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Blog  di Caranas

La crisi morde soprattutto la scuola

7 Settembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

  
E l’autunno sarà ancora più caldo.

 

La crisi morde ancora nonostante l’ottimismo paventato nel cielo terso di Villa d’Este a Como.

“Non c’è nessuna guerra con i precari , rispettiamo anzi le posizioni di coloro che si trovano a non avere certezze”. Così si è espressa Maria Stella Gelmini Ministro della Pubblica istruzione. Evidentemente non si rende conto dei disastri combinati insieme a Tremonti. O meglio,  ne è pienamente cosciente,  ma prevale l’interesse personale e quello del governo Berlusconi con buona responsabilità  anche dei precedenti recenti governi. Nel caravanserraglio si ripete, alla faccia dei lavoratori italiani, il solito refrain “è una piaga sociale ereditata “. Che cavolo se ne fa dell’indennità di disoccupazione, chi dopo anni e anni di sacrifici,  sicuro di aver maturato una buona posizione in graduatoria aspettando l’agognato ruolo? Oddio meglio di niente. Certo che passare dalla sicurezza (l’anno scorso ho lavorato tutto l’anno, anche adesso dovrei farcela , sono quindicesimo arriverà il ruolo…) al nulla o quasi, se si  pensa alla via preferenziale (tutta da sperimentare) per le supplenze brevi, può gettare nello sconforto più nero parecchi padri di famiglia. “E adesso che dico a mia moglie?”. Ricomincerò con le lezioni private in nero?

Ed ecco la scuola “essenziale” della Gelmini : in tre anni quasi 90 mila docenti e 44 mila ausiliari in meno. Si comincia da subito : 42 mila insegnanti tagliati a partire da  settembre che equivale a un risparmio di otto miliardi di euro che la scuola pagherà in questi tre anni alla faccia di chi si è fatto un mutuo per pagarsi i corsi SSIS. I soldi vengono spremuti dal Ministero della Pubblica Istruzione con grande facilità (nessuno, al governo, si preoccupa della ricaduta negativa diretta) riducendo il personale : 87.000 docenti e 44.500 ausiliari, tecnici ed amministrativi nell’arco del triennio ( fonte Flc Cgil – Rassegna Sindacale). Tremonti impone, Gelmini obbedisce. Gli strumenti tecnici sono stati preparati meticolosamente per tutte le riforme della Ministra e nessuna di queste prevede un vero ed efficace progetto di scuola   finalizzato alla qualificazione e al miglioramento. L’obiettivo risparmio si contorna dello scempio  rappresentato dalla diminuzione dell’offerta formativa per gli studenti italiani e della funzionalità organizzativa delle scuole. Ed è proprio questa crisi che genera anche la corsa a un posto di preside ( ci vuole parecchio coraggio) eludendo per necessità tutti gli ostacoli posti in essere da tutte queste nuove riforme che hanno invaso la scuola a partire dall’epoca del ministro Berlinguer.

Perché un mea culpa bisognerebbe recitarlo : dov’è la valutazione dell’operato dei presidi? E quella dei docenti? Dove sono finiti i fondi ad hoc previsti da Berlinguer ? Com’è cambiata di conseguenza la qualità dell’insegnamento?

La qualità didattica ha già sofferto e soffrirà di più con i nuovi tagli che  in questa fase , o subito dopo (con l’aria che tira ), provocherà ancora effetti più devastanti con le famigerate “gabbie salariali” invocate da molti : “perché io che insegno al nord in una classe di scuola primaria con  26 alunni, piena di extracomunitari, senza copresenze , devo guadagnare - a parità di anni di ruolo - e pagarmi l’affitto o il mutuo,  come una collega che invece lavora al sud in una classe tranquilla di 9 alunni in un’anonima scuola di un paesino vicino al mare e con l’aria buona?” Questo è quanto si raccoglie ormai durante gli intervalli delle riunioni sindacali della scuola. E ancora : “tu almeno il posto ce l’hai, pensa a me che ho 58 anni e sono ancora precario !” e così via. Le conseguenze dei tagli, in Calabria saranno ancora più disastrose e i docenti o aspiranti tali saranno messi a dura prova. Con quale spirito, quei pochi fortunati che avranno la nomina , affronteranno la loro giornata lavorativa sapendo che dovranno percorrere in macchina centinaia di chilometri per raggiungere il posto di lavoro ? Si continua a “ridurre”, questa è la parola d’ordine : ore d’insegnamento, ore frontali per alcune materie, seconda lingua straniera, impossibilità di poter garantire la continuità didattica, soppressione di classi per insufficienza di alunni nei paesini capoluogo e conseguente riempimento di quelle nei luoghi frazione di marina , luoghi più facili da raggiungere. Per cui, ad esempio, le famiglie di realtà come Fuscaldo Paese (CS) dovranno arrangiarsi.

E pensare che gli investimenti nei settori della conoscenza possono essere il motore indispensabile per una ripresa dello sviluppo equilibrata. E’ un dato acquisito ormai la stretta correlazione che esiste tra la qualità dei sistemi d’istruzione/formazione/ ricerca e il livello di sviluppo di un paese. La classe politica che ci governa però non assume come impegni prioritari per il nostro futuro , i comparti della conoscenza.

Il presidente Giorgio Napolitano ha ricordato che  “la crisi provocherà serie conseguenze sul mercato del lavoro”. A perdere il lavoro sono soprattutto cinquantenni che hanno vissuto già un autunno caldo e se non si inverte la rotta con politiche di assistenza alla disoccupazione, il prossimo autunno sarà ancora più caldo.

 

                                                                                           Carmelo Anastasio

                                                                                         

 

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Teresa 09/27/2009 17:08


Ho 49 anni, a settembre speravo nelruolo, quì a Catanzaro... mi sa che me lo scordo con tutti quelli della 104 che mi passano avanti. Teresa


marco 09/26/2009 12:58


Non se ne può più! Basta, vado a fare il benzinaro.


CARANAS 09/26/2009 16:00


Se lo trova il posto da benzinaio... sono rari anche quelli. Meglio dedicarsi alla raccolta degli oli esausti o allevera VERMI in Calabria. Grazie , Caranas


oracoli 09/13/2009 18:48

scrivi sempre bene, ma c....e ciao OracoliScherzo !!!!!!!! 

CARANAS 09/14/2009 00:38


L'importante è non fare la Sibilla!

Che significa " c....e "?
Chi sei?


Antonio Maiorano 09/07/2009 18:54

Sacrosante parole Sig. Anastasio. Io mi devo fare 75 Km all'andata e 75 al ritorno perchè non ci sono altri mezzi per arrivare in orario. Non mi lamento però perchè altri amici in lombardia non ce l'hanno fatta. Tiriamo avanti