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Blog  di Caranas

UNIVERSITAS FUSCALIDI ANNO 2030

30 Luglio 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

Fuscaldo modif.      

     ( foto modificata )

Arrivare quassù dopo tanti anni e trovare il paese così cambiato anche nel nome, ridesta antiche memorie  e inevitabilmente provoca confronti e domande sul come eravamo e cosa siamo ora in questo inizio d’estate del 2030. Sono giunto in questa fabbrica di idee che ogni giorno ne partoriscono altre più strabilianti, non più con la macchina da Paola, ma con la nuova e rossa metropolitana leggera che si arrampica sulla collina e grazie a un sistema di grosse piattaforme mosse da maestose pompe idrauliche, supera i tratti più scoscesi evitando così i forzati tornanti. Salendo, dal finestrino ho mirato lungo il fiume Maddalena i grossi tronchi d’albero che dalla montagna , con una potente teleferica, scendono verso la stazione ferroviaria della Marina per essere caricati su vagoni merce e spediti al nord. Dal Piazzale del Convento di San Francesco ammiro la nuova facciata della costruzione che pur mantenendo l’antica architettura della romanica Trinità dei Monti , ora è più ricca nei fregi e decorazioni con una magnifica porta a bassorilievi in bronzo con icone dei miracoli di San Francesco. Anche le campane sono nuove e più grandi ed hanno un suono naturale  che si sente fin nelle contrade. Dall’interno delle nuove costruzioni del giardino (più grande e ricco di colori, statue e vialetti con fontanelle, laghetto con pesci) si sentono le voci dei 50 seminaristi  unite a quelle dei 20 monaci indaffarati nelle più svariate attività quotidiane. Padre Anacleto mi accompagna nella nuova grande biblioteca pubblica che vanta la presenza dell’antico Codice Purpurens  di Rossano. Nella sala rettangolare ornata da numerose bifore verso il mare (meraviglioso luogo immerso nel silenzioso lavoro), cinque monaci sulla cinquantina, sono intenti al restauro di vecchi testi sacri. Un profumo d’incenso misto a odori invitanti delle cucine sottostanti, profuma l’aria di quiete di questo locale grandioso dove il tempo non si è fermato. Nella chiesa ad unica navata, sulla destra dell’entrata a metà navata, si mira ora il verde sepolcro marmoreo del Marchese Spinelli, riportato da Paola i cui abitanti , in passato, non hanno mai digerito cercando più volte di cancellare ogni traccia della loro antica dipendenza dal feudo di Fuscaldo. Fuori, lungo la via del Santo, sui nastri trasportatori posti lateralmente , la gente mostra con orgoglio tutta la capacità di leventià; gli uomini non sono più gravemente dentro le cose (di pietra) ma sempre più gioiosamente proiettati verso nuove mete. Dove c’era il campo sportivo, un po’ più a nord, su enormi colonne metalliche ricoperte di pietra locale, una base abbastanza larga per  l’elisoccorso. Uomini della protezione civile armeggiano vicino ai tre elicotteri di cui uno attrezzato per l’intervento contro gli incendi. Davanti al nuovo campo sportivo che si allunga verso ovest, la fabbrica della seta con i suoi 500 addetti e tecnici che nulla hanno da invidiare agli esperti comaschi. Sopra il nastro, mi sposto  sulla  variante, ora Via col Vento , fino a trovarmi davanti al grande Ipermercato, ricco di negozi e di sale multifunzionali. I compratori non escono con sacchetti di plastica , la spesa viene recapitata direttamente a casa propria con piccole Apecar elettriche , le uniche permesse nella nuova Universitas. Più su, in località Pizziddro, sorge ora una azienda per la lavorazione dei fichi e pomodori (d’estate) e pane casareccio, freselle, taralli al finocchietto, formaggi ,funghi, limoncello ed altro tutto l’anno. La merce viene spedita in tutte le regioni d’Italia e la domanda resta forte. Sempre su nastro, arrivo fino allo slargo della fontanella. Com’è diverso! La fontanella c’è ancora e più avanti, finalmente vedo realizzato il mio vecchio progetto del teatro scavato nella roccia rossa e lastricato di arenaria   con comodi sedili e giochi di luci . Bellissimo trovare una costruzione così, sembra di fare un tuffo nell’antica Grecia. Il piazzale è ora molto grande e li , la sera gli attori tirano fuori il meglio di se per la soddisfazione del popolo. Un sistema di tiranti d’acciaio e grandi  tendoni costituiscono la copertura meccanizzata e quindi raccoglibile quando il vento è forte. I due vecchi mulini ad acqua , ristrutturati e mossi da potenti getti , hanno ripreso a funzionare per la produzione di farina di grano utile per i prodotti esportati. Sulla sinistra, lungo il fiume Guardaro, un’altra teleferica trasporta i turisti sino ai mille metri circa  del Laghicello ora super attrezzato e circondato da due curiosi alberghi con struttura a due piani stile Tirolo e più in là, basse costruzioni per la lavorazione dei funghi locali e delle fragole. Anche quassù, gli addetti sono tanti, circa novanta. Il Laghicello, ora più ampio e con acqua limpida , è ricco di trote .Verso monte c’è una bassa costruzione con materiali locali per l’affitto delle canne per la pesca sportiva e un bar tavernetta. A lato due stanze per gli uffici delle guide degli escursionisti.

Sulla sinistra della strada per San Benedetto Ullano, una magnifica area attrezzata per i giochi d’acqua che qui non manca. Ancora più a nord due meravigliose piste per la gioia invernale degli sciatori che qui vengono a passare le vacanze . Tornato giù, superato il teatro, mi soffermo a guardare le nuove costruzioni sottostrada  atte per la lavorazione degli insaccati, anche qui gli addetti sono numerosi e i prodotti d’allevamento locale, una volta lavorati vengono esportati nelle più svariate regioni d’Italia  ma anche in Europa e soprattutto in USA e Brasile. Famosa è diventata la salsiccia locale fatta con carne di cinghiale.

Più avanti,  il nastro mi porta sino alla piazzetta del Vaglio dove l’area del castello, ora ricostruito come quello del Valentino in Piemonte , pullula di giovani stranieri che qui soggiornano secondo il progetto Comenius che  finanziato dall’Europa , permette duecento scambi culturali nell’arco dell’anno. Nel “Borgo della Sapienza” si respira un’aria medioevale e non mancano menestrelli-guida nelle vineddre. Con un grande montacarichi, scendo a quota 260 mt sino alla galleria percorribile sui nastri che collega il punto più alto e l’antico convento di San Giovanni Vecchio ricostruito maestosamente con materiali locali e sede di una sezione staccata dell’Università di Cosenza  per gli studi di filologia . Sui declivi di Pisasale le casette degli studenti. Da qui , mi sposto in apecar  sino alla piazza ora più grande con estensione d’area verso il mare su grandi pilastri in legno e metallo. Un salotto! Numerosi i negozietti  per la vendita di oggetti e prodotti alimentari locali nonché libri, notebook ultima generazione, pillole musicali ecc. , aperti sino a mezzanotte per la gioia dei turisti. Una farmacia , tre pub , un locale per informazioni , un’agenzia viaggi e sotto la piazza una grande banca  con relativo servizio bancomat. La gelateria affianca il Caffè letterario con numerosi tavoli all’aperto. Ogni locale pubblico è dotato di servizio posta elettronica ultima generazione  e numerose sono le ricevitorie per i più svariati pagamenti. Nei costumi dei fuscaldesi doc predomina il rosso e il blu.  Dalla piazza osservo ora i deltaplanisti che si lanciano dall’area dietro il convento disegnando nell’aria ghirigori colorati .

 

(continua... forse!)                                                                          2

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