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Blog  di Caranas

Lavorare in parlamento: chi ha presentato disegni di legge?

19 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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 fonte : Giornalettismo.com

18/03/2013     - Tra i primi 210 presentati a Palazzo Madama non compaiono documenti del MoVimento 5 Stelle. Pd e Sel sono giunti già a quota 98. Pdl e Lega Nord a 68. Ecco le principali idee depositate

di Donato De Sena

Novantotto disegni di legge presentati dal centrosinistra, 68 dal centrodestra, 32 dalla Svp, 9 dai centristi di Monti, 3 di iniziativa popolare. E’ questo il bilancio delle proposte depositate al Senato dopo il primo giorno di lavori  e visibili sul sito ufficiale. Tra i primi 210 ddl firmati dagli inquilini di Palazzo Madama (e già caricati sul web), insomma, non compare alcun progetto firmato dal Movimento 5 Stelle, che al Senato ha conquistato ben 54 seggi, il 17% del totale (senatori a vita esclusi), mentre si mostrano molto attivi i rappresentanti di Pd e Sel. I senatori eletti nelle liste dei partiti di Bersani e Vendola (complessivamente 117, il 37% degli eletti) hanno presentato circa il 47% dei disegni di legge. Pdl e Lega Nord (117 senatori) hanno depositato invece il 32% delle proposte. La Svp (6 senatori, il 2% del totale) il 15% dei ddl. Gli eletti della lista unitaria Con Monti (il 6% dei senatori) si sono fermati poco oltre il 4% di proposte.

ZELLER (SVP) PRESENTA 31 DDL – Per ora il primato dei disegni di legge presentati spetta al senatore della Svp Karl Zeller, primo o unico firmatario di ben 31 dei 32 testi depositati dalla sua formazione politica. L’altra proposta è stata promossa dal senatore Hans Berger. Laura Bianconi (Pdl) si è fermata a quota 18 ddl. Ignazio Marino (Pd) a 13. Sergio Divina (Pdl), Luigi Zanda (Pd) e Silvana Amati (Pd) a 11. Giuseppe Lumia (senatore di centrosinistra eletto nella lista siciliana Il Megafono promossa dal governatore Rosario Crocetta) è primo o unico firmatario di 10 proposte. Infine, 8 dei 9 ddl finora presentati dai montiani sono stati promossi dalla senatrice Linda Lanzillotta.

COSTITUZIONE – E’ frequente nei disegni di legge la questione della riduzione del numero dei parlamentari attraverso la modifica degli articoli n. 56 e 57 della Costituzione, proposta, ad esempio, dal senatore democratico Luigi Zanda (ddl n. 4), dal leghista Roberto Calderoli (ddl n. 12) e dalla montiana Linda Lanzillotta (ddl n. 125). Per quanto concerne le modifiche alla Carta. Zanda propone anche una revisione dell’articolo 21 della Costituzione in materia di pluralismo dell’informazione (ddl n. 66), dell’articolo 66 in materia di verifica dei poteri parlamentari (ddl n. 67) e dell e dell’articolo 68 in materia di autorizzazione parlamentare (ddl n. 68). Calderoli, inoltre, chiede (ddl n. 7) la modifica degli articoli 116, 117 e 119 della Costituzione per l’attribuizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni. La Lega vuole l’”istituzione delle ‘Comunità Autonome’ attraverso referendum popolare e attribuzione delle stesse risorse in misura non inferiore al 75% del gettito tributario complessivo prodotto sul loro territorio” e il “trasferimento delle funzioni amministrative a Comuni e Regioni”. Lanzillotta, infine, chiede (ddl n. 131) la soppressione delle province e, in materia di autonomia regionale, la revisione del titolo V della Costituzione (ddl n. 127).

LEGALITA’ – Arrivano le proposte per la legalità. Zanda (ddl n. 71) ha presentato “norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e nel settore privato”. Il neopresidente del Senato Pietro Grasso (Pd) ha depositato (ddl n. 19) “disposizioni in materia di corruzione, voto dis cambio, falso in bilancio e riciclaggio”.

LAVORO – Di lavoro si occupa il testo del giurista Pietro Ichino (Con Monti, ex Pd). Il ddl n. 199 prevede “misure per favorire l’invecchiamento attivo, il pensionamento flessibile, l’occupazione degli anziani e dei giovani e per l’incremento della domanda di lavoro”.

UNIONI CIVILI – Per quanto concerne i diritti, la senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati (Pdl) chiede “modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza” (ddl n. 197), mentre Luigi Manconi (Pd) propone la “disciplina delle unioni civili” (ddl n. 14).

COMMISSIONI DI INCHIESTA – Diverse le proposte di istituzione di commissioni parlamentari di inchiesta. L’ex ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma (Pdl) ne vorrebbe una per fare chiarezza “sul fenomeno dell’abusivismo edilizio” (ddl n. 115). Il senatore Lumia, invece, per indagare “sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” (ddl n. 93). Marino, infine, per far luce “sull’efficacia e sull’efficienza del servizio sanitario nazionale (ddl n. 84).

GIUSTIZIA – Sul tema giustizia è molto attivo il centrodestra. Palma propone (ddl n. 112) di legiferare “in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati e di trasferimento d’ufficio”. Mentre Luigi Compagna (Pdl) chiede la “concessione di amnistia e indulto” (ddl n. 21).

CRIMINALITA’ – Nella lotta alla criminalità Lumia vuole (ddl n. 99) la “sospensione e revoca dei trattamenti pensionistici ai condannati per reati di stampo mafioso, terrorismo e criminalità organizzata” e l’istituzione (ddl n. 98) della “giornata della memoria per le vittime delle mafie”. Il senatore Felice Casson, intanto, chiede (ddl n. 11) “l’introduzione nel codice penale di un titolo VI bis, nel libro secondo, sui delitti contro l’ambiente”. Manconi propone (ddl n. 10) l’”introduzione del reato di tortura”.

SALUTE – Per quanto concerne la salute Bianconi spinge per l’”istituzione della figura professionale di medico specialista senologo” (ddl n. 162). Marino propone “disposizioni in materia di prevezione cura e riabilitazione dell’obesità e dei disturbi alimentari” (ddl n. 88), della tubercolosi (ddl n. 89), norme in materia di “responsabilità professionale del personale sanitario e di qualità dell’assistenza sanitaria” (ddl n. 90), “sostegno della ricerca e della produzione di farmaci orfani e della cura delle malattie rare (ddl n. 91).

ALTRE PROPOSTE – Le altre proposte. Con il ddl n. 62 Amati si fa promotrice del “divieto di allevamento, cattura e uccisione di animali per la produzione di pellicce”. Mentre Manuela Granaiola (Pd) chiede l’istituzione del garante dei diritti degli animali” (ddl n. 152). Roberta Pinotti (Pd) gradirebbe invece, tra le altre, l’approvazione di norme “per il sostegno e la diffusione delle banche del tempo” (ddl n. 83) e l’”istituzione della giornata nazionale dell’Inno d’Italia” (ddl n. 80). Il senatore Marco Filippi (Pd) vorrebbe poi un “Autorità indipendente per il controllo e la vigilanza del settore autostradale” (ddl n. 106). Monica Cirinnà (Pd) “norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana” (ddl n. 140). Dulcis in fundo, lex Idv Domenico Scilipoti (ora Pdl), che, con il ddl n. 174, propone il “ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano nel rispetto dei trattati internazionali”.

 

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Un premio di produttività di 700 mila euro è stato dato a tre dirigenti dello Iacp, l'istituto autonomo case popolari di Messina. La batosta tsunami non è servita a nulla ?

18 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Il dirigente IACP, già sotto inchiesta  per assenteismo (  furono indagati 81 dipendenti su 96) , usfruirà del premio di produttività. Ad esprimere sconcerto è  il Consiglio della V Circoscrizione di Messina, sia per l'enorme  cifra 700.000 €) , sia per le motivazioni che la giustificano :  «Il premio di produttività, seppur riconosciuto dalla  legge, per prassi viene corrisposto come mero atto burocratico e  non legato al reale raggiungimento degli obiettivi (sic ! ma forse ci sta meglio un : AZZO!)

« Dalla  gravissima vicenda dell'assenteismo al chiaro stallo delle  operazioni di risanamento urbano , tutto  lascia credere che lo Iacp avrebbe bisogno di ben altre cure,  che non premi ingiustificati sulla base dei risultati».  Questo è quanto afferma il Consiglio in una nota.

 La nota prosegue :«La vicenda  è odiosa anche per altra  ben valida motivazione: proprio nelle giornate scorse, per  stessa ammissione dei vertici dello Iacp, quegli stessi che si  attendono adesso 700mila euro di premio, l'Istituto non è  riuscito a trovare quelle poche migliaia di euro che sarebbero  servite a rendere inservibili le baracche di Fondo Basile e  poter così trasferire le dodici famiglie in attesa da due anni  presso i nuovi alloggi. La vicenda è adesso all'attenzione del  prefetto Trotta e nei prossimi giorni percorreremo ogni strada  per comprendere se vi siano responsabilità dirigenziali nel  clamoroso stallo di Fondo Basile, e, se si troveranno, non si  esiterà un attimo nel perseguire la strada  giurisdizionale».

Non è il primo e non sarà l’ultimo episodio di sperpero del denaro pubblico. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano in merito gli onorevoli grillini eletti in Sicilia.

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Che ignoranti 'sti cri cri

18 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Annunziata ad Alfano : siete impresentabili (con vignetta)

18 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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LO SCONTRO TRA ALFANO E ANNUNZIATA - Lo scontro arriva in diretta: dopo che la conduttrice, a proposito di un possibile candidato moderato al Quirinale, dice “forse non e’ possibile perché  voi siete impresentabili”, replica il segretario del Pdl: “Come si permette di definire impresentabili noi? Avete disprezzo per il voto di milioni di persone. Lei ha detto una cosa ingiusta”. Al termine della trasmissione la conduttrice dice: “mi scuso per il mio giudizio franco ma ognuno deve prendersi le proprie responsabilità ”. “E io confermo che voi della sinistra avete disprezzo per il popolo italiano, perché non si insulta così chi ha preso tanti voti dal popolo italiano “, ribatte il segretario Pdl.

 

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Sarà dura ora far convivere l’appoggio di Maroni a Bersani in senato. Non tanto per i leghisti ma per la sinistra.

18 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

ma forse è solo utopia 

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di Caranas 

Maroni si è già espresso :“Qui c’è un governo forte e stabile, abbiamo bisogno di un governo forte e stabile anche a Roma”. E’ quanto ha affermato durante la cerimonia di passaggio di consegna con Roberto Formigoni, a Palazzo Lombardia.

Ed ancora , passo più significativo che mette in luce la possibilità dell’appoggio leghista :  “Mi auguro che nasca presto, a Roma, un governo, perché il governo attuale non ha pieni poteri, non é un interlocutore al cento per cento e noi abbiamo di un interlocutore”.

Ma mi chiedo,  Monti ci sta soprattutto ora che ha rotto i buoni rapporti con Napolitano ?

Lo stallo istituzionale è stato sbloccato  con grande intelligenza politica da Bersani (bisogna riconoscerlo) e come sostengono alcuni grillini,  l’intesa tra Pd, Monti per l’Italia e Lega è possibile. Anche i numeri rendono meno in salita il percorso per arrivare ad un nuovo governo  senza il PdL  : 161 senatori, contando i 122 di Pd-Sel, i 22 di Monti per l’Italia, e i 17 della Lega. Senza contare i segnali di cedimento nel monolite a Cinque Stelle.

C’è di più, anche con i 5Star  fuori dall’Aula al momento della fiducia, basta anche un voto d’astensione dei leghisti per garantire il numero legale e dunque il via libera al governo.

Avete capito ora perché Berlusconi è così indignato ?

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Politici bevitori

17 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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Facciamo il conto al 5Star

17 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Dopo gli applausi alla Camera per Laura Boldrini ora arrivano i voti del MoVimento 5 Stelle per Piero Grasso. Il nuovo presidente del Senato ha preso molti più voti della somma dei suoi colleghi di PD e Sel, ed è probabile che un terzo del gruppo M5S a Palazzo Madama abbia subito bocciato la linea Grillo.

GRILLINI PER IL PD -Piero Grasso è diventato presidente del Senato con 137 voti, ben 14  in più rispetto alla somma del centrosinistra a Palazzo Madama. Un successo oltremodo netto, che lascia trasparire un vero spiraglio per il proseguimento della legislatura.  L’analisi del voto del ballottaggio lascia intuire infatti  un travaso di voti dal Movimento 5 Stelle a al candidato del Partito Democratico. I senatori del M5S sono 53, i senatori del centrosinistra sono 123, i senatori montiani sono 21. Grasso ha ottenuto circa 137 voti, le bianche circa 51. Se tutti i 14 voti in più raccolti dal neo presidente del Senato fossero di marca “grillina”, allora significherebbe che quasi un terzo del gruppo del MoVimento abbia subito disatteso la linea proclamata dal capogruppo Vito Crimi, che si era schierato per l’astensione.

M5S IN DIFFICOLTA’ - Il voto è segreto, ma visto che i montiani hanno “esibito” il fatto di aver optato per la scheda bianca, un fatto che ha suscitato anche le proteste del Pdl,  è assai probabile che la quasi totalità delle 14 preferenze in più per Grasso siano arrivate proprio dai senatori a 5 stelle. Tutto il pomeriggio è stato scandito dal loro psicodramma, con tanto di dichiarazioni sul fatto che metà del gruppo fosse alle lacrime. La linea dell’oltranzismo anti partiti sembra dunque non reggere, quando in gioco ci sono momenti così importanti come l’elezione per le cariche più importanti dello Stato. I prossimi giorni chiariranno la possibile evoluzione di questa nuova situazione, che palesa quanto sia difficile, per tutti, procrastinare il muro contro muro in una situazione di così grave difficoltà per il paese.

BERSANI NON RIDE - Per Pierluigi Bersani la giornata di oggi è un balsamo per una leadership ormai sempre più consumata, ma per il segretario del Pd il voto odierno ha anche molte ombre. Se i democratici avessero optato per la Finocchiaro od un altro esponente della leadership del Pd, sicuramente non sarebbero arrivati così tanti voti dall’esterno. 137 voti sono poi un numero ancora molto lontano dalla maggioranza, quota 158, anche se queste preferenze non possono certo essere intese come il via libera ad un possibile accordo tra i democratici ed il MoVimento. La vittoria netta di Grasso però ha palesato un fatto nuovo, ovvero che un esecutivo di personalità esterne ai partiti di orientamento progressista, magari guidato dallo stesso presidente del Senato, avrebbe qualche chance di esser varato. Una possibilità che forse spaventa più Grillo che Bersani.

 

fonte :Giornalettismo

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OGGI MONTI SI VENDICHERA' DI NAPOLITANO ?

16 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

"Presidente, avrei accettato la presidenza del Senato offertami da Bersani solo nell'ottica di favorire un accordo politico più largo su Palazzo Chigi... Avrei insomma aderito alla proposta del Partito democratico unicamente a condizione che potesse essere utile a sbloccare il quadro, non certo per una mia questione personale. Ma se lei dice che questa scelta sarebbe inopportuna, politicamente e soprattutto giuridicamente, e se su questo punto è irremovibile, va bene: obbedisco, anche se non condivido...". Questo è il pensiero indignato di Monti. Stamattina i suoi hanno votato scheda bianca ma tra poco la situazione potrebbe cambiare con un sostegno a Schifani in una camera alta che conta in totale 315 senatori.

Vediamo però come funzionano le cose attraverso il regolamento del Senato.

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Al Senato, per eleggere il presidente nei primi due scrutini occorre la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell'assemblea, maggioranza di cui nessuna coalizione dispone. Ove non si raggiunga questa maggioranza, si procede, il giorno successivo - cioè oggi - ad una terza votazione, in cui è sufficiente ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando anche le schede bianche. Qualora [ così come è successo ndr],  nella terza votazione nessuno abbia riportato questa maggioranza, il Senato procede, sempre nella stessa giornata, al ballottaggio fra i due candidati che nel precedente scrutinio abbiano ottenuto il maggior numero di voti; chi raccoglie più voti viene proclamato presidente. A parità di voti è eletto il candidato più anziano di età.

Facendo due conti della serva, il bastone tra le ruote Monti può metterlo (l’ombrello) a Bersani appoggiando la candidatura di Schifani. Conseguenza ?  Subito elezioni.

 

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