Un grande laboratorio di innovazione è quello che occorre.
Fuscaldo è il paese più bello della costa del medio tirreno cosentino. Senza presunzione. Potrebbe chiamarsi Ethos, sarebbe la stessa cosa. Con le sue straordinarie attrattive , punte d’eccellenza paesaggistiche , continua ad ammaliare chiunque vi ponga piede per la prima volta arricchendolo di pathos . Un territorio che non ha dimenticato generosità, solidarietà , cooperazione e le sue radici ataviche. In altra occasione, provocatoriamente invitavo a non estivarvi, perché a Fuscaldo i problemi ci sono e non bisogna nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Occorre risolverli , ed io volevo e voglio contribuire , con l’aiuto di chi ancora non lo so. Eppure occorre crescere, necessitando un’azione programmata, incisiva e vincente schiva di difese sterili del territorio di chi ci abita perché Fuscaldo è di tutti e tutti dobbiamo operare per Fuscaldo , oltre Fuscaldo. Si può ripartire dall’ambiente combattendo quegli insospettabili suoi nemici , perché non ci sono solo i grandi inquinatori, ne esistono anche di piccoli, quasi inconsapevoli della loro mancanza di rispetto per la natura e l’ambiente tra nuovi e vecchi vizi. Pascal nei suoi Pensieri , di fronte alla bellezza e alla stravaganza del creato dichiarava : “ La natura ha delle perfezioni per mostrare che è l’immagine di Dio, ma ha anche dei difetti per mostrare che ne è solo l’immagine “. E dunque, rispettarla ed amarla nel suo mistero, ma anche conoscerla, coltivarla e custodirla. Tutti dobbiamo cooperare per sconfiggere l’ecomafia , partendo dal piccolo, operando e denunciando per azzerare quel 30 % di reati contro l’ambiente che è concentrato in Calabria. Siamo quasi all’emergenza rifiuti in questa terra, di piani criminali per accaparrarsi risorse pubbliche legate al ciclo del cemento e dei rifiuti , sono piene le pagine delle inchieste delle Direzioni distrettuali antimafia. Se poi sono vere le ipotesi di inquinamento radioattivo in mare ( non troppo lontano da Fuscaldo) e su alcune colline vicine ai nostri fuscaldesi monti, tutti dovranno preoccuparsi dell’azione di quei fini predatori… Predatori per i quali esiste solo il presente. Nuovi Barbari che ricordano gli alieni di Indipendence Day. Della natura sembra non interessarsene nessuno, o meglio : molti denunciano lo scarso rispetto per l’ambiente ma poi , nei fatti , i comportamenti non cambiano o cambiano poco. Vedi ad esempio gli incendi dolosi (?) di agosto in montagna . E’ cosi bella la terra di Fuscaldo e perché non ripartire proprio da questa? Quanti nel paese sono disposti a lavorare un pezzo di terreno per produrre oltre il fabbisogno personale sì che creando una cooperativa centro di raccolta e lavorazione del prodotto si possa poi generare reddito per se e per gli altri esportando oltre il paese. Pensiamo ad esempio ai fichi e alla loro lavorazione (nocchette, crocette, paddruni, crapiceddre ecc.) .Ci vogliono soldi certo, ma forse è più facile comprare all’asta la vecchia struttura del mercato e trasformarla nell’ennesimo palazzo opprimente ma capace di produrre più immediato reddito che non costruirvi un piccolo stabilimento per la lavorazione dei prodotti locali. Se non sbaglio l’edificio è stato messo all’asta per 300.000 €. Tra gli imprenditori locali chi sarebbe disposto a realizzare il progetto de quo , magari con la partecipazione del comune e della provincia? Pensiamo anche ai posti di lavoro che si creerebbero. Cosa ne pensa l’Amministrazione comunale? Si dirà : “ ma questo dove vive? Ha dimenticato che in tutta la Calabria comandano pochi individui?” Sarò un ottimista ma l’idea mi sembra buona e così anche per l’acquisto di tutte le altre strutture messe all’asta dal comune (ex scuola di Serriceddra ecc.). Non ci sono solo i fichi a Fuscaldo. Pensiamo alle fragole, agli insaccati, ai cinghiali, alle diverse forme di pane che una volta arrivavano anche nel grande ipermercato di Vimodrone (MI) dove vivo, al limoncello, all’anice, al milazzo (vin cotto) , alle olive e all’olio, alla seta ( fino agli anni 50 Fuscaldo ne produceva parecchia), ai pomodori , alla lavorazione della pietra locale (tufo , ma credo sia arenaria), ai canestri, alle sculture in legno, alle sedie impagliate, ai recipienti in rame, ai presepi , alla produzione di legname (una volta ricca con buona esportazione) ecc.ecc. Che fine ha fatto l’Accademia dei mestieri con i fondi guadagnati in TV? E ancora : “questo sogna o è desto?”. Bisognerebbe inoltre riportare le scuole industriali locali all’antica crescita. Non dimentichiamo che all’ITIS ed all’IPSIA vi erano negli anni ‘60 iscritti provenienti da Santa Eufemia e da Sapri. Quanti di noi hanno potuto insegnare grazie a quel diploma? E poi occorre rivalorizzare tutte le chiese del territorio magari giungendo anche a soluzioni drastiche (ora provoco! La butto li) buttando giù ad esempio quelle due/tre case che non permettono la vista della facciata frontale della Chiesa Matrice e quella laterale della Chiesa di Scarcelli (mo’ s’incazzano e incominciano a bestemmiare )…
In quale cassetto è rimasto il progetto del porticciolo turistico?
In quale altro cassetto è rimasto il progetto della metropolitana leggera? Le due proposte mi sembravano buone ( beh , se legate ad altri progetti per Fuscaldo). Peccato , un’occasione persa (spero rimandata) per l’Amministrazione. Non si legga in queste note un “appunto” a chi ci amministra, tutti cerchiamo di metterci buona volontà ( alcuni penseranno : troppo buono!) ma a volte gli ostacoli sono veramente tanti e quindi uno stimolo può essere utile affinché si possa uscire da un’ottica che ci divide semplicemente, a danno dell’intera comunità. Divide cosa ? Divide chi critica da chi lavora in buona o cattiva (?) fede , divide da chi fa chiacchiera improduttiva, divide da chi pensa che quando si fa una cosa , la si fa perché si è in cerca di visibilità.
Una volta ( anni settanta e precedenti) per un pezzo di terra da lavorare si faceva a gara. Ebbene, a Fuscaldo la terra non la si vuole nemmeno “ a gratis”. Qualcuno penserà : “ perché non vai a zappare tu?”. Messa così certo, nessuno avrà voglia, se uno si deve rompere la schiena per una lattuga! Ma non è quello l’obiettivo. Pensiamo alle cooperative di cui sopra, alle piccole e medie aziende, alle società , a tutto quello che da una semplice idea imprenditoriale può generare reddito per tutto il territorio. E pensare che qui dove vivo, occorre entrare in una graduatoria per la concessione di un orto (a pagamento). Perché non si progetta e realizza un centro di primo soccorso e analisi nel capoluogo ? Non è utile? Perché in zona “ l’acquiceddra “ o più su “’mbaro di Valenza” non si costruisce un ospedale geriatrico o anche un semplice sanatorio? Perché al “laghicello” l’area non viene sfruttata (in accordo col Comune di San Benedetto) per il turismo , con uno/ due alberghetti (con materiali locali) e magari piste innevate, o anche giochi d’acqua o pesca sportiva? E la vecchia funivia “mare-monti” prevista già nel progetto del Sangrilà? Come si può notare, non ci sono solo “critiche” ( se pur ridotte all’osso) ma anche proposte. E ne avrei tante altre da fare. Uniti (tutti) si vince e se si vince, nessuno partirà più dal paese per il nord in cerca di lavoro. Ad occhio e croce, basterà un miliardo di euro per realizzare una parte se pur piccola di quanto sopra? “ E chi te li da? Certo, se ragioniamo così, se ognuno tira acqua per il suo orticello, non si arriverà da nessuna parte. In Calabria poi non dimentichiamoci del mare sporco, ma per quello occorre un’azione sinergica e forte di tutti i sindaci calabresi.
Fino a che punto una linea divide inesorabilmente un «di qua» e un «di là» ? Quanto potente è quel filo che marca la distinzione tra «noi» e «loro» intendendo con «noi» la parte buona che c’è in ciascuno e con « loro» gli indifferenti o semplicemente gli «altri» e con essi i “predoni” ? E’ possibile avviare, o se vogliamo, anche accelerare e consolidare il processo di rinascita della nostra cittadina? E’ possibile andare oltre e proiettarci in un futuro radioso per tutta la comunità? Chi ci sta? Ogni tanto qualcuno se lo legge il Vangelo ?
foto di G.Giglio
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Autore di diverse foto presenti nel blog : MARIO ANASTASIO
Per altre immagini : Giorgio Giglio e Carmelo Anastasio


















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FUSCALDO IMMAGINI E RICORDI
In questo libro riaffiorano attraverso le foto, suddivise per tema, frammenti di un passato ancora vivo: ogni angolo, la piazza, ogni portale, ogni
pietra, raccontano una storia stratificata e variegata che ci riporta ai periodi più antichi e poi a quelli più recenti fino a riconoscersi in alcune foto che impreziosiscono
questo volume.

dalle pietre di Fuscaldo, un irresistibile messaggio nei suoi cento portali


In questo "Quaderno" una silloge delle mie poesie , summa poetica della mia giovinezza e poi maturità. Alcune voci fotografano una certa vitalità polimorfa ma anche
intensità e varietà del discorso poetico.Almeno così si sono espressi quelli che dopo la lettura , hanno elogiato la creatività lirica dei vari messaggi poetici della
raccolta.

Il romanzo

Una storia d’amore e d’eresia rinasce dall’ombra del passato in una cornice non
sempre allegra, fatta di ricerca e di ricordi sviluppandosi in un racconto a volte visionario, a volte storico , inseguendo note di un destino ineluttabile sino a concludersi con la morte
fortemente voluta da Gian Luigi Pascale , un valdese giunto da Ginevra nella terra di Fuscaldo . Un libro tumultuoso in cui le storie d’amore e di fede , s’intrecciano in pagine scritte spesso
con toni leggendari. Ai personaggi principali , realmente vissuti, se ne aggiungono altri tipicamente fuscaldesi scaturiti dalla fantasia dell’autore che rende con le loro gesta più gioiosa la lettura di una storia d’amore mai
esistita, quella di Francesca , duchessa di Seminara e Gian Luigi Pascale di Cuneo, personaggi qui immersi in un universo di solitudini incrociate. Su tutti domina l’azione dell’Inquisizione che
culmina in una strage realmente accaduta nel 1561 , che causò circa 6000 morti e ancor oggi,
testimoniata dalla “Porta del sangue” in Guardia Piemontese (CS).

La storia del ratto delle Sabine è narrata in questo libretto in modo semplice e illustrata dallo stesso autore con tratti elementari per rendere agevole la lettura degli alunni delle ultime classi della scuola primaria. Un
racconto piacevole per l’introduzione alle storie mitologiche che aiuta a far crescere facendo intuire quanto sia difficile andare d’accordo e
convivere con spirito di fratellanza.
In questo libretto di Mario Anastasio tutte le date storiche di Fuscaldo

ALCUNE IMMAGINI DI FUSCALDO
NOTA
Non tutte le foto di questo blog sono di C.Anastasio;
diverse sono state gentilmente concesse dagli autori.
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Bella iniziativa! Senza misure di sicurezza
Mah! Che testa avevamo!!!
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