Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog  di Caranas

Il Maalox e la via Crucis segnano l’addio al guru

3 Giugno 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Il Maalox e la via Crucis segnano l’addio al guru
Vaffanculo- vinciamo poi - Maalox e corona di spine in testa - non saranno però le parolacce e le battute o gli effetti scenici a riportare nel M5S gli elettori fuggiti nel PD

Un anno fa Grillo prendeva voti avvicinandosi molto al PD ma solo perché rappresentava la protesta e il cambiamento .Oggi invece dopo l’esperienza in Parlamento dei grillini delusi e zittiti dal duo Grillo-Casaleggio, di quel voto vecchio di appena un anno resta una strada tracciata verso una disfatta che alle politiche prossime porterà risultati vicini a quelli della Lega fascistizzata alla Le Pen.

Analisi non certamente serie ma solo fiction con sparate continue non solo di Grillo ma anche di qualche grillino parlamentare più in vista, non serviranno a far risorgere il M5S e a sedare il dissenso interno sempre più imbavagliato dal guru verso un movimento senza grilli in testa.

Ma poi mi chiedo : come mai il 50 % degli elettori del M5S (sondaggio del solito Pagnoncelli) si dichiarano contenti della vittoria di Renzi? Il cambiamento c’è stato e il risultato elettorale lo conferma in quanto storico, il PD ( o il PCI ecc.) non aveva mai ottenuto un successo così eclatante.

Con Renzi il partito è cambiato ( ora tutti vogliono salire sul carro, anche De Magistris) ed anche la resistenza degli oppositori interni sembra destinata a scomparire. Il M5S invece non è cambiato , anzi è cambiato sì, ma in peggio. Cari grillini sbarazzatevi del comico, quello fa solo il proprio interesse. L’occasione di fare un buon governo il movimento l’ha avuta con Bersani; ora più che leccarsi le ferite occorrerebbe meditare chiedendosi se questo tipo di politica del M5S può far bene all’Italia. Col Nigel Farage xenofobo anti-tutto non si va da nessuna parte.

Mostra altro

Pensavo fosse un uccello. Poi ho ingrandito e … che spettacolo !

3 Giugno 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #Raccontami

Un gruppo infinito di razze ha fatto rotta verso Baja e ha dato vita ad uno spettacolo inaspettato! Fortunatamente National Geographic era lì a filmare la danza di questi misteriosi esseri marini. Chissà cosa stavano realmente facendo…

Mostra altro

L'ABC di Farage amico di Grillo

3 Giugno 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

.

L'ABC di Farage amico di Grillo
Mostra altro

Cinque cose che direi a un esordiente della scrittura

2 Giugno 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #CAFFE' LETTERARIO

Cinque cose che direi a un esordiente della scrittura

Suggerimenti e consigli per chi si vuole mettere a scrivere, da uno che fa l'editor da anni

Matteo B. Bianchi

Impara a leggere - Cerca il confronto - Non sei Hemingway (o perlomeno, non ancora) – Sbaglia - Non pagare

Da anni, tramite una rivista on line e l’attività di editor presso diverse case editrici, mi occupo di esordienti. Col tempo ho imparato a capire che le richieste che un aspirante scrittore pone sono sempre le stesse, così come lo sono gli errori e le ingenuità che commette. Basandomi sulla mia personale esperienza ho deciso quindi di condensare in cinque punti quelli che mi sembrano i suggerimenti fondamentali da fornire a chi stia muovendo i primi passi in ambito editoriale.

Il tono brusco è voluto.

1 - Impara a leggere

Non è una battuta, lo so che sai già leggere, ma se intendi dedicarti alla scrittura è bene che impari a dedicarti alla lettura con occhi diversi. Comincia a leggere non più (o non solo) per il piacere di farlo, ma con lo sguardo del ricercatore: perché questo incipit funziona bene? cosa mi è piaciuto di questo dialogo? perché l’autore ha voluto raccontarmi questi particolari a prima vista insignificanti sul suo protagonista? perché il romanzo è diviso in capitoli così brevi? Fatti delle domande, indaga il testo come se fosse un gioco di cui nessuno ti abbia spiegato le regole e toccasse a te scoprirle. Riprendi i tuoi due o tre racconti preferiti e ricavane lo schema che l’autore ha utilizzato. Poi copialo brutalmente, scrivi un tuo racconto ripercorrendo le stesse mosse. Alla fine lo butterai via, ma avrai imparato un sacco di cose.

Scrivere è come correre: richiede tecniche e allenamento.

Chi crede che per produrre un romanzo basti mettersi alla tastiera e seguire la propria mirabolante ispirazione è semplicemente uno sprovveduto.

2 - Cerca il confronto

Scrivere è una delle attività più solitarie al mondo. E non c’è soluzione, né alternativa: puoi contare solo su te stesso e la tua passione.

Detto ciò, chiunque di noi (e a qualunque livello) ha bisogno di pareri sul proprio lavoro per comprendere se sia riuscito o meno. Prima (e sottolineo vivacemente prima) di aspirare alla pubblicazione, aspira al confronto. Fai leggere le tue cose e non alla ricerca di complimenti, ma di critiche. Fatti dire quello che non funziona e lavora per migliorarlo. È importante ottenere dei pareri oggettivi, non mediati dall’affetto di amici e fidanzate. Più estraneo è il lettore, più brutale e onesto sarà il suo parere. Esistono decine di riviste letterarie, in rete e cartacee, è importante (anzi, dal mio punto di vista, è necessario) conoscerle, frequentarle, leggerle. I redattori di queste riviste sono un interlocutore ideale e privilegiato: manda i tuoi testi a chi, per scelta e per passione, si occupa di narrativa giovane italiana.

Inoltre è importante anche il confronto simbolico: impara a leggere altri esordienti, vedi quello che l’editoria sta pubblicando in questo momento, se c’è già qualcuno che sta raccontando le storie che hai in mente tu, se il tuo punto di vista è davvero personale.

3 - Non sei Hemingway (o perlomeno, non ancora)

Per quanto dotato di talento, nessun autore produrrà testi memorabili al primo tentativo. Purtroppo molti sono convinti del contrario.

Ogni tanto mi capita di ricevere mail del tenore di: “Ciao, ho scritto due racconti, ma prima di mandarteli in lettura vorrei sapere come posso depositarli per garantirmi che non vengano copiati e pubblicati da altri”. Mi sembra un approccio alquanto scorretto. Punto primo, mi stai implicitamente dando del ladro, se prima di inviarmeli già temi che possa rubarteli. Punto secondo, hai scritto due racconti in vita tua e già pensi che siano opere tali che un professionista voglia pubblicarli a nome proprio? Complimenti per la modestia.

A quanto mi risulta, i casi di plagio letterario sono rarissimi e quasi mai riguardano testi di esordienti (il caso più frequente è quello di coloro che inseriscono nel proprio libro pagine estratte da un libro altrui, spesso straniero e mai tradotto nel proprio paese). Stai tranquillo, il tuo genio è salvo. E comunque con una mail del genere hai solo fatto la figura dell’arrogante, non di colui che vuole consigli e critiche per migliorare.

4 - Sbaglia

Non avere paura degli errori. Tutti noi abbiamo scritto stralci di romanzi orrendi, racconti che non andavano da nessuna parte, poesie indegne di essere chiamate tali: ma questi vergognosi tentativi almeno ci hanno fatto prendere dimestichezza con la scrittura e ci hanno aiutato a capire quali passi falsi evitare in futuro. Il problema non è sbagliare, ma non fare tesoro di queste cadute.

Ricorda: scrivere significa soprattutto riscrivere.

Quando ricevi pareri negativi, non offenderti. Anzi, impara ad ascoltare e a capire perché il tuo lavoro non ha funzionato. Le critiche, se sensate e precise, ti aiutano a capire la strada quando l’hai perduta. O, meglio, ti indicano la strada che devi ancora trovare.

5 - Non pagare

La regola aurea: non pagare MAI.

È davvero molto semplice: se c'è una richiesta di denaro, allora è una truffa. Che si tratti di un concorso letterario, un festival, una rivista, una piccola casa editrice, non fa differenza. Pagare significa solo soddisfare la tua vanità e ci sono decine di presunti editori felici di donarti l'illusione di un libro col tuo nome in copertina a fronte dell'esborso di migliaia di euro.

Anche su questo tema mi capita di ricevere mail di un’ingenuità spiazzante: “La casa editrice “Prestigio” mi ha chiesto dei soldi per pubblicare il mio romanzo, ma sono persone serie...”. Sei liberissimo di crederlo, ma non pretendere che lo faccia anch’io.

Una casa editrice seria seleziona pochi testi in un anno e investe su quelli. Non chiede denaro all'autore, al contrario è pronta a corrispondergli diritti d'autore e (talvolta) anche un anticipo sulle vendite.

Chi pretende un contributo economico già copre le spese e ricava un guadagno. Perché dovrebbe anche preoccuparsi di distribuire il libro e promuoverlo? Non ne ha alcun interesse.

Ciò che molti esordienti ignorano è che il vero risultato non è essere pubblicati, ma avere una distribuzione. Qualunque stampatore è in grado di produrre un libro. Una casa editrice seria non solo lo stampa ma lo rende disponibile nelle librerie di tutto il paese.

Solo attraverso una regolare diffusione il tuo romanzo potrà aspirare al destino per il quale hai lavorato così tanto: finire nelle mani dei lettori.

Almeno su questo, credimi.

(f.linkiesta.it)

Mostra altro

Berlusconi è disperato, servono tanti soldi per FI

1 Giugno 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Berlusconi è disperato, servono tanti soldi per FI

Berlusconi è disperato, servono tanti soldi per FI e si mette ad elemosinare 5 euro per trasformare i seguaci del partito in “azionisti della Libertà”. Il versamento, con bollettino postale o bonifico parte da 5 euro ma sotto la voce “altro” si può arrivare a 5mila. Non di più. Il perché lo spiega un messaggio firmato dallo stesso Berlusconi: l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti “mi impedisce di continuare a sostenere Forza Italia”. La festa, in effetti, è finita con gli ultimi due assegni da 17,8 milioni che ha staccato nel 2013 (secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera, in 20 anni il Cavaliere avrebbe versato 98 milioni nelle casse del partito). Il 20 febbraio scorso è infatti entrata in vigore la legge che abolisce progressivamente i rimborsi e introduce la contribuzione agevolata, consentendo ai privati la donazione diretta sotto il tetto dei 100mila euro e di destinare ai partiti il 2 per mille del reddito soggetto all’Irpef.

Mostra altro
<< < 1 2