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Blog  di Caranas

La buona scuola di Renzie . Ultime vignette

15 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS

La buona scuola di Renzie . Ultime vignette

Landini dove sei ?

La buona scuola di Renzie . Ultime vignette
La buona scuola di Renzie . Ultime vignette
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PENSIONI - Ridacci i soldi caro Renzi, prima o dopo la corda si spezza !

13 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

PENSIONI - Ridacci i soldi caro Renzi, prima o dopo la corda si spezza !

di Caranas

Ma perché qualsiasi governo di destra o di sinistra deve massacrare sempre i pensionati più poveri? Anche adesso nella vergognosa vicenda sulle pensioni, si vede già che la soluzione Renzi/Padoan finirà come sempre a tarallucci e vino con grande gioia della Fornero. Il governo deve restituire il maltolto alle pensioni medie , salassi invece le pensioni d’oro, quelle difese da Salvini, mettendo un tetto alle pensioni fino a 6.000 euro. Folle che si taglino le pensioni di chi ha 2000 euro al mese ma delirante che vi sia chi continua a percepire pensioni da nababbi dell’ordine di decine di migliaia di euro al mese, e non sono pochi questi pensionati. Con un tetto a 6.000 euro al mese si ricavano un bel po’ di risorse per pagare il maltolto e per finanziare il Reddito minimo garantito.

Come si prevedeva, la Sinistra è davvero diventata un’ossessione per Matteo Renzi che non vuole costruirsi l’immagine di “quello di sinistra”, mentre gli altri sono semplicemente perdenti, oppure masochisti, come ha ribadito nel suo videoforum a Repubblica. Poco importa cosa fai, con chi vai (Verdini) e che idee hai, a lui basta solo vincere. E per giustificare l’obiettivo propone analisi piuttosto distorte della realtà, a partire dalla lettura delle elezioni inglesi e della sconfitta del Labour Party.

Ridacci i soldi caro Renzi, prima o dopo la corda si spezza !

PENSIONI - Ridacci i soldi caro Renzi, prima o dopo la corda si spezza !
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INVALSI ? Sul web l'ironia impazza

13 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #SCUOLA

INVALSI ? Sul web l'ironia impazza
INVALSI ? Sul web l'ironia impazza
INVALSI ? Sul web l'ironia impazza
INVALSI ? Sul web l'ironia impazza
INVALSI ? Sul web l'ironia impazza
INVALSI ? Sul web l'ironia impazza

Come si fa a farsi prendere in giro da questi burocrati che presentano domande banali ? E' questa la buona scuola di Renzi ?

Sul web l’ironia impazza e molti utilizzano gli spazi sulle prove riservati alle risposte per scrivere le loro battute ironiche.Domande del test davvero banali. Tanto da far sentire i ragazzi quasi presi per i fondelli. Tra le più semplici una che chiede quale mese tra maggio, luglio, settembre e dicembre sia il più caldo e un'altra su un testo di Vittorio Zucconi che cita la favola di Cappuccetto Rosso invertendo i ruoli della nonna e del lupo cattivo. E se messo così il quesito può non sembrare sciocco, si aspetti di leggere le alternative che i ragazzi avevano per rispondere: “A. per suggerire che anche i lupi conoscono favole come quella di Cappuccetto Rosso, B. per ricordare ai lupacchiotti che i lupi mangiano le nonnine, C. per sottolineare che, dal punto di vista del lupo, i vero nemico è l’uomo e D. per far capire che anche i cuccioli degli animali hanno bisogno di fiabe per addormentarsi”. Insomma, pur non avendo letto il quesito per intero, è facile capire quale possa essere la risposta corretta.

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Civati, Fassina, Cuperlo, Speranza fustini del PD ?

12 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Civati, Fassina, Cuperlo, Speranza fustini del PD ?

Caro presidente del Consiglio - ha scritto Fassina a Renzi - sulla scuola non hai commesso un errore di comunicazione. L'errore è stato di impostazione. I diretti interessati hanno letto il testo del disegno di legge e lo hanno anche capito, nonostante i cori mediatici a sostegno del governo". Dopo la legge elettorale e il Jobs Act, la riforma della scuola potrebbe essere l'ultima goccia, prima che il vaso trabocchi: "In queste settimane sono totalmente concentrato per cercare di correggere l'intervento sulla scuola, che è molto negativo per i nostri istituti e per tantissimi insegnanti precari. Questo assolve tutte le mie energie. C'è una riflessione in corso, quello che è successo col Jobs Act prima e sulla scuola poi è il tracciato di un percorso che per me è insostenibile".

Civati : "Per Renzi siamo come i fustini, due entrano e due escono, e ci attacca sulla Liguria: forse perché non ha trovato l'assetto giusto e una candidata che vince. Non dia colpe ad altri", ha detto Civati. Dentro o fuori non fa differenza. L'ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza affida a twitter la sua replica: "Renzi sbaglia su Fassina. Non è un problema solo suo se uno come lui ha dubbi sul Pd. È un problema di tutto il Pd". Gli fa eco Gianni Cuperlo, altro esponente della minoranza: " Se persone valide come Civati e Cofferati lasciano il Pd, o Fassina riflette a voce alta sulla possibilità di fare la stessa cosa, la replica non può essere che è un problema loro: se sei il leader del partito il problema è tuo, il problema è nostro".

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Rolex e rivoluzione - Angelino fa pubblicità

7 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Rolex e rivoluzione - Angelino fa pubblicità

La ditta svizzera, simbolo di lusso e stile, e pure di tanti stereotipi sulla ricchezza, si è lamentata perché Renzi e Alfano, dopo le azioni dei black bloc a Milano contro Expo, avevano accusato i "soliti farabutti col cappuccio e figli di papà con il rolex" (un minuscolo che però non so come abbiano fatto a distinguere in video...). Insomma gli elvetici ci sono rimasti male per la pubblicità negativa.

Curioso. Perché, come gente più titolata ha notato prima e meglio di me, la Rolex-marchio-registrato non fiata quando viene fuori che suoi fan sono anche corrotti, corruttori, personaggi controversi e mafiosi di vario cabotaggio.

[Per la cronaca, uno dei più famosi testimonial (postumi) di Rolex è stato Che Guevara...]

La reazione piccata di Rolex, dunque, non è valsa in passato quando boss di spicco della mafia sono stati arrestati con gioielli di meccanica elvetica al polso.

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La scuola buona non c’era prima e non ci sarà neanche in futuro. Poveri Presidi

6 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #SCUOLA

La scuola buona non c’era prima e non ci sarà neanche in futuro. Poveri Presidi

Se Renzi fa la destra, noi dobbiamo necessariamente fare la sinistra

 

                                                           di Caranas

 

In questo momento penso a quell’anarchico in carrozzella che si identifica con i Black bloc, difficile non dare completamente torto alle sue ragioni,chi non si ribella diventa complice.Ci stiamo avviando, tra le furbizie di Renzi verso una dittatura che , pensiamoci bene non è quella del proletariato auspicata negli anni settanta.

Non è un caso quello dell’influenza del potere attuale del PD, sui cespugli partitini che costellano la politica italiana ma che non hanno nessun potere di opposizione reale. Vendola giustamente pensa di sciogliere SEL per arrivare ad un partito di sinistra più incisivo contro la politica dell’attuale governo; la realtà è che solo adesso si rende conto che con la nuova legge elettorale appena approvata, sarà tagliato fuori. Poteva pensarci prima.

Intanto con lo sciopero di ieri sulla scuola, il messaggio è arrivato forte e chiaro: Renzi e Giannini non hanno il consenso né del mondo della scuola né nella società.

Ma torniamo alla ennesima riforma della scuola per fare alcune considerazioni.

Ogni nuovo governo ci prova ed il risultato è sempre lo stesso : più soldi alla scuola privata ( fatto incostituzionale) e sempre meno a quella pubblica che è allo sfascio.

Poteri del preside nella nuova riforma

Sinceramente , li avessero avuti questi nuovi poteri negli anni ’90-2007, molti Dirigenti scolastici, penso, non sarebbero andati in pensione. Ma c’è il rovescio della medaglia. Un preside manager, con questi neo poteri avrà la facoltà di sbarazzarsi di chiunque gli sia contro, chiunque che gli faccia una minima opposizione in collegio docenti o in altri organi deputati alle decisioni della scuola.

Ma pensiamo anche al povero preside che si deve tenere sul groppo quei tanti docenti e/o a.t.a. assunti osservando la legge, che si dimostrano incapaci, sin dal primo momento, e che lo costringono ad ore ed ore di sorveglianza personale nella classe (perché deve relazionare sull’operato) nel momento in cui questi docenti (che sono una minoranza) non sono neanche idonei a garantire la sicurezza dei minori nelle ore in cui vengono loro affidati. Le procedure burocratiche sono lunghissime e costano dispendio di energie, e mai la possibilità di licenziare. Nella migliore delle ipotesi è il preside che deve scervellarsi per inventarsi nuove mansioni per il dipendente non idoneo e non potrà mica metterli tutti a fare fotocopie! Poi oggi, con la possibilità di prendere un aereo che ti sposta da Milano in Sicilia, capita spesso che il dipendente appena assunto al venerdì (attraverso le  graduatorie : altra piaga – avete idea di quante telefonate deve fare alle 7 del mattino una applicata di segreteria?) , già al sabato si mette in malattia (in Sicilia o altra regione comunque distante da Milano) e spesso non lo vedi per mesi, protetto dai sindacati e dalle leggi in vigore (legge 104 ad es. di cui si abusa in alcune regioni italiane). Che fare? Penso che un minimo di potere in più ai presidi vada dato; non quello che vuole Renzi, però quello necessario per poter mandare avanti un istituto comprensivo (magari con cinque scuole, vista la razionalizzazione che costringe i presidi a non rifiutare le reggenze). E per quale stipendio poi ? Un preside che è andato in pensione nel 2007 con tantissimi anni di contributi versati, oggi prende meno del suo primo stipendio di pensione.

Renzi, pensaci !

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“Se la riforma di Renzi passa, la scuola non sarà più come prima”

5 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS

“Se la riforma di Renzi passa, la scuola non sarà più come prima”

“Se la riforma di Renzi passa, la scuola non sarà più come prima”

Intervista a Lorenzo Varaldo, preside coordinatore del “Manifesto dei 500”: “Questa riforma è l’assalto finale dopo le leggi del passato”

Lidia Baratta

«La scuola italiana è come un edificio che ha molte crepe. Andrebbe ritinteggiato, avrebbe bisogno di tubi nuovi e riscaldamenti migliori. Ma i pilastri sono ancora in piedi. Il disegno di legge sulla Buona scuola mina proprio questi pilastri. Se il ddl dovesse passare, la scuola che abbiamo conosciuto non esisterebbe più». A parlare èLorenzo Varaldo, preside dell’Istituto Sibilla Aleramo di Torino e coordinatore nazionale di “Manifesto dei 500”, l’associazione di insegnanti e genitori costituita nel 1999 per chiedere il ritiro della riforma Berlinguer. I 500 che si opposero alla riforma dei cicli, poi abrogata dalla legge Moratti, hanno aderito anche allo sciopero generale della scuola promosso unitariamente dai sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda per il 5 maggio contro il disegno di legge sulla Buona scuola del governo Renzi. Erano quasi otto anni che le principali sigle sindacali della scuola non organizzavano uno sciopero di questa portata: i principali appuntamenti sono ad Aosta, Bari, Catania, Cagliari, Milano, Palermo e Roma. «Il ddl tocca tutti», si legge nella adesione del Manifesto dei 500, «calpesta i diritti e la scuola di tutti, dai precari a tutti i docenti di ruolo - che nel giro di poco tempo finirebbero nell’albo regionale e potrebbero anche essere sospesi senza stipendio perché sgraditi al preside - dagli alunni alle famiglie a tutta la società».

Varaldo, dalla riforma Berlinguer, passando per la Moratti, la Gelmini fino alla Buona Scuola, qual è il filo conduttore?
La nostra associazione ha attraversato tutta la stagione delle riforme scolastiche, o meglio delle controriforme. Ci siamo opposti quasi sempre, di qualunque colore fosse il governo che proponeva le leggi sulla scuola. Perché tutte le riforme hanno messo in discussione le fondamenta della scuola pubblica.

Quali sono le fondamenta della scuola pubblica?
In primis l’uguaglianza: la scuola pubblica ha programmi uguali per tutti, è un servizio non a pagamento e la qualità non dipende da quanto pago. Una scuola di un quartiere ricco o una di un quartiere povero devono garantire le stesse opportunità di apprendimento. Poi c’è la libertà culturale e di insegnamento, slegata da qualsiasi visione politica o religiosa. Questi pilastri sono stati sempre minati dalle leggi.

“Berlinguer scrisse che fin quando si lascia l’assunzione dei docenti allo Stato, non ci sarà mai l’autonomia scolastica. Questa idea viene riproposta nella Buona scuola”

Come?
La riforma Berlinguer, ad esempio, puntava sull’autonomia scolastica basata su finanziamenti propri, introducendo quindi le differenze tra le scuole. Finisce che quelle che possono permettersi di più hanno di più. Nel libro verde della pubblica istruzione Luigi Berlinguer scrisse addirittura che fin quando si lascia l’assunzione dei docenti in mano allo Stato, non ci sarà mai l’autonomia scolastica. Oggi questa idea viene riproposta con la chiamata diretta dei dirigenti scolastici. C’è una certa continuità con il passato.

Lei stesso è un preside. Cosa non la convince della chiamata diretta degli insegnanti dagli albi regionali?
Potranno anche esserci dei bravi presidi che si comportano bene, ma in questo modo si viene chiamati e giudicati da un singolo, non dallo Stato super partes. E ci potranno essere abusi. Il dirigente scolastico decide chi debba insegnare o meno, fino al licenziamento degli insegnanti non graditi. I presidi potrebbero chiamare i docenti secondo le loro idee e indirizzi, eliminando così il principio della libertà culturale e di insegnamento. Gli stessi salari legati al merito, ripresi dalla Moratti e poi da Profumo, ce li ritroviamo in questo disegno di legge sotto forma di premi economici assegnati dai dirigenti a una piccola parte di docenti. È la fine della collaborazione e del libero confronto. In più si apre la strada alla differenziazione dei programmi e dei livelli di insegnamento, facendo venire meno l’uguaglianza dell’istruzione per tutti i cittadini.

Questa volta però si propone l’assunzione di 100mila precari.
Anzitutto prima si parlava di 150mila precari, poi si è passati a 100mila. Di questi, 60mila sarebbero comunque stati immessi in ruolo a causa dei pensionamenti. Ne restano 40mila, che sono solo una piccolissima parte dei precari. Restano fuori tante persone che hanno accumulato competenze e punteggi, persone di cui la scuola avrebbe bisogno. Basti pensare che ci sono 6mila persone che hanno superato il concorso che ora vengono accantonate per fare un nuovo concorso. Non solo, ci sono alcune classi di insegnamento che comunque resteranno scoperte. Il rischio è che si pensi di mandare qualcuno in una classe di insegnamento che non è la sua, o che si possa passare da un ordine di scuola all’altro, dalle medie alle elementari ad esempio. Sono competenze e formazioni diverse. Diciamo allora che si tratta di assunzioni di precari per fare un po’ di propaganda, e non di un’operazione seria di qualità per la scuola. Se si volessero assumere tutti i precari basterebbe ridurre il numero di alunni per classe e tornare al tempo pieno, cioè alle condizioni precendenti il 2004 e 2008. L’assunzione dei precari della Buona scuola, tra l‘altro, avverrebbe a fronte di modifiche sul contratto nazionale e di tagli ai fondi per le scuole.

“Il rischio è che si mandi qualcuno in una classe di insegnamento che non è la sua. Diciamo allora che si tratta di assunzioni di propaganda, non di un’operazione seria di qualità”

Come viene modificato il contratto nazionale?
L’articolo 21 del disegno di legge dà la delega al governo di approvare qualsiasi provvedimento sulla scuola, dalla previsione della sospensione dei docenti non graditi dal preside all’imposizione del passaggio da una materia all’altra. In pratica si dà carta bianca al governo per legiferare senza passare dal Parlamento. È la fine del contratto nazionale, oltre che un attacco ai sindacati.

E sul fronte dei fondi per le scuole?
Faccio un esempio: la scuola dove io sono preside, a Torino, che conta circa 900 alunni, solo di spese minime di derattizzazione, cancelleria e fotocopie spende tra 18 e 20mila euro all’anno. Lo Stato ce ne dà 8-9mila euro all’anno. Noi riusciamo ad attingere ai fondi avanzati agli anni precedenti al 2000, ma ci sono scuole che devono istituire i contributi volontari. I fondi d’istituto ora verranno tagliati ancora, quindi si punterà ancora di più sui contributi volontari e sulle differenze tra scuole.

Il ddl però introduce la possibilità di destinare il 5 per mille alla scuola.
Anche questo è un attacco alla scuola pubblica. Il ddl prevede che i cittadini possano donare il 5 per mille a una singola scuola. Le più ricche, con una contribuzione più alta, potranno avere più fondi. Le altre no. È la distruzione dell’uguaglianza dei diritti alla base della scuola pubblica. Si creeranno scuole di serie A e scuole di serie B, C e D. Differenze che i contributi volontari previsti dall’autonomia scolastica hanno già cominciato a creare in passato. Ora questa riforma passa all’assalto finale.

Fonte : LInkiesta

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Tasse sulla casa: scadenza di IMU, TASI e TARI, le novità di quest'anno

4 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #TASSE

Tasse sulla casa: scadenza di IMU, TASI e TARI, le novità di quest'anno

Tasse sulla casa: scadenza di IMU, TASI e TARI, le novità di quest'anno

Ormai siamo a Maggio e tra poco arrivano le scadenze delle tasse sulla casa: Tari, Imu e Tasi, conosciamo le novità.

Forse sarà l'ultima volta che paghiamo queste tasse in un modo così disordinato e di versificato; d'altronde si tratta di tasse i cui proventi andranno in gran parte agli enti locali, ed é per questo che dal prossimo anno, pagheremo solo 1a tassa: la LOCAL TAX, come già avevamo accennato tempo fa.
La buona notizia di questo 2015 é che le alituote non subiranno ulteriori aumenti, se non quelli già stabiliti, per le scadenze alcuni comuni hanno già spedito i bollettini della tassa sui rifiuti che, essendo più alta di altre, in alcuni casi c'é la possibilità di rateizzare.

L'Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (Aduc), ha stilato un vademecum che di seguito Vi riportiamo , per rendere più facile ricordarsi le scadenze di queste imposte sulla casa:

LOCAL TAX che cosa é

TARI 2015 esenzioni

Novità Tari

Risparmiamo sulle Tasse della 2a Casa

Baratto Amministrativo cosa é

10 cose su Equitalia

ISEE e proprietari di case

Mercato Immobiliare

  1. 16 Giugno 2015 ( calcolata con le aliquote dell'anno scorso, il 2014)
  2. Saldo 16 Dicembre 2015 ( calcolata con le aliquote dell'anno in corso)
  • L'IMU dovrà essere pagata dai proprietari di immobili o da chi ne trae godimento. La prima casa ne é esente, quindi la dovranno pagare i proprietari di terreni, di più case e coloro che sono proprietari di negozi, uffici, capannoni ecc.
  • Esenti i terreni agricoli montani.
  1. 16 Giugno 2015 ( calcolata con le alquote dell'anno scorso, il 2014)
  2. Saldo il 16 Dicembre 2015 (rata calcolata con le aliquote dell'anno in corso)
  • La TASI è la tassa sui servizi indivisibili del Comune, cioé si tratta dell'illuminazione e della pulizia delle strade, nonché dei vari lavori che il Comune di residenza deve espletare nelle strade e non dovrebbe avere importi così alti.
  • Come si calcola la TASI. Questo è uno dei problemi per cui questa tassa, insieme all'IMU verranno messe insieme e diventeranno Local Tax. Infatti é il cittadino a dover calcolare la TASI, così come l'IMU, in questo modo il contribuente dovrà anche pagare un CAF o un Commercialsta che gli dovrà fare i conti.
  • Dipende da comune a comune come verrà riscossa la Tari. In alcuni comuni si può scegliere tra la una sola unica scadenza ( entro il 30 Giugno 2015) oppure tra 2 o anche in4 rate.
  • Come dicevamo prima, il bollettino del pagamento della TARI Vi è probabilmente già arrivato, ma comunque il pagamento varia da Comune a Comune.
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