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      estratto da Repubblica


"Un sistema idrico da terzo mondo"

 

La sponda del lago Alaco

Dall'invaso dell'Alaco arriva agli abitanti di 88 comuni, un liquido sporco, fetido, carico di malattie. Sigillati 57 impianti, sotto sequestro praticamente l'intera filiera idrica del vibonese. Ventisei indagati tra amministratori e tecnici. Ma per la regione Calabria, l'acqua è potabileVIBO VALENTIA - Ci sono giorni che è marrone chiara, altri di uno strano rosso ruggine. Non la beve più nessuno da mesi, chi può non la usa neppure per lavarsi, ma dai rubinetti non esce altro. E' acqua sporca, marcia, fetida. Corre dall'invaso della diga dell'Alaco in provincia di Vibo Valentia e arriva nei serbatoi di 88 comuni della Calabria centrale. E' l'unica dotazione idrica per 400 mila persone che ci devono fare i conti ogni ogni giorno. Acqua avvelenata e malanni, impianti idrici da terzo mondo e infezioni, depurazione taroccata e l'ombra di danni alla salute.

Un quadro complessivo confermato dagli ultimi sopralluoghi eseguiti pochi giorni prima dell'emissione degli avvisi di garanzia sia nell'area vicina al bacino dell'Alaco che in alcuni serbatoi a valle dell'impianto stesso quali ad esempio il sedimentatore di Brognaturo, il serbatoio-ripartitore di Vallelonga, il campo pozzi di Gerocarne, sul cui retro passa la condotta dell'Alaco e, infine, il serbatoio sopraelevato di S. Angelo di Gerocarne.

Da quando  la Sorical ha allungato i suoi tentacoli, a circa 400.000 persone in 88 comuni di tutta la Calabria è stato negato il diritto all'acqua, perché dai loro rubinetti scorre un liquido maleodorante ed infetto, pompato da un lago malato, ex discarica a cielo aperto mai realmente bonificata.

Tag(s) : #NOTIZIE OGGI

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