Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog  di Caranas

Berlusconi sta benissimo

31 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #NOTIZIE OGGI

In effetti ha una bella cera...

Mostra altro

27 gennaio GIORNO DELLA MEMORIA - I bambini al tempo della Shaoah

26 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #Bambini Shaoah

Adolf Hitler e i bambini. La questione della razza, i lager, l’educazione del perfetto nazista.

m_20.jpg

Mentre accarezza testoline bionde davanti alle macchine da presa, Hitler polverizza l’idea moderna di infanzia come età incolpevole da proteggere e preservare. Dal 1933 i piccoli ebrei tedeschi non sono accettati a scuola se non nella misura del l’1,5% della popolazione "ariana" e spesso vengono isolati e aggrediti dai compagni; con la guerra non possono più frequentare neppure le scuole ebraiche. Circa due milioni di bambini ebrei vennero uccisi in tutte le tappe dello sterminio - a Varsavia solo fra l’agosto e il dicembre 1941 morirono in 2400 sotto i 13 anni. Nei lager i bambini erano le prime vittime delle camere a gas, erano piccoli lavoratori coatti, cavie per gli esperimenti "scientifici", oggetto di piacere per i "kapo"". Non se la passano meglio piccoli zingari e politici (figli degli esuli spagnoli o piccoli resistenti).

i_18.jpg

images--1-.jpg

Ma erano vittime anche i bambini tedeschi. Non solo i 5000 sterminati nel corso dell’operazione Eutanasia e le decine di migliaia di quattordicenni e quindicenni arruolati negli ultimi mesi di guerra. Nelle scuole trasformate in fortezze ideologiche, milioni si scolari e di scolare erano inquadrati nelle organizzazioni di regime. I maschi, che a 10 anni giurano solennemente di dare la vita per "il salvatore della patria", vennero educati a combattere e a morire sorridendo, le femmine a diventare disciplinate incubatrici della razza, pronte in futuro a far sterilizzare un figlio imperfetto.

i_17.jpg

bimbica-copia-1.jpg

Per i primi, addestramento militare e parate, per le seconde "eugenetica" e "scienza della razza"; per tutti molta ginnastica e indottrinamento, poca istruzione che "debilita la mente e paralizza le energie volitive".

m_19.jpg

images-copia-1.jpg89469.jpg

Tristissima la sorte dei bambini dell’operazione Lebensborne, una rete di cliniche-asili-prigione aperte in Germania per far partorire le "ariane" non sposate; con la guerra, il Lebensborne si estese all’Europa occupata come strumento di germanizzare i bambini "razzialmente pregiati" di altri paesi, che vennero rastrellati nelle scuole, negli orfanotrofi o per strada, a volte presi dai Lager e poi affidati all’organizzazione stessa o dati in adozione a coppie tedesche. Erano circa 200.000 piccoli tedeschi e ucraini, scelti per gli occhi azzurri e i capelli biondi, condannati allo sradicamento assoluto in cambio di un futuro tedesco in una famiglia, in una scuola, in un esercito tedeschi. Distrutti i documenti anagrafici, eliminato ogni legame, dopo la guerra i più resteranno con i parenti adottivi, spesso disprezzati come "figli della colpa e stranieri in patria" .

i_10.jpg

 

 

Mostra altro

Una città non mia

26 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRE

Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Una città non mia
Mostra altro

Fuscaldo - Altre foto

22 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO altre foto

 

 

Mostra altro

Berlusconi post-it

22 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS

 

Mostra altro

LA VITA MIA

21 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS

 

La canzone, tratta di un forte sentimento provato dal protagonista verso una donna che identifica proprio come la sua stessa vita. Metafora più alta, in tema d'amore, non può esistere ed anche se può apparire banale rispecchia, senza fraintendimenti, ciò che l'uomo realmente si sente di esprimere. Nel brano vengono ricordati dei momenti vissuti in un intenso amore, quando lo stesso, sembra essere svanito proprio da parte della donna. Il protagonista non si rassegna e ricade in quei ricordi per riassaporare l'essenza di quei tempi ove non era pensabile che quel rapporto finisse. Ma quel sentimento sembra sfuggire di mano ed è diventato, forse, più grande di loro, al punto di non riuscire più a domarlo o a "maneggiare". Ed è così che l'uomo prende atto della cosa e si rassegna a perdere, in qualche modo, la propria "vita". La donna, quindi, porta con sé gli anni più belli di quell'uomo tramutati in ricordi ma anche un futuro che probabilmente non gli riserverà più un tempo così bello od una persona che gli possa ridare quella vita ormai chiusa tra le immagini e le sensazioni di quel passato. Il testo, però, può essere inteso anche come la fine di quella passione causata dallo scorrere del tempo e non della relazione che, però, si trascina stancamente senza più quegli slanci emotivi di un tempo. In ogni caso, qualsivoglia lettura si intende dare, resta un testo magnifico che fa parte delle più belle pagine della discografia italiana ed, in particolare, del ricco repertorio di quel raffinato artista che risponde al nome di Amedeo Minghi.    

Mostra altro

 Perché a promettere sarà sempre meglio la destra

20 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS

 

Che le elezioni siano la fiera delle promesse è una verità vecchia come la democrazia; che poi queste promesse siano raramente mantenute fa anch’esso parte del gioco. Se le promesse fatte in campagna elettorale fossero sempre state mantenute, il nostro debito pubblico sarebbe già schizzato al mille per cento.

 

L’unica vera novità della democrazia mediatica o digitale, dove fare promesse diviene un requisito dal marketing elettorale, è che a fare promesse si sentono tenuti anche gli insospettabili: coloro che, per la loro storia personale o statura istituzionale dovrebbero essere estranei a questi espedienti, e che finiscono per farlo maldestramente, perché non abituati.

 

Passi che a promettere l’adeguamento delle pensioni minime a mille euro sia Silvio Berlusconi, che aveva già promesso anche dentiere a metà prezzo e cibo per cani gratis. Più preoccupante è che dal vertice del centrodestra di ieri ad Arcore esca confermata la proposta della flat tax, l’aliquota unica per ricchi e poveri, che farebbe a pugni con il principio di progressività delle imposte stabilito dall’art. 53 della Costituzione.

 

Passi che a promettere il reddito di cittadinanza sia un movimento anti-establishment, come il M5S: che almeno cerca di attuare un principio costituzionale, quell’art. 38 per il quale «i lavoratori hanno diritto [a] mezzi adeguati alle loro esigenze di vita» anche in caso di «disoccupazione involontaria». Un po’ meno che un ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, proponga l’abolizione del canone Rai, dopo essere riuscito a recuperarne l’evasione portandolo nella bolletta della luce.

 

Quel che fa specie, invece, è che alla lista dei promettenti si sia aggiunto ieri, alla conferenza programmatica di Liberi e Uguali, anche Piero Grasso, l’ex presidente del Senato acclamato leader della sinistra. Poteva proporre pani e cànoni Rai, una figura del genere? Ovviamente no. E infatti ha promesso l’abolizione delle tasse universitarie: misura già improbabile di suo, nello stato miserando in cui versa l’università pubblica, ma anche presentata malissimo. Buttata lì la proposta, infatti, Grasso avrebbe dovuto fermarsi lì, non foss’altro per vedere l’effetto che faceva.

 

Invece no, ha voluto giustificarla dinanzi al suo uditorio di sinistra, sostenendo che così – ma già semplifico molto – l’istruzione dei poveri finiranno per pagarla i ricchi. Che sarebbe stato un po’ come se il centrodestra riunito ad Arcore, o Trump con i suoi tweet, avessero detto che la riduzione delle tasse la pagheranno soprattutto i poveri, per non parlare delle classi medie. Capito perché, su questo terreno, vincerà sempre la destra? Anche per fare promesse, dopotutto, bisogna esserci portati.

 

Mauro Barberis

Mostra altro

 Il fiuto politico dell'intramontabile Silvio

20 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #INTRAMONTABILE SILVIO

In una serie di esternazioni che hanno inaugurato la campagna elettorale del centrodestra, Silvio Berlusconi ha esibito il suo fiuto di animale politico. In primo luogo, da qualche settimana batte il tasto sul fatto che le prossime elezioni si configurano come uno scontro frontale fra centrodestra e M5S, ignorando il Pd, e più in generale la sinistra, liquidati come relitti del passato. È una visione che rispecchia l’insegnamento delle elezioni americane, che hanno visto il trionfo di Trump – un populista di destra – contro un Partito Democratico che si è suicidato sbarrando con ogni mezzo la strada all’unico candidato – il populista di sinistra Bernie Sanders – che avrebbe potuto battere Trump.

 

Berlusconi snobba il Pd perché ha capito che la sinistra tradizionale, una volta convertitasi da alternativa a “ruota di scorta” delle politiche liberiste, ha perso appeal nei confronti delle classi popolari, mentre fatica a competere con la destra per la conquista delle classi medio alte. Teme invece il M5S, non solo perché vola nei sondaggi, ma anche e soprattutto perché, ad onta dei passi indietro compiuti sui punti più radicali del programma originario, e della progressiva “normalizzazione” della sua immagine da forza antisistema a forza di governo, appare tuttora in grado di attrarre il voto di protesta di milioni di elettori incazzati nei confronti delle élite che ne ignorano bisogni e interessi.

 

Nel corso dell’ospitata nella trasmissione di Barbara D’Urso, l’intramontabile Silvio ha spiegato – con la consueta franchezza – qual è la posta in gioco. Ha detto cioè che scende in campo contro i grillini, come aveva fatto contro i comunisti negli anni Novanta, perché oggi il pericolo è ancora maggiore. E dal suo punto di vista ha ragione: non perché i grillini siano sovversivi, ma perché la massa inferocita che ribolle negli strati più bassi della società (e che spera di trovare espressione votando M5S) è fatta di persone <<che portano invidia e odio verso chi è ricco>>, di incompetenti che non capiscono la complessità dei problemi su cui sono chiamati a esprimersi (la democrazia sembra essere oggi più indigesta che mai, anche se è stata ridotta ai minimi termini da decenni di guerra di classe dall’alto) e che esprimono leader <<ai quali si dovrebbe domandare cosa hanno fatto prima di fare politica e se sono laureati>>. Infine enuncia un programma che, nel migliore stile trumpista, mette insieme veri regali ai ricchi (la flat tax) e finti regali (che, vedi Trump, verranno immediatamente smentiti dopo l’eventuale vittoria) ai poveri (aumenti delle pensioni minime, reddito di dignità, ecc.).

 

Insomma: qui, come ormai quasi ovunque in Occidente, si scontrano due populismi nati sulle  rovine delle forze politiche tradizionali, di sinistra come di destra. Due populismi che negli Stati Uniti, come ha scritto Nancy Fraser seguendo la lezione di Gramsci in un lungo articolo su American Affairs https://americanaffairsjournal.org/2017/11/progressive-neoliberalism-trump-beyond, incarnano gli interessi di due blocchi sociali contrapposti che lottano per l’egemonia. Con la differenza che, nel caso italiano, non si confrontano un Donald Trump e un Bernie Sanders ma, da un lato una vecchia volpe (anche lui un tycoon reazionario al pari di Trump, ma che la lunga esperienza ha reso meno rozzo nell’uso di espressioni razziste e sessuofobe, mentre ne ha affinato la verve comunicativa), dall’altro lato un progetto abortito di populismo progressivo che (diversamente da Podemos e Mélenchon) non ha la minima chance di aggregare un blocco sociale capace di andare oltre qualche effimero successo elettorale.

 

Ma l’astuzia berlusconiana si rivela anche nel suo enfatizzare il <<pericolo>> grillino per preparare il terreno – nel più che probabile caso che nessuno ottenga la maggioranza assoluta – a una grosse koalition in salsa italiana (sarà per caso che Renzi sostiene a sua volta che la vera sfida è fra Pd e M5S?). Una soluzione che gli consentirebbe di svincolarsi della imbarazzante alleanza con Salvini, il quale è la vera controfigura italiana di Trump, almeno per quanto riguarda la scorrettezza politica e le velleità antiglobaliste e antieuropeiste. Perché il populismo di Berlusconi è soprattutto una tecnica elettorale, ma il nostro non coltiva alcuna intenzione di sfidare i diktat dell’Europa a trazione tedesca.

 

Carlo Formenti

Mostra altro

Elezioni ­- Per PD e LeU  un’operazione di sopravvivenza

18 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS

 

Dice Renzi che in caso di sconfitta del Pd “i barbari” sarebbero alle porte, che il paese cadrebbe preda dei “populisti”, di Berlusconi, Salvini e Di Maio. Forse non si accorge che anche lui, come Bersani nel 2013, non fa che appellarsi a uno spirito di “responsabilità nazionale”. E forse non si è accorto che il suo Pd, quello di oggi, con valori nei sondaggi del 25-27 per cento, è esattamente a quel livello che denotava la “non vittoria”, il disastro di Bersani.

 

Ma anche la sinistra fuori del Pd, alleata o meno con il partito, finora non è riuscita a presentarsi come forza capace di invertire la tendenza verso il declino. Con ogni probabilità ci sarà un cartello elettorale, formato da forze alquanto disomogenee, da chi ha scritto la storia dei Ds e del Pd da posizioni di governo, di “responsabilità”, di assai cauti orientamenti socialdemocratici, insieme a chi ha sempre contestato quell’approccio. Sembra un’operazione di sopravvivenza, non di ripartenza. Almeno questo accomuna il Pd e le forze alla sua sinistra: tutti e due, e anche le loro leadership, ormai lottano soprattutto per sopravvivere.

Considerazioni

Però :  se la sinistra è il luogo (mentale) della libertà e del confronto, è abbastanza logico che sia anche il luogo delle divisioni, dei dissidi, degli scazzi – chi preferisce obbedire a un capo può andarsene a destra, dove scissioni e scazzi ci sono comunque, ma fanno meno notizia.

 

Mostra altro

Curiosità , 2 foto

7 Gennaio 2018 , Scritto da CARANAS

Questa è una truffa di stato ! Non posso pagare ciò che non ho comprato .

 

Mostra altro