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Blog  di Caranas

Grazie a tutti i visitatori di oggi 6/6/2015

6 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #STATISTICHE

Vorrei ringraziare tutti i visitatori di oggi che hanno riportato Foranastasis ai successi di tempo fa con ben 941 visite pur senza alcun nuovo articolo. Tornate a visitare il blog che il 21 marzo scorso ha festeggiato il 7° compleanno. Foranastasis ( per resurrezione) non a caso nasce il primo giorno di primavera. Buona lettura a tutti, Caranas

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Massimo Troisi a 21 anni dalla scomparsa

4 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #CINEMA

Massimo Troisi a 21 anni dalla scomparsa

Il 4 giugno 1994, a quarantuno anni, muore a Roma Massimo Troisi per un fatale attacco cardiaco, conseguente a febbri reumatiche di cui soffriva sin dall’età di dodici anni. E’ stato un attore, regista e sceneggiatore italiano, ricordato soprattutto per essere stato l’esponente della nuova comicità napoletana (portata alla ribalta dal gruppo teatrale La Smorfia nella seconda metà degli anni settanta), assieme a Lello Arena ed Enzo Decaro .

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Come rottamare Renzi in tre mosse

3 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Come rottamare Renzi in tre mosse

Questo testo può essere pubblicato anche integralmente da qualsiasi testata, purché preceduto dall’indicazione della fonte (www.micromega.net) e seguito dal copyright (copyright © Paolo Flores d’Arcais).

di Paolo Flores d’Arcais

Se nel Pd c’è ancora qualche testa pensante anche vagamente sensibile ai valori di “libertà e giustizia” che definiscono la sinistra (due condizioni che escludono d’emblée Bersani, D’Alema e compagnia cantando) già avrà individuato il “che fare”. In tre mosse.

Primo: far cadere Renzi in una delle numerose fiducie che sarà costretto a porre per far passare in parlamento le sue pimpanti controriforme. Secondo: chiedere allora un immediato congresso del Pd, con le stesse modalità e procedure che portarono Renzi a impadronirsi del partito, partecipazione/iscrizione dei cittadini anche al momento del gazebo, ecc. Terzo, in contrapposizione a Renzi candidare per la segreteria del Pd Maurizio Landini, e parallelamente chiedere al Presidente Mattarella che al posto del governo sfiduciato, anziché sciogliere le camere, venga insediato un governo di “tregua repubblicana”, affidato tutto a personalità della società civile e capace di ottenere le convergenze autonome di parlamentari Pd, M5S e altri “volenterosi” sul programma e la credibilità dei ministri preposti a realizzarlo.

La razionalità di questo “che fare” non è difficile da riscontrare.

Renzi si accinge a completare la distruzione del Pd mutandolo in comitato elettorale personale, intenzione che del resto non aveva mai occultato. La sua politica, per profonda convinzione, è quella di realizzare la contro-rivoluzione di liberismo autocratico vagheggiata da Berlusconi ma restata in panne per i conflitti d’interesse e i crimini nell’armadio (sfociati finalmente in una condanna definitiva, dopo le tante sventate da leggi ad hoc e inciuci) e soprattutto per l’ondata di lotte civili, sociali, d’opinione, con cui la parte migliore della società civile ha saputo fare argine. In realtà il progetto politico di Renzi è la marchionizzazione del paese e delle istituzioni, e la contro-riforma della scuola ne costituisce la più luttuosa evidenza.

Renzi è in questo momento debolissimo, malgrado il fumo negli occhi della quasi totalità dei mass media (mai come oggi a “bacio della pantofola” verso l’establishment: ma il “marchionnismo” non è anche questo?). In un anno ha perso la metà dei consensi. La metà, il 50%, un voto su due rispetto al bottino elettorale delle europee, ci rendiamo conto?! Si è letto che sono due milioni di voti, ma nelle sette regioni in cui si è votato. In proiezione nazionale sono cinque milioni e mezzo. Non un’emorragia, un dissanguamento da mattatoio. In un solo anno: quello che passa tra la fiducia dei cittadini al renziano dire, mirabolante, e il giudizio sul renziano fare, miserabile. Perdere in un anno un voto su due non è una “non sconfitta” o una “non vittoria”, è un tracollo, una disfatta, una gogna e rottamazione civica impietosa.

Che quanto resti di “opposizione” nel Pd non colga l’attimo dimostrerebbe definitivamente che è ormai ridotta al livello del saracino Alibante di Toledo che “del colpo non accorto/Andava combattendo ed era morto” (Francesco Berni, L’Orlando innamorato, LII, 60). Se a questa “opposizione” resta invece ancora un barlume di “spiriti animali”, lucidità vuole che senza coltivare patetici propositi di riprendersi la ditta, decida di uscire di scena con un ultimo gesto di vitalità anziché nel vociare strozzato di un melmoso affondare.

Alla vecchia nomenklatura non è data la rivincita, la vendetta sì. A Landini, l’unica vendetta a disposizione di questi burocrati che nessuno rimpiange, può riuscire, da posizioni opposte, di società civile “giustizia e libertà”, l’Opa sul Pd che è riuscita a Renzi or non è guari. La nemesi è nelle possibilità della situazione attuale, ma implica lucidità in tutti i soggetti qui evocati, e razionalità e coraggio sono i pregi che da più tempo latitano presso quanti si dichiarano di sinistra.

(2 giugno 2015)

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Due giugno festa della repubblica

2 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Due giugno festa della repubblica

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Sepp Blatter -Fifa - si è dimesso. Alè !

2 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #SPORT

Sepp Blatter -Fifa - si è dimesso. Alè !

Il presidente della Fifa Sepp Blatter ha annunciato le sue dimissioni e ha fatto sapere che ha fatto sapere che il prima possibile si terranno le elezioni per il suo successore. La comunicazione a sorpresa del 79enne dirigente svizzero è arrivata nel corso di una conferenza stampa a Zurigo, quattro giorni dopo la sua rielezione da parte del congresso della Fifa e sei giorni dopo gli arresti di sette dirigenti della federazione su richiesta dell'Fbi.

Il successore, ha spiegato, verrà eletto "in un congresso straordinario tra dicembre 2015 e marzo 2016"

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Dal rottamatore , ora riciclatore, nascono piccoli sovrani intorno al dittatore di Palazzo Chigi che nonostante la sconfitta si sente il Messi della politica italiana.

2 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Dal rottamatore , ora riciclatore, nascono piccoli sovrani intorno al dittatore di Palazzo Chigi che nonostante la sconfitta si sente il Messi della politica italiana.
di Caranas

Renzi, alla faccia dei disoccupati, dei lavoratori e dei pensionati gioca alla playstation con il “Gran Ciambellano del Nazareno” Orfini, segnale non certo di tranquillità, ormai ci ha abituato al vero significato dello “stai sereno”, che inquieta se si pensa alla batosta elettorale appena consumata. La resa dei conti è però vicina. Il filo teso della minoranza Dem sta per spezzarsi, occorrerà aspettare qualche giorno. Queste elezioni hanno dimostrato che Renzi non sa vincere, anzi, quando vince , vince solo per sé stesso. I destini del PD sono ormai nelle mani di quella sinistra che Matteo voleva rottamare visto che ha cambiato il progetto originario riciclando e abbandonando i protagonisti vincitori senza tendere una mano (vedi ad es. Emiliano ) durante la campagna elettorale.

Intanto piange la Paita, “io consumata da una politica feroce”. Piange lady like, Moretti: “mi hanno presa di mira”. E Orfini, dopo aver stancamente ripetuto “è una vittoria”, prova persino a prendere aria dal monarca: “il Pd: non è il partito della nazione, ma il principale partito della sinistra europeo”. Questo non ha capito nulla, e poi chi vince le primarie deve essere il primo a rispettare l’identità del suo partito e se il PD ha vinto qualcosa lo deve solo ai riciclati. Si pensi ad esempio a Firetto, Udc, Pd, , che ha preso il 60%.

L’elettorato ha premiato Salvini che ora impone il cosiddetto legaforzismo avendo raddoppiato i voti rispetto alle politiche a differenza del PD che rispetto a quella tornata elettorale ha perso ben due milioni di voti ( un milione rispetto alle politiche di Bersani). Dov’è quindi la vittoria ventilata da Orfini e & ? Una vittoria di Pirro. Renzi dovrebbe fare un mea culpa e riflettere. Di scivoloni , come sulla scuola e sulle pensioni ne ha fatti tanti. Se torna a casa è meglio.

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Renzi in Afganistan

1 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Renzi in Afganistan

"Non siamo qui per un motivo logistico ma per un ideale". Così Matteo Renzi, nel discorso pronunciato davanti agli alpini della brigata Julia, il contingente di circa 500 soldati che dovrebbe concludere l'esperienza italiana in Afghanistan. La visita è cominciata a Herat, nell'Afghanistan occidentale in occasione della festa della Repubblica. Jeans e mimetica, con il nome 'Renzi' stampato sul petto. Il premier ha passato in rassegna le truppe e reso onore ai caduti italiani: 54 le vittime dall'inizio della missione, che avrebbe dovuto cessare nel prossimo ottobre e che invece si protrarrà alcuni mesi dopo l'impegno confermato anche dagli Usa. Poi ha pronunciato un breve discorso scritto, all'inizio del quale ha invitato a "dare il riposo" ai soldati che lo ascoltavano sull'attenti.

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