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Blog  di Caranas

Renzi ha paura che l’Italia cambi verso (davvero)

22 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Referendum

Renzi ha paura che l’Italia cambi verso (davvero)

Dalle amministrative al referendum il premier mette le mani avanti, dicendo che non è un voto sul governo. La verità è che si sente tremare la terra sotto i piedi: dopo anni di annunci e pseudo-riforme la luna di miele con gli italiani è finita e il divorzio si avvicina...

E già, il vento cambia, ed è una brezza leggera che prima o poi diventa soffio impetuoso e inizia ad andare in direzione contraria, travolgendo chi fino a quel momento credeva di andare col vento in poppa. Del cambio di clima deve essersi accorto anche Matteo Renzi, l’uomo che finora ci aveva sempre messo la faccia, andando a volto scoperto, godendosi quell’arietta leggera e pulita che lui stesso sembrava aver contribuito a rimettersi in circolo. Da qualche tempo l’uomo ha iniziato un po’ a ripararsi, a intabarrarsi tra distinguo e “ma anche”, si copre un pochino per non venire colpito da raffiche troppo violente, teme di prendere freddo e di restare al centro della bufera. Per questo si espone di meno, dice che sì, a giugno “si vota” ma “si parla dei sindaci, non di chi sta al governo”, perché ha paura di qualche contraccolpo sulla tenuta del suo esecutivo: l’uomo risoluto, sicuro di sé e decisionista per la prima volta se la fa sotto e teme di perdere, di prendersi una bella scoppola, e allora si mette un po’ meno in ballo, come un allenatore che dice che, se la squadra perde, è stata colpa dei calciatori…

Allo stesso modo, in vista del referendum di ottobre, ha smesso di personalizzare l’appuntamento elettorale come aveva fatto fino all’altro ieri: dice che in questione c’è il testo sul Senato e la Costituzione, mica il suo stesso esecutivo, e che a “personalizzare” la tornata referendaria semmai sono “gli altri”, quelli del No che non non vogliono cambiare il Paese, i gufi e gli uomini della palude, che sguazzano e si rimestano negli inciuci. Sì, sono loro a personalizzare, mica Renzi.

Insomma, il premier ci vuole far capire che nell’uno come nell’altro caso non si tratterà di dare fiducia o meno all’uomo Matteo e non si voterà su di lui (anche se noi vorremmo tanto votar su di lui, magari tornando a esercitare quel vecchio esercizio democratico che si chiama “elezioni politiche”. Vabbè…).

Ma la morale della vicenda è che Renzi, per la prima volta nella sua storia di premier, sente tremarsi la terra sotto i piedi e vede il consenso, sia personale che destinato al suo partito, erodersi giorno dopo giorno. Non ha più la sicumera di un tempo e allora si defila o mette le mani avanti dicendo che, in caso, lui sarebbe anche pronto a dimettersi.

Ma sarebbe molto più onesto ammettere da parte sua che questa deriva è inevitabile dopo due anni di promesse mancate e fallimenti ripetuti. Gli italiani innamorati del Rottamatore delle origini, dopo un biennio di convivenza con lo sposo Matteo, hanno iniziato a stancarsi delle sue abitudini: sono un po’ stufi della sua annuncite cronica, che si traduce in slogan e lanci di nuove piattaforme dove il cittadino può sentirsi finalmente protagonista ma altro non sono che supercazzole ben comunicate; ne hanno le scatole piene delle sue pseudo-riforme, ritagliate a sua immagine e somiglianza, con tornaconti che sono soltanto per sé o per il suo partito (è il caso evidente dell’Italicum, anche se in questo caso nessuno osa parlare di leggi ad personam, come si faceva in altri tempi); e sono soprattutto disillusi sulla sua capacità di fare le riforme vere, quelle che contano, sulle tasse (da tagliare davvero, e non da sostituire con altre, o rimpiazzare con un aggravio del deficit), sulla giustizia (altro che la riforma-brodino di Orlando), sulla burocrazia (dove è finito il dossier sulla Pubblica amministrazione, ministro Madia? Boh), ma anche sulla sicurezza (legittima difesa e lotta vera al terrorismo, non i caschi blu della cultura, il bonus agli studenti e altre chiacchiere) e sulle liberalizzazioni (basta a decreti che consolidano il potere inveterato di caste e corporazioni). E questo senza parlare delle riforme spot e flop sulla scuola e sul lavoro, già da cestinare, come confermano gli ultimi dati scoraggianti sui nuovi contratti indeterminati…

La luna di miele è finita da un pezzo, lo sposo si fa vedere un po’ meno, dice che non è colpa sua se ci sono stati problemi, prova a fatica a salvare il matrimonio. Ma gli italiani sono già pronti a separarsi da lui con le amministrative, e a sancire il divorzio con il referendum costituzionale. E vissero felici e contenti, senza Renzi.

(www.lintraprendente.it)

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Giorgia Meloni vuole intitolare una strada di Roma a Giorgio Almirante

22 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #MeloniAlmirante

Giorgia Meloni vuole intitolare una strada di Roma a Giorgio Almirante

Oggi è il 22 maggio, anniversario della scomparsa del fascista Giorgio Almirante e la fascistella Giorgia vuole ricordarlo così :

« Il 22 maggio ricorre l'anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante. Io sono qui per dire che, quando sarò eletta sindaco, uno degli impegni che mi prendo è quello di intitolare una strada di Roma a un uomo che è stato fondamentale nella storia della destra italiana e nella storia della politica italiana. Un patriota e una persona che amava gli italiani, che credeva nella democrazia e nell'onestà della politica".

La Meloni , visto che siamo in maggio e le ciliegie sono rosse , dice anche che :« Ciliegiata, un voto tira l'altro, organizzata dalle liste che sostengono la sua candidatura a sindaco e che si sta svolgendo in tutti i Municipi di Roma.»

Dedicare una via al suo leader :“Esattamente come la sinistra in questi anni ha potuto intitolare ai suoi padri fondatori delle vie o delle piazze nella Capitale, vogliamo farlo anche con un uomo che è stato importante nella storia della destra", ha aggiunto.

Si oppone fortemente la rappresentante della comunità ebraica Ruth Dureghello che liquida seccamente la proposta così :

«Lo ripetiamo per chi lo avesse dimenticato: mai una via a Roma per chi come Almirante collaborò alla 'Difesa della Razza' senza pentirsene".

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Le vignette Caranas della domenica

22 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #VIGNETTE CARANAS

Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro
Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro
Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro
Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro

Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro

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E' sabato, voglia d'ostrica

21 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #CURIOSITA'

E' sabato, voglia d'ostrica

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Lettera di C.Colombo (satira)

21 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Lettera di C.Colombo (satira)

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Omaggio a PV

21 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS

Omaggio a PV

(2 vignette del maestro Pietro Vanessi)

Omaggio a PV
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FEDERICA PELLEGRINI GRANDE ORO!

21 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #SPORT

FEDERICA PELLEGRINI GRANDE ORO!

FEDERICA PELLEGRINI GRANDE !!!

ANCORA CAMPIONESSA !

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Meno tasse per il ceto medio? Campa cavallo...

20 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Tasse ceto medio

Meno tasse per il ceto medio? Campa cavallo...

Renzi dice che taglierà le tasse al ceto medio. E a chi le farà pagare, a pensionati e risparmiatori? - Il Governo greco presenta un pacchetto con nuove misure di austerità. E meno male che Tsipras doveva essere quello che sta dalla parte dei greci: esegue gli ordini di Bruxelles come un automa…

"Abbiamo fatto la più grande riduzione di tasse mai fatta. Eppure la gente non la vede. Dobbiamo comunicarlo meglio e soprattutto fare qualcosa per il ceto medio, per le famiglie, per chi non ce la fa. Altrimenti il meccanismo non funziona. Stiamo discutendo se farlo con le aliquote Irpef, o in un altro modo: andrà nella Stabilità 2017 ma questa è assolutamente una priorità".

E finalmente la risposta che aspettavano gli studenti 18enni : “Il bonus da 500 euro per gli studenti arriverà dopo le elezioni amministrative". "Sennò - ha aggiunto - tutti dicono: Renzi vuole comprarsi il voto dei diciottenni. E' una follia, ma per atto di rispetto daremo il bonus dopo le elezioni".

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E' venerdì, si avvicina la noia della domenica

20 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Satira

E' venerdì, si avvicina la noia della domenica

Oggi non piove, mezza dose di satira

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Le tasse spiegate ad un bambino

17 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #TASSE

Le tasse spiegate ad un bambino

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