Venerdì 6 novembre 2009 5 06 /11 /2009 17:51

Le sfide glocali continuano

 

                                                                                         di Carmelo Anastasio

 

Prima la sentenza del TAR del Lazio che accoglie i ricorsi di varie associazioni laiche e altre confessionali per annullare le ordinanze Fioroni atte a valutare la frequenza dell’insegnamento della religione cattolica , ora da Strasburgo quella della Corte europea dei diritti dell’uomo che accogliendo il ricorso di una cittadina italiana stabilisce : « la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione  alla libertà di religione degli alunni ». Per entrambe le sentenze il Vaticano ha espresso stupore e rammarico equiparando il pronunciamento della Corte europea a una sentenza « miope e sbagliata » e basata su una « visione parziale e ideologica ». Da una parte gongolamenti, dall’altra seria preoccupazione.

Sull’ora di religione, al di là di alcune mie posizioni fondamentalmente laiche, la mia esperienza (ho lavorato per lunghi anni nella scuola come dirigente) intravvede nel provvedimento del  TAR del Lazio, una discriminazione al rovescio verso la maggioranza degli studenti (9 su 10) che scelgono di avvalersi di tale insegnamento o di quello alternativo. Non credo che ci siano reali trattamenti di favore verso la religione cattolica . Tutt’al più si dovrebbe/potrebbe  discutere di un diverso reclutamento degli insegnanti di religione pagati dallo Stato ( 85% laici). A nessuno è imposta la frequenza dell’I.R.C. . C’è però da dire anche che con l’insufficienza delle risorse per la scuola di “via dei tagli” , è diventato quasi impossibile per i presidi organizzare l’offerta di materie alternative all’ora di religione. L’opzione non è mai decollata rimanendo  l’alternativa  una sorta di rottura di schemi tradizionali in una realtà che invece è sempre più interculturale. C’è ingiustizia? C’è un attacco alla libertà religiosa? C’è nella misura che si vuol far credere attraverso i media? Non credo. Oggi più che mai si parla di apertura alle altre religioni (siamo nel global e il cammino sarà piuttosto lungo ma necessario) e i vertici dovrebbero assumere posizioni più forti e non asfittiche per favorire il riconoscimento della R.C. come parte integrante delle tradizioni e della storia d’Italia, insomma una coté assai più affilata.

L’I.R.C. è previsto dal Concordato e quindi va valutato senza perciò discriminare quel 91,1 % di studenti che l’hanno scelto e rendendo reale e operante la scelta credibile dell’ora alternativa che nella realtà non c’è. Gli accordi con la Santa Sede conferiscono alla Chiesa il diritto di impartire nelle scuole italiane un insegnamento religioso (che non è catechesi) facoltativo. C’è chi pensa che lo Stato non dovrebbe avere tale obbligo , ma c’è, da diversi anni. Sarebbe forse meglio assicurare lo stesso diritto ad ogni altra confessione religiosa per vivere una scuola moderna, aperta ai valori della civiltà di oggi e democratica in senso sostanziale. Si potrebbe ad esempio utilizzare l’ora alternativa per approfondire i temi della religione islamica in forma di consapevolezza dei contenuti culturali di tale religione. Sottolineo il forse perché in quest’epoca non ne sono convinto totalmente ma, vi assicuro, un eventuale pathos legato al  fondamentalismo non c’entra. E’ che non ci sono le condizioni per una revisione del Concordato  o per la sua abolizione . E poi siamo sicuri che l’Italia vuole questo? In questo momento, una proposta del genere non farebbe altro che peggiorare irreversibilmente il clima  già agitato per altri versi (compreso lo studio dei dialetti a scuola). Ma siamo ancora una buona democrazia capace di  coniugare il glocale (il globale imposto dall’Unione Europea e il locale strettamente italiano ) e penso che una soluzione si troverà per la soddisfazione di tutti.

 

« via il Crocifisso dalle aule ?»

 

Assolutamente no! Il Crocifisso ( la maiuscola è voluta) non mi disturba come simbolo religioso. Non è il solito refrain ; certo, può infastidire altri che praticano altre religioni ma, basandomi sulla mia esperienza , non credo,  visto che la vista di altri simboli religiosi non ha mai danneggiato la mia educazione pluralistica garantita dalla nostra costituzione. Nell’affrontare l’argomento si corre il rischio di cadere in un lungo discorso retorico ma, lasciatemelo dire : il Crocifisso è l’Italia come è Universo, solo perché è semplicemente Amore. Poi uno può essere cattolico o meno, ma il messaggio che viene dalla croce va al di là di ogni credo. E se è Amore non può essere considerato segno di esclusione  o di limitazione . Per la storia e per la cultura italiana , il Crocifisso è sempre stato un valore fondamentale ed essenziale. Il Crocifisso unisce, non divide e finiamola con questi assalti con affermazioni di laicità di cui non se ne sente esigenza. Il grido dopo la sentenza della Corte europea è bipartisan : “ Pilato è risorto a Strasburgo” !

Il Crocifisso non offende nessuno. Siamo noi che con i nostri egoismi l’offendiamo continuamente e queste sentenze non fan altro che privare una volta di più di quei valori fondamentali non solo  la nostra gente ma  popolazioni intere.

Concludo con una boutade : “ il Crocifisso è  dappertutto , ma non è la Coca Cola !”

 

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amore
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codex penele


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Crocifisso e parlamento


           
































































 
















 












































































 

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Solo le vignette firmate Caranas sono dell'autore Carmelo Anastasio


Rosarno : fame e rabbia
fame e rabbia

integrazione razziale

integrazione


































































































































































































































































































































































































































SU FUSCALDO

VISITA www.fuscaldocity.it













                                                                                                                FUSCALDO IMMAGINI E RICORDI
                                                                                                               In questo libro riaffiorano attraverso le foto, suddivise per tema, frammenti di un passato ancora vivo: ogni angolo, la piazza, ogni portale, ogni pietra, raccontano una storia stratificata e variegata che ci riporta ai periodi più antichi e poi a quelli più recenti fino a riconoscersi in alcune foto che impreziosiscono questo volume.


                                                                                                












                                                                                         
                                                                                                    
                                                                                                                                    
                                                                                                                                                                            dalle pietre di Fuscaldo, un irresistibile messaggio nei suoi cento portali



 
                                                                                                                                     

                                                                                                                    




















































In questo "Quaderno" una silloge delle mie poesie , summa poetica della mia giovinezza e poi maturità. Alcune voci fotografano una certa vitalità polimorfa  ma anche intensità e varietà del discorso poetico.Almeno così si sono espressi quelli che dopo la lettura  , hanno elogiato la creatività lirica dei vari messaggi poetici della raccolta.  






            









   Il romanzo































  Una storia d’amore e d’eresia rinasce dall’ombra del passato in una cornice non sempre allegra, fatta di ricerca e di ricordi sviluppandosi in un racconto a volte visionario, a volte storico , inseguendo note di un destino ineluttabile sino a concludersi con la morte fortemente voluta da Gian Luigi Pascale , un valdese giunto da Ginevra nella terra di Fuscaldo . Un libro tumultuoso in cui le storie d’amore e di fede , s’intrecciano in pagine scritte spesso con  toni leggendari.  Ai personaggi principali , realmente vissuti, se ne  aggiungono altri tipicamente fuscaldesi scaturiti dalla fantasia dell’autore che rende con le loro gesta più gioiosa la lettura di una storia d’amore mai esistita, quella di Francesca , duchessa di Seminara e Gian Luigi Pascale di Cuneo, personaggi qui immersi in un universo di solitudini incrociate. Su tutti domina l’azione dell’Inquisizione che culmina in una strage realmente accaduta nel 1561 , che causò circa 6000 morti  e ancor oggi,  testimoniata dalla “Porta del sangue” in Guardia Piemontese (CS). 































La storia del ratto delle Sabine è narrata  in questo libretto in  modo semplice e illustrata dallo stesso autore con tratti elementari per rendere agevole la lettura degli alunni delle ultime classi della scuola primaria. Un racconto piacevole per l’introduzione alle storie mitologiche  che aiuta a far crescere facendo intuire quanto sia difficile andare d’accordo e convivere con spirito di fratellanza.

 
In questo libretto di Mario Anastasio tutte le date storiche di Fuscaldo









               



















ALCUNE IMMAGINI DI FUSCALDO

                                                                                                                                                                                                                                                                                                               NOTA                                                                                                                                                                                                                                   
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Bella iniziativa! Senza misure di sicurezza
Mah! Che testa avevamo!!!





































                                                                                                            














                                                                                                                                     
                                                                                                                                                      
 













                                                                                                             














































                                                                                                                                              























                                                                                       

                                                                                                  
                                                                                                   

























 


     

































                                                                                                                                       

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