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Blog  di Caranas

Il papello dei 12 punti

16 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

                                                                                                               di Carmelo Anastasio

 

 

PAPELLO : elenco in 12 punti delle richieste della mafia allo Stato per interrompere la stagione delle stragi dei primi anni novanta.

 

A parlarne, fu per primo il pentito Giovanni Brusca durante il processo di Firenze sulle stragi del 1993. Era il 13 gennaio 1998.

In quell’occasione, Brusca riferì di una trattativa tra il capo di Cosa Nostra e lo Stato , fatta dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone . Iniziativa che pare, secondo le rivelazioni del pentito ( lo stesso ebbe un ruolo di primo piano nella strage), sia partita dallo stesso Stato che ricevette un elenco lungo e pesante con richieste che avrebbero compreso diverse agevolazioni per Cosa Nostra. Ecco alcune delle richieste : abolizione del carcere duro per i mafiosi; revisione della legge sulla confisca dei  beni; revisione della legge sul Maxiprocesso; revisione della legge sui pentiti , ecc.

Secondo le dichiarazioni del pentito, il capitano dei Carabinieri del Ros Giuseppe De Donno e il generale Mori, chiesero allo stesso Brusca d’intercedere per avere un colloquio con il boss Riina. Vito Ciancimino avrebbe dovuto far da intermediario.

La fotocopia del “ papello” è stata consegnata  mercoledì scorso alla Procura della Repubblica di Palermo,dall’avvocato di Massimo Ciancimino (figlio dell’ex sindaco di Palermo).

Secondo “L’Espresso” che si è occupato della faccenda con un servizio corredato da fotografie dei documenti, esisterebbe anche un secondo “papello” redatto da Vito Ciancimino con le modifiche al primo , scritte da propria mano dallo stesso che vi avrebbe attaccato poi un post-it  con la nota “ consegnato al colonnello dei carabinieri Mori del Ros”

Le rivelazioni dell’ex ministro Claudio Martelli durante la trasmissione “Anno Zero” , hanno quindi prodotto quel movimento inteso agli accertamenti del caso , da parte dei pubblici ministeri di Palermo e di Caltanisetta  che a Roma, hanno sentito l’ex guardasigilli del 1992 per più di 3 ore.

Martelli aveva detto ad Anno Zero che il giudice Paolo Borsellino sapeva della trattativa tra Stato e mafia avendola appresa da Liliana Ferraro ex direttore degli affari penali nonché collaboratrice di Giovanni Falcone.

Anche la Falcone è stata ascoltata dagli inquirenti ed ha confermato le dichiarazioni tardive dell’ex ministro Martelli.

Ci interroghiamo ? Come mai Martelli ne parla solo adesso ? Come mai la cassaforte di Ciancimino contenente i papelli non è stata mai perquisita?  "La forza dei fatti", era lo slogan del  Presidente Berlusconi per strappare qualche voto ai sondaggi elettorali di Forza Italia di quei tempi.

Ha dimenticato solo di menzionare i suoi di fatti : una vita fatta di menzogne e coperta dai suoi esponenti politici, una vita derisa in italia e all'estero. Che figura di merda! Speriamo poi che nulla ci sia di vero nell’ennesimo lodo , quello afghano. Se le dichiarazioni non smentite dal Times sono vere ( lo Stato avrebbe pagato i talebani per non attentare contro i soldati italiani in Afghanistan), allora occorre fare molto di più per mandare a casa Berlusconi. O meglio, se verranno trovate prove contro di lui, dovrà essere assicurato alle carceri italiane. Così forse l’Italia riacquisterà la sua forza e dignità. 
                                                                                       © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Domenico 10/18/2009 17:33


Anche queste rivelazioni finiranno nell'oblio. Troppi interessi ci girano attorno e la verità non sarà mai svelata come nel caso di Fortugno, Ilaria Alpi ecc. ecc.