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Blog  di Caranas

A San Valentino cena davanti alle ceneri della moglie in una bottiglia

16 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS

"Sapete, siamo tutti colpevoli di dare l'altra persona per scontata, di tanto in tanto - si legge sotto la foto -. Forse ci dimentichiamo di dare il bacio della buonanotte, di dire ti voglio bene o cose simili solo perché siamo così presi da quello che stiamo facendo in quel momento che non notiamo che sono le piccole cose a significare tanto per quel nostro qualcuno speciale".

 

"Ho visto qualcosa oggi che mi ha fatto ricordare che non sempre avremo l'altro da abbracciare, con cui parlare, da amare, con cui giocare o da esasperare in ogni momento - recita ancora il post -. Questa immagine parla chiaro e forse farà male ai vostri cuori così come l'ha fatto al mio. Quest'uomo sta passando il suo San Valentino apparentemente da solo, in realtà la moglie è in quella bella bottiglia sul tavolo. Sembra che il suo amore per lei sia ancora così forte da spingerlo a portare le sue ceneri fuori per un pranzo di San Valentino. Le ha anche ordinato un bicchiere di vino...".

 

L'uomo, fotografato in lacrime, sembra aver commosso in molti, tanto da aver spinto oltre 99mila persone a lasciare il proprio commento sotto all'immagine. "Vi prego - conclude la Gwaltney - amate la vostra metà quando ne avete l'opportunità, non sapete cosa porterà con sé il domani o cosa porterà via!".

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Caro Calenda non dire cazzate fuorvianti

16 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS

 

Carlo Calenda

Chiudiamo 2017 con export +7,4% più di Germania e quasi doppio rispetto alla Francia. Esportiamo 448 mld di beni. Saldo commerciale di 47,5 mld, secondo più alto di sempre. C'è chi parla di dazi e chi vara il piano Made in Italy per aumentare il numero di imprese esportatrici

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Ma che bella notizia! Caro ministro quante di queste esportazioni sono armi vendute anche a paesi in guerra?  8,2 miliardi nel 2016

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QUANDO ANDRAI A VOTARE A BOLOGNA PENSACI

16 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #LIBERI E UGUALI

Un caro pensiero ai militanti Pd di Bologna, se ancora ne esistono: oggi la polizia che protegge il comizio fascista di un amico di quelli che misero la bomba alla stazione; tra due settimane il nome di Casini accanto al loro simbolo. Una prece -

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Praia a Mare (CS)­ Calabria, il medico nominato primario. Ma il reparto che deve dirigere ancora non c’è

16 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #OSPEDALE Praia a Mare

 

Praia a Mare (CS)­ Calabria, il medico nominato primario. Ma il reparto che deve dirigere ancora non c’è

Luciano Tramontano, già facente funzioni di direttore nella struttura, è stato nominato dall'Asp di Cosenza. Ma la struttura è ancora un centro di assistenza primaria, e il reparto di Medicina Interna che Tramontano dovrebbe dirigere non è neanche stato allestito

In una Calabria in cui i costi della Sanità superano quelli regionali, dove gli ospedali sono declassati o chiusi, può capitare che un medico venga assunto come primario per un reparto che non c’è. Ci troviamo a Praia a Mare, al confine con la regione Basilicata.

Luciano Tramontano, già facente funzioni di direttore nella struttura, prima che diventasse un CAPT (centro assistenza primaria territoriale) pur di venire nominato primario, ha rinunciato alle spettanze che gli competono dal 2010, quando vinse il concorso. Da allora, però, l’ospedale ha perso l’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna che richiede appunto la presenza di un medico chirurgo. L’anno scorso al riguardo si è pronunciato il Consiglio di Stato che ha imposto la riapertura dell’ospedale di Praia, con la sentenza 1153/2017. E il direttore generale dell’Asp di Cosenza, il dottor Raffaele Mauro, ha provato a far quadrare il cerchio nominando Tramontano primario. Ma sempre un cerchio rimane, perché la struttura è ancora un centro di assistenza primaria, e il reparto di Medicina Interna non è neanche stato allestito. Tanto che il Commissario per la Sanità, Massimo Scura, è andato su tutte le furie: “Questo fa parte delle irrazionalità dei direttori generali” ci risponde, lapidario. “Non è che li nomino io i primari. Ho già scritto tassativamente al direttore generale che non inserisca il punto di primo intervento di Praia a Mare nella rete di emergenza-urgenza. Perché se i cittadini vanno nella struttura pensando che ci sia un ospedale che ancora non c’è, si creano danni ai cittadini”.

Sulla carta le stanze del reparto ci sono. Il primario pure, mancano solo i pazienti che “però non hanno posti”, almeno a Praia

Fonte : Il Fatto Quotidiano

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Mettiamoci in moto per rompere l’assedio del populismo

16 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS

 

Paura e rancore trionfano in Italia e in Europa. Forse la democrazia non infonde più  fiducia che è il collante di una società davvero libera, e la paura dilaga come moneta corrente del populismo.

Il patto civile che per più di sessant’anni ha consentito all’Occidente e all’Europa di governare le proprie crisi sta andando in frantumi. Sotto la spinta disgregatrice dei populismi, da Trump alla Brexit, la democrazia non è più un sistema ovvio, come invece è stata per anni. Mentre fino a poco tempo fa il negazionismo e la rivalutazione del periodo storico che vide l’ascesa del nazismo e del fascismo erano rifiutati con vigore, oggi sembra prevalere la voglia di uniformare le ideologie e di ridurre la portata di un conflitto che invece fu epocale. Lo abbiamo visto nella recente legge che è stata approvata in Polonia, ad esempio.

Forze politiche populiste  calcano la scena europea  appellandosi a un generico interesse dei cittadini, e in molti casi dichiarano superate le distinzioni tra Destra e Sinistra. La fine di questa distinzione tra Destra e Sinistra è oggi il vero problema.

La narrazione di Destra individua sempre un nemico da incolpare che tante volte è esterno, come nel caso dei migranti, oppure è considerato diverso anche quando vive tra noi.

I fascismi aggiungono a una visione della società profondamente di Destra l’idea che la nazione sia di per sé più importante di ogni singola persona o gruppo, di ogni singola libertà o legge. In questa cornice ideologica, la sicurezza prevale sui diritti, l’uso della forza viene sdoganato, la nostalgia diventa un culto nazionale. La scomparsa pressoché totale della dialettica fra Destra-Sinistra, insieme ai tumultuosi cambiamenti che sono intervenuti, ha lasciato l’Europa e l’Occidente privo dei loro monumentali antagonismi storici e senza risposte adeguate di fronte ai nuovi problemi, dalle disuguaglianze, alla globalizzazione, alla rivoluzione digitale, al terrorismo, ai disagi sociali ed esistenziali.

C’è da dire che i movimenti populisti antisistema rappresentano soltanto i sintomi odierni di un malessere per cui la vecchia idea liberale non ha più la cura. È quello che sta avvenendo in Europa, dall’Austria alla Polonia, dalla Repubblica Ceca all’Ungheria, fino all’Olanda. Lo scorso novembre a Varsavia nella celebrazione di indipendenza si sono riunite più di 60mila persone di Destra.

Anche in questa campagna elettorale la Destra sta facendo rete in Europa e non ci troviamo più in presenza di una Destra che vuole abbandonare l’Europa, ma al contrario sta ponendo all’ordine del giorno la conquista sul campo della leadership politica europea. Esiste un architrave europeo nato dal trauma della Seconda Guerra mondiale, seppur politicamente debole, che rappresenta un ostacolo a questa deriva. Ma fino a quando?

 

Spaventa l’assenza di un colpo di reni delle forze democratiche e progressiste che finora hanno mostrato una non capacità di reazione. Hanno tirato un respiro di sollievo con la vittoria di Macron, ma non basta, non sembra abbiamo capito la lezione. Ancora oggi, socialdemocratici, progressisti e socialisti faticano ad elaborare una ricetta europea, stretti come sono tra un’idea ormai tramontata di neoliberismo blairiano e l’appiattimento alla logica delle grandi coalizioni.

 

 Si è perso per strada il progetto originario europeo e il dialogo pubblico è scivolato inesorabilmente a destra. Sottovalutare ciò che sta accadendo significa girarsi dall’altra parte, nella speranza che gli impresentabili populisti vengano sconfitti da sé.

 

Dare maggiore forza a Liberi e Uguali è dunque essenziale, non solo per insediare un nuovo punto di vista, ma per essere in campo con la forza necessaria per affrontare queste importanti sfide.

(Lib. tratto da A.Panzeri)

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Domani è SAN VALENTINO - due vignette

13 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #SAN VALENTINO VIGNETTE

 

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Montalbano ­  NO!  Il Dott. Pasquano non c’è più ! E’ morto

13 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #Montalbano Dott. Pasquano

Ieri sera la nuova serie del commissario Montalbano, delusione e nostalgia per l’assenza del Dottor Pasquano ,  il medico legale a cui Montalbano affidava i casi più spinosi. Acuto e terribilmente burbero, ci è sicuramente mancato per la sua corrosiva autoironia . Il dottore è stato un pilastro della serie di Camilleri, a mio avviso lo specchio dello stesso Camilleri. Ora non appare perché incazzato nero, in realtà è morto a 79 anni prima dell’inizio delle nuove riprese. Recitava con una compagnia di dilettanti, ed in seguito aveva avuto ruoli anche in altre serie televisive come La Piovra. Marcello Perracchio aveva saputo dare al medico quell'umanità che solo i grandi attori sanno fare. Pur essendo una spalla di Montalbano era una colonna portante tra gli "aiutanti" del Commissario. Addio caro amico, so che ci mancherai.

 

di Caranas

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Si avvicina il weekend... ridiamo un po'

1 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #RISATE

 

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