Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog  di Caranas

L'INTERVISTA

24 Gennaio 2021 , Scritto da CARANAS

7 DOMANDE /// L’INTERVISTA

Il tuo primo ricordo legato a un libro? Già dalla scuola elementare ero appassionato alla lettura, più che altro libri scolastici miei e dei fratelli. Appena arrivavano a casa, mi piaceva annusarli, sentire l’odore della carta e dell’inchiostro. C’erano anche i libri in prestito di un’improvvisata biblioteca pubblica gestita dal parroco.  I viaggi di Gulliver, Sigfrido e tanti altri. Ma anche atlanti della vecchia enciclopedia Conosce­­re. Li divoravo, erano sempre una bellissima base per viaggiare ˗ gratis!

Da dove trai ispirazione per le tue storie?

Soprattutto dal mio vissuto, ma anche dalle infinite discussioni con amici amanti della lettura che finiscono sempre con appunti su pizzini che si aggiungono ad altri incollati in vecchie agende.

I tuoi stati d’animo del momento influenzano la tua scrittura?

Non posso negarlo. Molti scritti traggono origine da pagine dei miei vecchi diari che fissano momenti non troppo belli e affogati nell’alcol, ma anche altre, veramente briose che si scaricano nell’ironia che abbonda sia in poesia, sia in romanzi. Ho un particolare legame con la mia scrittura: amo i miei personaggi e una volta mi è capitato di ' innamorarmi ' della protagonista.

Che cosa rappresenta per te la scrittura letteraria?  Ѐ sempre stata una passione, già dall’adolescenza un esercizio quasi giornaliero, occasione in cui si sente  il bisogno di confidare i pensieri alla carta sempre comprensiva, sensibile, autenticamente disponibile.

Perché leggere fa bene?  Perché ti fa sentire vivo, partecipe, ti fa vivere in curiosità situazioni in cui t’immedesimi e  che nella realtà non hai mai vissuto. E poi, la lettura ritarda l'invecchiamento cerebrale. Leggere stimola il cervello e allontana il rischio del declino mentale. I libri sono pillole di benessere, vero e proprio cibo per la mente.

Tre soli aggettivi per definire il tuo ultimo romanzo. Ironico. Fiabesco. Agrodolce.

 

 

 

Mostra altro

Sproloquio marino

16 Gennaio 2021 , Scritto da CARANAS Con tag #Voglia di mare

Da quando sono andato in pensione ho sempre passato le vacanze in famiglia, diciamo meglio da quando ho contratto matrimonio.  Questa abitudine, oggi è diventata una vera macchia nella reputazione di chiunque, maschio o femmina. La cosa strana è che, pur amando molto la Calabria (non sempre ho estivato lì), è che provo un senso di repulsione non tanto verso il luogo ameno, stupendo paesaggisticamente, ma verso la mentalità abietta di numerosi compaesani, tanto che dopo tre settimane mi sono ricancellato da FB. Non li cambi i paesani; io poi sono talmente strano nell’ottica dei più che subito mi incazzo e cancello amici e non, subito poche volte, ma dopo sì, se mi rendo conto che la lunghezza d’onda non è affine alla mia. Sì, non mi va di cadere nello sproloquio. Se non ci sono affinità elettive chiudo, magari  non subito,  ma dopo un po'. Sbagliato o no, sono fatto così.

Nonostante tutto sono circondato da anni dalla voglia[desiderio] classica di chi, per propria volontà o no, si è trovato nella diaspora. Sei a Milano e ti manca il mare del paesello (sporco o no, ti manca), sei in paese e dopo solo pochi giorni ti mancano i servizi della grande città anche in presenza di Covid˗19. Eppure mi capita spesso, soprattutto adesso, di volermi prendere una vacanza speciale, da solo ( fa invidia la Grecia con 31 gradi di pochi giorni fa). Così, per riflettere, stare al sole, respirare aria di mare, vedere posti nuovi. Per piccolo che sia, ho sempre bisogno di un momento per me, senza amici rompicazzo e, così, solo con me stesso. Sono convinto che l’ordine mentale, messo a dura prova dalle numerose attività quotidiane, tende a ricomporsi quando non abbiamo nessuno intorno. L’assenza di altre persone ci aiuta a ricordare veramente chi siamo.

Non che io sia immune da difetti, però, ultimamente sono molto scarso di pazienza e divento irascibile non volendo più mostrare i diversi volti che la società ti impone: uno per la famiglia, uno per gli amici, uno per il lavoro e rapporti sociali, ecc. Mi sono rotto il cazzo! Da solo in un’isola senza amici o parenti pseudo tali. Arrivederci

 

Mostra altro