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linkStamane su Rai Tre, durante la trasmissione Agorà, condotta dal giornalista Andrea Vianello, un sornione Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto, se n’è uscito con la “leggenda metropolitana” della pompetta idraulica di Berlusconi. Tanto per capirci, si tratterebbe di una "protesi tricomponente", consistente in due pistoncini che si erigono a comando. Basta pigiare una pompetta posta nella borsa scrotale e l’erezione è garantita. Lo stesso Barbacetto aveva fatto la illuminante rivelazione già in passato, durante la trasmissione de La7 “Exit”, condotta da un’allora allibita Ilaria D’Amico. Quando Barbacetto questa mattina ha citato la suddetta pompetta, il senatore Pdl Giorgio Clelio Straquadanio, anche lui presente in studio, ha strabuzzato gli occhi e irato ha lasciato la diretta. La sua sdegnosa assenza è durata lo spazio di un minuto. Tanto ci è voluto per tornare in sé, sedersi in studio e minacciare querela. Non per la pompetta presidenziale, ha puntualizzato Straquadanio, ma perché  Barbacetto nel proseguio del suo intervento ha detto che il senatore “è pagato per dire bugie”. Ma la netta impressione è che il senatore Pdl sia stato colto da raptus proprio perché in diretta Tv è stata messa in dubbio la virilità del suo condottiero. Berlusconi sarebbe impotente in conseguenza di un’operazione alla prostata in seguito ad un cancro che lo colpì nel 1997. Fatto per cui, una volta rimessosi dalla malattia, sarebbe ricorso ad un ingegnoso marchingegno che gli assicurasse l’erezione perpetua.

 

E da qui parte il dramma di un uomo.Più di ogni cosa, a Berlusconi starebbe a cuore la tenuta erettile del suo pene. La sua carriera imprenditoriale, politica, nonché la sua vicenda umana, potrebbe essere racchiusa in qualcosa che potremmo riassumere nella “fenomenologia del pene”, tanto il Cavaliere abbia incentrato i suoi successi sul suo tasso testoteronico. Ma al suo pene, a quanto pare, è legata anche la sua prossima fine. Le cronache di questi giorni raccontano di dozzine e dozzine di giovani donne, scelte alla rinfusa da il trio delle meraviglie Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Raccontano di coiti in sequenza, della durata media di cinque minuti l’uno, con un susseguirsi di ragazze in batteria. Qualcosa di sovraumano. E forse ecco spiegato l’arcano. Una piccola e semplice digitazione dello scroto e tutto è possibile. Ma ci si chiede: chi rivolge lo sguardo al proprio scroto, potrebbe mai essere capace di volgere poi lo stesso sguardo all’orizzonte?

 

Se la storia della pompa idraulica miracolosa fosse vera, si potrebbe dire che Berlusconi al centro dei suoi pensieri abbia avuto, almeno negli ultimi quindici anni, unicamente il proprio pene. Non è ridicola tale immagine? Sì. Si potrebbe dire che l’Italia ha avuto tra i suo più illustri statisti uno che pensava che un pene fosse stato per sempre. Quasi fosse un diamante.

 

 In ultimo, la vicenda di Berlusconi ha dell’incredibile. La sua vicenda, specie ora che sta volgendo al termine, emana grande fascinazione per tutti coloro che amano il cinema e la letteratura. Quale grande soggetto, quale sublime sceneggiatura potrebbe essere scritta sulla vicenda umana, più che politica, di Berlusconi? Altro che “Il divo”, qui ci troviamo di fronte ad un uomo che ha preteso l’immortalità della carne.

 

O meglio, l’immortalità del suo pene.

 

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Tag(s) : #ATTUALITA'

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