di un corso sul Nuovo testamento e il primo Cristianesimo alla Princeton University.

 

I due hanno esaminato attentamente il frammento non trovando nessun buon motivo per metterne in dubbio l'autenticità. Al contrario ne trovarono diversi a favore come l'assorbimento dell'inchiostro da parte delle fibre di papiro, tale da rendere il testo quasi illeggibile. " Sarebbe stato impossibile da falsificare", ha dichiarato Luijendijk. Anche l'analisi grammaticale e ortografica condotto da Ariel Shisha-Halevy, docente di linguistica ed esperto di lingua copta della Hebrew University di Gerusalemme, ha ottenuto lo stesso verdetto. " Sono convinto - sulla base dello studio del linguaggio e della grammatica adoperati - che il testo sia autentico".

 

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Ovviamente queste analisi non sono sufficienti per dichiarare con certezza che si tratti di un pezzo autentico, e ne saranno necessarie altre, come quelle sulla composizione chimica dell'inchiostro. Tuttavia hanno dato a Karen King un buon motivo per cominciare a lavorare sul serio alla traduzione e interpretazione del testo. Un lavoro di mesi che ha portato alla scoperta della testimonianza di un possibile matrimonio di Gesù e Maria Maddalena e alla scrittura di un paper che sarà pubblicato il prossimo gennaio sulla Harvard Technological Review.

 

Quale sarà l'effetto di questa scoperta sull'infinito dibattito cristiano a proposito di matrimonio e sessualità non si può ancora prevedere, tuttavia il testo del frammento solleva questioni che non possono rimanere irrisolte, come sottolinea la storica di Harvard: " Come mai sono sopravvissuti fino a oggi solo testi scritti a favore del celibato di Gesù? E come mai tutti quelli che mostravano una relazione intima con Maddalena o un eventuale matrimonio sono andati perduti? È stato solo un caso? O è stato perché quella del celibato era divenuta l'opzione più conveniente per il Cristianesimo?". E, aggiungiamo noi: che Dan Brown ci avesse azzeccato col Codice da Vinci?

 

fonte : C.Visco per "Wired.it"

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Primarie PD - Renzi è pronto, Vendola tentenna

19 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Matteo Renzi, il rottamatore,  lancia la sua campagna per le primarie del Pd e la battaglia a distanza con il leader del partito democratico Pier Luigi Bersani, mentre Nichi Vendola ha annunciato che dirà tra un paio di settimane se intende o meno partecipare alle primarie. "Ho preso due settimane di tempo per sciogliere la questione - ha spiegato in un'intervista a "Pubblico" - Farò un discorso a fine mese. Se sceglierò di partecipare, è ovvio che sarò disponibile a sostenere chi vince, anche Renzi".

Vendola ha poi spiegato che quanto alle alleanze"la distanza con Di Pietro si è accorciata perchè l'Idv a un certo punto ha fatto un'inversione a 'U' sui temi sociali e del lavoro. Da quel momento in poi per me ci sono tante distanze con tanti interlocutori: con l'Udc sono incolmabili, con l'Idv no", distanze che comunque persistono con il Pd che "ha votato provvedimenti normativi da brivido. Ma noi che dobbiamo fare? O uno si presenta al mondo dicendo 'votate la mia splendida solitudine, oppure prova ad immaginare qual è il migliore protagonista potenziale per un avanzamento dell'Italia, sapendo che è un avanzamento che parla all'Europa".

 

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