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Blog  di Caranas

Caro compagno, votami la mia compagna

23 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

Caro compagno, votami la mia compagna

«Caro xxx, se voti a Roma posso proporti di dare la preferenza a Michela di Biase, la mia compagna, che si candida in consiglio comunale? Dario».

Questo è l'sms che il ministro Dario Franceschini - esponente di punta del Partito Democratico - sta facendo girare tra i suoi amici.

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I giovani e il futuro - La vignetta della domenica

19 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

I giovani e il futuro - La vignetta della domenica

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Le Iene svelano il sistema delle lobbies che hanno a libro paga senatori e deputati del nostro Parlamento

19 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

Filippo Roma (con la collaborazione di Marco Occhipinti) ha intervistato l’assistente di un senatore, che ha preferito rimanere anonimo per evitare possibili ripercussioni, che racconta di ciò che, secondo lui, succederebbe a Montecitorio e a Palazzo Madama. Ecco un’anticipazione dell’intervista che andrà in onda domenica 19 maggio 2013 alle ore 21.20 su Italia1. Assistente senatore: “Ci sono le multinazionali che ogni mese per mezzo di un loro rappresentante fanno il giro dei palazzi, sia al Senato che Camera, incontrano noi assistenti e ci consegnano dei soldi da dare ai rispettivi senatori e onorevoli”. F.Roma: “A che titolo?”, assistente senatore: “Per far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare in commissione in aula, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga”. F.Roma: “Ma è legale tutto questo?”, assistente senatore: “Che io sappia no”. Ancora Roma: “Ma di quanti soldi si parla?”, assistente senatore: “Per quel che mi riguarda, conosco due multinazionali ed entrambe elargiscono una 1.000 euro e un’altra 2.000 euro ogni mese”. Roma: “Di che multinazionali si tratta?”, assistente senatore: “Quelle che conosco io, con i senatori di cui stiamo parlando, una è del settore dei tabacchi e un’altra nel settore dei video giochi e delle slot machine”. Roma: “Scusa, gli danno migliaia di euro al mese in cambio di che cosa?”, assistente senatore: “La protezione. Quando vengono emanate delle leggi o degli emendamenti che potrebbero andare ad intaccare i guadagni di queste società, loro si impegnano invece a proteggere le società a discapito del cittadino”. Poi precisa il portaborse: “comunque la tariffa cambia a seconda dell’importanza del senatore e quindi, se è molto influente, sale fino a 5.000 euro. Per quanto riguarda poi le sale Bingo, si sono formati due gruppi, partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra. Un gruppo fa capo a un ex Ministro de…, e un altro gruppo fa capo a un ex Ministro de…, entrambi del centro sinistra” Fonte : Il Fatto Quotidiano 18.5.2013

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«Controllati e filmati». I metodi di Grillo dividono, Rodotà invece…

17 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

«Controllati e filmati». I metodi di Grillo dividono, Rodotà invece…

Un parlamentare Cinquestelle, che chiede di mantenere l'anonimato, denuncia il controllo esercitato su deputati e senatori dai gruppi di comunicazione e non nasconde l'ascendente del professore su tanti colleghi

Registratore sì, registratore no. Alla fine il parlamentare Cinquestelle si scioglie ma mette subito in chiaro che il suo non vuole essere uno sfogo. Altro che questione di rimborsi. A Europa parla di un dissenso consapevole che parte dai metodi del Capo e si coagula intorno ai due responsabili della comunicazione installati a Roma dai diarchi del Movimento, Nicola Biondo e Claudio Messora.

Chi sono?

Lo staff di comunicazione è composto da persone scelte da Grillo o Casaleggio. Gli errori sulla comunicazione sono sotto gli occhi di tutti. Più che altro l’impressione è che ci controllino.

Come dei commissari politici?

Ogni tanto filmano le persone presenti alle riunioni.

Anche quando l’altra sera si parlava della diaria?

Si, in particolare mi è stato detto che sono state accese le telecamere proprio quando si è iniziato a discutere su quell’argomento, mentre erano spente quando si trattava di discutere delle indennità.

Come si muovono?

Tirano fuori delle questioni su cui alcune persone sono più sensibili, vuoi per principio vuoi per difesa dei valori costituzionali, per portare allo scoperto determinate persone che presentano spirito critico e trovare pretesti per cacciarle.

La parte più di sinistra?

Beh, di certo la parte di noi che avrebbe appoggiato un governo di centrosinistra, più che altro per scongiurare la riedizione delle larghe intese che, dovendo comporre insieme interessi contrapposti, risulta meno incisiva sugli aspetti più importanti per il Movimento.

Torniamo alla diaria?

Guardi, quando ci siamo riuniti il lunedì la soluzione era già pronta, era già stata presa.

Non si è votato, è vero, ma la decisione è stata presa tutti insieme, dicono dal vostro gruppo.

È stato chiesto chi non fosse d’accordo. Ma così è ovvio che nessuno si senta libero di esprimersi.

Come ha reagito la base nel suo territorio alla querelle sulla diaria?

In molti la trovano una questione singolare oltre ad essere una grossa perdita di tempo.

In effetti il blog di Beppe Grillo sembra perdere qualche colpo nel comunicare il senso delle decisioni prese.

Ma il punto è che anche il blog è stampa di parte e molti dei nostri nella base iniziano a capirlo. Uno dei nostri molto attivo sul territorio mi ha confessato di essere delusissimo e di stare pensando se mollare tutto.

A proposito di mollare, lei ci ha pensato?

Per andare dove?

Mi dica lei.

Guardi, una cosa è prendere i consensi, i voti, incanalare in qualche modo lo scontento, un’altra è proporre un progetto politico serio, un confronto su temi importanti. Non è che alcuni di questi possono essere scartati a priori perché si stanno demandando le decisioni ad un referendum. Gli strumenti di democrazia diretta già esistono e vanno sfruttati quelli che ci sono.

Sullo ius soli questa stessa posizione l’ha espressa lunedì Stefano Rodotà.

Grillo è il buttadentro. Rodotà, pur non essendo organico al Movimento, è una personalità autorevole.

Come lo vedrebbe un progetto politico guidato dal professore?

Un progetto guidato da una persona autorevole potrebbe convogliare anche molte persone del nostro gruppo parlamentare.

Più di trenta?

Penso di sì.

Facciamo un passo indietro. Quando è venuto a trovarvi Grillo con lui c’era anche Filippo Pittarello della Casaleggio&Associati. Se n’è scritto molto, di cosa vi ha parlato?

È venuto a spiegarci l’istituto giuridico della delega.

Cioé?

Ci ha spiegato che noi parlamentari siamo semplici portavoce e non abbiamo nessuna delega. Invece i capigruppo hanno una delega da parte nostra e hanno discrezionalità sulla remissione di alcune decisioni all’assemblea dei parlamentari.

(Contattato da Europa Nicola Biondo ha precisato di non voler smentire le parole di un anonimo)

(fonte : EUROPA)

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Le vignette del mercoledì

15 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

Le vignette del mercoledì
Le vignette del mercoledì
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le larghe intese viste da Giannelli

13 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

le larghe intese viste da Giannelli

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Rondolino de Il Giornale” spiega: “Il M5S ha ricevuto voti da destra, sinistra e centro, ma ha mandato in Parlamento gente molto di sinistra, che rischia di alienare una parte consistente dell’elettorato grillino”

13 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

Il problema del Movimento 5 Stelle è che ha espresso un gruppo parlamentare fatto da gruppettari di centri sociali, personaggi del tutto improbabili e di sinistra estrema“. E’ la diagnosi che Fabrizio Rondolino dà del M5S durante “Coffee Break”, su La7. L’editorialista de “Il Giornale” spiega: “Il M5S ha ricevuto voti da destra, sinistra e centro, ma ha mandato in Parlamento gente molto di sinistra, che rischia di alienare una parte consistente dell’elettorato grillino”. Rondolino paragona Grillo a Berlusconi quanto a doti comunicative e osserva: “Lui in campagna elettorale funziona sempre, è un grande comunicatore e intrattenitore. Poi però, quando si va in Parlamento, ci ritroviamo centocinquanta ragazzetti dei centri sociali incapaci di qualsiasi cosa, che discutono di scontrini. Il che è folle“. Riguardo alle parole di Beppe Grillo nei confronti del Cavaliere (“deve andare in galera”), l’ex spin doctor di Massimo D’Alema asserisce: “E’ sempre sgradevole augurare il carcere ad un altro, anche perché si tratta di un reato fiscale da parte del maggior contribuente italiano“. Il giornalista poi difende Berlusconi, anche se lo invita ad emulare Andreotti e ad accettare le sentenze della magistratura. E sul sit-in dei parlamentari del Pdl al tribunale di Milano afferma: “Si è esagerato con la polemica, perché io vengo dalla sinistra e negli anni ’70 non era inusuale per noi di sinistra andare a manifestare davanti ai tribunali contro sentenze di condanna. Di per sè, quindi, quel sit-in non è uno scandalo“

Fonte : Il Fatto

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San Francesco Di o Da Paola ?

10 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

Sembra una banalità, ma la lingua italiana è così precisa da non ammettere alcuna ambiguità: “San Francesco DA Paola” non equivale a “San Francesco DI Paola”. Una preposizione di sole due lettere fa la differenza. E il dibattito si accende tra Fuscaldesi e Paolani, che pretendono di avere il merito di aver dato i natali al santo patrono della Calabria. In parole povere, questo è il succo della discussione: Francesco d’Alessio è nato a Fuscaldo, asseriscono i Fuscaldesi, e non a Paola, come i Paolani vorrebbero, invece, far credere. Ergo, è giusto dire “San Francesco da Paola”. È davvero così? Qui cercheremo di calarci nelle pieghe più profonde della storia, al fine di ottenere una risposta esaustiva in grado di dissipare ogni dubbio.

Il nome Castrum Fuscaldi compare per la prima volta in occasione dell’invasione longobarda avvenuta tra il 584 e il 591 d.C. Ma misteriose rimangono ancora le origini di un paese, che, disteso sul crinale di una rossa collina, contemplò immobile tutti i rivolgimenti storici, passando attraverso le dominazioni normanna, sveva e angioina. Più che in un unico centro, i primi abitanti di Fuscaldo vissero in tanti borghi sparsi sul grande territorio, che un tempo comprendeva anche Paola, Guardia e Acquappesa. Intorno al 1340, Fuscaldo entrò a far parte della corte dei Ruffo di Montalto, i quali, imparentati con i d’Angiò di Napoli, ebbero numerose concessioni di beni feudali e fra questi la Baronia di Fuscaldo e le terre di Paola. Dal 1496 al 1806, Fuscaldo fu dominata dagli Spinelli, i quali acquistarono, ovviamente, anche il territorio di Paola.

In tutto ciò, il 27 marzo 1416, da Giacomo D’Alessio detto Martolilla e Vienna da Fuscaldo, nacque Francesco, il quale sin da subito mostrò devozione, umiltà e docilità all’obbedienza. Alla luce dei fatti, pare, dunque, che abbiano ragione tutti quei fuscaldesi che ribadiscono l’impossibilità che Francesco sia DI Paola, visto che, al tempo in cui nacque il santo, la stessa Paola non esisteva come città, ma era sotto il dominio di Fuscaldo. Del resto, lo stesso nome “Paola” deriva dal latino Pabula, ossia “terra da pascolo”, poiché, da alcuni documenti importanti, si è appreso che Paola era un casale di Fuscaldo e il suo territorio, ricco di vegetazione, era usato soprattutto per il pascolo degli animali. Di conseguenza, sarebbe giusto dire “San Francesco DA Paola”.

Ma a prescindere da questo, la figura di San Francesco resta un punto di riferimento per credenti e non. Da figlio della povertà a Santo della Carità, il suo potere carismatico unisce tutti in un periodo di crisi individuale e mondiale. Il resto? Solo quisquilie. Di o Da Paola: questo non importa.

Tratto da " SbirciaFuscaldo " Facebook

 

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Adesso, con Antonio segretario alla Commissione cultura, sono Razzi nostri

10 Maggio 2013 , Scritto da CARANAS

Adesso, con Antonio segretario alla Commissione cultura, sono Razzi nostri

di Caranas

Ma guardate un po’ cosa dobbiamo subire a causa di Di Pietro che di queste pantegane ne ha prodotto ben due ; due simboli di vergogna per l’Italia intera. Antonio Razzi (onorevole ? – ma quando si smetterà di usare questo termine anche per tali individui ?) per Silvio Berlusconi è il "cavallo di razza della politica italiana". Per me e per molti italiani assieme a Domenico Scilipoti rimane il simbolo della "compravendita parlamentare", la compravendita della vergogna. Ma possibile che la giustizia non riesca ad assicurarli alle patrie galere ? Non è reato questo ?

Ex Italia dei Valori, rieletto con il Pdl, già presidente della "Federazione emigrati abruzzesi in Svizzera", Antonio Razzi è il nuovo segretario della commissione Esteri in Senato. Ma questo fa fatica (più di Di Pietro ) a parlare l’italiano, come si fa a dargli una carica così prestigiosa? E lui : "Sono onorato di ricoprire una carica di tale impegno in una commissione cruciale come questa. Il mio destino, il mio nome, la mia storia mi vuole legato all’estero anche in questa legislatura", ha dichiarato il senatore. Si occuperà di Europa, immigrazione, revisione dei trattati (sic!), rapporti con gli Stati membri.

Tanto per ricordare il personaggio, tracciamo un po’ la sua storia politica ( si fa per dire).

Settembre 2010, Razzi giura fedeltà a Di Pietro:

"Io sono eletto nell'Italia dei Valori e tale voglio rimanere, fino alla morte: fino a che Di Pietro mi tiene io sto lì, anche perché è un rispetto verso coloro che mi hanno votato... chi glielo va a dire ai miei elettori che sono stato comprato da un altro partito? Così dovrebbero fare tutti gli altri deputati, non si dovrebbero far comprare perché il cittadino non vuole queste cose... Mi tentano, ma io resisto... mi hanno proposto di pagarmi il mutuo, offerte buone, posti buoni... qualche carica... anche di entrare nel Governo... ma ho una faccia sola e un patto con Di Pietro. Come potrei farmi vedere in giro domani se passassi con Berlusconi?".

Dopo tre mesi, 14 dicembre 2010, con il suo voto determinante salva Berlusconi:

"Certo che gli voto la fiducia. Ma se ci leviamo Berlusconi, chi ci mettiamo? Di meglio non ce n'è".

A marzo 2011 ancora nessuna nomina, Razzi comincia a perdere la pazienza:

"Abbiamo salvato la legislatura, il governo Berlusconi. E a che prezzo: minacce, insulti, scritte sui muri... E guardi che io non ho chiesto nulla. Sia chiaro. Io che credevo fossero un po' diversi, invece sono peggio... Quasi mi vergogno di appartenere a questo gruppo (i Responsabili, ndr.). Ripeto, se la legislatura è in piedi il merito è nostro. Un posticino almeno, qualcosa per dire grazie, un riconoscimento. Portavoce, segretario di presidenza. Lì sono tutti a chiedere qualcosa, io mica puntavo a un ministero, a un sottosegretario. Volevo un incarico, "hai fatto questo e ti meriti quest'altro". Dovrebbe funzionare così no?...".

Dopo due mesi, maggio 2011, finalmente arriva un incarico: "consigliere personale del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano". Dovrà occuparsi di "lotta alla contraffazione". Le sue competenze?

"Guardi... io ho lavorato tanto con i ristoratori... non sono un ristoratore, ma sono un buongustaio, e soprattutto un buon cuoco: a tempo perso, molte volte, aiuto mia moglie in cucina". E’ il colmo, e che cazzo !

E ancora:

"Che ne so io di contraffazione? Guarda... io ne so abbastanza... essendo che io ho vissuto all'estero e che so quando i ristorandi hanno i prodotti contraffatti perché gli costano di meno perché ci può guadagnare... no, io non facevo il ristoratore, però me ne intendo...".

Luglio 2011, Antonio Razzi e Domenico Scilipoti tornano da un viaggio "istituzionale", Londra e Parigi.

"Purtroppo non siamo riusciti ad incontrare la Regina e la fritz ledi (sic !) di Francia Carla Bruni, ma stiamo lavorando per la pace nel mondo".

Ad ottobre 2011 si ritrova pure in commissione Cultura, e ai microfoni de "La Zanzara" dichiara:

"Adesso sono anche in commissione Cultura, Scienze, Istruzione e politiche comunitarie... allora, siccome il dottor Sgarbi è un grande della Cultura... ehmm... vengo a prendere lezioni da Sgarbi... per sapere di più della cultura. Come non so niente di cultura? Perché no?... Di che so? Ehehe, di tutto... nella vita bisogna sapere di tutto, non si finisce mai di imparare, perciò vado a lezioni di cultura dal professor Sgarbi... mi insegna la cultura perché è l'unico in Italia che ne sa. Che gli altri non sanno niente... Chi emana una direttiva europea? Eeeeeh il Parlamento europeo... ah, la Commissione europea? Vabbé, è uguale... ora le devo anche lasciare perché sono col Maestro".

A fine anno la telecamera nascosta dell'onorevole Barbato riprende le confessioni di Antonio Razzi, in piena camera dei Deputati:

"Io te lo dico chiaro: il 14 dicembre ho fatto i cazzi miei... 10 giorni mi mancavano per la pensione, e per 10 giorni mi inculavano... io c'ho 63 anni, dove vado a lavorare io? Cazzo me ne frega, tanto qui sono tutti malviventi, se non fai da solo ti si inculano loro".

Febbraio 2012, Antonio Razzi presenta il suo nuovo libro: prefazione di Silvio Berlusconi. Ora si trova in commissione Politiche europee ed è appena rientrato da una conferenza all'Onu. Gli si chiede, "lei sa cos'è lo spread?".

"Certo che so cos'è lo spret, questa parola è venuta dall'abruzzese... quando si va a comprare un asinello io sentivo sempre gli anziani che dicevano "e lo spret ci sctà?", significa che levando tutto dall'asinello non pesa più 10 chili ma ne pesa 8".

Marzo 2012, in piena vicenda-esodati:

"Come penso di risolvere il problema degli esodati? E chi sono gli esodati? E' una parola tecnica, difficile".

Razzi non conosce molto bene l'inglese, ma è appena stato in Uganda per la 126° conferenza interparlamentare, aprile 2012:

"In Uganda ci stavano 2.000 deputati da tutto il mondo, era tutto il mondo presente. Avevamo due traduttori, noi parlavamo italiano perché siamo italiani e non è che potevo mettermi a parlare in altre lingue. In Uganda ho parlato di... ehm... di una cosa molto importante... di una cosa attuale... il problema della politica, che noi politici stiamo messi proprio male... in Uganda ho parlato dell'antipolitica".

A luglio, parla di Fiscal compact:

"Che cos'è il Fiscal compàt? Eh non lo so nemmeno io... si fa per scherzare... è una cosa molto semplice: Fiscal Compàt".

Alle politiche 2013 si candida con il Pdl, il suo appello su youtube fa il giro della rete.

"Chi meglio di me può far incrementare il turismo in Abruzzo? Pensate ai tornei di tennis e di pallone che io ho organizzato a Francavilla al Mare, a Montesilvano e a Pescara, addirittura con il primo ministro bulgaro Bojko Borisov!".

Le elezioni sono alle porte e Razzi, ex Idv, per l'ennesima volta ci ripete quello che pensa del Cavaliere:

"In Abruzzo dovrebbero fare un monumento a Berlusconi... Lui è un messia mandato da Dio, l'unico che può salvare l'Italia e l'Europa. La Merkel e gli altri leader sono gelosi della sua intelligenza! Dobbiamo ringraziare che Berlusconi è nato in questo millennio, perché uno così nasce ogni mille anni, lui è l'Archimede della politica, un genio assoluto... meno male che Silvio c'è!".

27 febbraio 2013, la gioia per la rielezione:

"Aspetta nu momento, qua piangono tutti! Ho persino chiamato Scilipoti, "ma allura è vero!", ero contentissimo per la rielezione! Sono stato ripagato del grande impegno svolto: ho intervenuto sul porto di Pescara, vai a vedere su gugle, poi interpellanze sul lago di Bomba, per il mio collegio organizzavo pizzate, tornei di calcetto e di tennis, pure nel capoluogo!".

A marzo 2013 si scatena contro Beppe Grillo:

"Grillo propone di ridurci lo stipendio a 5 mila euro lordi. È impossibile, a meno che non andiamo a dormire in un sacco a pelo. Oppure possono ospitarci i grillini a casa loro... Io già vado a dormire in un albergo a una stella che ha appena appena il bagno".

Si ritorna a parlare di compravendita:

"Io comprato da Berlusconi? Ma quando mai. Io sono un poveraccio. E avessi avuto li soldi, l'avrei pagato io a Berlusconi per andare da lui... l'avrei pagato, prendimi e portami con te".

E ora ecco il prestigioso incarico. Il senatore Razzi, ai microfoni de "La Zanzara", ha appena dichiarato:

"Le ultime grandi opere che c'è (testuale, ndr) in Italia le ha fatte lui, Mussolini. Non sono di quel partito ma bisogna riconoscere che quello che è fatto è fatto. Mussolini è stato bravissimo in alcune cose, straordinario. È stato eccezionale sulle infrastrutture, le pensioni sono nate da lui (...). La questione dei marò, se c'era Berlusconi presidente del Consiglio, credo che nemmeno una settimana di prigionia facevano. Erano in Italia da molto tempo. Berlusconi è un genio, avrebbe fatto come con gli altri prigionieri. Al massimo una settimana, dieci giorni ed erano a casa. Lui è un grande, conosce tutti i presidenti del mondo, andava lì e trattava direttamente (...). Chi è il ministro Tzipi Livni? Si l'ho conosciuta in Senato, ministro per gli immigrati. Ah... è il ministro degli esteri israeliano? Ha un nome strano, non me li ricordo tutti questi nomi stranieri. Razzi lo capiscono subito (...). La Corea del Nord? Mannò, non è un pericolo. Ci sono stato cinque volte e sono sempre stato entusiasta della gente e dell'accoglienza, a Pyongyang si sta bene, uno ci può andare a fare le vacanze tranquillamente"

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