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Blog  di Caranas

Sigonella, un anniversario taciuto

13 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Quest’anno l’anniversario del “braccio di ferro” di Sigonella tra l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi ed il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan stia passando così sotto silenzio. Raramente come di questi tempi, infatti, il nostro Paese s’era ritrovato in una simile condizione di vassallaggio e sottomissione agli interessi atlantici, ovvero, senza troppi giri di parole, nordamericani. Il confronto tra Craxi e Monti, per non parlare del ministro Giulio Terzi, risulterebbe allo stesso tempo penoso e fastidioso.

Ma cosa successe esattamente in quell’intensa settimana di ventisette fa?

Il 7 ottobre 1985, di lunedì, un commando palestinese sequestra la nave da crociera Achille Lauro con a bordo 545 passeggeri mentre si trova in acque egiziane e la dirotta verso la Siria. Il giorno successivo la nave è in vista della Siria, che tuttavia non consente all’approdo. I dirottatori uccidono il cittadino americano d’origine ebraica Leon Klinghoffer. La notizia giunge immediatamente in patria. Scattano a quel punto complesse trattative tra il commando e l’OLP, che ottiene di far rientrare l’Achille Lauro a Port Said, in Egitto, dove gli ostaggi vengono liberati.

Siamo ormai giunti al 10 ottobre ed il governo statunitense reclama l’estradizione del commando palestinese alle autorità egiziane. Interviene Bettino Craxi, da sempre vicino alla causa palestinese, che avvia trattative con l’OLP affinchè i quattro dirottatori siano giudicati in Italia. Diritto della navigazione e diritto internazionale alla mano, infatti, una nave è territorio della bandiera che batte e per tale ragione l’assassinio di Leon Klinghoffer deve considerarsi avvenuto in Italia.

Nel frattempo, però, Hosni Mubarak ha già preso la decisione di spedire il commando in Tunisia, che negli ultimi anni di Bourguiba è divenuta quartier generale dell’OLP. I quattro dirottatori, due intermediari palestinesi nominati da Arafat, Abu Habbas ed Hani el-Hassan, un ambasciatore egiziano ed alcuni uomini del servizio di sicurezza del Cairo vengono così imbarcati su un aereo di linea appositamente requisito dal governo al quale, tuttavia, Tunisi nega il permesso d’atterrare.

A quel punto l’aereo viene intercettato nel Canale di Sicilia da caccia statunitensi F14. Washington chiede al governo italiano di poterlo far atterrare presso la base NATO di Sigonella, in provincia di Siracusa. Craxi concede l’autorizzazione. E’ ormai la mezzanotte di giovedì 10 ottobre.

A mezzanotte e quindici minuti l’aereo atterra nella base di Sigonella. Ad attenderlo sulla pista, con l’ordine di circondarlo, ci sono i soldati italiani: per la precisione 20 Carabinieri e 30 uomini della Vigilanza Aeronautica Militare (VAM). Sei minuti dopo atterrano due C141 statunitensi. Armi in pugno, scendono 50 militari della Delta Force guidati dal Generale Steiner. Si dirigono verso il Boeing egiziano, ormai fermo sulla pista, e lo circondano a loro volta. Hanno ricevuto l’ordine di farsi consegnare l’aereo egiziano e Abu Abbas, identificato come il vero comandante del commando palestinese.

A mezzanotte e quarantacinque minuti Bettino Craxi ordina all’ammiraglio Fulvio Martini, allora capo del SISMI, d’assumere le operazioni militari per il rispetto della sovranità nazionale italiana. Craxi rivendica le proprie ragioni: per il diritto internazionale l’omicidio è come se fosse avvenuto in territorio italiano ed inoltre non esistono ancora prove che sia Abu Abbas il vero colpevole. Mezz’ora più tardi giungono così a Sigonella dalle vicine caserme di Catania e Siracusa nuovi rinforzi militari italiani che circondano a loro volta gli uomini della Delta Force. Italiani ed americani si trovano disposti in tre cerchi concentrici, con un’autocisterna, una gru e mezzi anti-incendio chiusi a chiave e piantonati dinanzi ai velivoli onde impedir loro di muoversi dalla base ed ivi disposti su ordine della torre di controllo da parte del Capitano Marzo. Seguono a quel punto minuti d’altissima tensione, nei quali si sfiora lo scontro tra italiani e statunitensi.

Steiner, collegato con gli Stati Uniti in tempo reale grazie ad apparecchiature satellitari, avverte il colonnello Ercolano Annicchiarico d’essere in contatto con lo Studio Ovale: “Il Governo Italiano ha promesso di consegnarci i palestinesi; non capisco la resistenza di voi militari”. L’ammiraglio Martini chiama a Roma e fa quindi rispondere a Steiner: “Abbiamo istruzioni di lasciarli lì”. Le autorità italiane, infatti, restavano convinte che in assenza di richiesta d’estradizione non sia consentito a nessuno di sottrarre alla giustizia italiana persone sospettate d’aver preso parte ad un atto criminale avvenuto in territorio italiano.

Da Washington giungono immediatamente al governo italiano intimazioni rivolte per via diplomatico – militare, nelle quali la questione viene semplicemente presentata come un’operazione di polizia internazionale in cui poco importano le diverse priorità imposte dall’ordinamento giuridico italiano. Non avendo ottenuto risposta positiva, il presidente statunitense Reagan, infuriato per il comportamento italiano, telefona nel cuore della notte a Craxi per chiedegli la consegna dei dirottatori. Craxi non si smuove dalle sue posizioni: i reati sono stati commessi in territorio italiano e quindi sarà l’Italia a decidere sull’estradizione.

Alle 5.30, quando su ordine di Craxi il generale dei Carabinieri Bisogniero fa intervenire a Sigonella i blindati dell’Arma dei Carabinieri ed altri rinforzi, il reparto d’attacco americano ricevette l’ordine di rientrare. A quel punto la polizia italiana arresta i quattro dirottatori.

Nella tarda mattinata l’ammiraglio Martini arriva a Sigonella per avviare una trattativa con gli egiziani rimasti a bordo dell’aereo. Si decide di trasferire l’aereo a Ciampino e di scortarlo con aerei da caccia dell’aviazione italiana. E qui avviene la penultima sorpresa: alle 21.30 un caccia americano F14 tenta d’interferire con l’aeroconvoglio italiano allo scopo di dirottare il Boeing egiziano, ma senza riuscirvi. L’ultima sorpresa è alle 23.00 quando, atterrato il Boeing a Ciampino, un secondo aereo militare americano dichiara l’emergenza e chiede l’autorizzazione all’atterraggio immediato, ottenendola. Una volta atterrato, si dispone di traverso sulla pista con l’evidente intenzione d’impedire all’aereo egiziano ogni ulteriore manovra. L’ammiraglio Martini comunica al pilota americano d’avere solo cinque minuti di tempo per liberare la pista, perchè dopo ordinerà di buttarlo fuori con le ruspe. Al terzo minuto il caccia F14 riparte, sconfitto.

Finisce così il braccio di ferro di Sigonella.

 

Fonte : Stato & Potenza

 

 

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UE : PREMIO NOBEL PER LA PACE

13 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Se il premio è un Nobel per la pace, il morto ci può anche scappare

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e Obama ? L'ha già ricevuto per la morte di Bin Laden

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Tre vignette fresche fresche su Formigoni. Buona serata !

12 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Formigoni non molla ! Non ha imparato nulla dalla Polverini e forse neanche da Berlusconi.

Formigoni e for me gone

Formigoni a 24Mattino: "Nel 2010 c'erano strane voci su Zambetti...". Ma poverino, non si è accorto che era dialetto calabrese ! 

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Formigoni: "Se cado io, viene giù tutto il Nord". Ma no, stai tranquillo, stattene dove sei che al Sud  di ‘ndrangheta ce n’è fin troppa. E poi noi abbiamo Scopelliti !

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Lasciti e addii d’amore

10 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

“ In amore vince chi fugge “ ...   sarà vero ?

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Microracconti, citazioni, aforismi, massime sulla crisi di coppia, nella convinzione che, al di là di discorsi troppo elaborati, ogni abbandono amoroso si riduce a un “Ti lascio perché…”

Si potrebbe scriverci un libro, giusto per cercarvi nella stesura e nella lettura una giustificazione plausibile ai sempre più frequenti e sofferti addii d’amore. Un bel libro farcito di  cinismo, amarezza, ironia  sugli universali abbandoni dell’amore. Una carrellata ritmata dalle situazioni surreali e comiche  che aiuta i ricordi e cancella i silenzi.

Una possibilità in più di capire l’amore, per chiunque soffra di sindrome dell’abbandono.

 

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Sognando il vecchio partitone comunista italiano

9 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

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Inutile pensarci, la nostra storia, quella del comunismo italiano, quella che nel 1976  arrivò a  12 milioni di voti (34,4 %), non è più quella gloriosa di allora ed anche Bersani lo sa. Di più non si può fare, un pragmatismo che sa molto di tramonto, adda passà a nottata diceva il grande Eduardo, tramonto più che sol dell’avvenire. E tutto questo proprio nel momento in cui il capitalismo è in forte crisi a livello globale , crisi priva di sbocchi proprio  per l’assenza di un forte sistema comunista che fino a qualche anno fa ha rappresentato un serio competitore che dava energia al capitalismo internazionale e gli faceva trovare i giusti anticorpi per rigenerarsi. Morto il PCI ( quello cinese è altra cosa che si rigenera proprio col capitalismo) , caduto il muro di Berlino, già con l’ascesa di Boris Eltsin al potere in quel territorio che era la culla tradizionale del comunismo internazionale, il capitalismo diventò “sistema”, annunciando senza saperlo , la propria fine per mancanza di un modello antagonista perfetto. Scrivevo qualche giorno fa in una poesia che con l’IPad e l’IPod non si fa rivoluzione. Non si discute più davanti alle fabbriche, non c’è più coscienza di classe, occorrerebbe ripartire uccidendo questa lobotomizzazione di massa , ritornando magari ai volantini di una volta. Si continua a pensare di tirar la giacca a Casini, ma mandiamolo a farsi benedire ! Più coraggio ci vuole ! Più di dieci milioni di voti (ancor negli anni ’90) possono fare la differenza solo se c’è un’IDEA, e questa idea deve ripartire dagli uomini vecchi e nuovi del glorioso PCI ora PD. Noi comunisti siamo ancora tanti, non so quanti, ma certamente più di quelli che dice la Questura.

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Donna : sparire come corpo denudandosi

7 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #VIAGGIANDO

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Questa estate, sulla spiaggia di Barceloneta, non senza stupirmi, mi è capitato di vedere  tantissime donne e di diversa età a seno nudo prendere il sole. A Barceloneta infatti, la spiaggia che si trova a due passi dal pieno centro cittadino, i bagnanti nudisti sono una maggioranza, rispetto a chi si “ostina” a indossare bikini e costumi. Anche sulla passeggiata che porta alla spiaggia si può girare completamente in costume d’Adamo, o Eva.

Mi sono detto : « Le donne non hanno più seno e neanche cosce e culo » . Il vederle,  automaticamente coincideva per me con l’invisibilità. Le vedevo , non più le intravedevo, non più quelle curve le indovinavo e sognavo, l’erotica contemplazione si trasmetteva come una assenza, una mutilazione.

Ogni parte del corpo della donna che viene scoperta  per esigenza di moda, diventa perduta. La donna ( nel senso più pieno di fimmina ) è così che sparisce. Denudandosi.

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Il genio

7 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #CURIOSITA'

images.jpgE’ stato detto , ed è vero : « un genio è per tre quarti memoria». Ma quando la memoria si fa , come l’occhio presbite ; quando va alle cose lontane e svanisce sulle vicine, è come di un vino che si decanta : il genio è quasi allo stato puro, si fa più forte e più trasparente.

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Bisogna farsene una.. regione

7 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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Valdastico. «Sono allibito» dice. Ed è dura dargli torto. Davanti hai la sua busta paga, anzi l'indennità: 973 euro netti al mese. Dall'altra la busta paga, che per lunghezza assomiglia più a un menù da ristorante, di un consigliere regionale del Veneto: 6.700 euro indennità di carica, 2.250 di diaria minima, 2.100 per rimborsi a forfait più benefit vari. Al mese, si intende. Così Alberto Toldo, da nove anni sindaco di Valdastico e presidente della Conferenza dei sindaci, ha deciso di spiegare perché lui che lavora da 10 a 16 ore al giorno per il suo Comune e per quell'incarico extra prende 0 (zero) euro, è «allibito».

 

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