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Blog  di Caranas
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Di Pietro al Quirinale per il 63 % dei lettori del Corriere

10 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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ed ha già dichiarato che non abbandonerà la nave

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Questa volta la campagna acquisti la fa Di Pietro... e rispunta Scilipoti

10 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Di Pietro e simbolo partito

Dal Messaggero

Caos Idv. Ieri, alla Camera, sono andate in scena due conferenze stampa. La prima ha avuto per protagonisti l’ex capogruppo alla Camera Massimo Donadi e l’ex responsabile della Campania per l’Idv, Nello Formisano. Escono dal gruppo e dal partito: nascerà un sotto-gruppo, all’interno del Misto, che comprenderà loro due, l’ex Renato Cambursano, l’ex Udc Lorenzo Ria e, forse, l’ex Pd Laganà-Fortugno. Obiettivo: un listone di Riformisti per il centrosinistra, che sarà il nome dell’area e che lavorerà con la lista di De Magistris. Più tardi, arriva la conferenza stampa dei fedelissimi di Di Pietro: nuovo capogruppo alla Camera sarà Antonio Borghesi.

Dal Fatto

Così è partita la “caccia” all’eletto nell’Italia dei Valori. Con le dimissioni di Evangelisti il gruppo dell’Italia dei Valori alla Camera si ritroverà a quota 19. Un deputato in meno, cioè, dei 20 necessari per avere il gruppo. ”Non avalleremo salti della quaglia. Ci rivolgiamo solo ad eletti dell’Italia dei Valori che oggi siano in altri raggruppamenti”, spiegano. A parte Vatinno, tuttavia, di ex Idv non ce ne sono poi molti altri. Beppe Giulietti è uno dei nomi più gettonati. Portavoce di Articolo 21, Giulietti è entrato alla Camera con Idv, dalla quale ha preso le distanze quasi subito: ”Sono uscito proprio perché non condividevo la linea politica che allontanava l’Idv dal centrosinistra. Che senso avrebbe tornare ora?”. C’è poi Jean Leonard Toaudi. Giornalista, scrittore e docente, Toaudi si è defilato dall’Idv quasi subito, nel luglio del 2008. Da oltre 4 anni e’ deputato del Pd.

E si finisce per approdare ai nomi “indigesti” dei responsabili (o come si chiamano ora) Antonio Razzi e Domenico Scilipoti. Razzi, ex operaio immigrato in Svizzera, è perentorio. “Ma andassero a cagare”, risponde al cronista della Dire che lo interpella sul punto. “Quelli non mi salutano neppure più. A Scilipoti sì, lo salutano, e a me no. E io dovrei pure tornare da loro?”. A sorpresa è invece Domenico Scilipoti a non chiudere la porta in faccia ai suoi ex compagni. “Sia chiaro – spiega – io non torno nel partito, perché sono convinto di aver fatto bene a mantenere in piedi il governo Berlusconi. Ma se mi si dice: senza di te, l’Idv rischia di scomparire in Parlamento, non può esprimere più la sua voce, ebbene, io quella voce te la voglio dare. Sarei costretto ad interrogarmi seriamente su un partito che è anche un pezzo della mia storia”.

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Servizio Pubblico e Di Pietro

9 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Diventa sempre più difficile  capire Di Pietro quando parla ,  soprattutto quando si giustifica

Di Pietro


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Debito pubblico

8 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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OBAMA VINCE CON L'AMERICA LIBERAL

8 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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                                                                          di Caranas

Barack Obama trionfa con un  successo straripante, al di là di quasi tutte le previsioni. Con Obama vince l'America 'liberal', progressista che da minoranza diventa maggioranza. Dall'aborto alle nozze gay, dall'attenzione al cambio climatico all'uso ricreativo della marijuana, gli americani sembrano aver dato un segnale chiarissimo  , spostando a sinistra il baricentro della politica americana. Non c’è stata la forte astensione che tanti avevano preannunciato giorni fa ,  il popolo ha finalmente parlato e lo ha fatto in modo inequivocabile.  Obama è riuscito a ricomporre il puzzle variegato del suo elettorato, attirando su di sé voti delle donne, delle minoranze, degli ambientalisti, dei gay, ponendo forte l'accento sull'allargamento dei diritti civili.

La destra ha perso e con essa Richard Mourdock, famoso per “il concepimento da stupro voluto da Dio” . Ma che cavolata!

 

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Di Pietro al Quirinale (con vignetta Caranas )

5 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Caro Grillo, quando la smetterai di dire cazzate ?

Nel giorno in cui Antonio Di Pietro dichiarò che il suo partito era morto, travolto dall’inchiesta di Report sui bilanci e sui soldi dell’Italia dei valori, Beppe Grillo scommise sull’ex pm candidandolo al Quirinale .

E’ il Tonino Nazionale, secondo il comico genovese, l’uomo giusto per il Colle. Perché? Perché ha sempre attaccato Berlusconi, spesso in solitaria. E perché, assicura Grillo, è un uomo onesto: come se quella di Report fosse solo velenosa propaganda contro chi è anti-sistema con i dipietristi.

E Grillo ci ricasca… dopo aver difeso quell’Umberto Bossi dei soldi della Lega finiti nelle tasche del Trota.

La sparata del leader del Movimento 5 Stelle fa immediatamente il giro del mondo politico e ricorda una simile sortita, sei mesi fa. Allora, era aprile, Grillo si schierò a difesa di Umberto Bossi, appena spazzato via dal vortice di soldi che dai cassetti della Lega finivano in Tanzania o nelle spese private del Trota: «Bossi è un uomo onesto, sappiamo tutti che non ruba», aveva detto il comico.

Totò direbbe : “ ma mi faccia il piacere ! “ . Preparati piuttosto a riattraversare lo stretto di Messina camminandoci sopra !


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Un libro aperto

5 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #CAFFE' LETTERARIO

Preparare schede di lettura... una passione . Anche se i libri che leggo costano sempre di più. Anche quando non valgono un cabit !

                                                                          di Caranas

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La solitudine a volte gioca brutti scherzi. Ti sdrai sul tuo letto con un libro da leggere e ne diventi il testo nell'isolamento più completo. Soprattutto di notte.

Però, vista dall'esterno, la lettura non è un piacere sostitutivo, la tua esistenza infatti ne esce fuori scheletrica. Dall'interno invece, vedi solo un unico mobilio, una biblioteca sontuosamente stracolma di libri, l'ammirazione gelosa per chi non si sovraccarica del superfluo e trabocca del necessario. 

I libri restano comunque il mio pane, quelli cartacei, non sono infatti ancora pronto per quelli digitali, sono troppo abituato a scriverci sopra i miei appunti. 

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La vignetta è in crisi

4 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Evoluzione

La vignetta è una cornice che spesso  riesce a trasformarsi  in antidoto alla disperazione, un angolo in cui ritrovarsi per non deprimersi in questa Italia superpiena di politici ladri, corrotti e corruttori. Il disegno da solo non basta, necessita delle battute che  devono nascere in un lampo, se no  non hanno effetto e la vignetta  meno  è costruita a tavolino, più risulta  immediata col suo messaggio. Questo però è un periodo duro per i vignettisti ed anche Vauro , a mio avviso , si trova a corto di idee. Ed allora ci si ritrova a pensare al famoso ombrello dell’altro vignettista. Forse ci manca Berlusconi ? Ma no ! per carità !

Domani proverò  la tavoletta Bamboo con la penna tattile. Sarà certamente meglio del mouse. 


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L'amico Andrea Sarubbi, deputato in progress , cosa pensa di Di Pietro

2 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Prendo in prestito la pagina di Sarubbi su Twitter

Due destini

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In questa legislatura ho sempre pensato una cosa dei miei colleghi Idv: che fossero – con le dovute eccezioni – persone in gamba se presi uno per uno, ma deleteri se presi tutti insieme. E ho sempre creduto che se avessero avuto qualche procedura più democratica al loro interno non avrebbero fatto tante fesserie, visto che in diverse occasioni – anche all’interno del gruppo parlamentare – Di Pietro è finito in minoranza (mi ricordo un 26 a 2 sulla politica estera, un paio d’anni fa) ma ha continuato a dettare legge. Problemi loro, per carità, ma la riflessione mi è tornata in mente leggendo di questi ultimi (e forse definitivi) sviluppi, dopo il caso Report e il bacio mortifero di Beppe Grillo.

Lasciamo perdere i casi di scuola, da Scilipoti a Razzi, perché nessuno in questo Parlamento ne è immune: magari si può rimproverare al partito anti-casta di averne collezionata una percentuale doppia o tripla rispetto alla media, da De Gregorio in poi, e di non avere dunque i titoli per fare la morale a chicchessia. Ma non è questo il punto: il punto è che l’Idv è, in sé, un impeccabile caso di scuola, che rende sempre più attuale la frase di Nenni sul “puro più puro che ti epura”. Hanno fatto le pulci a noi per tutta la legislatura – memorabile l’ostruzionismo notturno sui fondi alla lirica, che noi eravamo riusciti a salvare solo in parte dai tagli di Tremonti, e quello ad hoc durante l’ultima partita della nazionale ai Mondiali 2010, per guadagnare qualche riga anticasta pure sulla Gazzetta dello sport – e poi si sono sgonfiati come un soufflé. Hanno oscillato tra il sogno del Partito democratico durato un giorno (il tempo di costituire un gruppo autonomo in Parlamento, nonostante le promesse) e le sceneggiate di piazza Navona, tra l’antiberlusconismo viscerale e la strategia della responsabilità, anch’essa durata poco (giusto la settimana successiva ai referendum vinti), tra la fiducia a Monti e le accuse più invereconde al governo dei banchieri. Hanno cambiato linea una decina di volte, forse anche una quindicina, fino a quando l’avanzata di Grillo non li ha messi con le spalle al muro; alcuni lo hanno capito subito – tipo Franco Barbato il castigatore, che ora può vantarsi di essere stato candidato nell’Idv come indipendente – e hanno cercato subito una saldatura con il massimalismo (Grillo e ala dura della Fiom); altri, più ottimisti, hanno cercato di spiegare senza successo a Di Pietro che sul terreno dell’anticasta il M5S era fuori portata per gente che nella politica sta da anni, e che l’unica possibilità ragionevole sarebbe stata quella di ammorbidire i toni aprioristici anti-Monti, valutando provvedimento per provvedimento, per poi cercare una nuova alleanza con il Pd. Si è arrivati ora a questo punto di non ritorno, che per certi versi ricorda molto quello che sta accadendo al Pdl: un padre-padrone in grande difficoltà, un partito spaccato tra fedelissimi a oltranza e militanti critici, un elettorato confuso, un consenso ridotto ai minimi storici, una promessa di morte e resurrezione cambiando nome e simbolo. Silvio e Tonino: simul stabunt vel simul cadent. Che il più berlusconiano di tutti fosse proprio Di Pietro, d’altra parte, si sapeva già da tempo.

sarubbi-andrea    Andrea Sarubbi deputato PD

 

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